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teatro
CulturaIn primo pianoTeatro

Teatro d’appartamento, del tuo appartamento

scritto da L'Interessante

Teatro

Di Roberta Magliocca

Bussano alla porta. Chi è? Il Teatro

Niente poltroncine scomode, file al botteghino, posti e orari da rispettare. Metti il divano di casa tua, la tua cena, i tuoi vestiti di sempre…e si va in scena. O meglio. Loro vanno in scena per te. Un vero e proprio spettacolo, in tutti i sensi. Attori veri, luci da palcoscenico direttamente nel tuo salotto. Sei tu a metterci scenografia ed interesse. Loro professionalità e buone intenzioni. Perché l’intento è quello di azzerare le distanze, di rendere l’arte meno astratta e più alla portata di tutti. E sto qui, davanti a questo articolo ancora da scrivere, per cercare di trasmettere quello che una chitarra, una voce e un cuore mi hanno passato quella sera. Mi hanno mostrato la serietà di un teatro che non ha nulla da invidiare ai grandi palcoscenici. Mi hanno donato il calore di una casa a me nota. Mi hanno permesso l’intimità di un momento che fosse mio, di amici e parenti e nessun estraneo con cui dover condividere atti di commozione o momenti di divertimento.

Mi hanno coinvolto nei loro canti senza che io mi preoccupassi di non dover alzare la voce, perché potevo cantare con loro, anzi…con gli occhi quasi me lo chiedevano. Potete poi ben capire la gioia di una letterata come me quando, prima di cominciare, l’attore ci ha spiegato ciò che avrebbero di lì a poco messo in scena. “La vecchia scorticata” tratta dal Pentamerone di Basile. Va da sé intuire la responsabilità di u testo di tale portata e importanza, soprattutto per la difficoltà di un dialetto come quello che può essere il dialetto napoletano del ‘600. Ma è stata tale la bravura e la maestria degli attori, che dove non arrivava la nostra comprensione della lingua, arrivava la loro capacità di spiegarci la scena e il significato delle parole attraverso gesti, mimica, corporeità…insomma, tutto ciò che fa di un attore un VERO attore. Ma non finisce qui.

Quando si spengono le luci, si versa del buon vino e si comincia a dialogare con tutte quelle persone che, a teatro, dopo lo spettacolo si chiudono in camerino. C’è uno scambio di opinioni, d’impressioni, di quello che loro hanno dato e di quello che tu hai ricevuto. Così la serata passa e qualcosa resta.

Teatro d’appartamento, del tuo appartamento was last modified: ottobre 25th, 2016 by L'Interessante
25 ottobre 2016 0 commenti
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Salerno
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

Salerno: la città di sempre e di mai

scritto da L'Interessante

Salerno

Di Roberta Magliocca

« Salerno, rima d’inverno, o dolcissimo inverno. Salerno, rima d’eterno. »

Queste le parole con cui Alfonso Gatto ha dipinto questa città, che sorge sul golfo del mar Tirreno, tra la costiera Amalfitana (a ovest) e la piana del Sele ed il Cilento (a sud), nel punto in cui la valle dell’lrno si apre verso il mare. E‘ il nostro dolcissimo inverno, questo. E‘ quasi Natale, i bambini fremono, i cappotti riscaldano, le luci si accendono. ln questa città particolarmente. Non sono semplici luci, sono ritratti, storie da raccontare. E a Natale si sa, le storie incantano. Elfi, renne, slitte…certo. Ma ci sono racconti che hanno un fascino diverso, un gusto antico, una curiosità nascosta. Sono le parole sprigionate dalle strade che camminiamo, dai palazzi che abitiamo, dalle chiese in cui preghiamo, dalle piazze in cui ci innamoriamo. E‘ la storia delle nostre città. Ed io, in queste pagine, vorrei parlarvi di una delle città più affascinanti del Sud. Salerno, appunto.

Che si vada a incominciare…

Si narra di un gruppo di Maestri che, dopo aver viaggiato a lungo in cerca di una terra da amare e da abitare, riconobbero in Salerno magnificenza e splendore tanto da stabilirvi la loro dimora. Essi interpretarono la scienza d‘ Ippocrate e volgarizzarono alla città e ai suoi abitanti le loro conoscenze in campo medico, facendo importare dalla Francia e dall‘ Arabia cento tipi di spezie e dando, così, il via alla nascita di una città che sarà famosa in tutto il mondo per l’arte medica; tanto che Alfano di Salerno, scrisse:

“Allora (Salerno) era così fiorente nell’arte medica che nessuna malattia poteva in essa trovar posto”.

