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Categoria

Cultura

Cinema
CulturaEventiIn primo piano

Cinema Days: al cinema con soli 3 euro

scritto da L'Interessante

Dopo il largo successo ottenuto l’anno scorso, con la vendita complessiva di ben 1 8000 000 biglietti in soli quattro giorni, i Cinema Days tornano quest’anno dall’ 11 al 14 Aprile

L’iniziativa, organizzata dalle associazioni dell’industria cinematografica ANEC, ANEM, ANICA e con il sostegno della Direzione Generale Cinema del MiBACT ha come obiettivo quello di incrementare le presenze nelle sale
cinematografiche, permettendo di assistere alla visione di film appena usciti al prezzo di 3 euro (5 per quelli in 3D).

I film che si potranno vedere saranno italiani, come Veloce come il vento o Troppo Napoletano e ancora L’età dell’oro, ma anche film internazionali come Criminal e Il cacciatore e la regina di ghiaccio. Non mancano le occasioni per i più piccoli che avranno la possibilità di vedere il 14 Aprile, ultimo giorno dell’iniziativa, Il libro della Giungla.
E’ stato inoltre confermato che l’appuntamento con i Cinemaday si ripeterà eccezionalmente anche ad Ottobre.

L’elenco dei cinema in Campania che aderiscono all’iniziativa: clicca qui

Maria Rosaria Corsino

Cinema Days: al cinema con soli 3 euro was last modified: aprile 4th, 2016 by L'Interessante
4 aprile 2016 0 commenti
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Risorgimento Pop
CulturaIn primo pianoTeatro

Risorgimento Pop al Teatro Civico 14

scritto da L'Interessante

Risorgimento Pop al Teatro Civico 14, nel cuore di Caserta

Uno spettacolo sull’Italia che non c’è, sull’Italia che non sorge, che anche se è risorta, è morta. Questo è lo slogan di Risorgimento Pop . Due preti in scena che non nascondono sin dal primo momento di essere due attori che pur di guadagnare la “pagnotta” , approfittano dell’anniversario dell’Unità d’Italia per vendere lo spettacolo e ottenere date . Questa mancata evangelizzazione è alla base dello spettacolo ed anche l’unico punto fermo . Con il passare del tempo la funzione didattica diventa la loro unica preoccupazione . La comicità da loro portata in scena è nuova, competente, funziona. Dal punto di vista drammaturgico è uno spettacolo che, seppur partendo da un tema adatto alle matinée scolastiche, tutto è tranne che semplice. Uno stile ben delineato, una drammaturgia vincente che presta un ritmo sfrenato allo spettacolo. La trovata regala, sempre dal punto di vista drammaturgico, un maggior spessore alla pièce: infatti la scelta è di raccontare al pubblico ciò che non è, evitando, così, di cadere nel banale o nel già detto. La regia presenta, così come la drammaturgia, picchi di sagacia seminati molto bene all’interno dello spettacolo, anche se tutti a sé, privi di raccordi. Il disegno luci coadiuva in modo netto la divisione di tutti i momenti dello spettacolo, tuttavia il tutto è fuorviato dal piazzato pieno. Daniele Timpano e Valerio Malorni donano al pubblico del Teatro Civico 14 una performance intensa ed efficace. Nella seconda metà si viaggia in una sorta di delirio che in taluni punti risulta confusionario e sporco. La scelta del finale ricade sul meno originale dei numerosi proposti negli ultimi di spettacolo, il ché fa perdere la tensione al pubblico. Vivete di teatro e fatevi vivere da esso.

