L'Interessante
  • Home
  • Parliamone
    • Politica
    • Cronaca
    • Attualità
  • Cultura
    • Eventi
    • Teatro
    • Cinema
    • Tv
    • Libri
    • Musica
  • Sport
    • Basket
    • Calcio
    • Volley
  • Dall’Italia e dal Mondo
    • Notizie fuori confine
    • Curiosità
    • Indovina dove andiamo a cena
    • Viaggi Interessanti
  • Editoriale
  • Vignette Interessanti
  • Web Tv
Notizie Flash
1 MAGGIO: FESTA O…. LUTTO. UNA FESTA BEN...
CORONAVIRUS FASE 2 ……… GIU`LA “MASCHERINA
LA MUSICA DELLA GATTA CENERENTOLA COME PASS PER...
INTERNAZIONALI: LA COPPIA DI TAIWAN SI AGGIUDICA IL...
INTERNAZIONALI TENNIS ASSEGNATE LE WILD CARD. SABATO INIZIANO...
Michele Pagano: Il futuro è il mio presente
Da consumarci preferibilmente dopo morti: Officina Teatro incanta...
VALERIO BIANCHINI E LE SUE … BOMBE. AMARCORD...
Caso Weinstein. Dite alle donne che non siamo...
The Aliens ad Officina Teatro: vita, amicizia ed...

L'Interessante

  • Home
  • Parliamone
    • Politica
    • Cronaca
    • Attualità
  • Cultura
    • Eventi
    • Teatro
    • Cinema
    • Tv
    • Libri
    • Musica
  • Sport
    • Basket
    • Calcio
    • Volley
  • Dall’Italia e dal Mondo
    • Notizie fuori confine
    • Curiosità
    • Indovina dove andiamo a cena
    • Viaggi Interessanti
  • Editoriale
  • Vignette Interessanti
  • Web Tv
Categoria

Libri

ora
CulturaIn primo pianoLibri

Adriana Caprio presenta “ Ora ”

scritto da L'Interessante

Ora

di Maria Rosaria Corsino

Si è tenuta Sabato 5 Novembre al D’Oro Caffè la presentazione del libro di Adriana Caprio, classe ’96 diplomata al Liceo Classico Pietro Giannone e attualmente iscritta alla facoltà di lettere classiche presso la Seconda Università degli Studi di Napoli.

Il romanzo, intitolato “ Ora ”, prende il nome dal pianeta su cui le quattro eroine sono convocate per combattere una minaccia che potrebbe distruggere l’intero Universo.

Ora: la trama e i personaggi

Nala, Fiamma, Elis e Fill sono delle semplici studentesse di lettere classiche a Napoli, che vengono convocate un giorno dalla regina di Ora, Aurora.

La scelta di Napoli non è casuale afferma Adriana, perché è la città del mare, elemento a cui è fortemente legata.

Legata è anche alle sue protagoniste: Nala è l’acqua, la parte più complessa della personalità della Caprio, Fiammetta la sua parte più chiusa, Elis la sua parte più leggera e Fill… neanche lei sa dirlo.

Ma legato all’acqua non è solo Nala ma anche Iudor, comandante dell’esercito di Ora.

Misterioso, inafferrabile e profondo come il mare, Iudor è il classico dark hero estremamente complesso.

E la chiave di tutta la storia.

Ma Iudor è anche la guerra, in lotta contro il mostro e con se stesso.

E così anche Nala deve combattere due guerre: una esteriore per Ora e una interiore visti i sentimenti per Iudor.

Afferma Adriana :

“Il viaggio che le ragazze compiono è soprattutto un viaggio spirituale, di conoscenza personale.

Il destino di ognuna sarà compiuto quando ciascuna troverà la sua verità.

La verità di Nala è Iudor.”

Tutto è destinato a qualcosa secondo l’autrice, e ci sono parti di noi che non possiamo nascondere.

Una storia profonda, toccante, in cui ognuno può ritrovare se stesso, “ Ora ” è uno di quei romanzi che ti resta dentro.

E Adriana Caprio è la dimostrazione che se credi nei tuoi sogni, puoi realizzarli.

