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Categoria

In primo piano

Donne
AttualitàIn primo pianoParliamone

SAMSUNG E TELEFONO ROSA INSIEME PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA

scritto da L'Interessante

Donne

di Maria Rosaria Corsino

 

Dopo aver concluso il periodo d’accoglienza nei centri anti-violenza, alcune donne si trovano in grosse difficoltà economiche, senza un lavoro e con una famiglia da mantenere. Ecco perché, molte di loro tornano sui loro passi.

 

TELEFONO ROSA: IL PRIMO SPOT CONTRO LA VIOLENZA REALIZZATO DALLE DONNE CHE L’HANNO SUBITA

Da sempre vicino alle donne, Samsung sceglie Telefono Rosa come partner della nuova campagna sociale Women run the show: 10 donne accolte dal Telefono Rosa sono le protagoniste del progetto che si pone come obiettivo il loro reinserimento nel mondo del lavoro. Samsung ha offerto loro dei corsi di formazione professionale in linea con le loro passioni, e l’opportunità unica di pensare, realizzare ed interpretare il nuovo spot del Telefono Rosa.

Hanno trovato il coraggio di denunciare e ora sono determinate ad aiutare tutte le donne che subiscono violenza fisica e psicologica tra le mura di casa, per incoraggiarle a credere che ricominciare da zero è possibile. Alina, Flavia, Giusy, Grecia, Irina, Kathy, Latifa, Laura, Mounia e Urszula hanno realizzato ed interpretato il nuovo spot del Telefono Rosa che invita tutti a riconoscere i segnali di una donna vittima di violenza domestica.

 

VIOLENZA SULLE DONNE: ALCUNI DATI

In Italia sono oltre 6 milioni le donne che hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza, numero che rappresenta circa il 31% delle donne tra i 16 e i 70 anni. In genere sono i partner (attuali o ex) che commettono le violenze più gravi: il 62,7% degli stupri è commesso infatti da un partner attuale o precedente.

 

 

 

SAMSUNG IN CAMPO PER LE DONNE

 

Samsung ha deciso di attivarsi direttamente e, insieme a Telefono Rosa, ha individuato 10 protagoniste in tutta Italia, pronte a rinascere e a diventare un esempio vincente per milioni di donne che hanno vissuto un’esperienza simile. Queste donne sono state accompagnate in un percorso personalizzato, che ha consentito loro di reintegrarsi nella società attraverso corsi di formazione certificati, per acquisire competenze in linea con le loro reali attitudini e predisposizioni e con le richieste del mercato, favorendo così la realizzazione del loro potenziale e opportunità di lavoro. Ma non solo. Sebbene Samsung riconosca come il lavoro sia un aspetto fondamentale per assicurare a queste donne l’indipendenza economica necessaria a garantire un luogo sicuro ai propri figli, e a non ricadere nella rete del proprio carnefice, è anche consapevole che il percorso di reintegro deve partire anche dal recupero della propria autostima, dimensione altrettanto importante. Ecco perché Samsung, con Telefono Rosa, ha aiutato queste coraggiose donne attraverso un percorso motivazionale e di coaching, curato e perfezionato in ogni sua fase, finalizzato ad infondere la forza e la fiducia tolte a queste persone e necessarie per ripartire, a cui si affianca un supporto concreto in tutte quelle attività pratiche (per esempio baby-sitting durante la presenza ai corsi, pagamento dell’affitto di casa e delle utenze) che una mamma deve riuscire a conciliare con il proprio lavoro. Un progetto che ha avuto anche il plauso delle Istituzioni tanto da aver ricevuto il Patrocinio del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri presente all’evento con Michele Palma, Consigliere del Dipartimento per le Pari Opportunità e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Traguardo importante perché è proprio dalla collaborazione tra Istituzioni, Associazioni e Aziende possono nascere iniziative concrete per contrastare questo fenomeno, che in Italia ha colpito fino ad ora già 6 milioni di donne.

 

 

SAMSUNG E TELEFONO ROSA INSIEME PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA was last modified: ottobre 29th, 2016 by L'Interessante
29 ottobre 2016 0 commenti
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napoli
CalcioIn primo piano

NAPOLI CHE VINCE MA NON CONVINCE

scritto da Walter Magliocca

 napoli

Napoli contro il muro difensivo dell’Empoli

Il Napoli inanella altri tre punti ma la prestazione non convince. L’Empoli, anche al San Paolo attua il solito gioco a difesa dell’inviolabilità della porta senza, però, attuare alcuno schema offensivo. Nove, in alcune azioni addirittura dieci uomini compreso Skorupski, a delimitare l’area di rigore e a stringere le maglie per evitare le incursioni dei partenopei. Così vanno via i primi 45’, dove gli azzurri sciupano un po’ per demerito di Mertens e Callejon e un po’ per merito di Skorupski , migliore in campo per i toscani. Senza reti e si teme per i secondi 45’.

Nel secondo tempo il Napoli sblocca e raddoppia ma evidenzia tutti i suoi limiti

Ma, dopo appena sei minuti della ripresa, è il solito Mertens, anche oggi il migliore in campo, a sfruttare una disattenzione difensiva dell’Empoli e a sbloccare il risultato. Erroneamente si pensa che da questo momento per il Napoli possa essere più semplice sfruttare gli spazi che i toscani dovranno, gioco forza, lasciare agli azzurri. Invece, per 30’, fino al momento in cui Chiriches non chiude la partita sempre su disattenzione difensiva dei toscani su calcio d’angolo, c’è solo l’Empoli in campo. Il Napoli in pratica viene aggredito dall’Empoli e non riesce a superare la propria metà campo. In tal modo viene evidenziato il limite caratteriale, tattico e motivazionale degli azzurri. L’impressione è che, a parte qualche elemento come Mertens, Reina, Hamsik, i giocatori non abbino la giusta spinta, quella molla di entusiasmo che possa connotare positivamente una stagione agonistica.

