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Categoria

In primo piano

bibbia
CulturaIn primo pianoLibri

Bibbia pagana: il mito come non lo avete mai letto

scritto da L'Interessante

Bibbia

di Maria Rosaria Corsino

Giorgio Dell’Arti presenta la mitologia in tutte le sue luci e le sue ombre.

Non parliamo di tanti piccoli racconti separati tra loro, ma da una trama ben tessuta ed intrecciata insieme, come se Cloto Lachesi e Atropo ci avessero messo mano.

Quattro sono le parti in cui è diviso in libro e in ognuna di esse oltre che il mito c’è il racconto di quello che è l’uomo moderno.

Con l’abilità di non svelare mai troppo, Giorgio Dell’Arti fa appassionare il lettore fino alla fine, rendendo ancora più piacevoli miti che vengono raccontati da secoli.

Dei quasi umani in Bibbia Pagana

Non c’è morale, non c’è insegnamento solo violenza, sangue, libido.

Dei capricciosi, Dei feriti sono quelli raccontati da Dell’Arti che parte da un tempo estremamente addietro fino alla fuga di Elena e Paride.

Non più la divinità superiore all’uomo, lontana da pulsioni terrene.

Al contrario, gli Dei e i semidei descritti da Dell’Arti sono fin troppo facilmente preda dei vizi.

Appassionato di mitologia dionisiaca, l’autore non tralascia la follia, l’oscenità e l’asprezza che caratterizzano il culto del Dio trace.

Insomma, tutta l’opera può riassumersi in una nota frase di Schopenhauer: “Chi non ama le donne, il vino e il canto è solo un matto e non un santo”.

Bibbia pagana: il mito come non lo avete mai letto was last modified: dicembre 13th, 2016 by L'Interessante
13 dicembre 2016 0 commenti
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Natale
CulturaDall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

NATALE A NAPOLI SUPERA TUTTE LE ASPETTATIVE

scritto da L'Interessante

Natale

DI VINCENZO PICCOLO                

“Santa Claus is coming to town”, recita una vecchia canzone di Natale, e la città che quest’anno lo accoglie nel migliore dei modi, e forse anche con molto sfarzo, (chi l’avrebbe mai detto) è Napoli!

Ebbene si, i fatti hanno superato le aspettative, che qualche mese fa già vi avevo descritto in un breve articolo sul turismo Natalizio. In questi giorni la città Partenopea è stata presa letteralmente d’assalto da orde di turisti che hanno affollato il centro storico, e principalmente San Gregorio, Mergellina, via Toledo e le varie attrazione museali che, per l’occasione hanno ideato varie iniziative per avvicinarsi anche ai più piccoli. Già nei giorni scorsi, per esempio, era possibile visitare Cappella San Severo gratuitamente, a Piazza Municipio invece è stato allestito il “Villaggio di Natale”, alla Mostra d’Oltremare sarà possibile entrare nel magico “Santa Claus village” con elfi, renne e tante attività per bambini. Insomma sono tante le proposte create da Napoli per accogliere la grande affluenza registrata in questi giorni. Basta visitare le pagine social del Sindaco De Magistris, o di qualche maestro presepiale sito nel Centro Storico, che subito vi rendete conto di quanto sia grande la portata turistica di questa grande e sorprendete metropoli.

Niente presepio, questo Natale si fa Nalbero

Eh si, sorprendente perché, a parte queste iniziative che possono sembrare normali per una qualsiasi città nel periodo natalizio, Napoli quest’anno ha voluto superarsi. Quest’anno la sirena ha fatto “Nalbero”, una struttura di 40 metri, innalzata su 35mila tubi di multirezionale Lahye con, alla base 150 tonnellate di zavorra per aumentare la stabilità e rispondere al vento del lungomare. Si, il lungomare, dove lo volevi fare l’albero a Napoli? Nalbero è lì alla Rotonda Diaz sul lungomare Caracciolo, e lì resterà per 90 giorni, ad attendere i tanti turisti che vorranno visitarlo. All’interno di questa imponente struttura ci sono la galleria commerciale e le esposizioni tra cui “Vulcano con vista mare” di Gennaro Regina. Salendo troviamo un ristorante di 180 posti, un bar e un bistrot. Poi si accede alla grande terrazza, che si estende su tutti i lati di Nalbero, dove la realtà supera le aspettative e l’opera ingegneristica cede il passo alla natura e allora le immagini mozzafiato di questa Napoli dicembrina ti entrano fin dentro agli occhi. Forse bastava questo, bastava Napoli, o forse no. A volte ci vuole qualcosa in più per farci apprezzare quello che già si ha. Forse bastava in presepio, invece quest’anno hanno fatto l’albero. Niente da fare, caro Eduardo, o’ presepio nun se port cchiu’.

NATALE A NAPOLI SUPERA TUTTE LE ASPETTATIVE was last modified: dicembre 13th, 2016 by L'Interessante
13 dicembre 2016 0 commenti
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tombola
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Tombola : il gioco di Natale fra antiche tradizioni e cenni storici

scritto da L'Interessante

Tombola.

Di Michela Salzillo

 

