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Categoria

In primo piano

happy hand
EventiIn primo pianoParliamoneSportVolley

HAPPY HAND ON THE ROAD A CASERTA IL  23 E 24 APRILE

scritto da L'Interessante

happy hand

Una vetrina per le discipline sportive praticate dai diversamente abili, “Happy Hand on the road” farà tappa anche a Caserta. La manifestazione, nata a Bologna cinque anni fa ad iniziativa di Willy Boselli, è diventata poi itinerante grazie all’intuizione di Cesare Covino

L’evento sarà ospitato al Palavignola dal 23 al 24 aprile in viale Lamberti con il supporto organizzativo della Fondazione Quattro Stelle. All’interno del palasport sito nell’area Saint Gobain, si svolgeranno dimostrazioni di vari sport: basket in carrozzina, tennis, danza, sitting volley, baskin. Sulle aree verdi circostanti l’impianto si potranno praticare sport di squadra come calcio, rugby e hockey e sport individuali come l’arrampicata, il percorso trekking tra gli alberi grazie alla collaborazione della sezione di Caserta della Protezione Civile. Presso il vicino Istituto d’Arte di San Leucio, sarà possibile, con l’assistenza dei docenti e degli alunni divertirsi a disegnare, dipingere, fare moda ecc.. “Tutte le attività che si svolgeranno sono in linea con quanto emerso dal Rav (rapporto di autovalutazione) per potenziare l’inclusione dei diversamente abili  presso il nostro istituto“ riferisce la responsabile organizzativa del gruppo Gabriella Ibello. Inoltre sarà possibile per i bambini imparare a “fare la pizza“ ed apprendere le tecniche dell’ippo-terapia e della pet-terapia.   

L’iniziativa è stata illustrata dal presidente della Fondazione Quattro Stelle Michele Di Lorenzo. “Siamo contenti di aver finalmente portato a Caserta questo grande evento improntato sulla massima inclusione, dove tutti veramente tutti potranno divertisti insieme, abili e non abili. Tutte le discipline sportive ed artistiche sono state concepite per abbattere qualsiasi barriera non solo fisica ma principalmente mentale e culturale. Ci aspettiamo la presenza di tutti, grandi e piccoli, sportivi e non e delle famiglie che decideranno di trascorrere una giornata spensierata ed all’insegna del divertimento e di nuove conoscenze”.

Sarà presente anche la squadra di baskin di Fossombrone, guidata dalla coach Gemma Piroddi, che ha accolto con entusiasmo l’invito rivoltole dagli organizzatori della tappa casertana di “Happy Hand on the road”.

Particolari ringraziamenti sono stati rivolti dagli organizzatori al dirigente scolastico dell’Istituto d’Arte “San Leucio” Antonio Fusco per la disponibilità della sede distaccata e per tutte le attività artistiche della manifestazione, gestite da docenti; al CTS (Centro territoriale di supporto) di Caserta di cui è responsabile la dirigente scolastica del liceo “Manzoni” Adele Vairo ed ai partners Pasta Reggia” e “Fattoria Fontanavecchia” ed agli enti territoriali che hanno patrocinato la manifestazione.

Il programma prevede il raduno alle 9,30 di sabato 23 presso il Palavignola, alle 10 è previsto l’incontro con Willy Boselli (l’ideatore di Happy hand) e l’ischitano Cesare Covino maestro di sport e di vita. Successivamente prederanno il via le varie iniziative  “Happy Art, Happy Theatre”, “Happy Pony”, “Happy Movie”, “Happy Music”, “Happy Food” e “Giochi senza frontiere” che continueranno nel pomeriggio ed il giorno dopo.

L’iniziativa è stata illustrata presso la sede del Coni di Caserta con il delegato provinciale del Coni Michele De Simone, il presidente della Fondazione Quattro Stelle Michele Di Lorenzo con i consiglieri Mario Pavone e Gigi Zampella, il delegato provinciale del Comitato Italiano Paralimpico Giuliano Petrungaro e le associazioni e le scuole che affiancano l’interessante progetto. 