De Laurentiis in tribuna

Ancora una volta il presidente ha assistito all’incontro dalla tribuna. Non un sorriso né di scherno né di soddisfazione. Sia i soliti cori iniziali provenienti dalla curva “b” “de laurentiis figlio di……” che i goals, ne hanno scalfito l’espressione. Il maggiore azionista della società mostra una palese sicumera, ma comprende bene, solo con se stesso, che la stagione non mostra i soliti segnali benevoli. Dovrebbe correre ai ripari “ma i mercato di gennaio è per coloro i quali ammettono di aver sbagliato in estate”. E Non è il caso della società calcio Napoli (??).

Sarri ancora una volta difende i risultati raggiunti, soddisfatto del gioco.

Sarri sembra avere registrato le proprie dichiarazioni. Nel dopopartita ai microfoni di mediaset “Pecchiamo di superficialità. Non siamo ancora cinici. E dobbiamo migliorare la gestione della partita. Ma i risultati della suadra sono positivi, abbiamo una media di due punti a partita e, anche se i pronostici ci considerano come quarta o anche quinta forza del campionato, siamo al terzo posto”.

Che dire: contento (per utilitarismo e poco per convinzione) lui……. Ma a chi toccherebbe correggere i difetti menzionati? E sabato sera c’è la Juve. E’ dura ma, come diceva un tale: “qui si parrà la tua nobilitate”…… senza scuse o giustificazioni.

NAPOLI CHE VINCE MA NON CONVINCE was last modified: ottobre 27th, 2016 by Walter Magliocca
27 ottobre 2016 0 commenti
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Codice
CulturaIn primo pianoTeatro

Codice Nero: 29 e 30 Ottobre ad Officinateatro

scritto da L'Interessante

Codice Nero

29 Ottobre ore 21:00
30 Ottobre ore 19:00

CODICE NERO

Di e con: Riccardo Lanzarone
Musiche: Giorgio Distante
Disegno luci: Michelangelo Volpe
Dipinto: Pietro Distante
Organizzazione: Giulia Maria Falzea
Costumi: Bianca Maria Sitzia
Assistente costumi: Lilian Indraccolo
Produzione: Cantieri Teatrali Koreja

Cosa succede quando un uomo qualunque è costretto a stare in ospedale?
Salvatore Geraci, ex artificiere siciliano, racconta la sua vita: un tempo sospeso e solitario fatto di silenzi, sguardi, speranze e abbandono. Codice nero viola l’intimità del paziente che aspetta il suo turno. L’attesa diventa l’anticamera perfetta di uno spazio personale dove rivelare chi si era prima della malattia e supporre come andrà a finire. Il tempo di attesa è indefinito e informe: il protagonista ci vive dentro in una costante altalena tra presente, passato e futuro. Si ricorda chi era e immagina chi vorrà essere.
Salvatore attende e non smette di chiedere: “Tocca a me?” Intanto prepara un fuoco d’artificio che deve esplodere in tempo o forse mai.
Cosa hanno in comune la sanità e la polvere da sparo?

Per info e prenotazioni
Officinateatro – Viale degli Antichi Platani 10 – 81100 San Leucio (CE)
Tel: 0823363066 – 3491014251
Mail: info@officinateatro.com
www.officinateatro.com

Codice Nero: 29 e 30 Ottobre ad Officinateatro was last modified: ottobre 27th, 2016 by L'Interessante
27 ottobre 2016 0 commenti
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Caserta
In primo pianoSportVolley

Caserta, verso la conclusione la rassegna I GIOCHI DEL RE

scritto da L'Interessante

Caserta

Verso la conclusione l’intenso ottobre promosso dal Coni nell’ambito della rassegna “I Giochi del Re” per i 300 anni dalla nascita di Carlo di Borbone e per la FLIK FLOK DEI BERSAGLIERI al VILLAGGIO DELLO SPORT.

Ai campetti, Sabato, dinanzi alla Reggia di Caserta, ginnastica, taekwondo, lotta, pallatamburello, jujitsu, kick boxing. Attesa per la dimostrazione di scherma medioevale, mostre ed esposizioni negli stand, l’esibizione della fanfara.                      

