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Categoria

Teatro

do not disturb
CulturaIn primo pianoTeatro

Do not disturb: il teatro in albergo

scritto da L'Interessante

Do not disturb

TEATRO CIVICO 14 EVENTO SPECIALE DI FINE STAGIONE presso l’Hotel Royal Caserta!

Sabato 28 e Domenica 29 maggio 2016 Teatro Civico 14 e Nts’ Nuovo Teatro Sanità presentano:

DO NOT DISTURB

il teatro in albergo
un format ideato da Mario Gelardi e Claudio Finelli

Con Ilaria Delli Paoli, Roberto Solofria, Antimo Navarra, Carlo Caracciolo, Riccardo Ciccarelli, Irene Grasso, Carlo Geltrude, Gennaro Maresca, Simone Fiorillo. Regia Mario Gelardi e Roberto Solofria

Biglietto Unico: € 15,00
SOLO SU PRENOTAZIONE (OBBLIGATORIA!!!)

::: repliche ore 18:00 e ore 20:00 :::

Dopo essere stato ospite in numerosi festival e dopo il successo dell’edizione settembrina, torna al Royal Hotel di Caserta “Do not disturb” con tre nuove storie. Una coppia che deve rivitalizzare una relazione ormai assopita, un giovane politico e la sua storia clandestina e un uomo che finalmente vuole liberarsi della sua più grande ossessione. Le storie avvengono in tempo reale, creando un vero e proprio gioco vuaglieristico. Gli attori e gli spettatori devono reggere il limite tra realtà oggettiva e finzione, reso ormai impercettibile, devono essere disposti a lasciarsi attraversare dal vibrare sottile di questa difficile demarcazione. Il format è creato da Mario Gelardi, scritto con Claudio Finelli.

Per saperne di più: http://www.teatrocivico14.org/wp/event/do-not-disturb/

per prenotazioni:
TEATRO CIVICO 14
t. 0823441399
info@teatrocivico14.it
m. 3391873346 (anche whatsapp)

A spettacolo inziato non è ammesso l’ingresso in camera.

Do not disturb: il teatro in albergo was last modified: maggio 27th, 2016 by L'Interessante
27 maggio 2016 0 commenti
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Campania
CulturaIn primo pianoTeatro

CAMPANIA ACTOR STUDIO: ECCO I 29 PRESCELTI

scritto da L'Interessante

Campania Actor Studio

Al casting organizzato dal Centro Commerciale Campania di Marcianise lo scorso 17 aprile hanno risposto centinaia di aspiranti attori del territorio, sono 29 i selezionati entrati nel gruppo del progetto ‘Campania Actor Studio’

Un progetto nuovo, prodotto dal Campania. Il Campania Actor Studio è un percorso di formazione, composto da vari step, che porterà alla creazione di una web serie, realizzata interamente all’interno del Centro Commerciale e pubblicata dal mese di settembre sul sito www.campania.com, e la messinscena di una pièce teatrale che avrà luogo sempre negli spazi del Centro Campania di Marcianise nel mese di novembre.

Ad emettere il verdetto sugli aspiranti attori, tre artisti di profilo nazionale, Massimiliano Gallo, Francesco Paolantoni e Lucio Caizzi, il tutto sotto la direzione artistica di Michele Caputo.

Nei giorni scorsi è cominciato, all’interno del Centro, il laboratorio formativo “Comedian on stage” curato da Michele Caputo. Il percorso è finalizzato alla produzione e la realizzazione di una serie web di 10 puntate. In questo percorso i giudici Caizzi, Gallo e Paolantoni hanno tenuto degli stage durante i quali hanno fornito al gruppo gli strumenti necessari per intraprendere la carriera di attore, in particolar modo per la costruzione di un personaggio comico.