Se il Natale fosse un vizio, probabilmente nessuno oserebbe dire che toccherebbe starci attenti. Anzi, sarebbe un peccato beatamente concesso. Nonostante i tempi moderni si facciano spesso sinonimo di disillusione e pessimismo, lo spirito natalizio è una rinuncia che sembra non volere accadere, non del tutto almeno. Che sia intesa in forma laica o religiosa, la festa dei desideri resiste, ancora oggi, fra le migliori attese dell’anno. Dalle grandi città ai piccoli borghi, ognuno con le proprie tradizioni, riscopre ogni volta quei piccoli esercizi di intimità che la ressa quotidiana tende a rimandare nei dimenticatoi. Fra quei riti irrinunciabili, a misura di semplicità, in grado di mettere d’accordo grandi e piccini, c’è sicuramente uno dei giochi da tavolo più belli di sempre: la tombola.  Per chi è nato a Napoli, ma non solo, è praticamente impossibile non aver mai fatto un lancio di fortuna al grido di ambo o terno. Nonostante abbia le stesse regole del bingo, il gioco meno nuocente della storia non intende cedere il posto a nulla che gli possa assomigliare.  Anche se è classificato per legittima attribuzione nella scaffalatura dei giochi d’azzardo, la tombola, di solito, non conosce affari loschi. E questo perché è da sempre il ludibrio delle famiglie, quelle che dopo il cenone della vigilia, con ancora il pandoro fra le mani, scostano di un centimetro la tovaglia per creare l’angolo delle scommesse buone. Solitamente, le somme che si impegnano e si vincono nelle singole partite hanno un valore prevalentemente simbolico, anzi, spesso si utilizzano premi di altra natura, molto più concilianti all’ idea di un dono natalizio. La legge vuole a gestire il gioco  un croupier d’eccezione che, sempre da regolamento, ha a disposizione un tabellone sul quale sono riportati i numeri da 1 a 90, e un bussolotto o un sacchetto riempito con pezzi numerati in modo analogo. Tale ruolo, specie nei nuclei famigliari abbondanti, viene ceduto, per gentile precedenza, ai nonni o bisnonni, motore indiscusso di gioia e ironia. È dunque il caposquadra ad effettuare l’estrazione di ciascun numero che, secondo le antiche tradizioni nostrane, va associato ad una delle immagini contenute nella smorfia napoletana, la quale, a sua volta, attribuisce ad ogni cifra uno strambo significato. Quando il numero estratto è presente su una delle schede dei giocatori, è usanza comune quello di coprirlo con ceci, lenticchie, fagioli o tubetti di pasta. È probabile, però, che molti di voi scavando nelle rimembranze della propria infanzia, associno a questo momento il profumo dei mandarini o delle arance. La buccia degli agrumi, infatti, detiene il primato fra gli strumenti più utilizzati in questo gioco, se non altro per evitare la possibilità che una lenticchia cruda possa rotolare giù dalle caselle e costringere tutti a scegliere fra due possibilità: Applicarsi con dedizione alla ripetizione di tutti i numeri già sorteggiati, fra una dissacrante imprecazione e un ‘impazienza di troppo, oppure dichiarare la partita terminata, perché tanto, soprattutto a Natale, ciò che conta è stare insieme. Ma se è vero che regole del gioco, forse, non sono una grossa novità da segnalare, chiedersi come sia nata la tombola, così come la conosciamo oggi, non è poi tanto comune.

 

 La tombola e le sue origini

Era l’anno 1734, e il re di Napoli Carlo III di Borbone era deciso a legittimare nel suo Regno il gioco del Lotto che, se fosse rimasto clandestino come fino a quel momento, avrebbe strappato ingenti entrate alle casse dello Stato. A questa volontà si opponeva fermamente il frate domenicano Gregorio Maria Rocco, una diatriba, quella nata fra i due, che si dimostrò parecchio partecipata da ambe le parti in causa.

Padre Rocco, dal suo canto, sosteneva che non fosse giusto introdurre, fra le cose lecite, un diletto così ingannevole. Tale scelta, sempre secondo il suo punto di vista, avrebbe cozzato con i valori religiosi a cui l’ intero regno era sempre stato devoto. Il re, forse per una sottile e astuta strategia, la mise sul piano del “meno peggio”, asserendo che il lotto, se giocato di nascosto, sarebbe stato più pericoloso per le tasche dei sudditi, uniche vere vittime di tale negligenza. In questo modo riuscì a conquistare consenso, ad un patto però, che il gioco, almeno nella settimana delle festività del Natale, fosse stato sospeso. In quei giorni,  dunque, non avrebbe dovuto esserci alcuna distrazione dai riti religiosi. Ma, visto che da sempre ogni divieto genera la voglia di trasgredirli, il popolo non ci impiegò molto a formulare una personale alternativa alla regola. I novanta numeri del lotto furono messi in ‘panarielli’ di vimini e, per divertirsi in attesa della mezzanotte, ciascuno provvide a disegnare numeri sulle cartelle. Fu così che l’ ingegnoso estro  popolare riuscì a trasformare un gioco pubblico in un divertimento familiare. Il nome di tombola venne fatto provenire dalla forma cilindrica che ha il  numero impresso nel legno, o forse dal capitombolo che fa lo stesso numero estratto, quando dal  panariello cade sul tavolo. Ad ognuno dei novanta numeri della tombola fu attribuito un simbolo diverso da regione a regione. I significati della tombola napoletana sono quasi tutti allusivi, alcuni anche piuttosto scurrili. Stando a queste verità,dunque, potremmo addirittura azzardare una smentita. Più che dal bingo, la tombola sembra essere stata partorita dalla fantasia audace dei napoletani.

Tombola : il gioco di Natale fra antiche tradizioni e cenni storici was last modified: dicembre 13th, 2016 by L'Interessante
13 dicembre 2016 0 commenti
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racconti da caserta
CulturaIn primo pianoLibri

RACCONTI DA CASERTA: TRADIZIONE, STORIA E ANEDDOTI. UN VERO  ATTO DI AMORE DI ROMANO PICCOLO PER LA PROPRIA CITTA’

scritto da Walter Magliocca

racconti da caserta

Racconti da Caserta: l’ultima fatica letteraria firmata da Romano Piccolo 

 Più che una presentazione, nella sala consiliare del Comune di Caserta, un incontro tra vecchi amici. Ricordi, aneddoti persi nella scatola della memoria di una Caserta che non c’è più e che Romano Piccolo, con questo scritto, ha voluto rinverdire ad alcuni e far conoscere ad altri. Radici di una tradizione cittadina. Per meglio conoscere e vivere il presente, ma soprattutto per protendersi verso un futuro che deve trovare forza, profondità e consistenza dalla conoscenza delle tradizioni, rinsaldando il legame con la propria terra.