Adriana Caprio presenta “ Ora ” was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
3 Facebook Twitter Google + Pinterest
Volume
CulturaIn primo pianoLibri

Un volume sul lato oscuro di Napoli

scritto da L'Interessante

Volume

di Maria Rosaria Corsino

 

La giustizia e la camorra, il territorio e i disastri ambientali, la pubblica amministrazione e gli abusi edilizi, la politica e i mercanti di voti. Ci sono gli ultimi 25 anni della storia di Napoli raccontati con lucidità, precisione e senza ipocrisie nell’ultimo libro del magistrato Aldo De Chiara: “Per la mia Città”(Guida Editore). Un titolo che racconta del legame forte tra il magistrato napoletano, oggi in servizio alla Procura di Salerno, e la sua città che viene raccontata e sferzata col l’intransigenza del giurista miscelata con la passione civile di chi continua ad impegnarsi per un cambiamento possibile e lo prospetta in queste pagine ricche di impulsi propositivi.

Il volume verrà presentato in anteprima lunedì 7 Novembre alle ore 18 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa, dove due anni or sono proprio De Chiara aveva coordinato l’organizzazione del “Sabato delle Idee” dedicato alla Terra dei Fuochi con l’allora Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando e con la partecipazione di tutti i comitati dei territori campani più martoriati dai disastri ambientali.

Alla presentazione del volume, coordinata dal direttore de “Il Mattino”Alessandro Barbano, prenderanno parte il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa,Lucio d’Alessandro, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, che proprio presso lanFacoltà di Giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa ha fondato la prima cattedra italiana specificamente dedicata allo studio della Legislazione antimafia.

Presentazione del volume

Per verificarne l’attualità, la casa editrice Guida ripropone nel volume gli interventi scritti da Aldo De Chiara negli ultimi cinque lustri su alcune delle principali testate giornalistiche cittadine. Le analisi dell’opinionista traggono alimento, in gran parte, dalle vicende di Napoli e della relativa area metropolitana. Esse non si limitano ad evidenziare criticità, ma sviluppano meditate proposte al legislatore o alla pubblica amministrazione con l’unico comune denominatore dell’interesse della Città. È lo sforzo del cittadino che ama il luogo in cui è nato e vive. Cento articoli raggruppati in quattro aree tematiche: Ambiente e territorio, Giustizia, Sicurezza urbana, Politica e pubblica amministrazione.

Un volume sul lato oscuro di Napoli was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Romolo Bianco
CulturaIn primo pianoLibri

Io di Più: ecco la Napoli di Romolo Bianco

scritto da Roberta Magliocca

Romolo Bianco

Di Roberta Magliocca

“Io di più” dello scrittore, cantante, attore e chissà quante altre cose Romolo Bianco per la Tullio Pironti Editore. Mille Napoli. Tutte in una. Tutte e nessuna di esse

Napoli, estate. Il sudore della miseria e le notti invisibili di una Napoli che tutti sanno esistere sul serio, ma nessuno vuol conoscere davvero. Napoli, moglie. I sogni di un futuro da signora, ma ci si ritrova giovanissima ed incinta e il matrimonio che diventa l’unica soluzione. E addio aristocrazia napoletana, addio lusso . Napoli, figlie. Una brillante quasi dottoressa. Una senza diploma con un amore forte senza fondamenta economiche e lavorative. Napoli, lavoro. Quello che c’è, quello che fai da anni, in automatico senza pensarci, senza sognarlo. Senza. Napoli, breve. La scrittura di Romolo Bianco arriva dritto al punto. All’essenziale. Punto. A capo. E poi di nuovo punto. Di storia in storia, di emozione in emozione, di crudeltà in crudeltà, di fine in salvezza.

Che viaggio meravigliosamente infame, questo libro qui. Tra le pagine si sente la voce di una formazione unica e frammentaria allo stesso tempo: Lanzetta, il teatro e un po’ di strada vissuta, perchè altrimenti certi luoghi e profumi non sai descriverli. E per qualche parola ridi grottescamente, qualche rigo più in là ti incazzi veracemente per una Napoli bellissima e maledetta. Poi ti commuovi. Perchè se sai leggere, leggere sul serio, in ogni storia rivivi un po’ di te, un po’ del tuo passato, un po’ del tuo futuro da salvare. 

