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In primo piano

casertana
CalcioIn primo piano

CASERTANA: PRESENTATO IL NUOVO ORGANIGRAMMA SOCIETARIO. BEPPE MATERAZZI DIRETTORE GENERALE

scritto da L'Interessante

casertana

di Pasquino Corbelli

Casertana dopo partita: nonostante la sconfitta presentato il nuovo organigramma societario

Musi lunghi nella sala stampa “Iannotta” dello stadio Pinto, la sconfitta contro l’Akragas ha smorzato un po’ quella che doveva essere una serata di festa per la presentazione del nuovo assetto societario della Casertana targata D’Agostino. Ed è proprio il presidente rossoblù il primo a raggiungere la sala stampa. “Non è una bella serata ma ce ne saranno delle migliori. Come tutti sapete ci siamo insediati solo da poche settimane per cui ci stiamo ancora guardando attorno per cercare di fare sempre meglio. Fino ad oggi – ha precisato – abbiamo ragionato e abbiamo valutato tutti e tutto. Non ci sono state bocciature, abbiamo sentito il bisogno di voltare pagina.”

Beppe Materazzi alla terza esperienza rossoblù

Poi è passato a presentare quelli che saranno i nuovi colti della Casertana del futuro. “Lavoreranno con noi – ha annunciato D’Agostino – Beppe Materazzi (alla sua terza esperienza in rossoblù) che rivestirà il ruolo del direttore generale, Aniello Martone, quello di direttore sportivo, e Fabio De Carne che sarà il responsabile area tecnica. Cerchiamo di non fare in modo che ogni anno ci troviamo sempre in questa situazione, deve essere una società duratura e restare con i piedi per terra. Dobbiamo fare in modo di essere una società duratura. Siamo passati per la Pulcinella del calcio, ma ora dobbiamo tornare a far parlare di noi come una grande società e grande squadra. Qui c’è gente che ha lavorato bene ma gli hanno scaricato moltissime colpe. Con un buon progetto credo che in 2/3 anni porteremo la Casertana a lottare per la serie B. Stasera non sono contento visto che abbiamo fatto una partita buona contro il Foggia e stasera abbiamo perso”. Parola al neo direttore generale Beppe Materazzi: “Mi spiace per la partita che poteva finire anche 0 a 0. Le partite, quando non puoi vincerle, devi cercare di pareggiarle. Il presidente lo conosco da trent’anni. Ho sempre dato la mia disponibilità e sono venuto a dare una mano, mi sto informando sulla situazione generale già da un mese, ho le idee abbastanza chiare su quello che bisogna fare. Si viene da una situazione societaria un po’ ballerina credo che con il presidente D’Agostino si può trovare una stabilità senza promettere mari e monti. Fare qualcosa partendo dal settore giovanile che deve essere il nostro il fiore all’occhiello, per quanto riguarda la prima squadra, dopo una sconfitta, non è il caso di parlare di acquisti, sarebbe antipatico e brutto ma ho le idee chiare. Dobbiamo migliorare in tutti i sensi in termini di gruppo, facendo i giusti sacrifici”. Subito dopo la presentazione di Beppe Materazzi e dei nuovi ingressi in società, si è tornati a parlare della partita odierna persa dai rossoblù contro l’Akragas.

Le parole di Tedesco

Ecco le dichiarazioni di mister Tedesco: “Fatta eccezione per l’unica occasione che ha avuto Salvemini, la partita è stata interpretata nel modo giusto. Non è arrivato il risultato ma credo che forse questo risultato fa meglio di altri e ci fa abbassare la testa. Sembra che si aspetta sempre il momento per puntare il dito contro. Ci siamo sempre detti che ci dovevamo salvare. L’Akragas è venuta a giocarsi la partita della vita, purtroppo per noi non è arrivato subito il gol e sono scattati altri meccanismi. Mi spiace per i ragazzi perché meritavano di più. Siamo stati imprecisi negli ultimi metri ci sta ma abbiamo giocato. A me la squadra è piaciuta, martedì col Matera parleremo di un’altra gara con una squadra che ha obiettivi completamente diversi. Partita giocata sull’episodio. Sono contento del primo tempo perché abbiamo trovato costanza e continuità ci è mancato un pizzico di fortuna.”

 

 

CASERTANA: PRESENTATO IL NUOVO ORGANIGRAMMA SOCIETARIO. BEPPE MATERAZZI DIRETTORE GENERALE was last modified: dicembre 3rd, 2016 by L'Interessante
3 dicembre 2016 0 commenti
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casertana
CalcioIn primo piano

CASERTANA FA HARAKIRI CON L’AKRAGAS. PESSIMO BATTESIMO DEL CAMPO PER LA NUOVA SOCIETA’

scritto da L'Interessante

 

casertana

di Pasquino Corbelli

Casertana per pochi intimi: di chi le colpe? Primo tempo a reti bianche

Si torna a giocare di sabato pomeriggio al Pinto di Caserta seppur davanti a pochi spettatori, un dato questo su cui la nuova società è chiamata seriamente ad interrogarsi.