Sono intervenuti, infatti, su temi quali i tempi della comicità, il finale di un pezzo, l’impostazione della voce e gli spazi del palcoscenico da occupare interamente con il corpo. Non sono mancati, accanto a questi elementi pratici e tecnici, i consigli dati in base alla loro esperienza lavorativa. Ecco, allora, che si è parlato del rispetto del teatro e la sua storia, l’amore per un lavoro che è sì mestiere, ma anche e soprattutto anima che esula dagli orari e dai giorni lavorativi e si cala nella vita non riuscendo quasi più a distinguere la vita privata da quella sul palcoscenico.

Nel mese di settembre, contestualmente alla pubblicazione delle puntate della web serie sui canali social del Centro, partirà il percorso formativo “Interazioni” curato da Officina Teatro, consolidata realtà della provincia di Caserta, che porterà i selezionati sul palco che verrà allestito per ospitare la versione teatrale.

I 29 selezionati che stanno frequentando il percorso formativo di recitazione provengono dalle province di Napoli e Caserta, qui di seguito i loro nomi.

Vito Amato, Roberta Amoroso, Valeria Angione, Vera Astuni, Vanda Bucci, Valeria De Biasio, Simona di Sarno, Maria Esposito, Andrea Facciuti, Ciro Ferrantino, Marina Galdi, Erika Gallo, Ivan Improta, Aurora Leone, Carlo Liccardo, Agnese Licenziati, Carmen Loffredo, Lorenzo Maisto, Emma Mazzola, Federica Mirto, Giuseppe Mugnano, Laura Orabona, Dario Pezzella, Maria Lucia Pollio, Siria Schisano, Federico Siano, Vincenzo Sorice, Pasquale Trombetta, Sara Zizzania.

Molti hanno già calcato, se pure in maniera amatoriale, i palchi dei teatri della regione, altri sono alla primissima esperienza con un pubblico.

Per conoscere le loro storie ed essere aggiornato su tutte le fasi del progetto Campania Actor Studio è possibile seguirne il blog al link: www.campania.com/campaniaactorstudio

CAMPANIA ACTOR STUDIO: ECCO I 29 PRESCELTI was last modified: maggio 27th, 2016 by L'Interessante
27 maggio 2016 0 commenti
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stai
CulturaIn primo pianoTeatro

Stai a Officina Teatro: debutta OfficinaLab

scritto da L'Interessante

Stai a OfficinaTeatro

Stai a OfficinaTeatro

Sul palco due attori, giovani, bravi.
Debutta con loro la produzione OfficinaLab. Gerardo Benedetti e Stefania Remino mostrano al pubblico in sala tutti i problemi della relazione di coppia passando dal comico al drammatico con una facilità disarmante. La regia di Michele Pagano, gentile ed elegante nel far rivivere la storia dei due personaggi. La drammaturgia fresca e coinvolgente riempie gli spettatori con mille emozioni contrastanti. Una pièce piena di colori e sfumature.Gerardo Benedetti (Stu) elegante sulla scena e magistrale nell’interpretazione. Stefania Remino (Abby) interpreta con memorabile semplicità ed estrema poesia il suo personaggio mostrando grandi doti tecniche. I due insieme mettono in luce una  sinergia enorme e una complicità ottima. Lo spettacolo vince e convince.
Vivete di teatro e fatevi vivere da esso.
Michele Brasilio

Stai a Officina Teatro: debutta OfficinaLab was last modified: maggio 24th, 2016 by L'Interessante
24 maggio 2016 0 commenti
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CulturaIn primo pianoTeatro

STAI una produzione OfficinaLAB

scritto da L'Interessante

stai

Sabato 21 Maggio ore 21:00
Domenica 22 Maggio ore 19:00

STAI
OFFICINALAB 2016
con Gerardo Benedetti e Stefania Remino
Regia Michele Pagano