Romolo Bianco è nato a Napoli nel 1983. Attore e cantante, ha esordito giovanissimo con Mario Scarpetta, legandosi quindi alla tradizione del teatro popolare, e in particolar modo al lavoro di recupero delle canzoni classiche napoletane.
Nel 2005 inizia a collaborare con Peppe Lanzetta, portando in scena diversi spettacoli; ricordiamo in questa sede: Ricordo di Domenico Rea (2005), Unicum per Pomigliano (2006), Medea Napoli (2006), L’opera di periferia (2007); al 2010 si data la sua partecipazione allo spettacolo Blackout, di Andrea Manzi, con Mariano Rigillo.
Scrive e reinterpreta in chiave postmoderna la maschera di Pulcinella attraverso varie farse come Buona sera per tutte le sere(2008), Prendetelo, questo pazzo è vostro (2011) e L’Italia è tutta una farsa (2012).
Ha curato una nota rubrica per il quotidiano «Roma» sulla canzone classica napoletana e ha già al suo attivo un album, Always by Napoli, distribuito in Italia, Germania e Stati Uniti. www.romolobianco.com

 

Io di Più: ecco la Napoli di Romolo Bianco was last modified: novembre 14th, 2016 by Roberta Magliocca
8 novembre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Il tempo degli amaranti
CulturaIn primo pianoLibri

Il Tempo degli Amaranti di Antonio Mocciola

scritto da L'Interessante

Il tempo degli amaranti

Di Roberta Magliocca

Alberto e Silvana crescono a Napoli negli anni 50, vicini di casa e legati a doppio filo nella vita e nell’affetto, con la benedizione delle famiglie, fino all’inevitabile matrimonio e alla nascita di due bambini. Ma l’inquietudine di Alberto nasce da un pensiero segreto, che esplode nella maturità e prende vita nel momento della morte dell’amata (e castrante) madre: Alberto è attratto dagli uomini. Dopo avere vissuto per anni una doppia vita esaltante e tormentata nello stesso tempo, Alberto decide di scrivere una lettera a Silvana, confessandole la propria omosessualità ed il desiderio di fuga, per non sprecare ancora gli anni che restano. Sarà lo stesso Alberto a presentare alla moglie l’uomo che ne prenderà il posto nella casa e nel cuore. Gli anni di auto-esilio termineranno quando Alberto, a causa di un grave incidente, sarà operato e salvato proprio dal figlio, nel frattempo divenuto stimato chirurgo, e che darà il via alla riconciliazione con la famiglia intera, a dimostrare la possibilità di un’altra idea di nucleo familiare, meno tradizionale.

Una storia vintage quanto attuale quella de Il tempo degli Amaranti di Antonio Mocciola per la Milena Edizioni

Quella di una facciata da presentare ad una società che chi sa quale Dio gli ha imposto essere quella giusta, quella sana, quella nata dalla parte divina del mondo. Il sabato la spesa, la domenica in chiesa. Ed Antonio, con ironia pungente, si è mostrato detentore di un’intelligenza rara che si oppone a chi crede invece di detenere verità assolute ma assolutamente prive di contenuto. E a pennellate di colore ci ha posto davanti agli occhi la nostra società, così affidabile nella sua perfetta ignoranza. E così il gay ci sta bene se è quello di un’immagine a tinte forti e perverse, quello da orge e festini, da scopate in vite di latex e aids dietro l’angolo. Ci sta bene perché è riconoscibile con quelle sue movenze da frocio e la voce da checca. Quelli sono i gay che ci piacciono, quelli che ben vediamo e che quindi possiamo ben emarginare e deridere, metterli sul gradino più basso della scala sociale in modo da far sembrare noi, perfetti eterosessuali in alto, vicino ad un padre eterno che – se c’è – si vergognerebbe. Ma l’omosessuale in giacca e cravatta, l’uomo che ci porta la pizza, il garzone della spesa, la cassiera del supermercato, il nostro commercialista, loro no. Gli uomini e le donne che ci entrano in casa, nelle vite, nei letti. Quelli sì che sono gli omosessuali che ci fanno paura. Perché assolutamente uguali a noi, perché in loro nessuna differenza salta all’occhio, nessun comportamento che possiamo etichettare come sbagliato, nessun monaco dall’abito giusto, se non una vita privata che tale deve rimanere e che dovremmo imparare a rispettare.