Alcuni “racconti” letti dall’attore Pierluigi Tortora

Enzo Battarra, giornalista e critico d’arte, coadiuvato da Umberto Sarnelli, ha presentato quest’ultima fatica letteraria di Romano Piccolo, che ha in copertina la splendida immagine di una cartolina della prima metà del secolo scorso raffigurante piazza Margherita e corso Trieste. L’attore Pierluigi Tortora ha deliziato i presenti con la lettura di qualche tratto dei ricordi casertani, con “cuore ed amore”, come ha evidenziato Enzo Battarra.

Preambolo e senso dei racconti da Caserta 

“Racconti da Caserta …. Persone, luoghi, avvenimenti e curiosità dal dopoguerra ad oggi. ….. ho raccolto in questo libro il mio amore per la città dove son cresciuto. La Caserta di cui parlo io è quella semplice, della gente che l’ha abitata e dei cambiamenti che ha vissuto per oltre la metà del XX secolo e fino ai giorni nostri”.

E’ la parte iniziale e finale del preambolo dell’autore che spiega e da un senso allo scritto edito dalla società “L’Aperia”. 

Dicevamo racconti, aneddoti in cui immergersi, leggendo ad occhi chiusi e ritrovarsi nel tempo di quella Caserta che fu, pur tra le tante difficoltà e che suscita rimpianti in chi l’ha vissuta o anche solo “sfiorata”. E’ un soffio di facile approccio, che serve anche a far materializzare, rivivere, per i giovani, episodi e personaggi solo raccontati, uno stile di vita completamente diverso da quello di oggi, ma che Romano, con fluidità di penna, riesce a far rivivere attraverso i filmati della memoria. Un nastro riavvolto ma dipanato a velocità superiore con visione normale.

Tutto parte dall’edicola Croce, cuore della Caserta di ieri ma anche di oggi. Perchè piazza Margherita, ancora oggi, rappresenta il fulcro, l’essenza della casertanità. Passando per la Santella, oggi ritrovo, punto di incontro e vita pulsante per la gioventù casertana. La continuità. Nulla tralasciando del centro storico. Ed in questa ottica il racconto, il ricordo serve a far rinsaldare quel legame tra passato e presente, con occhio rivolto al  futuro.

E Romano ci riesce raccontando di vita sociale, di curiosità e di sport, miscelando attività, episodi e personaggi, fatti e inediti con immagini e riminiscenze significative, per aiutare a comprendere cosa rappresenti l’appartenenza alla propria terra, alle proprie radici. Romano sa bene che il conoscere il passato, il suo valore, è parte del patrimonio di ogni uomo e che la sua assenza non potrà mai essere compensata. Lo scritto suscita emozioni e risveglia quel senso di appartenenza. Episodi e racconti che captano l’attenzione e narrati in modo da rendere fluida la lettura e facilmente intellegibile lo scritto.

Il personaggio, l’autore 

La presentazione «Basta col basket. Sì, avrei ancora da dire, ma al basket ho già dedicato una trilogia. Basta. Adesso voglio parlare di persone, di luoghi, di Caserta. Soprattutto della Caserta che ho conosciuto e amato quando ero giovane»., scrive l’editore Giovanni Manna.

Poche righe per far comprendere il personaggio Romano Piccolo,  giocatore di calcio, portiere per la precisione come il fratello maggiore Santino e poi giocatore di basket di quella Juvecaserta che sempre il fratello maggiore Santino, fondò nel 1951 con altri amici.

Romano è stato uno dei veri protagonisti del basket casertano che ha dato la stura alle successive fortune della squadra emblema di una città. Ha, poi, fondato il basket femminile a Caserta con la squadra della Zinzi. E’ stato allenatore, infondendo in generazioni casertane il concetto della lealtà e sportività nella vera accezione del termine, dirigente, presidente.

Ha collaborato con “Superbasket”, giornale specializzato nello sport della palla a spicchi ed ha raccontato nelle sue edizioni de “La reggia del basket” la nascita, l’evoluzione, la crescita e la simbiosi di questo sport con la “cultura” casertana.   

Nel corso degli anni è stato anche componente dei volontario dell’AVO presso l’ospedale casertano.

Racconti da Caserta per rafforzare il legame con la città non natale ma diventata e che sente “sua”

In questo libro scava nei ricordi di quella che di fatto è diventata la “sua” città, dove è giunto all’età di tre anni, dopo aver visto i natali a Piacenza. Nel libro c’è spazio, fra i vari ricordi e racconti, per vari casertani come Anna Giordano, Umberto Sarnelli, Antonio Ciontoli, Liliana Polito, Lucio Bernardo e Gino Civile.

Visibilmente commosso, Romano Piccolo ha prima ascoltato le attente analisi del testo da parte di Enzo Battarra e Umberto Sarnelli, magistralmente narrate da Pierluigi Tortora e si è poi dedicato a salutare gli amici di vecchia data ed ad autografare i testi con dediche “ad personam”.

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RACCONTI DA CASERTA: TRADIZIONE, STORIA E ANEDDOTI. UN VERO  ATTO DI AMORE DI ROMANO PICCOLO PER LA PROPRIA CITTA’ was last modified: dicembre 13th, 2016 by Walter Magliocca
12 dicembre 2016 0 commenti
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stelle al merito sportivo
AttualitàIn primo pianoSportVolley

 STELLE AL MERITO SPORTIVO CONSEGNATE DAL CONI NELL’AULA MAGNA DELLA SCUOLA DI POLIZIA DI CASERTA

scritto da Walter Magliocca

stelle al merito sportivo

Stelle al merito sportivo: passerella di campioni e premiazioni da parte del Coni

Si è svolta, questo pomeriggio, nell’Aula Magna della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Caserta, da poco sede di un prestigioso Istituto Internazionale contro il crimine, la tradizionale consegna delle stelle al merito sportivo a società, dirigenti e atleti che si sono contraddistinti nel corso dell’anno 2016. Riconoscimenti a oltre cinquanta vincitori di titoli italiani, europei e mondiali- nonché vari premi speciali al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro e a Gianfranco Paglia capitano della squadra paralimpica del Ministero della Difesa.