HAPPY HAND ON THE ROAD A CASERTA IL  23 E 24 APRILE was last modified: aprile 19th, 2016 by L'Interessante
18 aprile 2016 0 commenti
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vivila
In primo pianoParliamone

Vivila incontra i cittadini

scritto da L'Interessante

vivila

Continua il grande successo dell’iniziativa Vivila incontra i cittadini

Si è tenuto ieri, domenica 17 aprile, il terzo appuntamento nei quartieri della città di Marcianise.

Questa volta, il gruppo di giovani attivisti, ha fatto tappa nel rione San Giuliano, meglio conosciuto come “Puzzaniello”. Con il Gazebo nei pressi dell’Excellent Bar, il movimento civico ha, come sempre, dialogato con le esigenze cittadine e raccolto le problematiche segnalate dagli abitanti del quartiere. Dopo il riscontro positivo ottenuto nelle precedenti realtà di” Madonna della Libera” e il rione “Medaglia d’oro”, Vivila si propone, con sempre più entusiasmo, di stare accanto al cittadino abbandonato dalle istituzioni e la vecchia politica. Con lo slogan “vota chi vuoi ma vota vivila”, il movimento incontrerà, domenica 24 aprile, i cittadini del quartiere San Simeone. In un contesto, totalmente informale, nei pressi del No Limits bar, i rappresentanti del movimento vorranno farsi conoscere in tutta semplicità, trasferendo alla cittadinanza una forte identità di gruppo, uno dei punti di forza di Vivila Marcianise.

Vivila incontra i cittadini was last modified: aprile 18th, 2016 by L'Interessante
18 aprile 2016 0 commenti
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Prometheus #2 al Teatro Civico 14
CulturaIn primo pianoTeatro

Prometheus #2 al Teatro Civico 14

scritto da L'Interessante

prometheus

Prometheus #2 di Raffaele Di Florio con Antonello Cossia, Paolo Cresta e Valentina Gaudini

Da Eschilo a Lowell il testo racconta della figura di Prometeo nel momento appena successivo alla tortura. Egli si è macchiato di alto tradimento contro gli Dei consegnando all’umanità il fuoco. Attraverso proiezioni su fondale, gli attori vengono illuminati in parte. La proiezione è confusa da immagini in negativo che si alternano seguendo ritmi lenti e poi veloci. La pièce è corredata da suoni e da movimenti degli attori non perfettamente adagiati alla scena.
L’ intento principale della regia pare non essere quello di inserire Prometeo nella contemporaneità ma quello di ricercare una contemporaneità nella messa in scena. Il ritmo è lento e ripetitivo nei movimenti di scena. La regia d’insieme è reiterativa e quella sugli attori è costrittiva. Paolo Cresta prova a divincolarsi dal birignao con delle espressioni facciali bellissime e con un’ottima tensione di scena. Le musiche rendono un’atmosfera cupa e particolarmente asfittica che dona allo spettacolo un sapore misterioso fino all’apoteosi nel finale.
Vivete di teatro e fatevi vivere da esso.
Michele Brasilio

Prometheus #2 al Teatro Civico 14 was last modified: aprile 18th, 2016 by L'Interessante
18 aprile 2016 0 commenti
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Arancia Meccanica
CulturaIn primo pianoTeatro

Arancia Meccanica di Gabriele Russo

scritto da L'Interessante

Tratto dal romanzo che Anthony Burgess scrisse nel 1962, diventato un cult con la trasposizione cinematografica di Stanley Kubrick del 1971, Arancia Meccanica è noto per essere avanti coi tempi e per la violenza attraverso la quale cerca di scuotere le coscienze

Nello spettacolo, della durata di un’ora e trentacinque, Gabriele Russo resta fedele alla volontà del testo originale di Burgess creando un meccanismo perfetto attraverso immagini, scene (curate da Roberto Crea) e musiche (curate da Marco Castoldi, in arte Morgan).

Violenza cosciente di sé

Alex, capo di una banda di “Drughi” ripete ogni sera, sui marciapiedi dei sobborghi, inconcepibili giochi di violenza.
Arancia meccanica si presenta come il manifesto della scelta tra una violenza consapevole o un mondo programmato per essere buono e inoffensivo. Lo stesso Burgess afferma che il suo personaggio è sì, malvagio oltre i limiti, ma perfettamente lucido e consapevole di questa sua cattiveria.