Michele Brasilio

Risorgimento Pop al Teatro Civico 14 was last modified: aprile 4th, 2016 by L'Interessante
4 aprile 2016 0 commenti
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Duramadre
CulturaTeatro

Duramadre alla Galleria Toledo

scritto da L'Interessante
L’atmosfera fatta respirare agli spettatori a luci spente porta questi in una dimensione onirica e visionaria. Lo spettacolo racconta il tempo della Natura madre che educa l’umanità alla vita. Prima o dopo gli uomini sceglieranno il libero arbitrio e si aprirà uno squarcio sul mondo. La regia di Licia Lanera è funzionale e d’impatto, le immagini da lei create sono degne di nota. Lo spettacolo si apre con il parto dei tre figli costretti in fogli di cellofan, l’immagine creata è acuta e dal forte carico emozionale. La drammaturgia di Riccardo Spagnulo non è all’altezza delle immagini. Il testo è poco pungente, comune, a tratti dozzinale. La poetica Leopardiana che è alla base di tutta l’opera è dichiarata dal principio e non lascia nulla all’interpretazione dello spettatore. Questa potrebbe essere la chiave di lettura dell’intero spettacolo. Il visitatore di questa routine familiare non è chiamato a immaginare altro, a comprendere, a trovare la chiave, appunto, che gli permetta di entrare in questa rutine e non soltanto di guardarla da lontano. Il non-concetto è scalfito dal detto. La scelta monocromatica della scenografia è molto interessante ed elegante dal punto di vista visivo. Mettere quattro personaggi nudi sulla scena non è di certo una trovata nuova ma in questo caso coerente con la lettura dello spettacolo. La regia sugli attori e la recitazione di quest’ultimi è enfatizzata ed enfatizzante dagli scarsi risultati. Il disegno luci di Giuseppe Dentamaro è sicuramente una delle noti positive dello spettacolo. Il ritmo dello spettacolo è volutamente lento ma mai noioso. La pecca di questa triage è il macchinoso passaggio da un’atmosfera all’altra. Gli ingranaggi di questo orologio sono efficaci e scandiscono perfettamente il tempo dello spettacolo e degli spettatori. Vivete di teatro e fatevi vivere da esso.

Duramadre

Di: Riccardo Spagnulo
Con: Mino Decataldo, Licia Lanera, Marialuisa Longo, Simone Scibilia, Riccardo Spagnulo
Voce narrante: Rossana Marangelli
Luci: Giuseppe Dentamaro Realizzazione scene: Mimmo e Michele Miolli
Sartoria: Modesta Pece Assistenti alla regia: Elio Colasanto, Rossana Marangelli
Regia, spazio, scene: Licia Lanera
Produzione: Fibre Parallele
In coproduzione con: Festival Internazionale Castel dei Mondi di Andria e il Festival Operaestate di Bassano del Grappa
Con il sostegno spaziale economico ed emotivo di: Res Extensa, Ass. Cult. Explorer, Es. Terni Festival, PimOff
 
Fibre Parallele a Galleria Toledo
Michele Brasilio
Duramadre alla Galleria Toledo was last modified: aprile 3rd, 2016 by L'Interessante
3 aprile 2016 0 commenti
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Amleto
CulturaTeatro

Amleto Fx ha due notifiche e una nuova richiesta d’amicizia

scritto da Roberta Magliocca

Saracinesca alzata ad Officina Tetaro in questo primo primo weekend di Aprile.

In scena, Amleto Fx di e con Gabriele Paolocà, collaborazione alla regia Michele Altamura e Gemma Carbone

Se per un Amleto classico, con tutta la solennità che un testo di questo calibro possiede, c’è un pubblico che ben sa cosa aspettarsi, in quanto opera tra le più conosciute al mondo, per Amleto Fx c’è una platea che assiste al nuovo, che sia un linguaggio o una musica o un atteggiamento, pur riconoscendo sulla scena tutti gli squarci della storia che hanno fatto dell’Amleto la grandezza che il passato ci tramanda.

C’è Ofelia, ci sono  Rosencrantz e Guildenstern, c’è una madre e uno zio, c’è il fantasma del padre, c’è Orazio.