Presenti il Questore di Caserta, il Sindaco ed il delegato provinciale del Coni

Cerimonia curata in ogni minimo dettaglio condotta dal giornalista Lucio Bernardo, è stata aperta dai saluti del delegato del Coni provinciale Michele De Simone (“Caserta nelle classifiche dello sport non è tra le ultime”), del vicedirettore della Scuola Agenti di Polizia Flavio Tranquillo (“con il mondo dello sport sempre positivi contatti”), dal Questore Antonio Borrelli (“lo sport è sinonimo di legalità e per questo concretizzeremo rinnovate sinergie”) e dal Sindaco Carlo Marino (“lo sport è un valore per la comunità, un punto di aggregazione fatto di passione, dedizione e volontariato”), che era accompagnato dall’assessore allo sport Alessandro Pontillo, dal presidente del consiglio comunale Michele De Florio e dal Comandante della Polizia Municipale Col. Alberto Negro. Assenti giustificati il presidente regionale del Coni Cosimo Sibilia e il componente della Giunta Nazionale Coni Guglielmo Talento.

Dopo l’inno nazionale e i saluti di rito sono stati oltre cinquanta tra campioni italiani, europei e mondiali in passerella, a scelta dal Coni a conclusione di una intensa stagione agonistica, per la consegna delle Stelle al Merito Sportivo, delle Medaglie al Valore Atletico e delle Palme al Merito Tecnico, assegnate per il biennio 2015/2016 a dirigenti, atleti, tecnici e società sportive meritevoli di Terra di Lavoro.

Tutti i premiati

Particolarmente festeggiati i quattro campioni italiani di pugilato, Angela Carini delle Fiamme Oro, Francesco Maietta del Cs Esercito, Paolo Di Lernia dell’Excelsior Marcianise e Raffaele Di Serio del Cs Esercito, domenica sera vittoriosi negli assoluti sul ring di Bergamo e l’indomani, dopo un viaggio notturno, rientrati a Caserta per partecipare alla cerimonia del Coni. Tra gli insigniti delle stelle al merito sportivo, sempre per il pugilato anche Tammaro Cassandro per il record mondiale nello skeet a squadre e i grandi risultati a livello iridato, Giancarlo Tazza oro ai Giochi Universitari, l’oro europeo e argento mondiale della schermitrice Ewa Borowa nella categoria Master, le atlete di sitting volley Alessandra Vitale e Imma Greco, che hanno mancato di poco con la nazionale azzurra la qualificazione alle Paralimpiadi di Rio e tanti altri.
Sono state consegnate, altresì, le Stelle al Merito Sportivo concesse dal Coni centrale a un gruppo di benemeriti dirigenti sportivi: Alberto Biagino per i cronometristi, Monica Di Giacomantonio per la scherma, Bruno Fabozzi per l’atletica leggera, Giuseppe Frattolillo per la danza, Fausto Lombardi per il calcio, Nicola Scaringi per gli Enti di Promozione, Luciano Testa per gli sport invernali; ed alle Società Unione Italiana Tiro a Segno e Arcieri Campani di Capua. I premi intitolati agli ex presidenti Coni Caserta sono andati: al Maestro Mimmo Brillantino il “Donato Messore”, consegnato dal figlio ing. Alfredo; all’allenatore della nazionale giovanile di pallavolo Pasquale D’Aniello l’”Egidio Amato”, consegnato dal figlio dr. Marcellino; a Paolo Santulli, vicepresidente della Sigma Aversa promossa in A2 di pallavolo il “Michele Accinni”, consegnato dal figlio avv. Enrico. I premi delle Associazioni benemerite sono andati: quello del Panathlon Club, consegnato dal presidente Paolo Santulli alla responsabile del Cidis dr. Irma Halili; quello dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport attribuito dal presidente Antonio Giannoni all’”atleta dell’anno” Angela Carini; quello dall’Unione Stampa Sportiva Italiana, consegnato dal delegato Lucio Bernardo, è andato al giornalista Nando Santonastaso per i lunghi anni dedicati allo sport, in particolare il calcio, e per la brillante carriera che lo vede oggi tra le firme più importanti de Il Mattino.
Tra le altre attestazioni significative quelle per il tecnico Gennaro Di Carlo, unico casertano che siede su una panchina di A1 (quella di Capo d’Orlando nel basket), Ignazio Nappa (una lunga carriera da coach ad Aversa); le azzurre di sitting volley Imma Greco e Alessandra Vitale, accompagnate dall’allenatore Guido Pasciari, eliminate nel torneo preolimpico in Cina in vista delle Paralimpiadi di Rio de Janeiro e premiate dal presidente del Comitato Paralimpico Carmine Mellone; i campioni italiani Davide Faraldo (judo), Nunzia Patti e Riccardo Valentino (pugilato), Pierluigi Sagnella (biliardo), Francesco De Rosa e Giuseppe Palermo (kick boxing), Antonio Morandini e Domenico Simeone (tiro a volo), Riccardo Zimmermann (taekwondo) e tanti altri, premiati dal coordinatore tecnico del Coni Geppino Bonacci, dal delegato Cip Giuliano Petrungaro, dal consigliere nazionale Federscherma Gigi Campofreda, dal col. Cioffi per la Guardia di Finanza, dal consigliere provinciale Stefano Giaquinto.
Una vera e propria ovazione ha salutato lo speciale riconoscimento attribuito al col. Gianfranco Paglia, capitano della squadra paralimpica del Ministero della Difesa, di recente eletto consigliere nazionale della Federazione Italiana Tennis Tavolo, premiato dal gen. Nicola Terzano comandante della Brigata Bersaglieri Garibaldi. A conclusione il delegato Coni De Simone ha consegnato un Trofeo al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro della Polizia di Stato per i grandi risultati conseguiti a livello olimpico e internazionale e per l’impegno a Caserta e Marcianise nelle discipline da combattimento (judo, lotta e taekwondo) e il pugilato. A ritirarlo è stato il responsabile del Gruppo Sportivo Fiamme Oro di Marcianise, Antonio Brillantino.