Grande festa dello sport sabato 29 in piazza Carlo 3° nel Villaggio “cremisi” allestito dalla Brigata Bersaglieri Garibaldi alla vigilia della tradizionale Flik Flok, la mezza maratona internazionale, in programma domenica 30. Oltre venti le attività dimostrative ospitate nell’attrezzata area sportiva, coordinata dal Coni nell’ambito della rassegna “I Giochi del Re”, organizzati per i 300 anni dalla nascita di Carlo di Borbone. Grande l’attesa per l’originale esibizione di scherma antica dinanzi alla       Reggia, realizzata dalla Compagnia della Rosa e della Spada con la collaborazione del Gruppo Sportivo Schermistico Giannone di Caserta.
                      Queste le altre società sportive coinvolte: per la ginnastica La Verdiana Caserta e l’Euritmia San Nicola la Strada; per la lotta la Virtus Casertana; per il pattinaggio la Roller Caserta; per l’atletica la Fiamma Argento Caserta; la Federazione Kick Boxing; il Gruppo Sportivo Pallatamburello Maddaloni; la Società Jiujitsu Caserta; la Società       Taekwondo Caserta; il Gruppo Scacchistico Casertano; l’Automobile Club Caserta; l’Associazione Sportiva Italiana e tante altre.
                       Le attività prenderanno il via sabato mattina alle 10 dopo l’alzabandiera e gli interventi di saluto delle Autorità, tra cui il Comandante della Brigata Bersaglieri Garibaldi Generale Claudio Minghetti, che aprirà ufficialmente il Villaggio “cremisi”, insieme con il Sindaco Carlo Marino e il Delegato Coni Michele De Simone, dove trovano spazio i punti sport,       gli stand espositivi con mostre fotografiche e statiche, quelli degli       sponsor enogastronomici, di artigianato e delle altre aziende che hanno  fiancheggiato la kermesse podistica. L’animazione è prevista, con le musiche anche della prestigiosa fanfara dei bersaglieri, fino alle 12.30 e, dopo l’intervallo, si riprenderà alle 15.30 anche con l’intervento di       altri gruppi musicali fino alle 19.
                       Dopo il prologo di sport, arte e cultura, domenica mattina alle 9 precise partirà sempre dalla piazza Carlo 3° la diciassettesima edizione della Flik Flok, organizzata dall’Associazione Dilettantistica Sportiva Esercito “GS Garibaldi”, con la mezza maratona da 21 km., la gara podistica da 10 km., la passeggiata a passo libero di 5 km. e, infine, l’originale       passeggiata in città di 1 km. dedicata ai bambini e denominata “A spasso con mamma, papà e….Fido”.

Caserta, verso la conclusione la rassegna I GIOCHI DEL RE was last modified: ottobre 27th, 2016 by L'Interessante
27 ottobre 2016 0 commenti
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Zucche
In primo pianoParliamone

Zucche, trucchi e burattini al Bco

scritto da L'Interessante

Zucche

Zucche, trucchi e burattini: al Bco si festeggia Halloween con eventi dal 27 al 31 ottobre

Zucche trasformate in opere d’arte, burattini, trucchi colorati e “terrificanti”. Sono queste alcune delle sorprese riservate ai clienti del BCOutlet, la galleria del Parco Commerciale Campania in località Aurno a Marcianise, in occasione della notte delle streghe e per l’intero weekend con un programma dedicato ai grandi e piccini.

Si comincia domani quando, dalle 17 alle 20, lo chef Francesco Scravaglieri si esibirà in uno spettacolo di intaglio di zucche. Tutti potranno assistere ad una vera e propria trasformazione di semplici zucche in spettacolari opere d’arte, ammirando l’intero processo di elaborazione.

Il 29 e 30 ottobre sono in programma appuntamenti dedicati ai più piccoli, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17, con gli animatori “Truccabimbi” che si divertiranno a far diventare i bambini colorati e “terrificanti” in vista della notte delle streghe. Negli stessi giorni dalle 17 alle 19 andrà in scena il Teatro Nazionale dei Burattini, con il Maestro Burattinaio Mauro Apicella. Uno spettacolo nel solco della tradizione del teatro di burattini, una delle forme di intrattenimento più antiche e divertenti sia per i grandi che per i bambini.

Il 31 ottobre, infine, a partire dalle 18 ci sarà l’assegnazione delle zucche intagliate dallo chef Scravaglieri. Ogni cliente che si presenterà al desk con uno scontrino d’acquisto in uno degli store del BCOutlet riceverà un biglietto di Halloween e partecipare all’estrazione delle zucche diventate opere d’arte.

Nel corso del weekend, inoltre, la zucca sarà l’assoluta protagonista anche in cucina con la preparazione di menu tematici all’interno dei locali dedicati alla ristorazione presenti in Bco.

Zucche, trucchi e burattini al Bco was last modified: ottobre 26th, 2016 by L'Interessante
26 ottobre 2016 0 commenti
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Cubo
CulturaEventiIn primo piano

CUBO GIGANTE ALTO 5 METRI COMPARE A PIAZZA DANTE A NAPOLI

scritto da L'Interessante

Cubo

CUBO GIGANTE ALTO 5 METRI COMPARE A PIAZZA DANTE A NAPOLI

UN COUNT DOWN SCANDISCE IL TEMPO. SARA’ UNA TROVATA PUBBLICITARIA?

Napoli, 26 ottobre 2016 – Cosa ci fa un misterioso cubo nero di 5 metri di altezza a Piazza Dante? Cosa succederà allo scadere di quel count down che scorre inesorabile sui suoi lati, destinato a concludersi alle 18.30 di questa sera? Cosa si nasconderà dentro a quel cubo? Sono solo alcune delle domande che si saranno posti i tanti napoletani e i turisti che oggi – con grande stupore – si sono imbattuti in un vero e proprio “monolite” di colore nero sistemato in una delle piazze simbolo di Napoli.

Intanto sul web e sui social, tra selfie e post, compaiono le prime ipotesi: alcuni scrivono di avere sentito dei suoni uscire dal cubo. Altri di aver visto del vapore. C’è chi pensa ad una trovata di marketing e chi invece si dice convinto che sarà un ennesimo cantiere pubblico che si appresta a partire; mentre i tifosi più accaniti sperano che dentro a quella scatola gigante si nasconda qualche nuovo acquisto della società di calcio partenopea, o magari l’idolo della città, Maradona… ma al di là
delle ipotesi più fantasiose, per sapere la verità bisognerà per forza di cose aspettare le 18.30 di questo pomeriggio.