E di certo vi stupireste se il suicidio di Ofelia avvenisse davanti all’ obiettivo di uno smartphone, sarebbe assurdo se la madre di Amleto lo chiamasse via skype da una casa di villeggiatura, sicuramente non credereste alle parole di Orazio che invita – attraverso una chat di Facebook – Amleto ad una festa dove ubriacarsi e farsi come ranocchi.

E il fantasma? Un video dimenticato nella cartella documenti sul desktop di un Mac.

La storia c’è, non fraintendetemi, la storia c’è. Ma c’è anche un punto di incontro tra quello che fu è quello che è, i sentimenti forti e ineluttabili che furono – sono – saranno, pur mutando cieli e musiche, abiti e personaggi.

La solitudine di una depressione che altro non è se non manifesta responsabilità di un qualcosa che va rimesso in ordine, dopo un passato che ci ha lasciato un gran caos senza logica. E le nostre colpe derivano proprio da un passato da risistemare.

Perchè se Amleto deve vendicare il padre, noi oggi ci troviamo a dover mettere in ordine un mondo che ci hanno consegnato malconcio e di cui dovremmo – chissà perchè – sentirne tutte le responsabilità. Un mondo che ci vuole tanto veloci, ma tanto condannabili in quanto i mezzi – tecnologici – che usiamo per stare al passo, sono ritenuti così di basso profilo da renderci fannulloni, scansafatiche, choosy.

Una mente geniale ha partorito la contaminazione. Un attore che – da solo sulla scena – attraverso il linguaggio nel corpo ci ha portato in mille mondi stando chiusi tra le quattro pareti di una stanza, ci ha presentato tanti e più personaggi con soli due occhi e un solo corpo che nella sua magistrale complessità, ha lasciato a noi la semplicità del solo cambio d’abito.

A saracinesca abbassata, come spesso accade ad Officina Teatro, ci siamo fermati a parlare con l’attore e l’aiuto regista. Uno splendido scambio di idee.

Finalmente muore la vecchia generazione, è stato il mio pensiero a voce alta, finalmente tutti i grandi della musica, della scrittura e del teatro stanno finendo fisicamente, lasciandoci lo spazio per esprimere un mondo nostro, la rivisitazione di un passato che vuoi o non vuoi non c’è più. E’ il nostro tempo, lasciatecelo vivere, non ci tenete incatenati “ai classici che non si toccano”, ai grandi nomi dei secoli scorsi. Abbiamo i nostri nomi da scrivere, oggi, se solo ci permetteste di costruire il nostro mondo, lasciandoci liberi e svincolati dalla responsabilità di contemplare il vostro di mondo, di rimettere ordine nel vostro casino, di rattoppare le vostre mancanze.

Ecco perchè a chi ieri ha manifestato il suo fastidio scaturito da termini quali “facebook, skype, smartphone” all’interno di un teatro durante la rappresentazione di un classico, consiglierei – umilmente – di rivedere lo spettacolo oggi pomeriggio.

I classici non solo li si può toccare, ma li si DEVE toccare, ribaltandoli, guardarli da altri punti di vista. Ma soprattutto smettiamola di criticare il nostro mondo di oggi solo per sentirci intellettualmente a posto con la nostra coscienza.

Renderemo il nostro mondo un posto migliore solo percorrendo nuove strade in avanti, non venerando i percorsi battuti da altri. Altri che uomini erano, esattamente come noi uomini siamo.

Roberta Magliocca

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Amleto Fx ha due notifiche e una nuova richiesta d’amicizia was last modified: aprile 3rd, 2016 by Roberta Magliocca
3 aprile 2016 0 commenti
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Natalie Irish
CulturaIn primo piano

Natalie Irish, una ragazza al bacio

scritto da L'Interessante

Natalie Irish

Dal bacio di Hayez del 1859 a quello di klimt del 1907 l’espressione artistica mondiale è da sempre manifestazione di labbra congiunte in nome dell’amore tenero o passionale: la pittura è dunque un canale duttile, in cui passano baci sfiorati, ricambiati, respinti e rubati.