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 STELLE AL MERITO SPORTIVO CONSEGNATE DAL CONI NELL’AULA MAGNA DELLA SCUOLA DI POLIZIA DI CASERTA was last modified: dicembre 13th, 2016 by Walter Magliocca
12 dicembre 2016 0 commenti
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Volalto
In primo pianoSportVolley

Volalto Caserta: le dichiarazioni di Russo

scritto da L'Interessante

Volalto.

“Gara strana, abbiamo ancora una volta sofferto la nostra mancanza di continuità.  Purtroppo siamo scesi in campo con la Percan con problemi fisici e la stessa Pascucci obbligata in panchina per problemi alal schiena e ciò ci ha, comunque  penalizzato.  Le ragazze ci hanno provato, si è sofferto tantisismo in ricezione e di conseguenzza in attacco. Si è fatto fatica a mettere palla a terra. Peccato. Ora ritorniamo a lavorare sperando di recuperare in breve gli infortuni”.

    Sorride la Battistelli San Giovanni Marigiano. La formazione romagnola viola il taraflex casertano chiudendo così una lunga striscia negativa che la vedeva sconfitta dall’inizio del mese di novembre. Una vittoria in quattro set, un successo figlio di una prestazione decisamente pulita delle giallonere, un successo che rilancia le azioni delle romagnole ponendo ridando al team di coach Marchese nuove energie stimoli rinnovati. Per la VolAlto ancora un ko, l’ennesimo di una stagione decisamente no, ma nella quale non manca nulla per poterla rimettere sui giusti binari. Caserta, che ha giocato con Percan in condiizoni non ottimali e la Pascucci out per problmei alla schiena, recrimina per un primo set decisamente sprecato e che, forse, avrebbe potuto cambiare l’inerzia della sfida. Poi le campane hanno provato a rimettre in piedi la contesa facendo loro il secondo parziale, ma perso il terzo, hanno visto sfumare i sogni di portare la sfida al tie break.

   Volalto Caserta: la cronaca

   Caserta punto molto al centro e Mio Bertolo risponde presente. Al di al della rete i centimetri di Moretto si fanno sentire. Così il set si mantiene in equilibrio. (4-4). Strobbe e Percan griffano il primo allungo campano. (6-4). Errori offensivi delle romagnole lanciano le padrone di casa sul più quattro. (9-5- 11-6). Contro break della Battistelli e ospiti nuovamente in scia delel rivali (11-10). Caserta gioca bne i cambi palla e pur soffrendo in ricezione conserva il suo piccolo vantaggio. (15-13). Tallevi sbaglia il servio (16-14), la VolAlto mette con continuità palal a terra e arriva sul più tre. (20-17). Qui la marcia si interrompe. Attacco vincente e due ace della Saguatti rimettono la contesa in pareggio. (20-20). Magia difensiva di Cecchetto e punto della Percan.(21-20), poi Strobbe a muro. (22-20). Pare fatta. Non sarà così. Due ricezioni poco felici aprono il cmapo alla Battistelli che prima impatta e poi va a costruirsi il pirmo set point. (23-24). La VolAlto lo
   annulla. Un muro vincente di Moretti da ancora una palal set. La Volalto commette infrazione e i giochi finiscono qui. 24-26

   Secondo set

   Dopo il vantaggio iniziale delle ospiti (0-2), Caserta si rimette in marcia e con la Percan impatta (3-3), poi Strobbe griffa il primo vantaggio rosanero. (5-4). Le squadre procedono a braccetto sino a metà frazione. (10-10). Un errore in attacco campano e l’ace della Battistoni aprono il break delle romagnole.(11-13). Saguatti spara forte al servizio e fa male anche dalla seconda linea. La VolAlto soffre troppo in ricezione e la Battistelli scatta sul più quattro. (14-18). Un muro di Agrifoglio apre un break a favore di Caserta. Mio Bertolo al cnetro è una sicurezza, così come Strobbe. (18-19). Moreretto prova a rimettere aria tra le due formazioni (18-21). Ancora una volta Mio Bertolo ricuce il margine. (21-22). Percan vine murata (21-23). Sembra al fuga buona della battistelli. Astarita al stoppa ed un ace della Percan vale il 23-23. Tallevi fa punto. Set point romagnolo. La Percan lo annulla. Poi Strobbe fa punto a muro e Bartesaghi chiude i conti. 26-24.

   Terzo set

   L’equilibrio iniziale e rotto da un ace di Mio Bertolo (5-4). Saguatti sbaglia l’attacco (6-4). Il set, però, è ben lungi dall’avere un padrone.(7-7) Due muri vincenti della Strobbe portano ancora Caserta avanti (9-8). Qui cambia la storia del parziale. La volAlto non risce più a mettere palal a terra e soffre in ricezione. (9-12). Coach Russo chiama time out. L’ace della Vyazovik.vale il più cinque. (10-15). Percan ed il solito egregio lavoro delle centrali consentono alle rosanero di tornare sul meno due (14-16). Avenia fa il suo esordio nella sfida, ma è ancora Saguatti a spezzare l’equilibrio con l’aiuto di Moretto (14-18).Pipe di Tallevi e punto di Moretto (14-20). Il set di fatto si chiude qui. La VolAlto ha un sussulto(21-23), ma la Battistelli controlla e fa suo il parziale. La chiosa è di Giuliodori 21-25

   Quarto set

   Sino al 4-4 il set segue i cambi palla. La solita Saguatti è un fattore al servizio, ma le campane non mollano di un millimetro e, anzi con Strobbe si portano avanti di uno. (10-9). Si prosegue a strappi. La VolAlto soffre troppo in difesa e ne paga le conseguenze anche il suo attacco. Al di la della rete Tallevi e Moretti lanciano le compagne sul più tre. (13-16). Sono ancora una volta, però, i punti al centro a ridare ossigeno alle campane. Mio Bertolo si conferma all’altezza della situazione, Astarita risponde presente (17-17).Marignano sbaglia due attacchi. Caserta ringrazia e mette la freccia. (20-19). E’ ancora una volta la Saguatti a rimettere le cose a posto per la sua squadra con due diagonali devastanti. (20-21). Un errore di Caserta obbliga coach Russo a chiamare sospensione.(20-22).Ottime notizie arrivano al centro con le solite Strobbe e Mio Bertolo. (22-22). Saguatti prima fa punto, poi piazza un servizio vincente. Arrivano due palle match. Il muro di Avenia
   ne annulla una, poi Caserta si arrende. 23-25