Il Tempo degli Amaranti di Antonio Mocciola was last modified: ottobre 19th, 2016 by L'Interessante
19 ottobre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Roundmidnight
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Buon Compleanno, Roundmidnight!

scritto da L'Interessante

Roundmidnight

Di Roberta Magliocca

Una torta con quattro candeline e tanto lavoro da festeggiare.

La Roundmidnight Edizioni compie quattro anni

La ‘round midnight edizioni nasce il 31 ottobre 2012 come marchio indipendente dallo scrittore Domenico Cosentino, dalla sua socia Giovanna Colitti, e dall’esperienza decennale nel “far libri” di una tipografia di Campobasso, La Tipografia Fotolampo di Luigi Palladino (il terzo socio), dove ha sede la casa editrice.

Parliamoci chiaro e sincero, come piace a noi: non stiamo parlando di un colosso dell’editoria; non di quelle case editrici che fatturano tot. milioni all’anno e che per farlo hanno il bastone del nome potente, azionisti di quella specie là, i politici di un certo calibro dentro il taschino. I grandi che marchiano libri, difficilmente ne leggono qualcuno. Si edita quanto si deve, quello che qualche dio vuole. Di letteratura, tra gli scaffali dove trovi tutto – biscotti, penne, i-Pad, marmellate, dvd – tutto tranne che libri, beh, ce n’è ben poca.

La Roundmidnight Edizioni è la piccola, minuscola goccia nel mare che ha la sincerità e il rispetto per la fantasia delle opere belle. Per intenderci, niente simbolo dell’euro tatuato negli occhi al posto delle pupille. Loro gli occhi li usano per leggere. E se quello che leggono per loro vale qualcosa, vale spesso un’emozione, allora – e solo allora – editano. E vaffanculo nomi e arricchimento. C’è chi crede che l’arte sia qualcosa in più.

Non che l’arte debba essere sempre relegata all’immagine del poeta squattrinato e incantato che non mangerà mai del proprio lavoro. Ma noi amanti e puttane d’arte, perdonatemi se mi ci metto anche io, abbiamo quel quid che ci fa camminare a testa alta, la dignità. E ci batteremo sempre affinchè anche il nostro mondo venga riconosciuto, affinchè un poeta, uno scrittore, un musicista, vengano riconosciuti come tali e non come dottori, medici, insegnanti con l’hobby per l’arte. Ma non svenderemo mai la nostra idea di arte ai mercenari che dell’ arte non ne conoscono nemmeno la definizione.

Ecco perchè la Roundmidnight Edizioni va festeggiata, questa sera al Jarmusch. Perchè portano a testa alta la loro idea di arte. Portano i libri che profumano di bellezza. Niente di più. Festeggiamo la sincerità dell’arte.

Buon compleanno!

Buon Compleanno, Roundmidnight! was last modified: ottobre 15th, 2016 by L'Interessante
15 ottobre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Bob Dylan
CulturaIn primo pianoLibriMusica

Bob Dylan Premio Nobel della Letteratura

scritto da L'Interessante

Bob Dylan

Di Michela Salzillo

Non sempre le coincidenze arrivano per caso, alcune sembrano fatte apposta per mimetizzarsi fra gli strani destini.