Prima azione pericolosa di marca rossoblù al 15’ cross di Orlando dalla destra, tentativo di rovesciata di De Marco non riuscito, pallone sui piedi di Carlini conclusione ribattuta che favorisce Matute che spara alto sopra la traversa. Al 28’ replica l’Akragas con un tiro dalla distanza di Longo che fa muovere la rete esterna. Otto minuti più tardi ancora protagonista Longo che va giù in area su sospetta spinta di Pezzella, il giocatore protesta ma per l’arbitro è tutto regolare. Al 40’ indecisione Lorenzini – Rainone che favorisce Salvemini la cui conclusione è parata a terra da Ginestra. Capovolgimento di fronte con Carlini che scambia con De Marco il cui cross però è fatto preda di Pane che anticipa Orlando pronto a ribadire in porta. Si va al riposo sulla pressione della Casertana.

Ripresa e rossoblù al tappeto per un grossolano errore difensivo

Pronti via e ad inizio ripresa Akragas subito pericoloso lancio di Zanini per Salvemini che è bravo a resistere al tentativo di contrasto di Lorenzini, si presentava solo davanti a Ginestra ma il suo diagonale era deviato in corner dal portiere rossoblù. Al 57’ arriva la risposta della Casertana, apparsa in soggezione in questo inizio di ripresa: cross dalla destra di De Marco e Orlando in mezzo all’area colpisce in sforbiciata ma la sfera termina alta sopra la traversa. Al 61’ primo cambio per la Casertana: fuori De Marco toccato duro in un contrasto di gioco e dentro Carriero.  Al 66’ altra buona occasione per la Casertana: cross dalla destra di Finizio e testa di Orlando con Pane che è costretto alla deviazione in angolo. Formazione rossoblù che prova a prendere campo, anche se l’Akragas non disdegna di offendere con veloci ripartenza.  Al 77’ Casertana ancora pericolosa con un colpo di testa di Corado che era bravo a raccogliere un cross di Carlini, ma Pane ancora una volta è bravo a non farsi sorprendere.  Al 79’ la formazione ospite trova il gol del vantaggio: controllo sbagliato di Rainone che regalava la sfera a Salvemini che tutto solo davanti a Ginestra non aveva difficoltà a batterlo con un diagonale. L’assalto finale dei falchetti non produce pericoli per la porta di Pane con l’Akragas che in modo ordinato controlla la gara è porta a casa meritatamente i tre punti.

La Casertana esce dal terreno di gioco tra i fischi dei pochi presenti. 

Fischi sui falchetti che abbandonano il campo a capo chino. Fa festa l’Akragas per una vittoria davvero importante e forse alla vigilia insperata. 

Il Tabellino

Casertana: Ginestra; Finizio, Lorenzini, Rainone, Pezzella (dal 65’ Ramos); De Marco (dal 61’ Carriero), Matute, Rajcic; Orlando (dal 76’ Giannone), Corado, Carlini.  A disp.: Fontanelli, Giorno, De Filippo, Taurino, Ciotola, Porcaro. All. Tedesco.

Akragas : Pane; Thiago, Marino, Riggio; Salandria, Palmiero (dall’88’ Sepe), Salvemini (dall’81 Cocuzza), Zanini, Russo; Longo (74’ Coppola), Gomez. A disp.: Addario, Leveque, Carillo, Gouveia, Assisi, Sepe, Privitera, Rotulo, Incardona. All. Di Napoli 

ARBITRO: Alessandro Meleleo di Casarano 

ASSISTENTI: Michele Falco e Domenico Palermo di Bari 

AMMONITI: Carriero, Palmiero, Pane

RETI: 79’ Salvemini 

NOTE: Spettatori 1000 circa

RECUPERO: 1° tempo 1’ – 2° tempo 3’

Pasquino Corbelli

CASERTANA FA HARAKIRI CON L’AKRAGAS. PESSIMO BATTESIMO DEL CAMPO PER LA NUOVA SOCIETA’ was last modified: dicembre 3rd, 2016 by L'Interessante
3 dicembre 2016 0 commenti
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cerimonie
CronacaCulturaIn primo pianoParliamoneTv

È Morto Antonio Polese, il boss delle cerimonie

scritto da L'Interessante

Boss delle cerimonie

 

Di Vincenzo Piccolo

Ebbene si, questa volta non è una bufala. Già lo scorso novembre, infatti, era girata la notizia della presunta morte di don Antonio, che aveva messo in agitazione tutti i fan e le tante coppie che, negli anni, aveva aiutato a convolare a nozze. Questa volta è vero, don Antonio ci ha lasciato, a 80 anni.

Protagonista indiscusso della trasmissione messa in onda da Real Time – per l’appunto “il boss delle cerimonie”- ha fatto conoscere in tutt’Italia lo stile dei matrimoni alla Napoletana. Quelli sfarzosi, quelli trash, quelli per il quale non si bada a spese. Ha fatto si che anche il matrimonio uscisse fuori dallo “status quo”,rendendolo e mostrandolo, alla fine, per quello che dovrebbe essere: una festa!