CUBO GIGANTE ALTO 5 METRI COMPARE A PIAZZA DANTE A NAPOLI was last modified: ottobre 26th, 2016 by L'Interessante
26 ottobre 2016 0 commenti
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Iperattività- ipersensibilità- esuberante- stress-cura
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Iperattività: intervista alla dott.ssa Federica Manunta

scritto da L'Interessante

Iperattività Iperattività

Di Luigi Sacchettino

 

Cari lettori interessati, vi è mai capitato di essere accolti da un cane che vi saltava addosso,  mordicchiava ovunque, invitava al gioco in maniera esuberante e scoordinata?

Il classico cane definito iperattivo. In effetti dietro alcuni comportamenti apparentemente bizzarri può nascondersi  un’ alterazione del comportamento conosciuta come SINDROME Ipersensibilità– Iperattività

Per capirci qualcosa in più abbiamo raggiunto la dott.ssa Federica Manunta, Medico Veterinario esperto in comportamento, educatore e istruttore cinofilo.

  • Grazie mille per aver accettato l’intervista Dottoressa; cosa si intende tecnicamente per iperattività e per ipersensibilità?

“Grazie a Voi per questa possibilità. Si tratta di una patologia comportamentale che ha numerosi chiaroscuri al punto da rendere difficile una diagnosi precisa per un paziente affetto da questo disturbo. I cani vengono descritti come cani eccessivamente esuberanti, che non stanno fermi, che hanno voglia sempre di giocare e non smetterebbero mai. In realtà sono cani con una fortissima carenza di autocontrollo che li porta al continuo movimento che risulta inappropriato nella forma e nel contesto. Questi soggetti fanno fatica a concentrarsi su un’unica cosa e quindi hanno difficoltà di apprendimento, come se scordassero velocemente quello che sembravano aver imparato. Alcuni di loro sono affetti da una forte sensibilità verso l’ambiente, un po’ come se fossero totalmente esposti al mondo senza avere filtri di protezione. Ciò che ne consegue è che il tutto diventa un forte stimolo, anche ciò che appartiene allo sfondo e come tale viene vissuto con forte eccezionalità”.

  • Quindi non è infrequente imbattersi in cane esuberante a cui non è stato diagnosticato un disturbo legato all’iperattività?

“Per un proprietario è molto difficile capire se il proprio cane è un cane gioioso, aperto al mondo ed entusiasta nell’incontro con il mondo oppure se c’è un vero disturbo del comportamento. Direi che quando l’eccitazione dell’individuo va a disturbare il quotidiano dell’individuo stesso ostacolandolo nell’incontro stesso con ciò che lo circonda allora è giusto porsi dei dubbi”.

  • Allora quali sono i sintomi che dovrebbero metterci in allarme?

“Quando la comunicazione tra cane e proprietario diventa difficoltosa, quando stimoli che fanno ormai parte della vita quotidiana del cane sono sempre vissuti con forte eccezionalità, quando il cane non riesce a portare a termine un’attività/gioco poiché viene distratto da tutto quello che ha intorno”.

  • Come si interviene tendenzialmente in questi casi?

“Come sempre bisogna intervenire con un approccio sistemico, a 360 gradi, aiutando contemporaneamente cane e famiglia perché entrambi sono fortemente messi alla prova dalla situazione nella quale vivono quotidianamente. Un forte aiuto va dato alla comunicazione tra di loro per porre chiarezza e pulizia; sicuramente bisogna dare gratificazione al cane che si trova in un continuo stato di frustrazione. In passato al tendenza invece era di bloccare continuamente questi cani- che risultavano inibiti, frustrati e conseguentemente ancora più iperattivi”.

  • Spesso i proprietari di questi cani vivono un forte stress per la continua attività proposta dal cane: come si rivela tendenzialmente la prognosi?

“Difficile dirlo a priori; ogni soggetto va valutato specificatamente.  Tuttavia, quanto prima un proprietario riesce ad uscire dall’idea di essere lui colui che ha un problema ma inizia a vedere il cane come vera vittima del problema tanto prima riusciremo ad aiutare questo gruppo”.

  • A gennaio partirà presso la Vostra Associazione in Lombardia un corso rivolto agli istruttori dal titolo “Come prendersi cura della famiglia per curare il cane”: parlerete anche di questa sindrome? Com’è nata questa idea?

“Sì, sicuramente l’iperattività- ipersensibilità sarà argomento di lezione da parte del nostro Staff. Questo progetto nasce dalla forte necessità di avere un corso improntato sulla pratica che andasse diritto al cuore dei problemi comportamentali e che seguisse un approccio cognitivo-relazionale. Crediamo molto in questo progetto e vedere che c’è stato subito un forte riscontro da parte degli addetti ai lavori ci conferma che siamo sulla strada giusta”.

Ringraziamo la Dott.ssa Manunta per la disponibilità con cui ha risposto alle nostre domande. Per chi volesse avere maggiori informazioni sul paziente iperattivo e sul corso succitato può visitare la pagina facebook Tambra ASD o scrivere una mail all’indirizzo asdtambra@gmail.com.