   VOLALTO CASERTA- BATTISTELLI SG MARIGNANO 1-3
   (24-26;26-24; 21-25; 23-25)

   VolAlto: Percan 15, Boriassi n.e, Avenia 2, Aquino, Cecchetto (L), Strobbe 10, Astarita 12, Agrifoglio 2, Barone (L) n.e., Pascucci n.e., Bartesaghi 13, Mio Bertolo 13. All. Russo
   MARIGNANO: Vyazovik 9, Tallevi 12, Angelini n.e., Battistoni 1, Giuliodori 15, Saguatti 16, Agostinetto n.e, Lanzini(L), Sgherza, Boccioletti, Rynk, Moretto 10. All. Marchese

Volalto Caserta: le dichiarazioni di Russo was last modified: dicembre 11th, 2016 by L'Interessante
11 dicembre 2016 0 commenti
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napoli
CalcioIn primo piano

NAPOLI: CONTINUA LA RIPRESA. MANITA A CAGLIARI

scritto da Walter Magliocca

napoli

Un Napoli in ripresa. Messaggio al campionato

Napoli che in Sardegna continua nella striscia vincente ma soprattutto che da continuita al gioco. La crisi tecnico tattica, ma non atletica, sembra superata. In attesa del mercato di gennaio per quanto riguarda il capitolo offensivo e del ritorno in campo di Milik.

Un risultato ed una prestazione che non lascia adito a dubbi

Al Sant’Elia il Napoli, sin dalle prime battute, evidenzia una caratura superiore rispetto all’avversaria. Il Cagliari, a parte una sfurita iniziale, non è stato messo in condizione di opporre la benchè minima resistenza. Partenopei che, oltre le reti di Dries Mertens, tripletta la sua, sempre devastante, Hamsik, vero leader e faro della squadra una sorta di Nalbero in campo e nello spogliatoio e Zielinsky, vero colpo di mercato. Il Napoli, come al solito, ha fallito facili occasioni con Callejon e Mertens e non ha beneficiato della concessione di almeno due rigori netti. Nota negativa l’infortunio a Koulibaly, da verificare nella giornata di domani.

La rincorsa ad un posto …. al sole

Ora bisogna aspettare i risultati provenienti dagli altri campi. Soprattutto la gara di domani sera tra Roma e Milan potrebbe consentire di recuperare due punti sulla seconda piazza. Perchè lo svantaggio accumulato non consente di contare solo sulle proprie forze. Gli errori si pagano ed il Napoli finora ha steccato molte gare. Se solo avesse recuperato qualche punto con le piccole ora sarebbe… ma con i se e con i ma non si raggiungono risultati.

Grande attesa per il sorteggio Champions

Ma la testa è ora rivolta al sorteggio di domani, ore 12,00, a Nyon. La Champions  è il torneo che affascina e che offre la possibilità di cimentarsi con le grandi di Europa aumentando l’adrenalina e lo spirito competitivo. Tutti con il fiato sospeso e confidando nela buona sorte delle “palline” come chiamate da Allegri, tecnico juventino. De Laurentiis, siamo sicuri starà pensando a dei riti propiziatori. La…. tasca innanzi tutto.

NAPOLI: CONTINUA LA RIPRESA. MANITA A CAGLIARI was last modified: dicembre 11th, 2016 by Walter Magliocca
11 dicembre 2016 0 commenti
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casertana
In primo pianoSportVolley

Casertana – Catanzaro: un pari a reti bianche tra nobili decadute

scritto da L'Interessante

Casertana-Catanzaro.

di Pasquino Corbelli

Caserta. Classico incontro tra nobili decadute quello andato in scena al Pinto di Caserta, da una parte i falchetti che dopo l’ottimo campionato dello scorso anno ancora non hanno trovato il passo giusto nell’attuale torneo, dall’altra gli aquilotti che occupano mestamente l’ultimo posto in classifica. Finisce 0-0 tra i fischi dei tifosi e tra le non poche recriminazioni del Catanzaro che poteva portare a casa l’intera posta in palio. Prima azione pericolosa al 7’ è di marca ospite con l’ex Cunzi che si invola sull’out di sinistra il suo cross al centro è preda della difesa rossoblù che si salva sul tentativo di conclusione di Basrak. La Casertana si rende pericolosa al 21’ con Orlando che ricevuta palla da Rajcic vede il portiere De Lucia leggermente fuori dai pali e tenta un pallonetto che l’estremo difensore neutralizza con un perfetto colpo di reni. Quattro minuti più tardi lo stesso Orlando è costretto ad uscire lasciando il posto a Giannone. Al 34’ ancora un sussulto per i pochi tifosi presenti al Pinto, De Marco si invola sulla fascia destra e appena in area fa partire un tiro cross rasoterra e tra un groviglio di piedi è ancora bravo De Lucia che in tuffo, di pugno, allontana la sfera dalla propria area. Ripresa. E’ il Catanzaro a rendersi pericoloso e addirittura a passare in vantaggio al 47’ con Sabato ma l’arbitro in buona posizione annulla per evidente fuorigioco del giocatore. Al 52’ reagisce la Casertana con Corado che semina il panico nella retroguardia ospite, ancora una volta sugli scudi il portiere De Lucia che con un ottimo intervento sbroglia la situazione. Risponde il Catanzaro al 58’ ancora con Sabato con un tiro secco alla destra di Ginestra che si stampa sul palo. Il Catanzaro sigilla il predominio territoriale al 74’ con il neo entrato Tavares sulla cui conclusione Ginestra si deve superare per deviare il pallone in calcio d’angolo.  