Alcuni studiosi hanno affermato che l’origine della città si debba assegnare agli Elleni che vennero a fondare molte colonie, durante la seconda guerra messenica, sui lidi del mezzogiorno d’italia, formando così la Magna Grecia che si estendeva da Taranto a Cuma. La città andò incontro ad un periodo di decadenza alla fine del Xll secolo con l’avvento degli Svevi. Ma tornò ben presto ad una rinascita che la portò, poco dopo l’Unità d’italia, ad un progressivo sviluppo urbano che vide la costruzione di grandi edifici pubblici e privati. Oggi, la città, si propone sempre più come una comunità accogliente per i turisti di tutto il mondo, con l’incanto di un centro storico dove possono scorgersi tanto le tracce della sua antica storia, tanto il fervore delle botteghe artigiane e centri di aggregazione culturale e musicale vissuti da migliaia di persone.

Il Centro Storico offre ai giovani squarci della vecchia città longobarda, con locali che lo rendono vivo fino a tarda notte. Ma è una città che non scontenta nessuno. Gli amanti dell’arte possono incantare gli occhi, visitando il Duomo, cattedrale romanica edificata nel 1084; con i suoi mosaici e affreschi è un trionfo di colori che abbraccia 20 secoli d’arte. Architetture religiose e civili, profumi antichi e moderni, sapori vecchi e nuovi si alternano e si fondono per contenere dentro sè, le mille sfaccettature del mondo. E ancora Alfonso Gatto diceva

“E’ la Salerno di sempre e di mai, riconoscibile nei toponimi delle sue strade, prima fra tutte la Via dei Mercanti, ma soprattutto nella prospettiva aerea di una mediterraneità, affacciata ai balconi dell’attesa e della sorpresa. La gente vive nelle strade il miracolo dell’esistere e si stringe insieme, come le sue case, nell’amore e nella rabbia della vita.”

Salerno: la città di sempre e di mai was last modified: ottobre 26th, 2016 by L'Interessante
25 ottobre 2016 0 commenti
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sfida
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA – PISTOIA: 74 – 65. DOMENICA A MILANO E’ SFIDA PER IL VERTICE

scritto da Walter Magliocca

sfida

Sfida al Palamaggiò emozionante nel primo vernissage televisivo stagionale innanzi le telecamere di sky sport per la Juvecaserta. Due punti che proietterebbero Caserta nel poker delle inseguitrici alle spalle di Milano, prossima avversaria. Impensabile in considerazione delle vicissitudini estive e che ancora permangono., dopo che neanche oggi si è definito alcunchè nella querelle societaria.

L’ avversario non dei più blasonati ma sicuramente con notevoli implicazioni emotive per la presenza di innumerevoli ex in campo, ma soprattutto di Enzino Esposito in panca toscana.  Per i tifosi casertani è sempre una forte emozione rivedere insieme, anche se su sponde contrapposte, due alfieri dello scudetto del 1991: El grinta a difendere la città e el diablo a tentare di violarla. E i precedenti sono tutti a favore dell’ex: un due a zero nella passata stagione, senza contare un’altra vittoria (la prima della stagione maledetta di due anni orsono) a parti invertite con Sandro su sponda Pesaro. I giocatori ex sono noti: Cinciarini e Czyz epr i padroni di casa e Moore e Antonutti, molto applaudito al suo ingresso in campo, per gli ospiti. Ad arbitrare l’incontro è stata chiamata la terna arbitrale formata da Massimiliano Filippini di San Lazzaro di Savena (BO), Luca Weidmann di Montagano (CB) e Dario Morelli di Brindisi.

Sfida Caserta – Pistoia: si parte, da parte le emozioni e cuore in campo. Prima frazione

Dell’Agnello  schiera il solito quintetto: Sosa, fischiato dal pubblico, Putney,  Bostic, Gaddefors e Watt. Inizio Juve con Watt ma è l’ex Moore con due “bombe” consecutive a far mettere la freccia agli ospiti e costringere Dell’Agnello a chiamaretime-out dopo appena 2’ e 30’’: 4 – 10.