“Più dolce sarebbe la morte se il mio sguardo avesse come ultimo orizzonte il tuo volto, e se così fosse… mille volte vorrei nascere per mille volte ancora morire”. Shakespeare nel lontano cinquecento parlava così di amore. Prima di lui e dopo di lui, una miriade di autori si sono avvicendati nel trattare il più antico e il più sentito rapporto della vita. Amore non corrisposto; amore travagliato o semplicemente amore. E come ogni buon Romeo e Giulietta che si rispetti, anche Stu e Abby si trovano coinvolti e travolti, improvvisamente, senza capire come e perché, in una storia. Nella loro storia. Un percorso tragicomico a tratti, che sviscera esattamente le fasi del rapporto di coppia. “Perché si litiga?”, si domandano. Risposte non facili da trovare da soli e allora meglio rivolgersi ai più acuti quiz di giornaletti trovati in giro nei supermercati. “Cosa vuoi?”, si chiedono. E allora meglio salvarsi in calcio d’angolo con un “quello che voglio io è quello che vuoi tu”. Pseudo-cervellotici ragionamenti sul capire il perché delle crisi di coppia. E ancora, frasi nascoste nei propri pensieri per mostrare sempre il muso duro all’avversario. Confusioni e litigi. Risate e lotte. Una storia piena che non può essere come le altre perché è la loro storia.


Per info e prenotazioni
Officinateatro
Viale degli Antichi Platani 10
81100 – San Leucio (CE)
0823363066 – 3491014251
info@officinateatro.com
www.officinateatro.com

STAI una produzione OfficinaLAB was last modified: maggio 20th, 2016 by L'Interessante
20 maggio 2016 0 commenti
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Gerardo Amarante
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTeatro

Gerardo Amarante in Dint’ e fore ‘o vascio

scritto da Roberta Magliocca

Gerardo Amarante

Chi ride porta gioia ed armonia degli elementi. Ma chi riesce a farti ridere, chi ha l’immenso potere di strapparti non un sorriso disarmante, ma una catena fatta di scroscianti risate ti sta regalando il mondo e non lo sa, hai il mondo nelle mani e non lo sai. Queste sono le persone rare, ne trovi una che vale per cento.

Gerardo Amarante, anima e cuore de Gli Spaccapaese – gruppo di musica popolare del Sud Italia – è questo che fa

Bastano dieci minuti passati in sua compagnia per toglierti di dosso dieci chili di malumore, mille giornate storte.

L’indiscussa bravura sul palcoscenico, quella musica che più che sette note sul pentagramma è uno stile di vita, una filosofia etica e morale da rispettare con gioia ed entusiasmo, sono marchi di garanzia per chi ama la musica popolare, i suoni e le radici della propria storia, del proprio territorio.

Ma Gerardo è molto altro ancora. Chi ha l’onore di essere tra le sue conoscenze, di aver scambiato con lui qualche parola, di essere in una delle sue foto, lo sa, conosce il suo modo di raccontare le barzellette, quelle un po’ spinte che in bocca a chi non ne conosce l’arte diventerebbero volgari e scontate, e che invece raccontate da lui diventano teatro di strada, teatro di popolo.

Ed è in teatro che – Domenica 29 Maggio alle ore 21.00, presso il cinema teatro Italia di San giuseppe Vesuviano – Gerardo porterà il suo nuovo spettacolo, dal titolo “Dint’ e fore ‘o vascio”.

‘O Vascio – il basso – è un tratto identificativo della storia di Napoli. Quanta vita che passa dai bassi di Napoli, puoi vederne la quotidianità, un destino che intreccia superstizione e rassegnazione, gioia e disperazione, il poco che basta e il tanto che manca, la fede come compagnia per la solitudine da maledire e venerare all’occorrenza. La Napoli raccontata attraverso la musica degli Spaccapaese, quella che fu e quella che è, quella da ballare, quella da ascoltare con nostalgica commozione. Ma è anche uno spettacolo dal viaggio facile, partendo dai bassi partenopei fino ad arrivare a Buckingham Palace,  in quel di Londra. Gerardo ha trovato giusto rendere omaggio ai novant’anni della Regina Elisabetta con il suo personaggio, Betty. Una regina irriverente e casareccia, svestita dell’aulico mistero e seduta alle nostre tavole come la più inciucessa delle vicine di casa.

Teatro, musica, risate. Il miglior modo per prendere una giornata, e renderla migliore.