Ma immaginate che si capovolgano le tele, che si sovvertano le forme e spariscano i pennelli, provate a pensare ad un bacio che diventi strumento di divulgazione unica, in cui passino immagini e si costruiscano ritratti. Può sembrare un’innovazione estrema e forse lo è, ma vi garantisco che si tratta di un vero e proprio metodo per dipingere, esiste davvero e si chiama   kiss painting.

Natalie Irish, un’artista al bacio

L’idea, frutto di un lampo di genio in un giorno qualunque, arriva dal Texas, dalle giovani labbra di Natalie Irish: ha cominciato a dipingere con le dita al liceo ma, come lei stessa afferma in un’intervista di qualche anno fa, pur riconoscendola come forma tecnica interessante, non è mai riuscita a considerarla una cosa sua, un linguaggio che le appartenesse davvero, che provenisse da un modello d’eccezione e d’ispirazione personale.

Variando la direzione dei suoi baci e cambiando l’intensità delle sue sfumature, Natalie crea ritratti monocromatici che sembrano usciti da un pennello imbevuto nei colori ad olio, il successo di quest’artista nasce sulla rete, attraverso un canale youtube ( per vederla cricca qui: https://www.youtube.com/watch?v=0ra5kRL6iuk). Come spesso accade, anche per lei, l’arte si è insinuata in un periodo difficile sia da un punto di vista emotivo che salutare, permettendole così di districare al meglio la matassa della noia e della depressione.

Da Marylin Monroe (sua prima candidata per il ritratto con i baci) a Jimi Hendrix, Natalie Irish passa nel setaccio delle sue labbra i personaggi più imponenti della storia internazionale: le sue opere spiccano non solo per originalità, ma anche perché realizzate attraverso un metodo tanto insolito quanto faticoso.

Anche se l’arte non è un lavoro da tutti, chissà se, in mezzo a voi, c’è qualcuna che si sveglierà domani mattina con la voglia di baciare una tela, assumendosi il rischio di vedersi nascere dalla bocca un simpatico ranocchio.

Michela Salzillo

Natalie Irish, una ragazza al bacio was last modified: gennaio 5th, 2017 by L'Interessante
5 gennaio 2017 0 commenti
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Zero Assoluto
CulturaEventiIn primo pianoMusica

Zero Assoluto all’ Auchan di Napoli

scritto da L'Interessante

Zero Assoluto

Proprio nei giorni del suo debutto nelle sale cinematografiche, il centro commerciale Auchan di Napoli continua a far parlare di sé. Dopo essere stato scelto come location per il primo film degli Arteteca, il grande spaccio ospita la musica italiana.

Sabato due aprile, dalle 17:00 alle 20:00, saranno invitati d’eccezione gli Zero Assoluto: è un incontro organizzato per tutti i giovani fans del gruppo, quello di oggi. Durante l’appuntamento sarà possibile realizzare un firma copie del loro ultimo successo discografico: Di te e di me.

Zero Assoluto, qualche notizia sulla loro carriera: dal 1999 ad oggi

Thomas De Gasperi e Matteo Maffucci si sono conosciuti tra i banchi del liceo classico di Roma, muovono i primi passi nella scena rap romana con la canzone In due per uno zero. Il loro singolo d’esordio esce però nel 1999 e si intitola Ultimo capodanno. La canzone è cantata con la collaborazione del Rapper Chef Ragoo. Passati alla notorietà anche come radiofonici, conducendo il programma Suite 102.5, in onda su RTL, nel 2005 conquistano il disco di palatino con il singolo Semplicemente.

Da allora collezioneranno un successo dopo l’altro, confermandosi così una delle più amate realtà musicali, specie tra i giovanissimi.