Gabriele Russo

Giuseppe Russo, in arte Gabriele Russo, nasce a Napoli il 25/03/1979 e si diploma all’Accademia d’arte drammatica del Teatro Bellini nel 2002. Debutta come attore in teatro nello spettacolo “Chorpus Christi” di Terence McNally, mentre nel 2007 debutta come regista con “Gli innamorati” di Goldoni, riscuotendo un tale successo da essere replicato per i successivi
tre anni. È del 2013 il suo “Arancia Meccanica”‘ ripreso in tournée per tre stagioni
consecutive. Tra i lavori in cantiere per il 2016, la regia de “Il giocatore” di Dostoevskji, riscritto e adattato al teatro da Vitaliano Trevisan.

Maria Rosaria Corsino

Arancia Meccanica di Gabriele Russo was last modified: aprile 18th, 2016 by L'Interessante
18 aprile 2016 0 commenti
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monopoli
CalcioIn primo pianoSport

Monopoli – Casertana: i falchetti tengono botta

scritto da L'Interessante

Monopoli

Casertana a vele spiegate verso i playoff dopo il blitz a Monopoli.

Con la preziosissima e, tuttosommato meritata, vittoria di Monopoli, la Casertana resta in piena corsa per l’accesso diretto alla disputa dei playoff per la promozione in serie cadetta.
I falchetti espugnano il Veneziani col risultato di 2-1 facendo soffrire qualche patema d’animo di troppo ai loro tifosi i quali avrebbero potuto godersi più tranquillamente gli ultimi minuti del match. Infatti sembrava che al 40′ della ripresa il risultato era in cassaforte col gol di Jefferson che portava i ragazzi di Mr Romaniello sul 2-0. Invece neanche un minuto dopo i  biancoverdi pugliesi riaprivano la gara con un calcio di rigore trasformato dallo specialista Croce. A quel punto c’è stato,da parte dei padroni di casa, un arrembaggio pressocchè costante che ha prodotto qualche apprensione nella retroguardia rossoblù ma che, fortunatamente, si è rivelato sterile. A quel punto sarebbe stata una atroce beffa per i falchetti perdere i tre punti.
La gara era iniziata con la Casertana che aveva subito una ghiotta occasione per passare in vantaggio con un calcio di rigore assegnato dall’arbitro al 3′ minuto, ma Mancosu falliva malamente il bersaglio. L’errore demoralizzava leggermente gli uomini di Terra di Lavoro che lasciavano l’iniziativa ai padroni di casa, Al 40′ però un’ottima azione dei casertani portava Negro ad imbeccare, appena dentro l’area, De Angelis che con un tiro di esterno destro mandava magistralmente la palla ad insaccarsi nell’angolo più lontano della porta pugliese. Un vero “Eurogol”
La ripresa vedeva ovviamente il Monopoli “fare” la partita nel tentativo di recuperare lo svantaggio, mentre la Casertana cercava di abbassare i ritmi del gioco senza correre particolari pericoli, un po’ per la solidità della propria difesa e un po’ per l’imprecisione degli avanti biancoverdi. Questo accadeva  fino al gol di Jefferson (entrato al 60′ al posto di De Angelis) che al 85′ minuto concludeva un’azione di contropiede su cross dalla destra di Alfageme (subentrato a sua volta al posto di un esausto Negro). I nove minuti finali (5 più recupero) vedevano il forcing dei pugliesi con i campani a difendersi strenuamente con successo.
Questa vittoria, come abbiamo già detto, permette alla Casertana di restare in piena corsa playoff agganciando il terzo posto con 56 punti. Ad un solo punto dal Lecce e a pari merito col Foggia che però deve ancora giocare domani sera contro l’Akragas.
Tutti i calciatori sono da elogiare in blocco, con una menzione particolare, secondo noi, per De Angelis (e non solo per il delizioso gol), Mangiacasale e Capodaglio (molto ordinati e precisi nel controllo del gioco a centrocampo).
Ma soprattutto questa vittoria restituisce entusiasmo all’ambiente, un po’ scemato dopo le ultime vicissitudini societarie, ed infonde ulteriore fiducia alla squadra proiettandola più che mai verso una possibile promozione che, viste le premesse di inizio stagione, avrebbe del miracoloso.