Roberta Magliocca

 

 

Gerardo Amarante in Dint’ e fore ‘o vascio was last modified: maggio 12th, 2016 by Roberta Magliocca
12 maggio 2016 0 commenti
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luoghi
CulturaTeatro

Teatro Elicantropo: amore e dei segreti

scritto da L'Interessante

Teatro Elicantropo

Il Teatro Elicantropo di Napoli per “Dell’amore e dei segreti” di Antonio Iavazzo veste la Prima Nazionale.

  Lo spettacolo sin dai primi momenti si preannuncia una satira al buoncostume, al teatro stesso, a quello fatto in maniera sommaria, attraverso gli attori che si avvicendano. Ci giullari , un capocomico e un mecenate, il ché potrebbe far presagire un testo stantio e tradizionale, Antonio Iavazzo ridistribuisce la tradizione. È come se di un orologio esploso potessimo, grazie al rallentatore, scorgere tutti i meccanismi, ogni singola rotella e vite, cosi il regista mostra la modernità, frammentando la tradizione.
Il testo è liberamente ispirato a Michel De Ghelderode. La pièce dura più di un’ora ma l’attenzione è ferma, tutti cercano di comprendere e alla fine capiscono che l’amore è l’unico modo, l’unico mezzo.  Il ritmo varia, mantiene un certo rigore iniziale e poi si trascina dettato dal protagonista. A tratti commovente, lo spettatore annuisce e spesso sorride. Iavazzo ha riempito l’Elicantropo disegnando la scena, secellandola, pur non scalfendone il lato grottesco. “Dell’amore e dei segreti” è uno spettacolo che lascia il pubblico nella confusione della maestosità.
Vivete di teatro e fatevi vivere da esso.
Michele Brasilio

Teatro Elicantropo: amore e dei segreti was last modified: maggio 11th, 2016 by L'Interessante
11 maggio 2016 0 commenti
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Maurizio Casagrande
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTeatro

Maurizio Casagrande incanta il Duel: e la musica mi gira intorno

scritto da Roberta Magliocca

Maurizio Casagrande

Grande successo per “…E la musica mi gira intorno” di Maurizio Casagrande, andato in scena Venerdì 6 Maggio 2016 al Duel Village di Caserta

Maurizio Casagrande

Pensiamo alla nostra vita. Si, a tutto il percorso. Da quando siamo nati fino al momento che stiamo vivendo, il presente. Sarà sorprendente scoprire come non ci sia un ricordo, un momento, un’emozione che non sia legata ad una colonna sonora. 

Il primo bacio dato alla festa di compleanno del tuo compagno di banco, la radio a cassette passava quel pezzo che ti piace tanto. Il filmino del matrimonio dei tuoi genitori, la marcia nuziale in sottofondo. Appena patentato, non importa quale macchina guiderai, andrai a vedere se c’è l’autoradio. La prima delusione d’amore, la musica come compagna di solitudine.

Questo è quello che ha fatto Maurizio Casagrande, ha portato sul palcoscenico la sua vita…IN MUSICA! Ha raccontato il suo percorso, dagli anni 50 ad oggi, tracciando un filo rosso musicale che collegasse episodi e sensazioni, emozioni e aneddoti, riscrivendo la sua storia con sette note, facendo della sua strada un lunghissimo pentagramma.

Inutile parlarvi delle risate a crepapelle, la gioia e la serenità. Alla comicità intelligente, mai volgare nè banale, di Maurizio Casagrande siamo felicemente abituati. Ma ciò che molti non sanno è che, prima di regalarsi al teatro e alla carriera di attore, Maurizio è stato un musicista, un batterista per essere precisi.

Infatti, in questo suo spettacolo – “…e la musica mi gira intorno!”di Maurizio Casagrande e Francesco Velonà, con Peppe Fiore, Mariateresa Amato, Roberta Andreozzi, musiche a cura di Lorenzo Maffia–  Maurizio lascia al pubblico un assaggio della sua vita da batterista, sorprendendo chi non conosceva la sua parte musicale. 