Risale a qualche mese fa la loro partecipazione alla sessantaseiesima edizione del festival di Sanremo, il singolo in gara- con l’omonimo titolo dell’album uscito il 18 marzo- ha confermato la forza del loro sodalizio d’amicizia ed artistico: in poche settimane dal debutto nelle classifiche ha già ottenuto 1.800.000 visualizzazioni e ha conquistato la top ten di iTunes.

Michela Salzillo

Zero Assoluto all’ Auchan di Napoli was last modified: aprile 2nd, 2016 by L'Interessante
2 aprile 2016 0 commenti
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Free Hugs
CulturaEventiIn primo piano

Free Hugs: abbracciamoci!

scritto da L'Interessante

Free Hugs

Napoli: Free Hugs per tutti.

Domenica 20 Marzo si è tenuto, a Napoli, in Piazza Plebiscito, l’evento “Abbracci gratis” che ha coinvolto centinaia di persone, tra organizzatori e passanti. L’interessante iniziativa arriva dall’ Australia ed ha subito conquistato l’animo caldo e generoso dei giovani italiani, i quali si sono uniti in una salda collaborazione volta a promulgare idee di amore, affetto e generosità.

Da circa quattro anni Napoli è lo scenario adatto a questa manifestazione, grazie al referente della Campania Andrea Caldwell, il quale ha creduto fin da subito nel potere dell’abbraccio. < Ho visto le persone commuoversi. Ciò che produce un semplice abbraccio ha dell’incredibile. Sprigiona ossitocina che è l’ormone dell’amore e del buonumore>, ci narra- entusiasta. I primi, sporadici, eventi incontravano l’incertezza e il pudore di molti ed erano poco più di una decina le persone che decidevano di arrestare la loro frenetica corsa alla vita e ricambiare l’abbraccio di uno sconosciuto. Adesso, il successo raggiunto supera ogni aspettativa, tanto da contare in media quattro eventi all’ anno.

Grazie alla pagina Facebook Abbracci gratis Italia free hugs, che nell’ arco di tre mesi dall’ apertura ha raggiunto quota 1000 iscritti, l’happening acquista una risonanza maggiore. Andrea ci racconta che da circa un anno collabora con l’associazione “Con-tatto Abbracci gratis”: si tratta di un esperimento teatrale, ispirato al fenomeno in questione, ideato da Mirko Grimaldi a Firenze e poi diffusosi in tutta Italia. La manifestazione di domenica si rifà proprio a questa idea. Quella, cioè, dell’abbraccio bendato. I cinquanta “abbracciatori” attivi, muniti di benda, hanno, infatti, aperto le braccia a chiunque avesse voluto infondere fiducia con il gesto più ancestrale del mondo. Indirizzati da capigruppo, i passanti si sono prestati volentieri a questa toccante iniziativa, commuovendosi ed emozionando a loro volta. L’abbraccio bendato rappresenta un atto di estrema fiducia verso il prossimo ed enfatizza al meglio le emozioni che possono essere provate solo sulla propria pelle. Tutte le persone volontariamente coinvolte intendono dare vita ad una rivoluzione pacifica volta a cambiare il mondo, donando amore.

L’abbraccio, il contratto fisico tra due sconosciuti, suscita emozioni differenti ma soprattutto simboleggia la volontà di <abbattere il muro della diffidenza>, come spiega, ancora una volta, Andrea e di soffermarsi a cogliere questi determinati aspetti della vita, ad assaporare, attimo dopo attimo, il piacere di due sorrisi che si incontrano. In un mondo così social, l’uomo si ritrova a combattere con lo strano mostro della solitudine. Deve fare i conti con l’integrazione, con i pregiudizi e i dissensi. E poi una benda risolve tutto. Non per omettere ed ignorare le difficoltà del mondo bensì per vedere con gli occhi del cuore.