La squadra di Enzo Esposito, con Moore e Hawkins, costringe al fallo la difesa di Caserta.  Ma sono le difese ad essere protagoniste. Ma un canestro dall’arco di Sosa e una slum dunk di Putney, con un parziale di 9 a 0, accendono il pubblico del Palamaggiò: a 4’ e 30’’ 13 a 10.

Padroni di casa, anche se con difficoltà a superare la difesa ospite,  che continuano a difendere con aggressività e a inanellare vantaggio. A 1’ e 20’’ il parziale è di 14 a 0 e il risultato di 18 a 10.  Alla sirena il tabellone 22 a 13.

Secondo quarto

Non cambia l’inerzia. Le squadre difendono con grande intensità ma gli uomini di Dell’Agnello attuano una rotazione attenta e precisa che costringe i tiratori toscani a forzare le soluzioni e Esposito al time out immediato. A 6’ e 15’’ il risultato è di 31 a 21. Ma Pistoia ha dimostrato di saper invertire il trend in corsa e, approfittando di 4 errori ai liberi di Czyz , recupera e si avvicina 37 a 30. Al riposo lungo, dopo una conclusione forzatissima di Sosa, si va sul 41 a 31. Sosa non è devastante ma sicuramente in netta ripresa: 9 punti a tabellino e un buon contributo alla squadra, con 3 su 6 da due e 1 su 3 da tre.

Penultimo quarto

Dell’Agnello schiera lo stesso quintetto iniziale. Dopo un tiro dall’arco di Boothe per Pistoia, Bostic risponde con pari moneta ma con tiro libero supplementare.  Una schiacciata di Putney con passaggio da dietro la schiena di Sosa manda in visibilio il Palamaggiò. Pistoia risponde con caparbietà ma Caserta c’è e dimostra di saper soffrire, mantenendo inalterato il vantaggio di dieci lunghezze: 52 a 42 a 4’ e 40’’. Sosa gioia e dolori: prima buca la difesa in penetrazione poi la forza: 54 a 44 a 3’ e 10’’. Ma Caserta si smarrisce sul finire della frazione e Pistoia con la freddezza di un killer recupera 6 punti e con un appoggio dell’ex Antonutti chiude sul 54 a 50.

Ultima frazione

Tensione a mille. E’ Watt, con tre falli, ad appoggiare il primo canestro come all’inizio del match.  Il pubblico fa sentire la sua voce e mostra a tutti, con uno striscione in tribuna pasta reggia, il proprio amore per la squadra. Caserta ha grinta da vendere e Sosa recupera una palla a metà campo e schiaccia: 60 a 50 a 7’ e 55’’. Il Palamaggiò è una bolgia. 64 a 54 a 6’ e 20’’. Pistoia, nonostante i 5 falli di squadra,  non molla e Caserta non riesce a chiudere la gara. 66 a 57 a 4’ e 56’’. 69 a 61 su un tiro libero di Cinciarini a 2’ e 42’’.

Pistoia forza e non riesce ad avvicinarsi. Ma a 1’ e 41’’ il punteggio è 71 a 63. Finisce 74 a 65.

E domenica Caserta va a Milano: volenti o nolenti è una sfida per il vertice.

JUVECASERTA – PISTOIA: 74 – 65. DOMENICA A MILANO E’ SFIDA PER IL VERTICE was last modified: ottobre 25th, 2016 by Walter Magliocca
24 ottobre 2016 0 commenti
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Schiaparelli
AttualitàIn primo pianoParliamone

Schiaparelli su Marte

scritto da L'Interessante

Schiaparelli

di Antonio Andolfi

La conferma non è arrivata. Il lander dell’ESA Schiaparelli è arrivato su Marte, ma non sappiamo con precisione come.

Ma andiamo con ordine. Prima le buone notizie: la sonda madre, Trace Gas Orbiter (TGO), ha terminato la pericolosa fase di cambio di orbita ed è ora in quella definitiva in cui rimarrà per 4 anni per studiare l’atmosfera marziana. Il primo obiettivo della missione ExoMars è stato raggiunto.

ExoMars e Schiaparelli: l’Europa su Marte

Dopo un viaggio di 7 mesi, la sonda europea ExoMars 2016 è arrivata nell’orbita marziana. Ma di cosa si tratta? Di due sonde: una sonda madre, chiamata ExoMars Trace Gas Orbiter (TGO), che orbiterà attorno a Marte a un’altezza di 400 Km; e una sonda figlia, il lander chiamato Schiaparelli in onore dell’astronomo italiano famoso per i suoi studi su Marte. Dal punto di vista scientifico si tratta di una sfida molto ambiziosa: trovare le prove dell’esistenza di forme di vita, oggi o nel passato, con una serie di strumenti appositamente pensati per questo. Ma lo è anche dal punto di vista tecnologico, perché l’ESA non ha mai realizzato nulla di paragonabile per livello di complessità.