Non unico protagonista dello spettacolo, Maurizio Casagrande si circonda di musicisti, coriste, ed un attore che lo aiutano a metter su una scena dove recitazione, musica e accenni di danza, si intrecciano per diventare un’unica arte.

A luci spente, raggiungo Maurizio nel suo camerino per togliermi qualche curiosità sullo spettacolo.

Hai mai rimpianto il tuo passato da musicista? Hai mai pensato che potevi provarci di più, insistere ancora un po’?

A dir la verità no. Ho lavorato dieci anni come musicista, ho studiato tanto e non ho mai smesso di essere un batterista. Con il tempo cambiano le motivazioni e gli scopi. Ho montato nuovamente la batteria in casa mia, quando è stato ideato questo spettacolo. Ecco, lo spettacolo è stata la motivazione per riprendere a suonare. E a questo punto non so se ho ricominciato a suonare perchè lo spettacolo lo richiedeva, o se è stato proprio lo spettacolo a nascere dall’esigenza di un ritorno alla batteria. Forse quest’ultima.

Se dovessi scegliere una colonna sonora per raccontare la tua vita, quale sceglieresti?

Sicuramente la musica rock degli anni 70. Secondo me, lì è stato scritto tutto. Dai Led Zeppelin ai Pink Floyd. Mondi musicali tanto diversi da loro, che pure condividevano uno stesso pubblico. Forse in quegli anni, musicalmente, eravamo più aperti, ascoltavamo di più.

Ringraziando Maurizio per il tempo a noi dedicato, mi dirigo giù, in un locale dove – in occasione della chiusura della stagione teatrale – il Duel ha organizzato una grande festa. A cucinare per l’occasione, Ciro Salatiello – chef della squadra di calcio del Napoli – che ha portato in tavola il KePurp, la variante napoletana del kebab: il polipo che diventa street food.

Una serata divertente ed interessante, dunque, con l’arte che si è espressa a 360°: dalla musica alla cucina. Ed una volta tornati a casa, abbiamo realmente seguito il consiglio che Maurizio Casagrande ci ha dato poco prima di concludere lo spettacolo. Quel bicchiere lì, quel bicchiere che ognuno di noi ha in casa, lo abbiamo davvero visto mezzo pieno.

Pezzo e Foto di Roberta Magliocca

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Maurizio Casagrande

Maurizio Casagrande

Maurizio Casagrande incanta il Duel: e la musica mi gira intorno was last modified: maggio 8th, 2016 by Roberta Magliocca
8 maggio 2016 0 commenti
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Maurizio Casagrande
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTeatro

Maurizio Casagrande al Duel di Caserta

scritto da L'Interessante

Maurizio Casagrande

Maurizio Casagrande al Duel Village. Recita, canta e suona in ‘E la musica mi gira intorno’ Venerdì 6 maggio alle ore 20.45  in via Borsellino a Caserta

Rassegna teatrale, gran finale al Duel Village di Caserta con Maurizio Casagrande e il suo ‘E la musica mi gira intorno’. Uno spettacolo poliedrico, affascinante e ricco di sorprese in cui l’attore e regista napoletano recita, canta e suona la batteria. L’artista parte dal presupposto che ‘un uomo senza passato, è un uomo senza futuro’ e ripercorre, in maniera spensierata e divertente, le fasi salienti della sua vita attraverso canzoni famose. Da Rita Pavone a Tullio De Piscopo, passando per i Led Zeppelin e Massimo Ranieri. Dopo gli innumerevoli successi al cinema e in tv , Casagrande torna così ai suoi primi amori – il
teatro e la musica – con l’intento di divertire gli spettatori e al contempo condividere con loro le emozioni di una vita. La serata si concluderà con un party esclusivo che avrà per protagonista lo chef ufficiale del Napoli Calcio, *Ciro Salatiello*, che per l’occasione presenterà la sua nuova ricetta, il Kepurp, la risposta italiana al kebab a base di polpo. La degustazione del Kepurp sarà accompagnata da salsa di ceci e tahina, maionese di patate, olio e limone. La cena buffet sarà offerta dagli sponsor Salatiello e Feudi San Gregorio.
Biglietti ancora disponibili al botteghino del Duel Village.