I Ricoveri del boss delle cerimonie

Era stato già ricoverato per scompenso cardiaco quando il Tribunale di Torre Annunziata aveva disposto il sequestro della sua struttura, la Sonrisa,famosa per lo stile principesco, quasi Disneyano e per le tante trasmissioni che l’hanno usata come cornice negli anni. In quell’occasione furono condannati anche la moglie e il fratello del Polese, imputati per lottizzazione abusiva avvenuta dal 1979-2011. Così la struttura, che comprendeva anche un albergo e un ristorante a 5 stelle, è stata assorbita al patrimonio comunale di Sant’Antonio Abate. Dopo due ricoveri e un periodo di accertamenti che avevano impedito a Polese di tornare sulle scene del docu-reality, l’ottantenne boss delle cerimonie è stato ricoverato per una nuova crisi cardiaca alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, dove è morto.

Tutti, sui social, lo salutano con affetto “Statv buon don Antó, per voi fiori  a beverun, a zeffun, a migliara!”.

È Morto Antonio Polese, il boss delle cerimonie was last modified: dicembre 1st, 2016 by L'Interessante
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cane
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Il cane con lo shatush. Il nuovo capitolo de Il Dog Friendly

scritto da L'Interessante

Cane

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati, ieri mi è capitata una cosa strana: giravo per la mia città un po’ sovrappensiero quando vedo comparire, all’uscita di un negozio, un maltese accompagnato dal suo proprietario. E fin qui non v’è notizia eclatante. Il sussulto della mia mente  è stato però attivato dal notare che quel maltesino tutto bianco e candido aveva…una cresta colorata. Verniciata. Pittata. Mechata. Era passato dal coiffeur, si direbbe.

Onestamente ho fatto fatica a pensare di aver realmente visto quella scena, per cui son dovuto passare due volte nello stesso punto per notare che ciò che avevo visto..fosse reale.

Mi si è raggelato il sangue nelle vene.

Ma come si può? Surreale.

Io non dico che non si debba aver cura dell’aspetto del proprio animale- anzi, la cura del pelo e della cute è fondamentale per il benessere del cane, ma come si può conciare  un nostro amico in una maniera così distante dalla sua natura?

Il prendersi cura dell’altro si manifesta sicuramente attraverso atti di grooming, di pulizia degli arti, di controllo dei parassiti, ma si esagera drasticamente quando al cane non viene permesso di poter esprimere alcuni suoi comportamenti di specie semplicemente perché si sporca o si allontana dal nostro concetto di igiene.

Rotolarsi sulle carogne è uno di questi. Come anche rotolarsi nel fango, nell’erba bagnata, tuffarsi nelle pozzanghere e così via. Profumi di natura per un naso sopraffino. Altro che chanel numero 5.

E ancora pulire insistentemente le zampe al rientro della passeggiata perché lo si è visto raspare dopo aver fatto pipì, o perché semplicemente non si vogliono rischi di “contaminazione”. Da cosa? Le nostre case non sono mica una sala operatoria dove si necessita di un ambiente sterile?

E non vi pare una esagerazione? Non possiamo rispondere ad  una esagerazione mettendone in atto  un’altra.

Questo accade perché per molti proprietari la relazione col cane è vissuta principalmente sulla dimensione edonico- estetica, in cui si ha il piacere di ammirare il cane, di apprezzarlo per le sue qualità morfologiche o performative.

Unita spesso alla dimensione affettivo- epimeletica, in cui prevale il prendersi cura del cane, accudirlo, sentirsi il suo genitore, avere una tutela stretta sul cane.

In questi casi è necessario aprire altre dimensioni di relazione in cui il cane possa manifestare delle attività appaganti e diminuire quelle forme di antropomorfizzazione che tanto stanno care a noi umani, e poco ad una specie diversa.

Ne è un esempio il barbone. Originariamente il barbone era un cane votato al pericolo e all’avventura. Il suo impiego nella caccia all’anatra e come cane da riporto in acqua era talmente diffuso che la sua toelettatura odierna era concepita appositamente per facilitargli il lavoro nell’acqua: la tosatura sul pelo nella parte posteriore del corpo serviva a lasciargli maggior libertà nel nuoto con gli arti posteriori, mentre il pelo veniva lasciato crescere abbondatamene nella parte anteriore per garantire copertura dal freddo e dal vento agli organi importanti come polmoni e cuore e per proteggere il corpo dai graffi delle piante. E il ciuffo sulla coda? Era necessario per permettere al compagno umano di seguirlo con lo sguardo mentre si immergeva nella boscaglia o negli acquitrini. Nel tempo il cane ha smesso di lavorare ma molti proprietari hanno conservato ed estremizzato questa cura, facendola diventare tratto distintivo della razza.

E allora vai di ciuffettino, taglio  a leoncino, smalto al ditino e si sfila verso il salottino.