Mimmo Magliocca

Monopoli – Casertana: i falchetti tengono botta was last modified: aprile 18th, 2016 by L'Interessante
18 aprile 2016 0 commenti
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Juvecaserta
BasketIn primo piano

ALLA JUVECASERTA NON RIESCE IL MIRACOLO DELL’ANDATA. AVELLINO SBANCA IL PALAMAGGIO’

scritto da Walter Magliocca

tu palamaggiò

Al Palamaggiò Avellino consolida la terza posizione e “inguaia” Caserta che deve ancora soffrire per la salvezza

Nonostante l’insolito orario, c’è il pubblico delle grandi occasioni, con grande rappresentanza di tifosi ospiti. Dinanzi alle telecamere di sky, la juvecaseta cerca di chiudere il discorso salvezza. Ma la Sidigas è in un grande periodo di forma, con una sola sconfitta in 14 incontri e dimostra di essere più squadra e appare molto più motivata.

Solite amnesie in attacco e ospiti precisi che, a loro piacimento affondano il coltello nel burro della difesa dei padroni di casa. Ogni qual volta la squadra di Sacripanti decide di premere l’acceleratore “scava” una differenza di almeno dieci lunghezze. Al riposo lungo Avellino in vantaggio per 51 a 37.  

Ma Caserta non molla mai e quando vede .. verde, si esalta. Alla fine del terzo quarto va addirittura avanti di tre. 61 a 58. Saranno gli ultimi dieci minuti a decidere le sorti dell’incontro. Il pubblico ci crede.

Ma Avellino sembra avere più risorse e riprende un leggero vantaggio, a 4’ dal termine più sette 68 a 61. Ma i padroni di casa impattano a metà quarto sul 70 pari. E’ sempre un derby. Un combattimento. E gli uomini in maglia bianconera hanno preso tutto il carattere del coach non a caso “Sandrokan”.

Ma questa volta non si ripete il miracolo dell’andata e a 2’ dal termine, Avellino a più 8, 83 a 75. E Caserta che vede sfumare l’ennesima vittoria sul filo di lana. Il tabellone alla fine è impietoso 92 a 87.

Per Caserta la salvezza è sempre più complicata e ancora lontana.

 

ALLA JUVECASERTA NON RIESCE IL MIRACOLO DELL’ANDATA. AVELLINO SBANCA IL PALAMAGGIO’ was last modified: aprile 18th, 2016 by Walter Magliocca
17 aprile 2016 0 commenti
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Napoli
CalcioIn primo pianoSport

Napoli: calo fisico o mentale?

scritto da L'Interessante

Napoli

Ancora una volta il Napoli è venuto meno in un momento decisivo della stagione

La gara di ieri sera con l’Inter  era di estrema importanza, non certamente per la lotta scudetto, che ormai soltanto i soliti inguaribili ottimisti ad oltranza consideravano ancora aperta, ma per tenere a distanza di sicurezza una Roma più che mai lanciata all’assalto di quel secondo posto che se non vale quanto un titolo tricolore, poco ci manca (soprattutto in termini economici).
Diciamo subito che anche questa volta le decisioni arbitrali non hanno favorito gli azzurri (primo gol segnato da Icardi in netto fuorigioco) ma ciò non deve costituire un alibi per il Napoli che ha avuto a disposizione quasi l’intera partita per poter rimediare.Ma la reazione dei ragazzi di Mr. Sarri non è stata delle più frenetiche, anzi, dopo aver subito il raddoppio sul finire della prima frazione, per l’intera ripresa il Napoli non è stato in grado di produrre neanche una sola occasione-gol dando spesso l’impressione di totale impotenza. IL tutto aggravato dal fatto che gli uomini di Mancini non è che abbiano fatto chissà che e il risultato li premia ben oltre i loro meriti.  Cercare le cause di questo rendimento altalenante e “balbettante” degli azzurri nell’ultimo periodo , è molto difficile, dal momento che gli stessi addetti ai lavori, in situazioni del genere, hanno grosse difficoltà a capire quali sono i problemi e a porvi rimedio. Se così non fosse non ci sarebbero in ogni campionato squadre, che, pur avendo organici molto competitivi,sono attanagliate da lunghissime crisi di gioco e risultati. Oltretutto, come spesso accade, tali situazioni sono generate da molteplici cause. Nel caso della squadra azzurra il motivo principale del calo di rendimento è, secondo noi, di carattere psicologico direttamente derivante dalla inopinata sconfitta subita nello scontro diretto con la Juventus a Torino. Certo influisce anche una certa stanchezza, dopo un campionato giocato alla grande. Anche se ciò non si spiega, appunto, visto che l’inizio di questa parabola discendente è coinciso con l’uscita dalle coppe.
Ciò detto ci sembra inutile dare dei voti ai giocatori azzurri che sono stati, a nostro modesto parere, tutti abbondantemente al di sotto della sufficienza tranne Husay, Allan e Callejon.