Maurizio Casagrande al Duel di Caserta was last modified: maggio 5th, 2016 by L'Interessante
5 maggio 2016 0 commenti
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IL MIRACOLO
CulturaIn primo pianoTeatro

Il Miracolo torna ad Officina Teatro

scritto da L'Interessante

IL MIRACOLO

IL MIRACOLO – REPLICHE STRAORDINARIE
Sabato 7 Maggio ore 21:00
Domenica 8 Maggio ore 19:00

Laboratorio Permanente Ipotesi Espressive presenta
“IL MIRACOLO”

Da un percorso di scrittura scenica collettiva

Con Antonia Alberico, Marica Palmiero, Enrico D’Addio, Francesco Ruggiero, Gianluigi Mastrominico, Pierpaolo Ragozini, Concetta Del Vecchio, Martina Cariello, Cristina Alcorano, Eugenio Sorgente, Martina Esposito, Maria Macri, Andrea Di Miele

Assistente alla regia: Federica Pezzullo
Costumi: Pina Raucci
Regia: Michele Pagano

SINOSSI
Tredici sono gli abitanti di quel derelitto palazzo. Sarebbero gli unici se non fosse ancora viva la Signora Fiorenza. Una lotta interna per decretare un unico vincitore. Un unico prescelto. Ramazze come armi, sedie volanti e sgambetti a farne da padrona. C’è chi la butta sulla simpatia e chi sulla scelta dello smalto; chi prova a lucidare la casa e chi la distrugge; chi si nasconde e chi viene trovato. Una sola cosa è certa, ora che il Napoli lotta per lo scudetto, “la squadra dei Rivetti andrà a sinistra e quella dei Crispino a destra”, si scorciano le maniche pronti per il loro derby.

NOTE DI REGIA
Nel Sud Italia, di convenzione, è radicato l’affidamento alle sacre icone bibliche. Una tradizione che parte da un passato storico, laddove l’affidarsi ai più comuni “San Gennaro” diventa parte integrante di una società che vive spesso di stenti e spera avvenga un cambiamento, necessario per migliorare il proprio stile di vita. Paradossalmente spesso tale affidamento viene utilizzato anche nel gergo comune, scaramanticamente o come frase fatta. “Ci vorrebbe un miracolo” può rappresentare una delle più quotidiane esclamazioni che si possono sentire. Tale spunto, ci porta ad affrontare una tematica più ampia, laddove notiamo che l’affidamento “all’icona”, spesso, viene vissuto in pari passo rispetto alla totale cecità umana. Il miracolo viene scongiurato per vincere un montepremi e poter acquistare finalmente l’oggetto dei desideri; per riuscire finalmente a trovarsi collocati dall’altro capo del televisore disposto in salotto; per partire ed abbandonare tutto. La lotta è portata avanti al suon della cabala o di ricostruzioni di sogni passati; si tenta la fortuna o perché no, si spera di ricevere la lettera di qualche remoto e ignoto parente che lo dichiari erede di una qualche fortuna. “L’essenziale è invisibile agli occhi”, una frase di Antoine de Saint-Exupéry forse abusata e ascoltata sin dall’infanzia ma indispensabile per noi per la chiave di lettura dello spettacolo. Difatti, ci siamo chiesti se, al raggiungimento di quell’inaspettato miracolo, tale cecità riuscisse a svanire davanti agli occhi o se il buio risulti talmente profondo da non riuscire neanche a capire quello che si ha dinanzi. La nostra risposta si concretizza nel climax dello spettacolo, laddove tanto fermento, tanto ardore, tanto attesa, si mostrano inutili e inefficienti nel momento in cui il miracolo potrebbe avvenire.