Una fatalità bizzarra, ad appena un giorno di distanza dalla morte di Dario Fò, continua a creare divisioni di opinione: come nel 1997 accadde per il giullare moderno, ieri, nel giorno della dipartita del drammaturgo, Bob Dylan riceveva il premio Nobel per la letteratura, creando non solo stupore per i tempi coincisi in uno strano parallelo, ma anche un intenso girone di pareri favorevoli e contrari

A non essere d’accordo con la decisione della commissione di Stoccolma, che ha scartato candidati come Philip Roth, Don DeLillo e Murakami, è arrivato il parere di Alessandro Baricco, che ha così commentato l’assegnazione:

“Che un drammaturgo vinca il premio per la letteratura, ci sta. Ma premiare Bob Dylan è come se dessero un Grammy Awards a Javier Marìas perché c’è una bella musicalità nella sua narrativa. Paradosso per paradosso, allora anche gli architetti possono considerarsi poeti”. La pensa come lui pure lo scozzese Ivrine Welsh che, pur dichiarando stima per il cantautore statunitense, non ha tardato a definire questa scelta come “un premio nostalgia mal concepito, strappato dalla prostata di vecchi hippies balbettanti”. Ma c’è chi, senza troppe analisi di senso, preferisce abbandonarsi all’accaduto, osservandolo come un piacevole passaggio di staffetta tra il giullare e il menestrello.

La critica esiste dai tempi dell’arte, lo seppe anche Dario Fo

Nel 1997, colto di sorpresa, Dario Fo riceveva il Nobel per la letteratura con una motivazione assai condivisibile: premiato dal re Gustavo di Svezia, fu lodato per aver dileggiato il potere restituendo dignità agli oppressi. Una “dicitura” senz’altro diversa è stata quella scelta per Dylan che, a diciannove anni di distanza da quel record italiano, è stato incoronato per aver creato una nuova poetica espressiva all’ interno della grande tradizione canora americana. Si tratta di due spiegazioni che associate alla storia di ciascuno dei due diventano poco sindacabili. Come oggi, anche ieri qualcuno si schierò dal lato della protesta, esprimendo un dissenso ben inteso nei riguardi di quel nome che, paragonato a Dylan, adesso, sembra intoccabile. Fo è stato il diciottesimo italiano a vincere il Nobel, il sesto per la letteratura, prima di lui soltanto Giosuè Carducci, Grazia Deledda, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo ed Eugenio Montale, dopo di lui, fino ad ora, nessuno , in Italia, è stato ritenuto all’altezza. Un’esclusiva, la sua, che sicuramente voleva dire qualcosa sin dall’ inizio , ma questo, come forse era giusto che fosse, non lo salvò dalle critiche. Certo, Dario non si chiamava Bob, sono  artisticità diverse le loro, eppure c’è chi all’epoca considerò la premiazione di Fò, che lui stesso tradusse come un riconoscimento esteso alla “gente di teatro”, come un torto a danno del poeta fiorentino Mario Luzzi, candidato al premio da vent’anni.

 La critica, del resto, è nata con l’arte, se non ci fosse l’una, non esisterebbe l’altra e viceversa. Sia l’esperto che il pubblico comune, lettore, spettatore o ascoltatore che sia, hanno il diritto ed il dovere di esprimersi. Le opinioni e le scelte, soprattutto in campo artistico, favoriscono la ciclicità dell’arte stessa. Forse è vero che un “Nobel per la musica” è qualcosa di parecchio strano, ma l’arte ha ben poco di ordinario e normale. A legittimare il premio di Bob Dylan, oltre quella motivazione, c’è l’applauso dell’accademia subito dopo l’annuncio ufficiale, ci sono le grida di approvazione le sue canzoni che, volente o nolente, qualcuno considera poemi e, perché no, c’è anche questo inaspettato legame fra due personalità che, seppur diverse, hanno ambe due rappresentato una forte icona di contrasto al potere. A tal proposito, il giornalista Antonio Gnoli ha dichiarato: “Ancora una volta, l’accademia di Stoccolma, spesso imprevedibile, ha dimostrato come, in qualche occasione, alla letteratura di grande mestiere si preferisce la vita.”

Bob Dylan Premio Nobel della Letteratura was last modified: ottobre 14th, 2016 by L'Interessante
14 ottobre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Disabili
CinemaCulturaIn primo pianoLibriMusicaTeatroTv

DISABILI in foto: il messaggio dei Vip – LE FOTO

scritto da L'Interessante

Disabili

Disabili

Di Vincenzo Piccolo

Partirà venerdì 7 Ottobre il progetto “Human faces. Art for life”, una raccolta fotografica di Sergio Goglia, parte dell’omonimo progetto sociale nato dalla mente di Ludovico Lieto e promosso dall’agenzia pubblicitaria “Visivo Comunicazione” coadiuvato dalla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite. L’inaugurazione si terrà presso gli spazi del Loft del Pan di Napoli.