ORA PERO’: NON GETTIAMO IL BAMBINO INSIEME ALL’ACQUA SPORCA

Lo sappiamo: la delusione è tanta, ma ci sentiamo di invitare i veri tifosi a non  passare repentinamente, come al solito, da uno stato di esaltante euforia ad uno di profonda depressione. Dopotutto il Napoli è ben saldo al secondo posto, e alzi la mano chi ad inizio stagione  avrebbe scommesso un solo centesimo sugli azzurri in questa posizione di classifica e con questo punteggio a cinque giornate dalla fine del campionato. Non ci sembra il caso, solo perchè si è persa una partita di troppo, di buttare a mare tutto quanto di buono finora si è fatto  dimenticando lo splendido percorso compiuto dalla squadra fino a questo punto, ma soprattutto RICORDANDO che la possibilità di raggiungere un prestigioso traguardo è ancora saldamente nelle mani (anzi nei piedi) degli azzurri.
  Quindi è il momento di fare “quadrato”, come si suol dire, attorno alla squadra e sostenere i ragazzi nell’ultimo sforzo, mantenendo  calma e sangue freddo,senza mollare.
Alla fine si faranno i conti e ognuno, se lo riterrà opportuno, potrà fare le sue critiche, purchè  costruttive, non preconcette o, peggio ancora, interessate e, soprattutto, purchè siano espresse in maniera civile.

Le pagelle: clicca qui.

Mimmo Magliocca

Napoli: calo fisico o mentale? was last modified: aprile 19th, 2016 by L'Interessante
17 aprile 2016 0 commenti
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New York
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo pianoNotizie fuori confineViaggi Interessanti

New York: natura ed innovazione

scritto da Roberta Magliocca

New York

Le conosciamo le stazioni nostrane. Il puzzo di urina ignora i nasi già assuefatti dei pendolari abitudinari. I cestini della spazzatura sono vuoti, perché bicchieri di caffè e le carte ben oleate del pranzo sono ben posizionate per terra, come un mosaico moderno ideato da un contemporaneo posatore di ceramiche artistiche.

Ora, prendiamo questa stessa stazione abbandonata e posizioniamola a New York. Et voilà. Nella grande mela, si vedrebbe sorgere un parco. Così sarà. Un progetto presentato nel 2011 a New York, infatti, propone una riqualificazione degli spazi attraverso la realizzazione di un’oasi con cavi di fibra ottica che porteranno luce nel sottosuolo.

Il parco si chiamerà Lowline. Un po’ di numeri riusciranno a far comprendere meglio ciò che si andrà a realizzare nell’amatissima New York

– 5.500 metri quadrati; questa l’ampiezza dell’area che verrà riconvertita in un parco;

– 48 milioni di euro; ecco i fondi che saranno versati per finanziare il progetto;

– 106 anni; l’età del Williamsburg Bridge Trolley Terminal di New York, stazione dove si fermavano i tram al capolinea.

La stazione è inutilizzata dal 1948. Il sindaco di New York, Bill de Blasio – di origini campane – è entusiasta del progetto e ne ha dato l’ok.

È ben noto che sottoterra la luce non è proprio delle migliori. Niente paura. La natura, in questo progetto, sposa l’innovazione. Un sistema di collettori parabolici sistemati in superficie “ruberà” la luce del sole che splende sopra New York che, attraverso cavi di fibra ottica, verrà indirizzata a cupole riflettenti. Queste, a loro volta, distribuiranno la luce a tutto il parco. Tutto questo per un doppio vantaggio. Il primo: alla vegetazione sarà data la possibilità di crescere con luce naturale. Il secondo: si ridurrà notevolmente il consumo di elettricità.