Per info e prenotazioni
0823363066 – 3491014251
info@officinateatro.com
www.officinateatro.com

Il Miracolo torna ad Officina Teatro was last modified: aprile 30th, 2016 by L'Interessante
30 aprile 2016 0 commenti
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grande madre
CulturaEventiIn primo pianoMusicaTeatro

Grande Madre – Laboratorio danze popolari

scritto da L'Interessante

Grande madre

Laboratorio Stabile Danze del Sud Italia
diretto da Angela Esposito

presenta

GRANDE MADRE
LABORATORIO SULLA VISIONE CONTEMPORANEA DELLA DANZA POPOLARE

a cura di:

Angela Esposito
Alessia Tudda

IV° ed ULTIMO INCONTRO
Sabato 7 Maggio
Dalle ore 16 alle ore 19

>>Ritorno alla Madre<<

Testi di riferimento:
“Canti a “ffigliuola e Tammurriata per Materdomini”
(Esecutori: Antonio De Luca, Gennaro Albano, Luigi Auricchio, Domenico Catapano, Pasquale Boccia)
Zona: Somma Vesuviana, Terzigno

Presso il
Led Spazio Danza
Via Francesco del Giudice n.9
(Nei pressi della chiesa Pietrasanta, su via tribunali)
Napoli

Info e prenotazione:
Cell: 3497428098 | 3285428140
Email: angie.esposito86@gmail.com

Il vero canto popolare è innanzitutto la rappresentazione di un mondo interiore. Si basa su un’articolazione di “Segni”, leggibili in una visione rituale e magico-religiosa dei canti stessi. Questi infatti sono comprensibili nella loro molteplice verità secondo un codice culturale che rapporta i “segni” ad angosce collettive da esorcizzare proprio mediante la loro stessa espressione.
Le principali tematiche di tali “Segni” sono: la donna o la madre, il sesso e la morte.
Tutto è rivolto alla “figliola” come vergine, madre, sorella, sposa, come terra, albero, orto, giardino, rosa, fontana, pozzo, come montagna, castello, palazzo, casa, chiesa, e come sole e luna, come barca, fiume, mare in cui perdersi, annegare, ma anche viaggiare e poi tornare, come grotta, caverna dalla quale si è nati ed alla quale si vorrebbe sempre ritornare.
La figliola prima dolce come mela o albicocca, ora aspra come limone o foglia di limone, ha la stessa faccia della morte: come morte è la vergine sposa che accoglie il seme e ripartorisce la primavera.
Nella antropologia e psicologia Junghiana e di Neumann, la Grande Madre rappresenta una forza numinosa come archetipo di potenza ambivalente, che può nutrire ma anche divorare, salvare ma anche distruggere. È il luogo della magica trasformazione, della rinascita, dell’occulto e tenebroso, ciò che divora e seduce.
Essa è datrice non solo della vita ma anche della morte. Il grembo della terra si trasforma nelle fauci divoranti e mortali del mondo sotterraneo seminando distruzione e pericolo; l’utero da fecondare e la cavità protettiva della terra e della montagna si trasformano nell’abisso, nella caverna, nell’oscura cavità profonda dell’utero divorante della tomba e della morte, nell’oscurità priva di luce e nel nulla proprio della Madre oscura.
Ed è sempre a lei che si tende, lei che sta in alto su una montagna o giù in una valle, o nel mare, o sotto terra, comunque sempre al di là di chi vorrebbe raggiungerla pur avendo paura di raggiungerla. E per raggiungerla al di là si passano i ponti, si traversano i fiumi, si varca il mare in un eterno viaggio di andata e ritorno, come il moto dell’onda sulla spiaggia, come il coito di un universo di angoscia e di amore.
Tutto ciò perché in fondo le cose sono tre: la madre il sesso e la morte ed entrano una nell’altra e si scambiano e sono la stessa cosa in un modo o in un altro.
E se il sesso è la stessa morte, esso diventa arma, coltello, spada, pistola, fuoco e combattimento. E se la madre è il sesso è anche la nascita o una nuova nascita dopo la morte perché è il sesso che genera nuovamente.
Ed anche il “Grande Cerchio” rappresenta una dimensione del femminile. Quell’aspetto che tende a mantenere fermo ciò che da esso sorge e a circondarlo come sostanza eterna. Tutto quello che nasce dal femminile appartiene ad esso, anche quando l’individuo diviene autonomo, l’archetipo del femminile relativizza tale autonomia, rendendola una variante secondaria della sua essenza eterna.