E’ importante quindi rimanere sempre curiosi ed attenti circa il comportamento del nostro cane, senza darlo mai per scontato o banale; a volte una nostra convinzione può ritardare un processo di cura. Ho visto molti proprietari ridere- inconsapevolmente- del loro cane nel manifestare il disagio iperattivo. Nulla di più traumatico dello stare in un evento patologico e non sentirsi sostenuti e sorretti.

Bisogna rimanere attenti e responsivi.

Bisogna rimanere calmi. Il paziente iperattivo ne ha bisogno.

Iperattività: intervista alla dott.ssa Federica Manunta was last modified: ottobre 26th, 2016 by L'Interessante
26 ottobre 2016 0 commenti
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Don Camillo
CulturaIn primo piano

DON CAMILLO IN RUSSIA: INTERVISTA ALLA TRADUTTRICE OL’GA GUREVIČ

scritto da L'Interessante

Don Camillo

Di Erica Caimi

“ Piccolo Mondo: Don Camillo ” è stato tradotto fin da subito in moltissime lingue, eccezion fatta per il russo e il cinese, a causa di evidenti motivi politici

La storia della traduzione in russo è intimamente legata alla passione  e alla tenacia della sua traduttrice, Ol’ga Gurevič, ex studentessa di italiano, oggi insegnante all’Università di Mosca. La prima traduzione integrale della raccolta esce soltanto nel 2012, mentre l’edizione italiana è datata 1948.

In Russia, Guareschi è stato definito da alcune case editrici “un autore la cui pubblicazione è fortemente sconsigliata”, altre hanno giudicato il testo di Piccolo Mondo “quasi blasfemo”, un’altra ancora occupata per lo più nella diffusione di opere medico-scientifiche si diceva pronta a pubblicare e vendere i racconti dell’autore come “medicina per l’anima”.

Ol’ga Gurevič ci racconta così il sogno di tradurre Guareschi, com’è nato e come si è concretizzato grazie alla sua ostinazione e ci svela le meraviglie e le difficoltà della professione del traduttore.

 

Una traduttice è prima di tutto una lettrice. Da lettrice, quali sono le vicende che l’hanno particolarmente colpita quando ha letto “Mondo piccolo. Don Camillo”per la prima volta?

Ho letto per la prima volta “Mondo piccolo. Don Camillo” nel 1994, avevo appena concluso il  secondo anno all’Università. Era il mio primo viaggio in Italia, eravamo venute per frequentare un Corso di Lingua e Cultura a Gargnano del Garda. Abbiamo visto uno dei film della saga di Don Camillo che mi è piaciuto molto, anzi mi ha proprio colpito il fatto di vedere un prete come protagonista, per giunta positivo. Alcuni giorni dopo ho trovato su una bancarella a Salò una vecchia edizione del libro che costava, me lo ricordo ancora, 5 mila lire. L’ho comprata e non me ne sono mai più separata. Tra i racconti del primo volume quelli che mi hanno colpito di più sono “L’uovo e la gallina” e l’ultimo “Rosa e giallo” per la loro profondità cristiana, per quel senso di tristezza e speranza, ma anche per l’umorismo che non sfocia nella satira, non deride e non insulta, ma sa svelare la bellezza delle cose, delle persone, del creato.

Preferisce i libri o i film?

Indubbiamente i libri. Non c’è paragone.

Ogni libro ha la sua storia, ma anche la traduzione. Ci racconta brevemente la storia della traduzione in russo di “Piccolo Mondo. Don Camillo”?

La storia comincia nel 2002 con la pubblicazione di alcuni racconti su una rivista letteraria, tradotti da un’altra traduttrice che non hanno suscitato grande interesse nel pubblico per diverse ragioni. Io fin dal 1994 sognavo di tradurre “Mondo piccolo” e ho fatto persino un tentativo con una casa editrice cattolica che non ha approvato il progetto giudicando il testo “quasi blasfemo”. Nel 2010, però, mi hanno proposto di pubblicare la traduzione di una decina di racconti sulla rivista “Inostrannaja literatura” (“Letterature straniere”), una raccolta che ha avuto un riscontro molto positivo. L’anno dopo, a Mosca, è arrivato un nuovo direttore all’Istituto Italiano di Cultura, il professor Adriano dell’Asta, che è stato il vero promotore della pubblicazione del libro. Così nel dicembre 2012 è uscito il primo volume di Don Camillo seguito dalla “Favola di Natale”.

Mi ha colpito molto il fatto che la casa editrice per la quale stava preparando un testo di accompagnamento alla lettura per studenti russi di italiano l’abbia definito “un autore la cui pubblicazione è fortemente sconsigliata”, per quale ragione? Che idea si è fatta? Era pur sempre il 1999….

La ragione è semplice. Il paese ha cambiato nome, ma le persone sono rimaste le stesse, con gli stessi modelli sovietici che si adottavano nelle scuole sovietiche.

Don Camillo e Peppone sono antagonisti su un piano ideologico, ma nel contrempo, sono anche uniti da un profondo sentimento di amicizia che finisce per prevalere sulle differenze. Sono due universi diversi, ma dipendenti, la cui comunicabilità è stabilitita grazie al legame umano. La trova un’esperienza verosimile anche nel mondo di oggi?

Certo. Il mondo è ricco di divisioni e l’opera del Signore è quella di unire i cuori. Tra due uomini si può sempre trovare un terreno d’intesa e di affetto, purché non s’intrufolino questioni ideologiche e  politiche.