Come sempre le mediazioni possono  aiutarci a tutelare tutti i membri di uno stesso sistema.

Pertanto non dico che il cane debba rotolarsi nel fango tutte le volte che si esce- magari qualche volta anche noi umani siamo di fretta perché abbiamo una cena galante- ma impedirglielo sempre è una sorta di sottile maltrattamento mascherato da cura.

Non dico nemmeno che il taglio che ci piace non debba essere fatto: ma c’è modo e modo.

L’estremizzazione cozza con il benessere, ma meglio si sposa con la spettacolarizzazione.

Abbiamo preso un cane per fare lo show?

Resta per me fondamentale rivolgersi a tolettatori professionisti e medici veterinari che sappiano indirizzarvi verso la miglior cura del mantello del vostro cane.

Il cane con lo shatush. Il nuovo capitolo de Il Dog Friendly was last modified: dicembre 1st, 2016 by L'Interessante
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Teatro
CulturaIn primo pianoTeatro

Fortebraccio Teatro torna al Civico 14

scritto da L'Interessante

Teatro.

Di Michele Brasilio

FORTEBRACCIO TEATRO ALLO SPAZIO X

Per il terzo anno di fila torna al Teatro Civico 14 Fortebraccio Teatro. Il Teatro Civico 14 da quest’anno ha una nuova casa, si sposta dall’ormai famoso vicolo Della Ratta (sede storica del teatro) alla nuova struttura “Spazio X” in Via Petrarca 25 aperta in collaborazione con AmàteLAB e Obelix. Un nuovo hub creativo che avvicina come polo culturale diverse esperienze artistiche. La sede risulta “nuova” sicuramente dal punto di vista strutturale. ma soprattutto dal punto di vista ideologico e artistico. Non molti posti sul territorio hanno come prerogativa lo sviluppo di idee, progetti artistici e di collaborazioni esterne.

RECENSIONE

Fortebraccio Teatro porta in scena “Amleto + die fortinbrasmaschine” una “riscrittura della riscrittura” come stesso loro l’hanno definita poiché è tratta dall’opera di Heiner Müller “Die Hamletmaschine” scritta dall’autore tedesco alla fine degli anni ’70 e che, allo stesso tempo,  si ispirava all’opera shakespeariana. La riscrittura di Roberto Latini e  Barbara Weigel è, quasi sicuramente, una delle particolarità dello spettacolo che colpisce di più. Un adattamento coerente, forte e poetico che lascia intravedere un importante studio sull’opera e sull’autore. La volontà di utilizzare i microfoni in scena potrebbe risultare un’idea superata ma mai come in questo spettacolo , come sempre capita negli spettacoli di Fortebraccio Teatro, non risulta mai una scelta banale e antiquata. La lettura “radiofonica” dell’opera risulta una scelta vincente sin dal primo minuto. Roberto Latini interpreta tutti i personaggi dell’Amleto mostrando subito una forte capacità di arrivare velocemente allo spettatore e un enorme bagaglio attoriale. Capace tecnicamente si dona completamente allo spettacolo e alla platea che è seduta a “sentirlo”. Un attore generoso e sensibile come se ne incontrano pochi. La regia è lineare, non particolarmente complessa, ma nonostante tutto, coesa con l’idea di messa in scena finale. Il susseguirsi di voci, di storie nella storia, ci portano in un’atmosfera quasi liturgica: “Ciò che è morto, non è morto nella storia. Una funzione del dramma è l’evocazione dei morti – il dialogo con i morti non deve interrompersi fino a che non ci consegnano la parte di futuro che è stata sepolta con loro” (Heiner Müller). Una pièce che corre veloce per 80 minuti e che cattura ogni sera applausi scroscianti.

Vivete di teatro e fatevi vivere da esso.

Fortebraccio Teatro torna al Civico 14 was last modified: dicembre 1st, 2016 by L'Interessante
1 dicembre 2016 0 commenti
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Mediaset
CulturaIn primo pianoTv

Mediaset: la Ventura torna con il programma “Selfie, le cose cambiano”

scritto da L'Interessante

Mediaset.

Di Vincenzo Piccolo

È andata in onda Luned la seconda puntata di Selfie “le cose cambiano”, il “nuovo” format di Mediaset che tenta di riportare in auge la prima serata del lunedì sera di Italia 1, che da troppo tempo ormai batte la fiacca. Grande ritorno alla conduzione di Simona Ventura, si fa per dire, che viene affiancata dalle tre coppie di mentori Katia Ricciarelli/Ivan Zaytsev, Alessandra Celentano/Simone Rugati e Stefano De Martino/Mariano di Vaio. Ciliegina sulla torta, a fare da cornice, vediamo seduti in poltrona come opinionisti la tanto navigata Tina Cipollari, Aldo Montano, Paola Caruso, la contessa Daniela del Secco d’Aragona e Yuri Gordon.

Il Programma Mediaset

Lo show si presenta forzato, tutto molto costruito e le parti non hanno una sequenza lineare. La Ventura gestisce in modo molto innaturale anche gli interventi degli opinionisti e dei mentori, che il più delle volte vengono colti impreparati al susseguirsi degli eventi.