Il lander Schiaparelli è una piccola stazione meteorologica, pesa circa 600 kg ed è un disco di poco più di un metro e mezzo di diametro. Il suo obiettivo scientifico è quello di studiare le tempeste di sabbia marziane. Sviluppata e assemblata sotto la responsabilità italiana, di Thales Alenia Space di Torino, Schiaparelli ha a bordo numerosi stumenti, in gran parte anch’essi sviluppati in Italia all’Università di Padova e all’Inaf di Napoli. Schiaparelli è atterrato sul suolo di Marte in una regione piatta relativamente piana, vicino all’equatore negli altopiani meridionali, chiamati Meridiani Planum. L’ellisse che racchiude l’area di atterraggio ha una lunghezza di circa 100 km ed è larga 15. E’ il primo lander europeo ad atterrare su Marte. Al momento infatti, sul pianeta rosso ci sono 7 sonde americane (di cui 2, Curiosity e Opportunity ancora in funzione), 3 russe (perse prima dell’atterraggio) e 1 inglese, Beagle 2, scomparsa durante l’atterraggio nella notte di Natale nel 2003. La fase di atterraggio delle sonde marziane è la più critica, come insegna la storia. E lo stesso vale per Exomars. L’attesa separazione tra la sonda madre e la capsula Schiaparelli è già avvenuta: il lander è stato lasciato cadere su Marte con una traiettoria puramente balistica, come quella di un pallone da calcio che viene rimesso in gioco dal portiere. Alle 16:42 è iniziato l’ingresso nell’atmosfera, a 121 km di quota e a una velocità di 21.000 km/h. A quel punto, dato il ritardo di circa 10 minuti tra le comunicazioni sonda-Terra, Schiaparelli non sarà più controllabile e tutte le operazioni verranno eseguite in modo automatico e senza che da Terra si sappia che cosa sta succedendo.

L’ingresso nell’atmosfera ha rallentato la sonda fino a 1.700 km/h. Fin qui tutto bene. Poi cos’è successo? Il paracadute si è aperto prima del previsto lo stesso anche lo scudo termico.  I retrorazzi, che avrebbero dovuto funzionare per circa 30 secondi, hanno invece funzionato appena per 3 secondi.

Che fine ha fatto Schiaparelli?

I sistemi per seguire in tempo reale la sonda e per avere le prime conferme dell’atterraggio hanno interrotto le loro registrazioni poco prima dell’atterraggio, quando la fase di entrata e frenata erano quasi concluse.

L’unico che poteva tracciare la discesa in tempo reale era il Giant Metrewave Radio Telescope (GMRT) situato a Pune, in India ha seguito il lander fino a 30 secondi prima del touchdown, poi non ha captato più nulla. Fino ad allora tutto era andato come da programma.

Anche l’orbiter europeo, Mars Express, ha seguito la discesa di Schiaparelli fino a pochi secondi prima dell’atterraggio, ma poi ha anch’esso perso il segnale, più o meno nello stesso istante del radiotelescopio indiano.

L’orbiter della Nasa Mars Reconnaissance Orbiter, che avrebbe dovuto provare a comunicare con Schiaparelli un’ora e mezza- due ore dopo il touchdown, non è riuscito a stabilire il contatto.

Cosa ne sarà di Schiaparelli?

La conferma che la sonda dell’ESA Schiaparelli si è schiantata sulla superficie di Marte arriva dalla Mars Reconnaissance Orbiter delle NASA che ha fotografato la medesima area prima e dopo l’arrivo di Schiaparelli.Nelle immagini si vede molto bene la presenza di un cratere provocato dall’impatto di Schiaparelli con la superficie marziana.

Nonostante tutto, la missione è andata bene, e aprirà la strada ad una nuova missione nel 2020, che porterà sul suolo marziano un modulo di discesa e il primo rover marziano europeo.

 

Schiaparelli su Marte was last modified: ottobre 24th, 2016 by L'Interessante
24 ottobre 2016 0 commenti
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film
CinemaCulturaIn primo piano

Film: Freaks torna al cinema

scritto da L'Interessante

Film

di Maria Rosaria Corsino

Halloween si avvicina e nell’aria già c’è odore di dolcetti, scherzetti e tanta paura.