Nel dopoguerra, forse anche come reazione al fascismo, molti italiani militanti nel PCI sono stati affascinati dall’esperienza sovietica. Come guidica il comunista Peppone in relazione alla vostra storia nazionale?

Inverosimile.

Da studiosa di cultura russa, ritengo che alcuni comunisti italiani del dopoguerra abbiano una visione idealizzata, “politicizzata” e sotto certi aspetti ingenua dell’Unione Sovietica. Guareschi affronta con umorismo intelligente paure e temi talvolta politici, inserendo sullo sfondo le figure di Stalin e Chruščëv, soprattutto in Compagno Don Camillo. Lei da studiosa di cultura italiana, cosa pensa di Peppone come uomo politico?

Non penso mai a Peppone come un vero uomo politico. Considero l’universo narrativo dei racconti del “Mondo piccolo” al pari di una parabola. All’interno di quello spazio narrativo lo scrittore inserisce gli schemi comportamentali e pscicologici dei personaggi, riconducibili soltanto a quella realtà inventata. Lo conferma anche l’autore stesso quando, rivolgendosi a un giovane lettore di Candido, lo esortava a non pensare al comunismo nel modo in cui lo si può immaginare attraverso le “fiabe del mondo piccolo”. Il comunismo, scrisse Guareschi,  è una cosa tremendamente seria. Un discorso a parte è la visione dell’URSS falsa, zuccherata e raccontata attraverso la lente ideologica che si ritrova in tanti diari veri, resoconti di reali pellegrinaggi verso il “faro della civiltà sovietica” . In questo, la riproduzione di Guareschi, che non aveva mai messo piede sul terreno dell’URSS, era azzeccattissima, una resa particolareggiata del clima e dell’atmosfera stessa che viene ricreata brillantemente senza però inserire segni distintivi o dettagli realistici, privo dell’intenzione di sembrare verosimile. Non verosimile, ma vero.

Forse perché mio nonno é stato costretto a partecipare alla campagna di Russia, ma Compagno Don Camillo è la raccolta che preferisco. Il racconto del compagno che si reca in Unione Sovietica non per questioni politiche, ma per cercare i resti del fratello caduto colpisce per delicatezza e umanità. Commuove e fa riflettere anche la precaria sopravvivenza della fede nell’ateismo di stato. Come giudica la descrizione di Guareschi dell’Unione Sovietica di quegli anni? Era difficile vivere la fede in un paese ateo? Come pensa il libro verrà accolto dal pubblico russo di oggi? Lo trova ancora moderno? Per me cattura un’Italia stereotipata in dissolvenza, nella quale riconosco alcune caratteristiche della mentalità dei miei nonni, nati e vissuti in una piccola cittadina della pianura padana.

E un libro bellissimo, ma scritto per italiani da un italiano. I veri protagonisti del libro sono i comunisti italiani che presi dall’ideologia comunista perdono la propria italianità. Attraverso il viaggio in quello che loro credono il paradiso, inferno per i loro avversari, si ritrovano nel purgatorio sovietico, dove, ad uno ad uno recuperano la propria identità nazionale ravvicinandosi a Dio e alla propria Patria, tornando ad essere italiani. Non so non solo come possa essere letto e accolto dai russi, ma neanche come questo si possa trasporre.

Come pensa sarebbe stata accolta la traduzione del libro in Unione Sovietica? Sarebbe stata possibile?

No, assolutamente no. Neanche per sogno.

Il lavoro di traduttrice è molto delicato e spesso determina il successo o l’insucceso di un’opera nella lingua di arrivo. Una traduttice è anche e soprattutto co-autrice. È stato stato difficile far parlare in russo Don Camillo e Peppone? Qual è stato il termine più difficile da trasporre? Ci sono molti concetti culturalmente e temporalmente collocati, mi viene in mente “la casa del popolo”. Qual è il lavoro di una traduttrice quando incappa in queste difficoltà linguistiche?

Il lavoro è sempre lo stesso: sposare la fedeltà al testo originale ed essere credibili nella lingua di arrivo. Cercare le connotazioni giuste. Un semplice esempio: gli uomini della Bassa girano per le strade con tanto di fazzoletto rosso al collo. Traducendo questo accessorio utilizzando il  medesimo cliché, nell’immaginario del lettore russo li trasformerebbe in ragazzini delle medie (in Unione Sovietica una delle organizzazioni giovanili del PCUS era il movimento dei pionieri, in russo пионерское движение,  che raggruppava i ragazzini dai 10 ai 14 anni. Il loro tipico accessorio era il fazzoletto rosso legato al collo [N.d.A.]). Bisogna cercare un alro termine, quello che si usa nei racconti dei garibaldini, per esempio. Lo stesso vale per i soprannomi.

Altre problematiche sono legate al lessico ecclesiastico, agli appellativi, all’uso degli spregiativi di Don Camillo, ma anche agli oggetti della sua quotidianità. Non bisogna far diventare Don Camillo un prete ortodosso, perché equivarrebbe a violentare la lingua.

Con la traduzione della casa del popolo, invece, mi hanno aiutata molto le virgolette. Comunque è un lavoro sempre bello e coinvolgente, soprattutto quando si  ha a che fare con un testo semplice e allo stesso raffinato, pieno di umorismo, limpido e preciso, come quello di Guareschi..

Ha avuto difficoltà nel trasferire l’ironia e tutti quegli elementi che rendono il libro così specificatamente italiano e fortemente legato al territorio della “Bassa”?