La mostra, che gode del patrocinio morale del Comune di Napoli, sarà in tour tra Napoli e New York tra il 2016 e il 2017. Lo scopo è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica, i media e le istituzione sul tema della “disabilità”, ancora troppo poco trattato e affrontato, nonostante le tante problematiche che comporta. A fare da padrini e madrine sono stati alcuni rappresentanti del mondo del cinema,dello spettacolo, dell’imprenditoria e della moda, quali Ferzan Ozpetek, Lambert Wilson, Bill Goodson, Luisa Ranieri, Cristina Chiabotto, Fabio Fulco, Cristina Donadio, Roberto Faraone Mennella, Maurizio Marinella e Fausto Puglisi. Ad ognuno dei testimonial, il maestro Goglia, ha chiesto di lanciare un messaggio forte riguardante il tema degli scatti. Ne è risultato un prodotto forte e coinvolgente, che spinge lo spettatore ad un’analisi introspettiva sulla condizione umana della disabilità. A Palazzo Petrucci,il 6 Ottobre alle 18:30, ci sarà la vernissage della mostra, evento al quale si potrà prendere parte solo su invito. La serata sarà arricchita dalle degustazioni enogastronomiche di Lino Scarallo, chef stellato.

L’opera fotografica sarà visitabile fino al 16 ottobre presso il Palazzo delle Arti di Napoli. Per poi riprendere dal 19 ottobre al 30 novembre 2016, negli spazi del cortile cinquecentesco di Palazzo Caracciolo MGallery by Sofitel (via Carbonara, 112 – Napoli). Il progetto poi prenderà il largo, approdando oltre oceano in giugno 2017 a New York. Qui sarà ri-allestita in occasione della decima “Conferenza degli Stati Parte della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità”.

img_3835
img_3836

img_3837
img_3838

img_3839

DISABILI in foto: il messaggio dei Vip – LE FOTO was last modified: ottobre 5th, 2016 by L'Interessante
5 ottobre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Psicologo
CulturaEventiIn primo pianoLibri

Lo psicologo in libreria

scritto da L'Interessante

Psicologo

Di Michela Salzillo

Chi è lo psicologo? Che lavoro fa? Legge nel pensiero? Se ne accorge se dico una bugia? Ma soprattutto, vuole i soldi per farsi due chiacchiere?

Solo qualche settimana fa vi avevamo segnalato “il caffè con lo psicologo”, ricordate? Un incontro gratuito, con un professionista del settore, nato per sfatare molti dei miti legati alla figura del terapeuta. Ad idearlo, il dottor Fabio Ianniello che, con questo progetto itinerante, ha cercato di rendere accessibili le verità sul mondo della psicologia, attraverso l’utilizzo di un rituale semplice e piacevole come quello del caffè a metà mattinata.

Ebbene, dopo il grande successo ottenuto con l’ultimo appuntamento, quello dello scorso 29 settembre presso il bar “Monello” di Santa Maria Capua Vetere (CE), lo psicologo torna con una formula leggermente rinnovata ma altrettanto interessante.

Parte domani il primo appuntamento con “ lo psicologo in libreria: nuove possibilità per storie inceppate”. Anche il nuovo format , come quello precedente, è gratuito.  L’incontro si presenta come una particolare occasione in cui chi vorrà potrà confrontarsi con le proprie storie e, ancor di più, con i diversi modi che esistono per raccontarla

Il dottor Ianniello, laureato in psicologia clinica e dello sviluppo, specializzato in psicoterapia sistemico relazionale, esperto in formazione e dinamiche di gruppo, vi aspetta domani fra le copertine della Libreria Spartaco, in via Martucci a Santa Maria Capua Vetere (CE).

“Una libreria è un posto pieno di storie, un luogo bellissimo per raccontarsi e, magari, provare a riscriversi. Lo psicologo in libreria è proprio questo: un ‘occasione abitata da storie; è il piacevole rischio di un colpo di scena, ci ha detto il dottor Ianniello.