Il format è palesemente il restauro di Bisturi, programma andato in onda dal 2004 al 2009 con la conduzione di Irene Pivetti e Platinette. L’unica differenza è la scelta, da parte dei mentori, delle persone da seguire durante il percorso di cambiamento. Simona nazionale le tenta proprio tutte per mascherare le concordanze, ma proprio non ci riesce. Perché? La Mediaset ha deciso di risparmiare sugli specchi!

Mediaset: la Ventura torna con il programma “Selfie, le cose cambiano” was last modified: dicembre 1st, 2016 by L'Interessante
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Oceania Disney
CinemaCulturaIn primo piano

Disney e il nuovo film di Natale: da Moana a Oceania

scritto da L'Interessante

Disney.

Di Erica Caimi

Come sempre, la Walt Disney Animation Studios ha in programma un nuovo film d’animazione per le feste di Natale. Anche quest’anno, la tradizione non sarà interrotta e il 22 dicembre arriverà sugli schermi Oceania, il 56° lungometraggio animato diretto dai registi  John Musker e Ron Clements, famosi per aver coordinato anche La Sirenetta, Aladdin e la Principessa e il ranocchio.  In Oceania si narra la storia di una vivace adolescente di nome Vaiana che s’imbarca in una  coraggiosa avventura per salvare il suo popolo, seguendo le orme dei suoi antenati, grandi esploratori. Tremila anni fa, audaci navigatori avevano attraversato l’Oceano Pacifico e, attratti dal richiamo della scoperta, erano approdati sulle  Isole  dell’Oceania, ancora sconosciute sulle carte geografiche. Dopo di che,  le loro esplorazioni cessarano, senza che nessuno sapesse il motivo. Durante il suo viaggio, Vaiana, s’imbatterà nel semidio in disgrazia Maui, che diventerà il suo compagno d’avventura e l’accompagnerà attraverso l’oceano, in un percorso ricco d’azione, affrontando enormi creature feroci e ostacoli impossibili. La protagonista porterà a compimento l’antica ricerca dei suoi antentati, ma ancor più importante, troverà l’unica cosa che ha davvero desiderato: la propria identità.  

In Italia, il titolo del nuovo film della Disney sarà Oceania

In Italia, l’uscita del film ha già scatenato non poche polemiche sui giornali. A far discutere è la scelta del titolo, poiché mentre all’estero è Moana, in Italia uscirà come Oceania. Anche il nome della protagonista non sarà Moana, come nella versione originale, dalla quale deriva il titolo, ma diventerà Vaiana. Secondo quanto si vocifera sulla stampa estera, la scelta sarebbe dettata dal fatto che la Disney temeva possibili accostamenti alla celebre pornostar Moana Pozzi. Ad alimentare ulteriormente i sospetti,  i vertici della casa di produzione, interpellati da alcuni cronisti sulla decisione, non hanno ancora fornito risposte ufficiali a smentire o confermare l’ipotesi.

Pur dubitando del fatto che un bambino in età pre adolescenziale conosca Moana Pozzi e sia in grado di fare tale associazione, più spontanea nel mondo degli adulti, ci sono altre ragioni che spiegano la scelta oltre a quella più evidente che è stata già stata ipotizzata. Primo, il nome Moana non è stato ben accolto anche in altre nazioni, tra cui Spagna, Croazia, Ungheria, per citarne alcune, ragion per cui si è deciso di optare per Vaiana, esattamente come in Italia. Secondo, anche i nomi sono importanti quando si passa da un contesto linguistico a un altro, soprattutto se questi sono stati concepiti per evocare una particolare immagine nella mente degli spettatori. Non meno importante, se in una determinata lingua alcuni nomi suonano musicali, la medesima armoniosità dovrebbe essere mantenuta anche nella lingua di arrivo, pur perdendo l’apparente attinenza con l’originale. Se si guarda al passato, non è certo una novità nella storia della traduzione dei cartoni animati quella di adattatare i nomi dei protagonisti al contesto di ricezione. Pensate ad esempio a Qui Quo Qua, avrebbe lo stesso effetto se si fosse deciso di mantenere i nomi originali Huey, Dewey e Louie? E che ne sarebbe di Romeo er meglio der Colosseo negli Aristogatti? Se fosse rimasto O’Malley, come l’originale, nella trasposizione italiana si sarebbe persa un’importante associazione che funziona perfettamente nel contesto linguistico anglosassone. Il cognome O’Malley, in inglese, riconduce immediatamente alle sue origini irlandesi, infatti il micione rosso parla inglese con forte accento irlandese, anche per sottolineare la bassa estrazione sociale da “vagabondo”, in contrasto con quella elevata di Duchessa. Nella versione tradotta si è preferito dare un nome italiano all’ammaliante gattone, perché più funzionale al nostro contesto culturale e aggiungendo il riferimento al Colosseo, che notoriamente ospita colonie di gatti randagi, non si perde neppure la sfumatura dell’originale, pur modificando radicalmente il nome di battesimo. Così “Thomas O’Malley, The Alley Cat” (letteralmente “Thomas O’Malley il Gatto Randagio”) in Italia diventa  “Romeo Er Mejo der Colosseo”, un simpatico gatto di strada con forte accento romano.