Certo. Ma mi hanno aiutata moltissimo i figli dello scrittore Alberto e Carlotta Guareschi, che sono stati instancabili nel darmi spiegazioni e consigli, e mi hanno fatto conoscere la Bassa con il sole estivo che martella sulla testa e le nebbie invernali, il grande fiume, gli argini, i piloni, la gaggia, le favole e le leggende, il suono del dialetto locale, il sapore del culatello e del parmigiano. Non ce l’avrei mai fatta senza di loro.

Progetti futuri. Sta lavorando ad altre traduzioni di Guareschi?

Fra pochi mesi uscirà la prima parte di  “Don Camillo e il suo gregge”, entro un anno la seconda. E poi… vedremo.

 

 

DON CAMILLO IN RUSSIA: INTERVISTA ALLA TRADUTTRICE OL’GA GUREVIČ was last modified: ottobre 26th, 2016 by L'Interessante
26 ottobre 2016 0 commenti
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dell'agnello
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DELL’AGNELLO ED ESPOSITO: AMICI CONTRO. IL COMMENTO ALLA GARA

scritto da Walter Magliocca

dell’agnello

Dell’Agnello: non ancora al meglio, soddisfatto della gara ma soprattutto per la terza vittoria conquistata

In sala stampa entra un soddisfatto Dell’Agnello che, come consuetudine inizia nella disamina dell’incontro:

“Abbiamo giocato nel modo in cui abbiamo preparato la partita in settimana, ben sapendo e consapevoli che avremmo perso qualcosa sotto canestro. Abbiamo impedito a Pistoia di esaltare le sue doti peculiari ed in particolare di giocare in velocità e di  accelerare in transizione. Non vorrei sembrare ripetitivo, ma, in considerazione del fatto che alcuni giocatori si sono aggregati tardi, il gruppo non è ancora amalgamato al meglio”. A tanto sollecitato il coach incalza “Il gruppo ha un’identità molto definita. Tutti i giocatori sono sullo stesso binario e rispettano le regole esistenti all’interno dello spogliatoio. Tutti e dico tutti, nel momento in cui sono giunti a Caserta, sono stati informati ed erano a conoscenza delle regole già esistenti. Quest’anno – prosegue – già si è notato ma, con il passare delle giornate, si noterà sempre di più, che la squadra sembrerà produrre una difesa meno arcigna rispetto a quella dello scorso anno, ma solo perché, in rapporto alle caratteristiche dei giocatori, il gioco sarà basato più sul dinamismo e sulla velocità”

Il coach non ama parlare dei singoli ma spende qualche parola su Sosa e Putney.

“Sosa, è indubbiamente il giocatore di riferimento ma, come tutti, ha ancora ampi margini di miglioramento. Stiamo lavorando per esaltare al meglio le sue caratteristiche e lui sta crescendo molto limando i suoi difetti e soprattutto la sua individualità. Ma non dimentichiamo che lo scorso anno ha giocato in Libano, in un campionato completamente diverso. Così come Putney che, provenendo dalla D-league americana, da considerare meno di un nostro campionato dilettantistico, deve ancora assimilare il modo di giocare nel nostro campionato. Ma ha grandi potenzialità e migliorerà senza dubbio. Per Jakson il discorso è diverso,  essendosi aggregato come ultimo uomo. Ma troverà il suo spazio in ragione delle sue caratteristiche. In campo va chi meglio conosce i meccanismi di gioco”.

Invita tutti a stare vicino alla squadra e ad evitare inutili polemiche. “Una piccola precisazione, senza voler polemizzare: il campionato è appena iniziato e nessuno avrebbe sperato, dopo quattro giornate, di avere sei punti in classifica. Quindi non parliamo di riscatto o di “difetti atavici”. Siamo alle battute iniziali e, a parte la gara di Varese contro una compagine di cui sentiremo molto parlare nel corso della stagione, ci siamo espressi al meglio delle nostre attuali potenzialità. Ma, ripeto, i margini di miglioramento sono notevoli”.

Ultima battuta, sorridendo,  sulla prossima gara a Milano.

“Abbiamo una possibilità su un milione. Loro vorranno sostenere un altro allenamento così come contro Brescia. Ma almeno ci andremo motivati e con il sorriso dopo questo positivo inizio”.

Enzo Esposito: siamo giovani ed inesperti. Abbiamo giocato disconnessi

 Enzo Esposito è di casa al Palamaggiò e vederlo in veste di avversario fa sempre un certo effetto.

“Abbiamo approcciato bene la gara, ma dopo i primi minuti e la buona partenza, siamo stati costretti a modificare il nostro assetto in ragione delle giocate di Caserta”.

Analizza il proprio roster: “siamo una squadra giovane e pertanto paghiamo dazio in termini di esperienza e qualche volta, anche se non volutamente, le giocate sembrano improntate sulla superficialità e con poca attenzione allo schema da applicare. Ma non è così. Dobbiamo solo riuscire a mantenere alto il livello di concentrazione per tutto l’arco dell’incontro ed in tutte le fasi, a 360°. ”

Analizza le giocate e l’applicazione della squadra: “questa sera non siamo stati continui e non abbiamo conservato la stessa intensità nelle diverse fasi di gioco. Ad una difesa attenta ed aggressiva non seguiva una fase di attacco basata sulla stessa aggressività. L’apporto è mancato dagli esterni che non hanno supportato la squadra in termini di punti e il meno sei di valutazione dice tutto. In pratica non abbiamo finalizzato e capitalizzato. Non siamo mai riusciti a coordinare le due fasi”.