CASERTANA:

Ginestra; Finizio, Lorenzini, Rainone, Ramos; De Marco (65’ Giorno), Matute, Rajcic; Orlando (25’ Giannone), Corado, Carlini.  A disp.: Fontanelli, Anacoura, Bernardes, D’Alterio, De Filippo, Colli, Taurino, Ciotola.  All. Tedesco.

CATANZARO:

De Lucia; Pasqualoni, Prestia, Piatti, Sabato; Esposito, Maita, Icardi, Cunzi (88’ Campagna); Basrak (69’ Tavares), Giovinco (75’ Baccolo). A disp.: Grandi, Carcione, Bensaja, Van Ransbeeck, Imperiale, Rizzitano. All. Zavettieri  

ARBITRO: Lorenzo Bertani di Pisa 

ASSISTENTI: Cinzia Carivigno di Potenza e Santo Burgi di Matera 

AMMONITI: Giovinco, Esposito

NOTE: Spettatori 800 circa di cui almeno 25 provenienti da Catanzaro.

RECUPERO: 1t 2’- 2t 3’

Casertana – Catanzaro: un pari a reti bianche tra nobili decadute was last modified: dicembre 11th, 2016 by L'Interessante
10 dicembre 2016 0 commenti
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AMBROGIO A MILANO: TRADIZIONE E APPUNTAMENTI CULTURALI
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoViaggi Interessanti

SANT’ AMBROGIO A MILANO: TRADIZIONE E APPUNTAMENTI CULTURALI

scritto da L'Interessante

Ambrogio

Di Erica Caimi

Mercoledì 7 dicembre, la città di Milano festeggia il suo patrono: Sant’Ambrogio.  Il vescovo e scrittore visse in città dal 374 fino all’anno della sua morte, imponendosi nella storia come una delle personalità più importanti della Chiesa del IV secolo. Aurelio Ambrogio nacque da un’importante famiglia romana a Treviri. La leggenda narra che, mentre Ambrogio, ancora neonato, riposava serenamente nella sua culla, uno sciame di api si posò sulla bocca, entrando ed uscendo liberamente senza che il bambino accusasse alcuna conseguenza. Il padre, impressionato e colpito, esclamò: “Se questo figlio vivrà, diverrà sicuramente un grand’uomo!”. E così accadde. Una volta nominato Vescovo di Milano donò tutte le sue proprietà ai poveri e si dedicò all’incarico con grande passione e intelligenza, assumendo un ruolo centrale nella lotta contro il paganesimo.  Le sue spoglie sono conservate nella basilica a lui dedicata, che si trova nel cuore della piazza di Sant’Ambrogio.

A Sant’ Ambrogio, l’imperdibile fiera degli “Oh Bej! Oh Bej!”

Come vuole la tradizione, turisti e milanesi possono sempre contare sul mercatino degli “Oh Bej! Oh Bej” che si tiene dal 7 dicembre fino alla successiva domenica. L’espressione “Oh Bej! Oh Bej!” in dialetto lombardo significa “Oh belli! Oh belli!” e le origini della manifestazione risalgono all’arrivo in città di Giannetto Castiglione nel 1510, inviato a Milano da Papa Pio IV per riaccendere la devozione dei cittadini di rito ambrosiano, che avevano manifestato malcontenti verso il Papa. Castiglione arrivò in città il 7 dicembre, giorno di festa per i milanesi che in quella data celebravano già il santo patrono Ambrogio, in coincidenza con la sua elezione a Vescovo avvenuta il 7 dicembre 374. Per evitare di essere accolto con astio dalla popolazione, Giannetto portò con sé dolciumi e giocattoli distribuendoli ai bambini milanesi, i quali,  circondandolo in grande festa esclamavano con gioia “Oh Bej! Oh Bej” (“Oh Belli! Oh belli!”) . Il corteo di bambini e curiosi attirati dalle grida festose dei piccoli, raggiunse poi la Basilica di Sant’Ambrogio.

Inizialmente, la fiera si svolgeva sulla Piazza Dei Mercanti, ma nel 1886 venne spostata nella zona attigua alla Basilica di Sant’Ambrogio ove rimase per 120 anni. Dal 2006 ad oggi, invece, le colorate bancarelle si snodano nella zona del Castello Sforzesco.

La prima della Scala a Sant’Ambrogio

Come ogni anno a San’Ambrogio s’inaugura la stagione del teatro La Scala. Quest’anno è la volta di Madama Butterfly di Giacomo Puccini, che torna a distanza di 112 anni nella versione presentata alla prima assoluta del 1904. Il debutto si concretizzò in uno storico fiasco, alimentato dall’ostilità che era stata costruita attorno all’autore Giulio Ricordi e al compositore Puccini.  Nel 1904 Carlo Gatti raccontava così la prima di Madama Batterfly: “Un riso irrefrenabile, si ebbe all’inizio dell’ultimo quadro con la rappresentazione di un’alba in cui il risvegliarsi del giorno era accompagnato da un fitto pispiglio di uccelli riprodotto troppo meccanicamente da zufoli voluti dal regista Tito Ricordi. Risultato: appena chiuso il sipario, si scatenò la gazzarra. L’esecuzione e l’allestimento, che furono di prim’ordine, passarono in secondo piano. Si voleva colpire Puccini, e Puccini si affrettò a ritirare subito l’opera, noncurante dei danni che avrebbe arrecato alla Scala non consentendo nessuna replica.” Soltanto tre mesi dopo, il 28 maggio, iniziò la sua seconda fortunata stagione e venne riproposta con vari aggiustamenti al teatro Grande di Brescia, trovando, stavolta, un’accoglienza bevola, tanto da raccogliere successi e apprezzamenti sui palchi di tutto il mondo.

Il 7 dicembre 2016 l’opera in due atti, diretta da Riccardo Chailly  con la regia di Alvis Hermanis, è stata trasmessa in diretta da Rai Uno e da Rai Cultura a partire dalle 17.45.  