Il nuovo film della Disney e la critica

Il film firmato Disney è stato accolto positivamente dalla critica. USA Today ha scritto: “L’inno girl-power How Far I’ll Go è il nuovo Let it Go. Che c’è di male se anziché essere una principessa preferisce essere un marinaio? Moana è comunque fortissima”.

Anche l’Entertainment Weekly mostra apprezzamenti, “Moana ha tutti gli elementi caratteristici della classica avventura della Disney – i bizzarri animali che fanno da spalla, i messaggi ricchi di ottimismo – ma la sua eroina è qualcosa di inedito, una deviazione acuta e irruenta delle classiche principesse europee che si struggono d’amore”.

La posizione di Variety si allinea a quella degli altri giornali, patteggiando per l’eroina poiché “Moana rispetta la tradizione che ha reso la Disney un leader nelle fiabe popolari animate, eppure mostra un tocco decisamente moderno decidendo di non inserire un interesse sentimentale per la protagonista. Certo, ci sono uomini nella sua vita, omoni giganteschi che ricordano i rugbisti delle Samoa e che hanno ego di pari misura: Maui vuole che i mortali lo adorino, e il padre di Moana stabilisce una regola che impedisce ai membri della sua tribù di avventurarsi oltre la barriera corallina che circonda la loro isola Motunui. Ma l’unica forza alla quale Moana risponde è l’oceano stesso”.

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teatro
CulturaIn primo pianoTeatro

Teatro. Natale in casa Cupiello al San Ferdinando di Napoli

scritto da L'Interessante

Teatro

Di Michele Brasilio

Arriva a Napoli “Natale in casa Cupiello” di Eduardo De Filippo, regia Antonio Latella.  Lo spettacolo arriva nella terra di Eduardo, nei suoni che hanno caratterizzato la sua drammaturgia e, soprattutto, arriva nel suo teatro, il San Ferdinando, rimesso in piedi con i sacrifici di una vita. E’ così che i personaggi eduardiani calcano nuovamente il palcoscenico respirato in passato da Eduardo, Luca e Pupella Maggio. Dalle primissime battute si nota un amore, una reverenzialità nei confronti del testo ma, allo stesso tempo, un allontanamento dalla messa in scena classica.

Ntalae in Casa Cupiello al Teatro San Ferdinando. LA recensione

Latella, nella sua regia, mette in risalto la punteggiatura di Eduardo e in particolar modo gli accenti resi allo stesso tempo tormentone e punto di partenza per una lettura trasversale dell’opera. Così come l’autore ha diviso l’opera in tre atti per scandire il tempo delle feste natalizie nelle quali si svolge la storia, così Latella divide lo spettacolo non solo in tre “atti”, ma soprattutto in tre “momenti” completamente diversi tra loro. La regia non tradisce le aspettative: una lettura sagace dell’opera denota un grosso studio sul testo, le immagini create spiegano perfettamente i messaggi lasciati tra le righe da Eduardo e infine la capacità di saper leggere il messaggio contenuto nel testo e tradurlo, “tradirlo” è una cosa che pochissimi registi possono permettersi di fare. Dal buio scenico si vede scendere una stella cometa dal cielo del teatro. Una stella che, come dice lo stesso Latella, “non porta nessuna buona notizia, non mi interessano i buoni sentimenti. Luca Cupiello insegue la stella come le pale di un mulino a vento. Lievita in assenza di concretezza e si riduce ad un dolore fasciato di pelle e ossa; un pater fuori ruolo che parla un’altra lingua e si muove in un altro modo.” Il primo atto è una sorta di “Annunciazione” , un prologo di sventura, dal quale prenderà vita il secondo atto descritto come viaggio, trip mentale e sonoro nella casa Eduardiana . Il terzo ed ultimo atto è visto come orazione funebre, ha un’aria tetra ma allo stesso tempo pacata. Gli attori sulla scena rendono perfettamente ciò che il regista voleva da loro, date le immense qualità. Una compagnia fatta di giovani ma che ha dalla sua molti successi. Le luci, l’audio e tutto ciò che riguarda il lato tecnico della messa in scena è impeccabile e fondamentale per la buona riuscita dello spettacolo. Latella non ha per nulla tradito Eduardo ma è comprensibile se lo spettacolo non riesce ad arrivare a tutti, a convincere. Uno spettacolo da vedere, da vivere, da immaginare, pieno di colori, emozioni e sensibilità diverse. Latella con la Compagnia StabileMobile si impone nel panorama nazionale ed europeo come una delle più importanti compagnia del teatro contemporaneo.