Una delle scelte più gettonate per celebrare questa antica tradizione celtica è quella di guardare un horror.

Ma invece di guardare uno degli ultimi usciti, perché non riportare in auge un classico? Uno di quelli che al suo esordio creò gran scompiglio?

Dal 24 Ottobre infatti tornerà nelle sale cinematografiche italiano “Freaks”, pellicola prodotta dalla Metro Goldwyn Myer che racconta la storia dei fenomeni da baraccone in un’atmosfera cupa e cruda.

Freaks: un film che fece scalpore

Nonostante i numerosi tagli di scena, la censura e tutto, durante la proiezione del film molti spettatori si sentirono male.

La versione integrale presentava, infatti, anche le scene della mutilazione di Cleopatra e la castrazione di Ercole.

Il film è in realtà tratto dal racconto “Spurs” di Tod Robbins, che attirò subito la curiosità di Tod Browning che decise di portarlo al cinema già dal 1927.

La scelta giusta per una serata da brividi.

 

 

Film: Freaks torna al cinema was last modified: ottobre 24th, 2016 by L'Interessante
24 ottobre 2016 0 commenti
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halloween
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Halloween: tra paganesimo e leggenda

scritto da L'Interessante

halloween

di Maria Rosaria Corsino

E’ la notte più spaventosa e al tempo stesso dolce dell’anno.

Halloween trova le sue radici in un’antica tradizione celtica, nella festa di Samhain quella che noi chiamiamo Capodanno.

Per i celti infatti, l’anno nuovo iniziava il 1° Novembre e lo Samhain era proprio la fine dell’estate e l’inizio della stagione fredda.

Il tema predominante della festa era la morte, dato che il ciclo della natura sembrava fermarsi anche se in realtà continuava sottoterra dove per altro erano seppelliti i defunti.

Ecco perché viene spesso associata come festa al culto dei morti.

Si riteneva poi che il 31 ottobre Samhain richiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti che, tornando nel mondo tra i vivi, rompessero la divisione tra il mondo terreno e l’aldilà.

In questa notte quindi ci si radunava sulle colline o nei boschi indossando maschere grottesche e si accendeva il Fuoco Sacro, si facevano sacrifici animale e con le pelli di questi ci si vestiva, per spaventare i defunti.

Si lasciava poi fuori dall’uscio di casa cibo e latte per gli spiriti che, rifocillandosi, avrebbero evitato di fare scherzi.

Il termine moderno Halloween deriva invece dalla forma contratta di All Hallows’ Eve, dove Hallow è una parola arcaica inglese che significa Santo.

All Hallows’ Eve è, dunque, la Vigilia di tutti i Santi.

La tradizione è stata poi portata dall’Irlanda agli Stati Uniti nell’ottocento quando, a causa di una grave carestia, la gente fu costretta ad emigrare.

La tradizione del “dolcetto o scherzetto”risale invece al Medioevo dove, il 1° Novembre i poveri andavano di casa in casa ricevendo cibo in cambio di preghiere per i defunti.

La celebre frase che invece viene accompagnata alla caccia dei dolcetti, “trick or treat” ha in realtà un duplice significato: oltre a “dolcetto o scherzetto” può anche essere tradotto con “sacrificio o maledizione”.

Halloween: perché la zucca? La leggenda di Jack O’ Lantern

Questa usanza è legata ad un’antica leggenda Irlandese, con protagonista Jack un fabbro astuto e avaro che ha cercato di ingannare il Diavolo.

A causa della sua quasi perenne ebbrezza, era quasi nelle mani del Diavolo ma con astuzia promise a questo la sua anima se si fosse trasformato in una moneta d’argento concedendogli un’ultima bevuta.

Così fece il Diavolo ma Jack mise la moneta vicino ad una croce, impedendogli di ritrasformarsi.

Quando il Diavolo tornò dieci anni dopo per avere la sua anima, Jack lo fece salire su un albero per prendere una mela, intagliando poi una croce sul tronco impedendo a Lucifero di scendere.

I due giunsero a un compromesso: liberando il Diavolo, alla sua morte Jack non sarebbe stato condannato alla dannazione eterna.

Commettendo tantissimi altri reati in vita, alla morte Jack fu cacciato dal Paradiso e, secondo il patto, anche dall’Inferno.