Da non perdere i prossimi eventi: il 2 luglio a Milano per il Raduno Nazionale al quale presenzierà l’ideatore australiano degli Abbracci Gratis e il 21 settembre, in occasione della Giornata Internazionale della Pace, “Abbracci per la pace” richiederà a chiunque di abbracciare per venti secondi un familiare, un amico o qualunque persona si trovi al proprio fianco per fare accrescere, in maniera sincronica, il potere immenso di un abbraccio.

Carmen Gianquinto

Free Hugs: abbracciamoci! was last modified: aprile 4th, 2016 by L'Interessante
1 aprile 2016 0 commenti
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Startup Weekend
CulturaEventiIn primo piano

Startup Weekend in Terra di Lavoro

scritto da L'Interessante

StartupWeekend Caserta

La più grande Startup Competition al mondo arriva in Terra di Lavoro

Una maratona creativa per costruire e lanciare una startup in sole 54 ore nel corso di un intero fine settimana dal 8 al 10 Aprile 2016 in una location d’eccezione: la Reggia vanvitelliana. I biglietti possono essere acquistati entro le ore 17:00 dell’8 Aprile 2016 sul sito swcaserta.eventbrite.com. Al termine dell’evento le migliori idee verranno premiate da una giuria composta da personalità di spicco e da investitori, rappresentanti di alcune delle realtà imprenditoriali e didattiche più solide di Terra di Lavoro e non; aggiudicandosi premi offerti da TAG (Talent Garden), NaStartup, Startup Lab, ZerotoZero, Boosha, Nuclea e MAY, con l’obiettivo di supportare le Startup nascenti nella loro crescita.

L’iniziativa è guidata da: Mario Di Girolamo, Giovanni Laffi, Enzo Notaristefano, Antonio Prigiobbo e Federica Siano.
Grazie a Sviluppo Campania, tra i main partner dell’evento, è realizzata nell’ambito del Programma “Azioni di Marketing territoriale PAC III DGR 497/2013″.

Startup Weekend Caserta è realizzato, inoltre, in collaborazione con la Seconda Università degli Studi di Napoli, Confindustria Caserta, Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, Reggia di Caserta.

Lo ‘Startup Weekend Caserta’ rientra nel format lanciato da Google for Entrepreneurs e Techstars e si pone l’obbiettivo di riunire sviluppatori, designer, business e marketing developer, product manager e in generale tutti coloro che hanno voglia di innovare. I partecipanti all’evento casertano avranno la possibilità di confrontarsi con mentor altamente qualificati come, la dott.ssa Valentina Iscaro dalla Seconda Università degli Studi di Napoli, la professoressa Teresa Dieguez, specializzata in entrepreneurship, dall’Istituto Politecnico do Cavado e do Ave, il dott. Giovanni Natella di iStarter a Londra che aiuta le startup in portfolio a generare traction in qualità di Entrepreneur in Residence e tanti altri. Tra gli ospiti dell’evento ci sarà anche StartUpItalia!, maggior influencer in rete per le startup.

Per scoprire l’intero programma basta visitare il sito ufficiale dell’evento http://caserta-italy.up.co/events/8286 .

Startup Weekend Caserta è realizzato grazie al sostegno di imprese che fanno dell’innovazione il proprio credo, quali: Gruppo Funari, Hiltron, Sintesi Sud, Pasta Reggia, Pepsi Max, Chinotto Neri e Pubblibags.

Partner dell’iniziativa sono: Seconda Università degli Studi di Napoli, Sviluppo Campania, Confindustria Caserta, Ente Provinciale per il Turismo di Caserta, Reggia di Caserta, Startup Lab, ZerotoZero, TAG, Boosha, CambiaSUN, Factory, NaStartup, Grafica Nappa, MAY, Nuclea, IPCA, Noleggio Bici Reali.

Ulteriori informazioni tramite caserta@startupweekend.org e su Facebook alla pagina ufficiale Startup Weekend Caserta. Hashtag ufficiale dell’evento #SWCE16.