LA RIFLESSIONE

Ci tengo a chiudere con una piccola e modesta riflessione sul teatro. In sala durante lo spettacolo, era seduto nelle prime file, un regista e attore napoletano che in più occasioni fuori dal teatro ha manifestato il suo disappunto sulla regia e sulla lettura data alla pièce. Non ci sarebbe nulla di male se questo attore e regista non avesse offeso gli spettatori seduti in platea dicendo a chiare lettere che di teatro capiscono poco e che basta mettere un prezzo al biglietto per farli applaudire a fine spettacolo. In questo momento sorge un dubbio: E’ più importante che un regista rispetti la regia, il tipo di recitazione dettata da Eduardo o che rispetti gli ideali di Eduardo, gli spettatori e il posto sacro nel quale lavorava? Quanto costa un’idea geniale? Esiste una selezione naturale? In quanto spettatori vorremmo fidarci di Darwin. A voi l’ardua sentenza.

Vivete di teatro e fatevi vivere da esso.

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napoli
CalcioIn primo piano

NAPOLI IN CADUTA LIBERA: CRISI DI GIOCO E RISULTATI. ORA L’INTER E POI LA CHAMPIONS

scritto da Walter Magliocca

napoli

Napoli in crisi

Il Napoli, con il pari casalingo con il Sassuolo, è “ufficialmente” in crisi. Crisi di gioco e crisi di risultati. A parte la parentesi di Udine non riesce più a vincere. La mancanza di un attaccante di ruolo è diventato un ritornello noioso e ripetitivo. La squadra appare monca. Produce gioco fino alla tre quarti poi non sa che fare e si intravedono iniziative personali precedute da un temporeggiare come per dire: “e ora che faccio?.

Le colpe della società e la mancanza di spettacolo e risultato. Andare allo stadio ed “intossicarsi”.

Le colpe, inutile ripeterlo, sono del presidente De Laurentiis, l’unico che gestisce, l’unico che incassa e …l’unico che sbaglia. E’ fin troppo ovvio. Una squadra impegnata su tre fronti non può avere un solo attaccante. La fortuna non può e non deve essere sfidata. La tanto sbandierata programmazione che fine ha fatto? Solo con i prezzi così bassi i napoletani possono accorrere allo stadio e non tanti da riempirlo. Altrimenti la disaffezione aumenta in maniera proporzionale al “non gioco”. Concedere sempre attenuanti dettate dal tifo non appare giusto. Non è più una gioia andare allo stadio, manca lo spettacolo. Anzi è deprimente. Vai via con rabbia. Fila per il biglietto, sopportarne il costo, traffico per raggiungere lo stadio, difficoltà e costo del parcheggio con il “patema” di ritrovare il mezzo lasciato (auto, motorino, moto o quant’altro), fila per entrare, fila per il tornello, perquisizione, prezzo per acquistare una bottiglia sugli spalti, stadio fatiscente ed alla fine, ciliegina sulla torta, spettacolo deprimente. Pareggio o sconfitta. E no, questo è troppo. Solo il tifo organizzato che la partita non la vede, che (forse) non paga il biglietto, che deve rivendicare una leader ship del tifo, può occupare i gradoni di uno stadio fatiscente e sopportare (quasi) tutto.

Le dichiarazioni di Sarri equivalgono alla fine del ciclo… mai iniziato. Gabbiadini già via e Insigne…quasi.

Sarri ha definito i suoi giocatori degli immaturi. Incapaci di gestire ed amministrare la partita. Queste dichiarazioni fanno presagire (e non ci vuole molto a capirlo) che a fine stagione andrà via. Anzi è certo. Fine di un ciclo …mai iniziato. Un bel titolo di film pe il produttore De Laurentiis. E’ oramai diventato fisiologico: dopo due anni gli allenatori sbaraccano il tempo di rendersi conto della situazione e delle persona con cui hanno a che fare. Gabbiadini, per motivi diversi, (ruolo non suo, mancanza di sinergia con lo staff tecnico e giocatori) andrà via a gennaio. Alla Sampdoria, un ritorno alla base. Ma difficilmente verrà Muriel e nemmeno i nomi gettonati. Chissà. Altro giocatore in partenza è Insigne ancora con il contratto in scadenza. Ma per il napoletano il discorso, per il momento, è rimandato e la (eventuale) cessione a giugno.

Venerdì l’Inter in campionato e martedì il Benfica in Champions. Due esami da superare a tutti i costi. In caso negativo, il Napoli rischia, all’inizio di dicembre, di essere già fuori da tutti i giochi. E De Laurentiis può già ….programmare.

Il pubblico non dimentica i giocatori simbolo come Cannavaro e i tifosi genoani cementano il gemellaggio con i fischi all’indirizzo del “traditore”.

Paolo Cannavaro applaudito ed osannato dal pubblico al coro di “c’è solo un capitano”. La società, come al solito, assente. Applausi all’ingresso ma fischi alla fine per la squadra azzurra.

A Marassi, invece, i tifosi genoani hanno fischiano Higuain al suo ingresso in campo al grido di “Napoli, Napoli”.

Qualcosa di positivo, in questa giornata, c’è stato.