E’ così costretto a vagare per l’eternità sulla Terra alla ricerca di un rifugio con solo un tizzone messo in una zucca a fargli luce.

Le lanterne poste fuori le case il 31 Ottobre servono per far capire a Jack che lì non c’è posto per lui.

La zucca inoltre è stata considerata sia in Oriente sia in Occidente capace di far ritornare, con i suoi semi, in vita i morti.

E voi cosa scegliete, trick or treat?

 

 

Halloween: tra paganesimo e leggenda was last modified: ottobre 24th, 2016 by L'Interessante
24 ottobre 2016 0 commenti
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Guerra
CulturaIn primo pianoTv

Guerra e Pace: un classico in tv

scritto da L'Interessante

Guerra

di Maria Rosaria Corsino

Lev Tolstoj è ancora oggi uno degli autori più famosi al mondo.

Insomma, chi almeno una volta non ha sentito nominare uno dei suoi capolavori, soprannominati anche “mattoni”?

Parliamo di romanzi come Anna Karenina e Guerra e Pace, che più volte il cinema ha cercato di riprodurre (alcune volte anche con discreto successo).

Anche se ridurre un testo di circa duemila pagine a una pellicola di due ore è un lavoro abbastanza arduo!

E così la BBC proprio nel 2016 ha mandato in onda una miniserie di sei puntate ispirata al mastodontico “Guerra e Pace”.

L’ambientazione è quella di una fredda e povera Russia a inizio Ottocento, massacrata dalla guerra e dall’avanzata napoleonica.

Guerra e Pace: la trama

Alle grandi battaglie della storia (Austelitz, Borodino, Campagna di Russia) si intrecciano le storia di due famiglie aristocratiche, i Rostòv e i Bolkonski con i protagonisti Natasha e Andrei i quali vivono una tormentatissima storia d’amore, mai equiparata dagli scrittori dei secoli successivi.

Con ambientazioni da favola, come la sala da ballo dello zar, con crude scene di battaglia, la BBC ha reso accessibile un’opera che se rimasta solo sui libri, purtroppo, non può mai essere abbastanza apprezzata.

La visione è assolutamente consigliata, soprattutto per la numerosa presenza di gentiluomini in divisa.

 

Guerra e Pace: un classico in tv was last modified: ottobre 24th, 2016 by L'Interessante
24 ottobre 2016 0 commenti
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crotone
CalcioIn primo piano

A CROTONE IL NAPOLI CONQUISTA TRE PUNTI MA E’ SEMPRE IN DIFFICOLTA’

scritto da Walter Magliocca

crotone

Il Napoli ritorna alla vittoria, dopo tre sconfitte consecutive compreso champions, ma senza gioco, nervi tesi e paura del risultato.

A Crotone a dare ragione al Napoli è solo il risultato

Sarri è palesemente in difficoltà: a Crotone in campo Diawarra e Strinic dal primo minuto, ritorna Maksimovic, fuori Insigne e al centro attacco Gabbiadini. Ma il Napoli non da segni di ripresa. Si vede chiaramente che manca l’attaccante e che se non ci fosse Mertens sarebbe una squadra alla … Crotone.

Gli errori si susseguono a ripetizione ma i padroni di casa ne commettono di più. Su uno di questi in fase difensiva, Callejon ritorna al goal e sblocca il risultato. Il Napoli si tranquillizza e la manovra sembra meno farraginosa e le giocate meno affrettate. Ma ci pensa uno dei giocatori meno incisivi degli azzurri a complicare tutto.

Gabbiadini: ininfluente e sconclusionato nel ruolo e nel gioco della squadra ma detrminante come …comportamento.

A rovinare tutto, non  solo per questo incontro, ma almeno per le prossime tre giornate, è il Manolo “sconsolato e affranto”. Commette un fallo di reazione, per un intervento subito a centrocampo, inutile e fuori luogo che lascia gli azzurri in dieci uomini. Un gesto, si spera, figlio del momento di tensione e difficoltà vissuto, altrimenti il giudizio sul giocatore non si limiterebbe all’aspetto tecnico ma implicherebbe valutazioni caratteriali e umane con una notevole “diminutio” del suo valore complessivo.