Grande apporto dai lunghi: “il reparto dei lunghi italiani, al contrario, è stato “all’altezza” e ha fornito il contributo prevetivato. Abbiamo catturato 17 rimbalzi in più di Caserta e non siamo riusciti a capitalizzare. Negativo anche il gran numero di palle perse”

Esposito si dichiara preoccupato ma, allo stesso tempo, sereno. “Ripeto, siamo giovani ed inesperti e ci vuole pazienza. Non amo trovare giustificazioni, ma quando saremo al completo  e con un po’ di tempo, ma non molto, riusciremo a prenderci delle soddisfazioni ed a raggiungere con anticipo il nostro obiettivo stagionale, che è quello della salvezza. Così come penso per Caserta. Anche perché è un campionato difficile e molto livellato”.

Una battuta su Caserta.

“La Juvecaserta si è spenta e riaccesa troppe volte. Alcuni anni fa una volta spenta non si sarebbe più ripresa – risata generale -. Il campionato è lungo e pericoloso. Quindi godere del momento, come penso stiano facendo, ma piedi per terra e mettere il c… lo al sicuro, cioè raggiungere l’agognata salvezza.  In breve: Caserta non deve esaltarsi né noi dobbiamo demoralizzarci”.

E’ la prima volta che Esposito perde un confronto con il “suo amico di tante battaglie in campo” Sandro Dell’Agnello.

“Noi allenatori non pensiamo a queste cose, né io e penso neanche Sandro. Queste statistiche ci interessano tanto poco che niente. E poi ho altri c…..zzi a cui pensare”.

Altra risata generale, applausi e saluti di rito.

Enzo Esposito non si smentisce mai.

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DELL’AGNELLO ED ESPOSITO: AMICI CONTRO. IL COMMENTO ALLA GARA was last modified: ottobre 25th, 2016 by Walter Magliocca
25 ottobre 2016 0 commenti
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Volalto
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Volalto Caserta: mancato bis

scritto da L'Interessante

Volalto

Non è andato come desiderato l’esordio tra le mura amiche della Volalto Caserta targata San Nicola la Strada

Dopo l’ottimo avvio in quel di Cava dei Tirreni, le ragazze di coach Orlando hanno mancato il bis e lasciato disco verde alla forte VB70 Pomigliano; squadra, quella vesuviana, accreditata come una tra le migliori del campionato di serie C regionale.

Tra le file delle rosanero si è avuto l’esordio di Salzillo e Nina che insieme a Rispoli, aggregatasi al gruppo la settimana scorsa rende il gruppo caro a Gabriella D’Ambrosio decisamente interessante. Chiaro che adesso bisognerà lavorare sulle intese, perfezionare equilibri e affinare schemi, ma la base su cui lavorare è concreta e foriera di interessanti prospettive.

Sabato, purtroppo, si è dovuta incassare una sconfitta. Un 3-1 che non rende esattamente giustizia alle volaltine capaci di impegnare per tutto il match le forti rivali. (18-25 21-25 25-20 20-25)

Pazienza, ora subito al lavoro per preparare le prossime sfide. Sabato si ritorna nuovamente a Cava Dei Tirreni per sfidare l’ Innovarsi.it. Sarà un banco di prova importante, una partita che servirà a verificare lo stato di rodaggio del gruppo e gli obiettivi perseguibili in questa stagione.

Esordio amaro anche per il gruppo guidato da Mr Madonna, nel torneo regionale di serie D femminile. Sabato 22 alla palestra Diaz di via Ceccano, la formazione casertana si è arresa alla APD PUTEOLI VOLLEY di Mr Chicco Schiano. Il risultato di 3 1 per le ospiti (21-25 25-22 17-25 15-25) è bugiardo e di sicuro condizionato da alcune assenze per infortunio. Il team Volalto annoverando atlete giovani di età compresa tra i 16 e 17 anni ha l’obiettivo di crescere e trasportare l’esperienza dal campionato maggiore, alle giovanili ove le stesse atlete si cimenteranno nell’ under 16 e 18. La prossima settimana la formazione rosanero sarà in trasferta in quel di Solofra (AV) contro la locale formazione neopromossa, cenerentola del torneo.

Domenica scorsa, infine, presso il palazzetto di Caserta si è svolto il primo incontro intercentro Volalto dedicato alle atlete nate negli anni 2004 e 2005. Il progetto giovanile rosanero, alla base della attività giovanile della società casertana, coinvolge dapprima i propri centri sparsi sul territorio, per poi poter confrontare le proprie esperienze con altre società mantenendo di fatto le proprie autonomie. Nel primo incontro, sotto la guida di Massimo Monfreda e la progettazione del Direttore Tecnico d’Aniello, le mini atlete hanno potuto vivere una prima esperienza con le pari età di altri luoghi, iniziando quel percorso di qualificazione tecnica previsto per il raggiungimento di importanti traguardi. Caserta città, Aversa e San Nicola hanno contribuito con la presenza dei propri tecnici, al confronto ed al raggiungimento dell’obiettivo previsto per questa prima giornata: monitorare l’evoluzione dei talenti giovanili di casa VolAlto. Il prossimo appuntamento, tra due settimane, provvederà il coinvolgimento anche di altre società che hanno aderito a questa iniziativa. 

Volalto Caserta: mancato bis was last modified: ottobre 25th, 2016 by L'Interessante
25 ottobre 2016 0 commenti
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