Startup Weekend in Terra di Lavoro was last modified: marzo 31st, 2016 by L'Interessante
31 marzo 2016 0 commenti
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Oggi Giornata Internazionale della visibilità Transgender
CulturaEventi

Oggi, festeggiamo e non compatiamo

scritto da Roberta Magliocca

Oggi, giornata internazionale della visibilità Transgender

Oggi, giornata internazionale della visibilità Transgender

Cosa sta succedendo ai nostri occhi, cervelli, alla nostra percezione del mondo? Siamo lì, che in un modo o nell’altro, in un senso che sia quello positivo di un’umanità da salvare o negativa da condannare poco importa, ci ritroviamo a compatire tutto ciò che non concepiamo, che è altro da noi. Così i disabili, gli omosessuali, gli extracomunitari – che nel peggiore dei casi diventano emarginati e non accettabili per cause che ancora sfuggono – nel migliore dei casi, cambiando nomi alle cose (vedi diversamente abili o orientamenti sessuali), diventano il lasciapassare per la nostra fetta di paradiso.

Raccontare le loro storie struggenti, i loro problemi, le loro strade tortuose ci aiuta a smacchiare la nostra anima al cospetto di una società che altro non aspetta che la nostra prossima mossa.

Eppure c’è chi, lontano da tutto questo, rivendica SOLO il proprio diritto all’esistenza. E magari le proprie storie personali tenerle per sé, o equipararle alle storie di chi disabile non è, di chi extracomunitario non è, di chi omosessuale non è, SOLO per gettare le basi per la comprensione di una vita che nella sua inevitabile differenza, scorre esattamente come le altre.

E sembra quasi stupido dirlo, inutile sottolinearlo che la vita di Tizio sia diversa da quella di Caio, e quella di quest’ultimo, a sua volta, diversa da quella di Sempronio. Eppure nel 2016, siamo costretti non solo a doverlo spiegare a terze persone a cui non dovrebbe interessare una sfera intima e privata, ma a doverlo fare per vedere riconosciuti dei diritti che ogni uomo dovrebbe avere in quanto essere vivente.

Per questo motivo è stata istituita, il 31 Marzo, la Giornata Internazionale della Visibilità Transgender.

E’ un giorno in cui si manifesta, in chiave positiva, l’orgoglio delle persone trans in tutto il mondo e la loro visibilità nella società.

TDoV è anche il giorno in cui tutti possono esprimere il proprio sostegno alla comunità trans.

A differenza del Transgender Day of Remembrance (TDoR, che si celebra il 24 novembre) questo non è un giorno per ricordare i lutti e le violenze che ancora oggi colpiscono la comunità Transgender.

«Sono una persona transgender e rivendico la mia visibilità» – Laverne Cox, attrice transgender americana.

Associazione Casertana LGBT Rain

Oggi – e sempre dovrebbe essere – non si parla della mia vita, della sua o di chicchessia. Niente problemi o violenze, amori ed odi. Oggi – e sempre dovrebbe essere – io, tu e quel chicchessia siamo qui per il solo fatto di esserci, perché la nostra presenza di per sé sola vale a comunicare l’esistenza: battiti, respiri, gambe ed occhi. E mille vite che – viva il mondo – sono miliardi e diverse a condividere lo stesso cielo.

Roberta Magliocca

Oggi, festeggiamo e non compatiamo was last modified: marzo 31st, 2016 by Roberta Magliocca
31 marzo 2016 0 commenti
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Farmacia degli Incurabili
CulturaIn primo piano

Farmacia degli incurabili: arte e scienza

scritto da L'Interessante

Farmacia degli Incurabili

Se l’arte non è una scienza esatta, la medicina può assumere una connotazione di straordinaria eleganza: si tratta di una verità di difficile trasposizione oggettiva, se ragioniamo secondo i canoni standard di bellezza e valore artistico. La farmacia degli incurabili, una delle gemme cardini del patrimonio culturale napoletano, potrebbe essere un inizio di buona abitudine per cambiare idea.