Il raddoppio, l’amministrare il match e gli errori in fase difensiva e i rischi finali

Gli azzurri trovano il fortunoso raddoppio, con un rimpallo di Maksimovic, poco dopo essere rimasti in dieci uomini e in pratica si limitano ad amministrare la partita. L’unico elemento che incide sulla gara e supera la sufficienza è Mertens. Gli errori si susseguono e le amnesie rischiano di incidere sul risultato anche contro avversari di caratura men che modesta. Tutti i giocatori, all’improvviso, compreso il capitano Marekiaro, sembrano aver perso la bussola.

Sarri ha perso lucidità anche e continuatamente con i media

Il tecnico, in questo momento, sembra non riuscire a gestire il gruppo, facendo emergere i suoi limiti, Troppi giocatori da gestire e carenze tecniche che vede unica responsabile la società e quindi il presidente De Laurentiis. Ma anche ai microfoni Sarri pecca di comunicazione e chiara si nota la mancanza di una società degna di tale nome.

Non può il tecnico reagire con modi poco pacati all’intervistatore di mediaset non gradendo domande su Gabbiadini nè sul match di sabato prossimo allo stadium. Tanto vale che non si presenti proprio ai microfoni televisivi. Questo è il “prezzo” che giustifica  gli ingaggi faraonici percepiti dai “circensi”. Anche sotto questo aspetto come è distante la Juventus. Eppure basterebbe molto poco.

A CROTONE IL NAPOLI CONQUISTA TRE PUNTI MA E’ SEMPRE IN DIFFICOLTA’ was last modified: ottobre 23rd, 2016 by Walter Magliocca
23 ottobre 2016 0 commenti
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Terra dei fuochi
CulturaIn primo pianoTeatro

Terra dei Fuochi: uno spettacolo per non spegnere la luce

scritto da L'Interessante

Terra dei fuochi

Di Michela Salzillo

La rete di cittadinanza e comunità, realtà nata per reagire alle problematiche ambientali di vario genere, con un focus dettagliato sul problema della Terra dei Fuochi, ha organizzato per il 4 novembre prossimo un’iniziativa interamente dedicata ad una delle falle territoriali più irrisolte del nostro tempo

“Schiattamm’ ‘e resate pe’ nun schiattà“, è questo il titolo scelto per una serata di sensibilizzazione alternativa al solito.

Risate, musica e danza rappresenteranno il trigono principale dell’evento: sarà una mistura di arte e leggerezza, mediante cui  il dramma comune, riletto in chiave  ironica, proverà a farsi spazio fra coscienze e riflessioni. In una Campania abbandonata a sé stessa, il cui unico destino sembra lo sfascio totale, sia da un punto di vista sanitario che territoriale, anche la sana risata può rappresentare un modo efficace di protesta. È per questo che una comunità di artisti di spessore, unita alla rete sopraindicata, scenderanno in campo con l’umile scopo di riaccendere una speranza che non sia vana.

Gli artisti Paolo Caiazzo , Giacomo Rizzo, Elmo&Scipio, Peppe Laurato, Ernesto A Foria, Gipsy Fint,Gino Fastidio,Alan De Luca, Lino D’Angiò, Ciak&Medico, Salvatore Omarte, RFC,Valerio Jovine,Maurizio Capone,SUD58,Marco Zurzolo Loredana Martini,Giovanni Miranda, Maria Avolio si esibiranno sul palco del Cinema Teatro Lendi di Grumo Nevano gratuitamente, affinché il ricavato della serata possa essere interamente devoluto al sostentamento dei costi di importanti test tossicologici su persone affette da gravi patologie in Terra dei Fuochi. Sulla base di questi test, il Prof. Antonio Giordano, oncologo campano di fama internazionale e direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, effettuerà uno studio scientifico indipendente e gratuito.

L’evento, inoltre, prevede anche  la partecipazione e gli interventi straordinari della giornalista RAI Francesca Ghidini e di Pino Imperatore, scrittore ed umorista napoletano, nonché autore del fortunato romanzo Benvenuti in Casa Esposito – le avventure tragicomiche di una famiglia camorrista.

 

Per info e l’acquisto dei biglietti, scrivete a:

retecittadinanza@gmail.com

Terra dei Fuochi: uno spettacolo per non spegnere la luce was last modified: ottobre 21st, 2016 by L'Interessante
21 ottobre 2016 0 commenti
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Premio Nobel
AttualitàIn primo pianoParliamone

Premio Nobel per la Fisica 2016

scritto da L'Interessante

Premio Nobel

Di Antonio Andolfi

Il premio Nobel per la Fisica 2016 è stato assegnato a David Thouless, Duncan Haldane e Michael Kosterlitz per i loro studi sulle transizioni di fase topologiche e per le fasi topologiche della materia

Si tratta di in campo di ricerca molto complesso, che ha che vedere con il modo in cui la materia assume stati strani e imprevisti. I tre scienziati inglesi hanno utilizzato dei modelli matematici molto complessi e i loro studi stanno permettendo di esplorare gli stati più esotici della materia e di applicare questi ultimi allo studio di nuovi materiali.