Non ci resta che aspettare, dunque. La statua della libertà di New York è sopravvalutata. Le passeggiate in parchi sottoterra alla luce del sole, quelle sì che hanno dello straordinario.

Roberta Magliocca

New York: natura ed innovazione was last modified: aprile 16th, 2016 by Roberta Magliocca
17 aprile 2016 0 commenti
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Andalusia
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Andalusia, tra delfini, aquile e magie

scritto da Roberta Magliocca

Andalusia

“Disculpe, para calle paloma?”

Una ragazza sulla trentina mi guarda e aspetta una mia risposta. Io cerco di rispolverare quello che mi è rimasto da cinque anni di spagnolo studiato al liceo.

“Lo siento mucho, pero yo soy italiana!”

Continua a fissarmi la chica, come se stesse pensando

– che mi frega a me che sei italiana, io ti ho chiesto un’altra cosa -.

Non dice nulla, ma sento di doverle qualche altra spiegazione:

“ Estoy aquì de vacaciones”.

Non sono sicura di essermi fatta capire a dovere, fatto sta che senza dire niente, la ragazza si allontana alla ricerca di Calle Paloma pensando alla “fortuna” che ha avuto ad acchiappare, tra tanti abitanti, proprio una ragazza, che non solo non conosce le strade, ma non conosce nemmeno lo spagnolo.

Che peccato non sapere dov’è Via Paloma. Mi sarei divertita a darle indicazioni in un misto di lingue non molto differenti tra loro – anche se non basta mettere la /s/ per parlare spagnolo -, lingue così calde e così divertenti nelle loro mille sfaccettature. Calde com’è caldo questo Marzo che mi vede camminare per le strade dell’Andalusia a giro maniche, come mai potrei fare in Italia dove questo mese ancora porta la necessità di maniche lunghe e soprabiti.

L’ Andalusia, nel parlare di lei, mi rende banale e sdolcinata 

Perché, credetemi, non potrei parlare dell’Andalusia senza descriverla come un immenso sole che abbraccia distese infinite di verde e Oceano.

Sull’aia di un casale nel beneventano, appoggiata ad un tavolo che ospita un bicchierino di caffè – senza caffè – una borsa troppo grande ed un paio di penne, in questa serata primaverile riesco a sentire l’odore della sangria preparata in casa dalla signora che mi ospitava in casa sua. L’Andalusia mi ha regalato sensazioni che si sono incollate al mio corpo e non lo abbandonano.

Sono le notti silenziose come queste che mi offrono manciate di ricordi, ne pesco qualcuno.

Ricordo n°1: solo l’ Andalusia mi ha portato a nuotare con i delfini. In quella piscina enorme, io mi sentivo come quelle istruttrice che sembrano ballare sull’acqua, mentre i due delfini mi spingevano i piedi. Ovviamente l’effetto non era proprio lo stesso, il mio impaccio e i miei chili di troppo rendevano il tutto come se i due delfini stessero spostando una balena in difficoltà. Io, intanto, mi sentivo bene, sentivo pura gioia.

Ricordo n°2: solo l’Andalusia poteva convincermi a salire sulla montagna più alta di Puerta Almadena Pueblo ad osservare il volo delle acquile – da sottolineare che chi sta scrivendo in questo momento è una ragazza che ha una tremenda paura dei volatili (azzerare pensieri sconci e sarcasmo spicciolo, por favor) – permettendo ad una di queste aquile di posarsi sulla mia testa.

Ricordo n°3: solo l’Andalusia mi ha portato fuori casa di Antonio Banderas, prima che quest’ultimo si mettesse a dialogare con galline e ad impastare biscotti.

Ah, già. Avrei potuto parlare di monumenti e musei vari. Perdonatemi, sono una viaggiatrice, non una turista.

Hasta Pronto!