Il monumentale ospedale fu fondato tra il 1520 e il 1522 per volontà della nobildonna Maria Lorenza Longo, il cui desiderio affiorò in seguito ad una grave malattia, che la obbligò ad una paralisi totale ed irreversibile.

È all’interno del nosocomio che venne edificata la prima icona concreta della farmacia, successivamente ampliata e decorata, al fine di giungere all’immagine compiuta del museo attuale. Un capolavoro di epoca barocca che si presenta, al tempo stesso, come un efficiente laboratorio del farmaco ed interessante luogo di rappresentanza per l’aristocrazia scientifica dell’Illuminismo napoletano.

Si tratta di un sito unico nel suo genere, senza degne imitazioni in tutto il panorama europeo: è un sintetizzatore di opere d’arte, concentrate lungo l’enorme perimetro, adornato da strumentazioni mediche dell’epoca, medicinali e ampolle contenenti rimedi  palliativi e le farmacie portatili – invenzione Rinascimentale che sorse dalla necessità del medico di avere con sé almeno il minimo indispensabile per un soccorso d’urgenza. Erano solitamente costituite da una cassetta in legno suddivisa in vari scomparti nei quali venivano inseriti pochi strumenti chirurgici e l’occorrente per una terapia farmacologica-.

 Visitando il luogo, anch’esso aperto al pubblico in occasione dell’iniziativa monumenti aperti, sarà possibile visionare stampe anatomiche e volumi dal valore inestimabile che testimoniano la storia della scuola medica napoletana del 1600, nata nell’alto medioevo, si racconta –secondo leggenda- che un pellegrino greco di nome Pontus giunto nella città di Salerno , trovò rifugio sotto gli archi dell’antico acquedotto dell’Arce.  In seguito all’improvviso scoppio di un temporale, altri tre viandanti si diressero verso lo stesso luogo.

Poco dopo, scoprirono che tutti e quattro si occupavano di medicina. Decisero allora di creare un sodalizio e di dare vita a una scuola dove le loro conoscenze potessero essere raccolte e divulgate.

 Di questa realtà, strutturata successivamente, fece parte anche Giuseppe Moscati ( medico nato in provincia di Avellino, dedicò la sua attività all’assistenza gratuita di degenti che versavano in condizioni precarie, sia da un punto di vista sociale che da quello economico.)

La struttura della Farmacia

Le due principali sale che costituiscono la Farmacia, chiuse per oltre trent’anni, sono state riaperte al pubblico nel 2011, mostrando al mondo intero un lussuoso ambiente settecentesco: un maestoso doppio scalone in piperno, la roccia lavica tipica a Napoli, conduce nella prima sala, adornata dal pavimento maiolicato, frutto dell’opera del prestigioso “atelier” dei fratelli Massa (che avevano già dato prova delle proprie abilità nelle maioliche del Chiostro di Santa Chiara). La funzione della seconda sala è invece di rappresentanza, come testimoniano gli arredi e le decorazioni interne: rivestimenti parietali, arredi in radica di noce, armadietti ornati da capitelli intarsiati, tutte opere dell’ebanista Agostino Fucito. Sul soffitto una grande tela illustra l’eroe della mitologia greca, Achille. La visita guidata partirà dalla Farmacia per proseguire con l’annessa Quadreria dell’ospedale, da poco rinnovata, e l’interessante Museo delle Arti Sanitarie. Il percorso si concluderà con l’Orto Medico “Giardino dei Semplici”, situato nel chiostro più grande del complesso, in cui sono state ripiantate da poco tempo oltre cento specie di erbe medicinali.

Michela Salzillo

 

Farmacia degli incurabili: arte e scienza was last modified: marzo 31st, 2016 by L'Interessante
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