Un’ opportunità di questo tipo, ribadisce, prende forma per  avvicinare le persone alla figura dello psicologo, cercando di allontanarle dei pregiudizi e gli stereotipi che non servono a nessuno.

Partecipare è semplice, basta prenotare gratuitamente un incontro, chiamando o inviando un sms al 3477494306 entro la giornata di oggi.

Lo psicologo in libreria was last modified: ottobre 3rd, 2016 by L'Interessante
3 ottobre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
Francesca Carollo
AttualitàCronacaCulturaIn primo pianoLibri

Le amiche che non ho più: Francesca Carollo per la Tullio Pironti Editore

scritto da L'Interessante

Francesca Carollo

Di Roberta Magliocca

Roberta, Federica, Lucia. Tre nomi tra tanti nomi, tre storie tra tante storie. Tre donne che non ci sono più. A darle voce, una giovane giornalista che si definisce loro amica pur non avendole mai conosciute fisicamente. 

Eppure, Francesca Carollo nel suo libro “Le amiche che non ho più” – edito dalla Tullio Pironti Editore – pur con lucida obiettività, fondamentale nel lavoro di giornalista, non ha dimenticato il cuore

Come in un diario personale caduto per sbaglio nella borsa del lavoro, Francesca Carollo ci parla di cronaca ed empatia, di una piaga italiana. Si perchè Roberta, Federica e Lucia sono solo (e sempre troppe) tre donne tra le tante che, ogni giorno, perdono la vita per mano di chi dice di amarle e poi le uccide senza amore alcuno.

La scrittura di Francesca è semplice e diretta, precisa nei fatti e nei ricordi. Mentre si legge sembra di ripercorrere strade e relazioni, di vivere in quelle case che dovrebbero essere luoghi sicuri ed invece si scoprono pieni di violenza e sofferenza. Dopo le prime pagine già non si capisce più dove finisce il lavoro e comincia la vicinanza, dove finisce la giornalista e parla la persona. E forse non si capisce perchè non c’è un inizio ed una fine, non ci sono due persone. La Carollo, in questo libro, è Francesca, è giornalista, è in uno stato di umana comprensione e profonda preoccupazione per questa Italia dove noi donne non siamo al sicuro. Rifiutando il termine femminicidio, non rinuncia a sottolineare la natura culturale di questo fenomeno che è così assurdo da non riuscire a spiegarlo. 

Cosa scatta nella mente di chi amiamo per portarlo a questo folle gesto? Non si è ancora ben capito. Follia, dicono. Perdita di lucidità, forse. Amore malato, sicuramente. Resta il fatto che se quella donna che tanto amano, non può essere loro, allora, non sarà di nessun altro. 

 Si può, allora, ancora parlare di AMORE? L’amore non dovrebbe essere un augurarsi la felicità dell’altra persona, anche se questo significa vederla lontana da noi? Non sarebbe più giusto chiamarla OSSESSIONE?

 Si dovrebbe parlare di umanità. E una donna uccisa ogni due giorni è una statistica disumana. Quella che soffoca l’italia in questo periodo non è soltanto crisi economica. Ma etica. Educativa. Ma soprattutto carenza di giustizia e protezione. Gridiamo al diritto di essere libere, di essere padrone assolute della nostra vita. Libere di amare e di lasciare. Libere. Questa libertà, per noi, non c’è. Siamo tornati al Medioevo? No, non credo. Forse età più scura di questa le donne non l’hanno mai vissuta.

 E ricordo ancora quando mio nonno diceva: “Le donne non si toccano nemmeno con un fiore”.

 Ora, gli unici fiori sono quelli che troneggiano sulle lapidi di donne che per amore hanno dato tutto. Anche la vita.

Le amiche che non ho più: Francesca Carollo per la Tullio Pironti Editore was last modified: settembre 28th, 2016 by L'Interessante
28 settembre 2016 0 commenti
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Zia Titina e L'Isis Peppe Lanzetta
CulturaIn primo pianoLibri

Zia Titina e L’Isis: Peppe Lanzetta per Tullio Pironti Editore

scritto da L'Interessante

Peppe Lanzetta

Di Roberta Magliocca

Da Napoli in Francia, passando per Vietri sul Mare e la Siria, da Zia Titina a Varoufakis, con Giggino e la Merkel. Un libro che non è un libro, una storia che non è una storia.