Altre novità a Sant’Ambrogio

Il 7 dicembre è stato acceso l’albero di Natale ‘Joy’ in Piazza Duomo, sponsorizzato da Pandora. L’abete, alto 28 metri e addobbato con palle natalizie rosse e argento da 25 centimetri, illuminerà le notti natalizie con i suoi 6 chilometri di luci, per un totale di 54mila punti led. L’albero, proveniente dalla provincia di Belluno, verrà smantellato dopo le feste e il suo legno verrà donato al laboratorio di falegnameria della Sacra Famiglia di Cesano Boscone, per realizzare arredi per le scuole della città.

Milano non poteva non omaggiare un grande interprete scomparso nel 2013: Enzo Jannacci. A Sant’Ambrogio con gli “Intesi come tram” è andato in scena al Joy un omaggio alla canzone del grande cantautore.

SANT’ AMBROGIO A MILANO: TRADIZIONE E APPUNTAMENTI CULTURALI was last modified: dicembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 dicembre 2016 0 commenti
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CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Il Dog Friendly: storie di cani cortesi. Intervista a Chiara Cortese

scritto da L'Interessante

cani

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati oggi vi porto nella calda Sicilia, dove ad aspettarci c’è Chiara Cortese- istruttore ed educatore cinofilo. Ci accoglie in terrazza, di fronte al mare, in compagnia del suo branco.

L’abbiamo raggiunta per capirne di più della convivenza di cani in branco, gestiti da un animale non umano- Chiara per l’appunto.

Siamo qui con Lei in presenza di alcuni suoi cani; come Le è nata l’ idea o il desiderio di condividere la sua vita con loro?

“Non è stato nulla di deciso in modo preventivo , mi ci sono trovata nel corso degli anni. Vivo in una parte della penisola dove purtroppo i cani randagi sono davvero tanti. Il tutto ebbe inizio nel 1996 quando mi offersi volontaria per allevare una cucciolata di 4 cani neonati trovati nel contenitore dell’immondizia, ai tempi convivevo con  Freddy- un incrocio di breton- e Zara, una dobermann e mi ritrovai a quota 6 cani”.

  • Quali sono state le maggiori difficoltà a cui é andata incontro nel gestire un gruppo di cani?

“All’inizio le difficoltà maggiori erano quelle legate alla pacifica convivenza con il vicinato che poco tollerava la nostra presenza , per preconcetti,  scarsa conoscenza e anche per un disagio che i nuovi arrivati esprimevano quando mi allontanavo con abbai molto profondi. Solo successivamente ho scoperto essere ansia da abbandono;  ma eravamo nel lontanissimo 1996”.

  • A volte imponiamo la convivenza tra cani senza domandarci se veramente  vogliono condividere il loro spazio, tempo e risorse con altri soggetti. Quali sono gli errori che assolutamente bisogna evitare per evitare conflitti o il degenerarsi di alcune situazioni?

“Non esiste una regola unica, di sicuro è importante avere ben presente che convivere, come nel mio caso, con un numero alto di cani che tengo a precisare non si sono scelti ma hanno saputo adattarsi ad una convivenza imposta- situazione che da tecnico noto nella stragrande maggioranza dei cani conviventi-, vuol dire vivere in una sistema dinamico in continuo mutamento e riorganizzazione . Bisogna stare attenti a cogliere i primi segni interni al gruppo di eventuali crisi e fare in modo che i conflitti  siano tenuti sotto un livello di stress più basso possibile . Di sicuro quello che ho imparato è che  quando avviene qualcosa che sfugge alla nostra idea di convivenza, più che pensare a forme punitive di controllo, è opportuno domandarsi il perché di certe espressioni , non fermarsi al comportamento ma risalire all’intenzione che ha fatto esprimere quel comportamento” .

  • Effettivamente non sempre ci domandiamo il perché di alcuni comportamenti. Andiamo direttamente sulla gestione o sulla punizione, pensando sia la scelta più funzionale. Cosa ne pensa invece di alcuni luoghi comuni circa i cani aggressivi?

“I luoghi comuni purtroppo sono fonti del non sapere che forniscono  risposte immediate e risolutive . Non credo esistano cani aggressivi di per sé , ma cani che esprimono un forte disagio attraverso un canale che è quello del comportamento aggressivo . Quando adottai Zara , la dobermann , per tutto il tempo della nostra magnifica convivenza ho incontrato numerose persone che mi raccomandavano di stare attenta alla sua improvvisa pazzia che sarebbe avvenuta- come luogo comune insegna- a 7 anni . Nei casi in cui si insinua un dubbio che non riusciamo a chiarire è sempre buona cosa ascoltare il parere di istruttore cinofilo e di  un medico veterinario esperto in comportamento per la diagnosi” .

  • E’ quindi possibile la convivenza pacifica e serena anche fra più cani non parenti?

“Dipende; dipende dalla volontà del cane di voler trascorrere i suoi anni in compagnia di altri cani anche non parenti , oppure desiderare di essere figlio unico. Questo aspetto lo curo molto con i miei clienti che mi informano di voler adottare un nuovo cane, chiedo loro di valutare anche il desiderio del cane di famiglia; è importate che ci sia il piacere di tutti nel vivere insieme.  Nel mio caso direi che son stata particolarmente fortunata, vivo con 3 gruppi familiari tutti allevati da me , 8 cani senza fratelli e 8 gatti, i vari gruppi si sono presi cura a loro volta dei nuovi ingressi con l’accudimento che solo un cane può  dare ad un altro cane nei suoi primi giorni di vita. Siamo  un bel gruppo, anche noi con i nostri momenti di tensione , ma siamo un bel gruppo. Il gruppo dei cani Cortesi”.

Grazie mille alla collega per la sua disponibilità e per avermi fatto conoscere il suo gruppo.

Parlare di cani, con cani, con un tramonto palermitano che illumina le serate dicembrine, rende tutto più magico.

L’uomo non è un’isola. È portato ad appagare il suo bisogno sociale, e in questo i cani sono degli ottimi maestri.

Bisogna però evitare di tirare la corda. Non mi stancherò mai di dire che agire in prevenzione è più utile che risolvere un conflitto già innescato.

Il Dog Friendly: storie di cani cortesi. Intervista a Chiara Cortese was last modified: dicembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 dicembre 2016 0 commenti
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