NAPOLI IN CADUTA LIBERA: CRISI DI GIOCO E RISULTATI. ORA L’INTER E POI LA CHAMPIONS was last modified: novembre 29th, 2016 by Walter Magliocca
29 novembre 2016 0 commenti
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Volalto: spezza l’incantesimo e torna a vincere

scritto da L'Interessante

L’incantesimo è spezzato, dopo cinque sconfitte consecutive la VolAlto torna al successo e lo fa su di un campo dove sinora nessuno era riuscito a far festa. Una gara di grande intensità quella giocata dalle campane, un match che ha visto le rosanero vincere il primo set, poi subire la rimonta di Legnano. Quando sembrava tutto perso con le lombarde padroen della sfida, la VolAlto ha saputo invertire l’inerzia della contesa, ha trovato protagoniste importanti in Mio Bertolo e nella giovanisisma Bartesaghi, si è resa protagonista di una splendida rimonta. Quarto set perfetto ed un tie break giocato con l’autorità delle grandi squadre regalano alla VolAlto il secondo successo stagionale e due pesantissimi punti in classifica.

L’atteggiamento della VolAlto è di quelli giusti. Squadra concentrata, pochi errori gratuiti con Astarita, Percan e Mio Bertolo sugli scudi. Caserta si arrampica sul più quattro. (16-20). La VolAlto gioca bene i cambi palla e conserva il vantaggio. (18-22). Qui Legnano ha un importante colpo di coda. Break di 3-o per le padrone di casa e contesa riaperta. (21-22). Mio Bertolo rimette aria tra le due squadre, un siluro della Percan porta le ospiti al set point. (21-24).  Le lombarde non hanno intenzione di arrendersi. Due consecutivi con muro punto della Figini rimette Legnano sul meno uno. Non trema il braccio della VolAlto, non trema quello di Astarita che chiude il parziale 23-25.

Secondo set

Dopo l’inizilae equilibrio Legnano trova subito un mini break. Facchinetti griffa il più due. (6-4). Al di al della rete Mio Bertolo si fa rispettare al centro. Un suo punto apre un break rosanero di 1-5 e sorpasso VolAlto. (9-10). Figini fa punto a muro e poi concede il bis in battuta. (11-10). Coneo pare non essere in giornata ben controllata dalla difesa campana. Viceversa è Mingardi a colpire ripetutamente il taraflex campano. (13-12). Dopo il time out le squadre sono in parità. (14-14). Strobbe alza il livello del suo gioco. Il turno di servizio della Grigolo regala tre punti ed un nuovo allungo a Legnano. (17-14). La VolAlto prova  rientrare, ma stavolta Legnano gioca bene i cambi palla e si arrampica sino al 22-17. Il settimo punto della Mio Bertolo spezza il trand negativo, ma il divario è ampio e nonostante le campane provino a ricucirlo, Legnano si guadagna sei palle set. Caserta ne annulla due, ma poi lascia il parziale alle rivali. 25-20

Terzo set

L’equilibrio del terzo set (3-3) è solo una fallace illusione iniziale. Ancora una volta il servizio della Grigolo è foriero di buone notizie per Legnano. Le locali ne fanno quattro consecutivi consecutivi e danno il primo break al parziale. (9-3). Coach Russo chiama sospensione. Le padrone di casa sono in trance agonistica. La VolALto è in grande difficoltà. La sua fase offensiva si inceppa, la difesa soffre le bocche da fuoco lombarde e così Legnano prende il largo.  (14-5). Caserta prova la rimonta, ma le giallonero non cedono di un millimetro. (19-9) Il set di fatto finisce qui. Lo vince Legnano(25-15).

Quarto set

Chi temeva una VolALto oramai abbattuta si deve ben presto ricredere. Le campane rialzano la testa, riprendono il loro ritmo e per Legnano le cose si complicano non poco. (3-8).Mio Bertolo è in formato de luxe. Con lei anche Strobbe mostra i muscoli al centro. Percan e Astarita mantengono costante il loro rendimento. Coach Russo decide che è giunto il momento di Bartesaghi al posto di Pascucci. la giovanissima schiacciatrice non trema. Entra subito in clima partita.(12-16). La VolALto ci crede. Aquino fa il suo dovere nel giro dietro. Caserta conserva il vantaggio. (15-21). Legnano si arrende. Si va al tie break. 20-25

Quinto set

Grande equilibrio in avvio. Il set non ha padroni. Piccolo scatto delle rosanero (4-5). Un esiguo vantaggio che la VolAlto difende con gelida autorità. (9-10). Al di la della rete
Legnano prova a invertire la rotta, ma la difesa campana alza le sue percentuali e così le rosanero arrivano a pochi metri dal traguardo conservando il loro vanatggio. Di grande intensità le fasi finali. Caserta le gestisce da  top team e chiude vittoriosa set e partita. 13-15

Volalto: spezza l’incantesimo e torna a vincere was last modified: novembre 28th, 2016 by L'Interessante
28 novembre 2016 0 commenti
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