“Zia Titina e L’Isis” di Peppe Lanzetta – edito dalla Tullio Pironti Editore – è un sorso d’acqua, che verso le ultime pagine diventa veleno per coscienze aride. 

Giggino l’elettrauto è scuro di carnagione e con la barba nera. Un giorno è lì che fa la spesa quando viene scambiato per un terrorista. Ritenuto potenzialmente pericoloso, viene trascinato in questura: <<Risultava una somiglianza bestiale con un Foreign Fighter che si chiamava Abdul Abdal Abdel Abdol Luigi, nato ad Aleppo e residente a Caivano, in via delle Rose […]>>.

Questo si legge nella seconda di copertina. Da questa breve introduzione e per chi conosce la penna di Peppe Lanzetta, è facile intuire l’ironia di quanto si sta per raccontare, il pizzico di sarcasmo che rende tutto un po’ più irriverente e satirico. Perchè non si può definire comico questo libro. E’, piuttosto, drammaticamente brillante, storicamente vero e purtroppo senza alcuna vena di esagerazione tipica di chi vuole raccontare la realtà facendo sorridere.

E si sorride leggendo queste pagine, a volte si ride davvero. Ma la risata lascia quel retrogusto amaro di verità e tristezza. Quello che si legge, oltre alla storia dello sfortunato Giggino, è la paura post attentati. Charlie Hebdo prima, il Bataclan poi hanno innescato questa bomba chiamata odio in primis, paura subito dopo, diffidenza sempre. Traducendo tutto il mondo in un contesto napoletano euforico e senza filtri, Lanzetta ci serve su un piatto d’argento la nostra incapacità di fidarci, di aprirci e di conoscere. Ci siamo chiusi nella paura e nel luogo comune, dei clichè ne abbiamo fatto posti sicuri dove vivere. E diciamolo, il terrore generale lo si è usato spesso come scusa per giustificare razzismo ed odio, per una lotta tra poveri, per portare voti ad un partito.

Ma nessun dito puntato, nessun giudizio. C’è solo una tenace zia Titina che proprio non ci sta a vedere il proprio nipote in prigione. Ma nelle ultime pagine del libro c’è una guerra nel mondo che non fa ridere. C’è un Natale che commuove. C’è una scelta di vita. 

Zia Titina e L’Isis: Peppe Lanzetta per Tullio Pironti Editore was last modified: settembre 28th, 2016 by L'Interessante
28 settembre 2016 0 commenti
0 Facebook Twitter Google + Pinterest
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • …
  • 8

Resta in Contatto

Facebook Twitter Google + Instagram Email RSS

Categorie

  • Attualità
  • Basket
  • Calcio
  • Cinema
  • Cronaca
  • Cultura
  • Curiosità
  • Dall'Italia e dal Mondo
  • Editoriale
  • Eventi
  • In primo piano
  • Indovina dove andiamo a cena
  • Libri
  • Musica
  • Notizie fuori confine
  • Parliamone
  • Politica
  • Sport
  • Teatro
  • Tv
  • Viaggi Interessanti
  • Vignette Interessanti
  • Volley

I Più Visti

  • duel gomorra

    Gomorra 3: i casting al Duel Village

    8 giugno 2016
  • amore

    L’ Amore ai giorni nostri

    6 dicembre 2016
  • molly

    Molly Malone, la strana leggenda

    19 novembre 2016
  • museo

    Museo di arte islamica come l’araba fenice

    24 gennaio 2017
  • canile

    Adozione in canile: ti salvo la vita, appartieni a me

    9 marzo 2017
  • Facebook
  • Twitter
  • Google +
  • Instagram
  • Email

© 2015 L'Interessante. Tutti i diritti riservati.
Designed by Armando Cipriani


Back To Top
Utilizziamo i cookie per migliorare l'esperienza utente sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu sia d'accordo. Accetto
Privacy & Cookies Policy