 

Ma andiamo con ordine.

David Thouless, Duncan Haldane e Michael Kosterlitz hanno spiegato gli strani fenomeni a cui va incontro la materia quando cambia fase o stato, come avviene per i superconduttori, i superfluidi e i film magnetici. Per farlo hanno applicato alla fisica la topologia, una branca della matematica che studia le proprietà geometriche delle figure indipendentemente dal concetto di misura.

Hanno così posto le basi per capire il comportamento della materia a basse temperature o in presenza di campi magnetici.

Ma cos’è la topologia?

La topologia dei materiali, spiega come e perché cambiano le proprietà (come la conduttività elettrica) all’interno degli strati sottili della materia.

Kosterlitz e Thouless hanno studiato il comportamento elettrico delle superfici e dell’interno di materiali bidimensionali. Haldane ha studiato materia così sottile che può essere considerata monodimensionale.

I membri del Comitato di assegnazione del Nobel hanno provato a spiegare la complessa questione usando un bagel, un pretzel e un panino.

Per la topologia, non è importante la forma o il sapore di quei 3 dolcetti. Ma soltanto il numero di buchi. L’obiettivo della tipologia è descrivere forme e strutture attraverso alcune caratteristiche fondamentali, come il numero di fori. Così topologicamente parlando, una tazza è lo stesso di una ciambella, in quanto entrambi hanno un foro.

Utilizzando la topologia come uno strumento, i tre ricercatori hanno così aperto numerosi campi di ricerca e creato dei concetti nuovi ed importanti in diversi campi della fisica, prima di tutto quella dei materiali e dei superconduttori.

Andando un po’ più in profondità, tutta la materia è governata dalle leggi della fisica quantistica. Gli stati a noi più comuni della materia sono quello solido, liquido e gassoso. E’ in questi stati che gli effetti quantistici veri e propri sono mascherati dai movimenti degli atomi. Ma in condizioni estreme, a temperature prossime allo zero assoluto (-273°C), la materia assume nuovi stati particolari, comportandosi in modi diversi da quelli classici. E’ proprio in queste situazioni che i fenomeni quantistici diventano osservabili.

Quando cambia la temperatura cambiano anche gli stati della materia. L’esempio classico è quello dell’acqua: sotto lo zero è costituita da cristalli ordinati (ghiaccio); quando la temperatura aumenta cambia stato, diventa liquida e la sua materia si organizza in maniera decisamente più caotica.

Allo stesso modo, i materiali piatti studiati dai tre Nobel, cambiano il loro stato in modi inaspettati quando la loro temperatura viene portata quasi allo zero assoluto: per esempio le particelle perdono ogni attrito. Questo aspetto è particolarmente evidente nei superconduttori, in grado di far passare corrente elettrica senza creare resistenza e dispersioni di energia, e nei superfluidi.

Le ricerche in questo campo potrebbero servire a trovare nuovi materiali dalle proprietà interessanti per quanto riguarda la capacità di condurre elettricità o per lo spin degli elettroni, utilizzabili per trasportare informazioni in modo più efficiente.

Ma queste ricerche sono importanti anche per quanto riguarda la meccanic quantistica: in futuro tutte queste conoscenze potrebbero servire a mettere a punto, per esempio, computer quantistici.

 

David J. Thouless è nato nel 1934 a Bearsden (Scozia) nel Regno Unito, e ha conseguito il suo dottorato nel 1958 presso la Cornell University negli Stati Uniti.

F.Duncan M. Haldane è nato nel 1951 a Londra e ha conseguito il dottorato nel 1978 a Cambridge, sempre nel Regno Unito.

Michael Kosterlitz è nato nel 1942 ad Aberdeen (Scozia), ha conseguito il dottorato nel 1969 presso la Oxford University.

 

 

 

Premio Nobel per la Fisica 2016 was last modified: ottobre 21st, 2016 by L'Interessante
21 ottobre 2016 0 commenti
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