Roberta Magliocca

Andalusia, tra delfini, aquile e magie was last modified: aprile 16th, 2016 by Roberta Magliocca
17 aprile 2016 0 commenti
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San Lupo
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San Lupo: terra di streghe e janare

scritto da Roberta Magliocca

In provincia di Benevento può capitare di imbattersi in un paesino che ha il nome tanto insolito, quanto di buon augurio. Si tratta di San Lupo

Tale nome, molto probabilmente, trae origine dal vescovo francese San Lupo di Troyes, in quanto proprietario dell’antico monastero dei Santi Lupolo e Zosimo.

Storia. Prima feudo demaniale sotto i normanni, passò nuovamente al monastero dei Santi Lupolo e Zosimo grazie agli Svevi. Passò poi al Capitolo Metropolitano di Benevento, sotto la giurisdizione episcopale di un Vicario Capitolare. Successivamente divenne possedimento dei Caracciolo e, nel 1506, della famiglia Carafa che lo tenne fino alla abolizione della feudalità avvenuta nel 1806. Fu nella provincia di Principato Ultra fino al 1811. Un terremoto, datato 5 giugno 1688, distrusse il paese. In poco tempo venne ricostruito. Proclamato comune del Molise, divenne nel 1861 parte del mandamento di Pontelandolfo nel circondario di Cerreto nella Provincia di Benevento.

Da vedere. Il centro storico è caratterizzato da stretti vicoli, abbelliti da archi e pontili. Di notevole interesse sono i portali in pietra di alcune architetture civili, realizzati da scalpellini locali. Da non perdere la visita della Chiesa di San Giovanni Battista, chiesa maggiore del paese. L’interno reca la statua a mezzo di busto di San Lupo, realizzata dallo scultore Giacomo Colombo nel 1708. Il campanile è sormontato da un cupolino con embrici maiolicati gialli e verdi.

Bella ed elegante, la Fontana Sant’Angelo è stata realizzata nel 1614 in pietra locale, dotata di tre getti d’acqua intervallati da mascheroni e da una figura femminile. Nel frontone della fontana sono siti due stemmi e delle scritte in latino che invitano i pellegrini a dissetarsi. La fontana è posta nel luogo dove sorgeva un monastero benedettino.

Settecentesco, invece, è Palazzo Iacobelli, che ha ospitato Ferdinando II delle Due Sicilie, presso il controverso imprenditore Achille Iacobelli.

Meritanto turismo anche la fontana Capodaqua, la Cappella De Giorgio  – tomba cimiteriale neoclassica – e la chiesa dell’Annunziata (XVII secolo).

Santo Patrono. La festa patronale ha luogo dal 27 al 29 Luglio di ogni anno.

Leggende. E’ risaputo che la provincia di Benevento è la “terra delle Streghe e delle Janare“. Leggenda vuole che si riunissero nei pressi di un noce per i loro riti sabbatici. Proprio a San Lupo si trova il torrente delle Janare, attraversato da un ponte in pietra, detto “Ponte delle Streghe”. Ancora oggi si tramandano oralmente leggende del medioevo. Si racconta che, nel torrente, dopo una notte di sfrenati riti sabbatici, fu rinvenuta una neonata che, recuperata, fu adottata da una coppia che non aveva figli. Divenuta signorina, nel pascolare il suo gregge, fu oggetto di attenzione da un maturo signore, proveniente dal vicino castello di Limata. Questi però, rifiutato dalla fanciulla, sparse la voce di averla veduta compiere pratiche demoniache, provocando in tal modo la reazione del popolo che la congiurò, gettandola dal Ponte delle Streghe. Il corpo non fu mai ritrovato, trascinato da un vortice nelle profondità. Qualche tempo dopo l’accaduto, molti giurarono di aver visto una ragazza nuda danzare sulle rocce del torrente e tuffarsi nel momento in cui qualcuno avesse tentato di avvicinarla. Tanti anni dopo, un giovanetto discendente dalla famiglia dell’anziano signore di Limata fu attratto da quella apparizione e, una notte vedendo la ragazza tuffarsi, la seguì. Anche il suo corpo, come quello della sventurata fanciulla, non fu mai ritrovato.

Una terra ricca di fascino, musica e leggende quella di Benevento. Fatevi incantare.

Roberta Magliocca

San Lupo: terra di streghe e janare was last modified: aprile 16th, 2016 by Roberta Magliocca
17 aprile 2016 0 commenti
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