Il laboratorio è aperto a tutti coloro che, pur non avendo precedenti studi di danza, intendendo compiere una ricerca sul corpo attraverso alcuni principi base della danza contemporanea e attraverso i movimenti, l’analisi dei testi e l’ascolto di alcune sonorità tipiche della tradizione popolare campana, in particolar modo LA TAMMURRIATA.
Il laboratorio è aperto a uomini e donne di qualsiasi età, che abbiano voglia di scoprirsi, di ricercare e scoprire una propria visione della danza popolare, in una ottica nuova, e quindi, contemporanea.
A tutti quelli che intendono compiere questo viaggio nel femminile, in queste dimensioni:

MADRE = MORTE = SESSO = MADRE

Programma dettagliato:

– Riscaldamento del corpo sulla base della tecnica contemporanea
– Postura e Accentramento
– Scomposizione e dissociazione corporea
– Lavoro sulle articolazioni
– Esercizi di stile tipici della danza contemporanea
– Gestualità e mimica tipici della danza popolare
– Camminate e passi danzati tratti dall’espressione coreutica popolare e della danza contemporanea
– Danza nel “Grande Cerchio” in una visione contemporanea della danza popolare

Bibliografia
Jung C.G., Opere 9, tomo 1, Bollati Boringhieri, Torino, 1980
Neumann E., La grande madre, astrolabio, Roma, 1981
De Simone R., Canti e tradizioni popolari in Campania, ed. Lato side, 1979

Angela Esposito
Danzatrice, Performer, Coreografa
Direttrice del Laboratorio Stabile Danze del Sud Italia
Napoli | Portici | Pomigliano D’arco | Cercola

Nata e cresciuta nella zona vesuviana, fin da bambina, osserva e partecipa ai rituali annuali contadini della zona agro-sommese. Crescendo si appassiona ad altri stili di danze tradizionali campane, osservando e assimilando la coreutica delle Tammurriate dei Monti Lattari e dell’area Domiziana.
Nel 2008 studia e ricerca l’atto performatico attraverso il corso di danze rituali della Puglia condotto da Mattia Doto, presso l’associazione culturale TARANTA POWER, diretta da Eugenio Bennato. Percorso in cui matura un profondo lavoro sul corpo e sulla presenza scenica, attraverso alcuni principi di lavoro e di training tipici del teatro-danza contemporaneo.
Nello stesso tempo prosegue i suoi studi sulle altre danze del sud Italia, osservando sul campo, nei luoghi e nei contesti in cui si svolge la danza, dalla Pizzica Pizzica del Alto Salento, allo stile ostunese della Bassa Murgia, dalla Tarantella Cilentana al Sonu a Ballu Riggitano.
Dal 2011 insegna presso numerose strutture del territorio campano (Napoli, Pomigliano d’Arco, Scisciano, Somma Vesuviana, Cercola, Torre del Greco, Portici).
Nel 2014 collabora con l’antropologo dott. Fabio Birotti nei Progetti PON rivolti alle Scuole.
Dal 2012 al 2015 ha collaborato con l’Associazione SuDanzare, con sede a Parigi, in qualità di insegnante, danzatrice e responsabile per la regione Campania.
Nel 2014 partecipa, come componente della compagnia omonima di teatro danza, allo spettacolo “sanTarantella”, la cui prima nazionale è andata in scena al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e successivamente al Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo.
Nel 2015 inizia un percorso di ricerca sulla visione contemporanea della danza popolare. Ricerca da cui nascono laboratori e coreografie, lavori presentati in seguito durante gli spettacoli di fine anno dell’Accademia Iris di Portici, diretta da Valeria Schiano, e del centro studi Arteballetto di Pomigliano D’arco, diretto da Daniela Sorrenti.
Collabora con vari artisti della scena musicale campana e non, come: i Rareca Antica, A paranza r’o Lione, Paranza dell’Agro, Pino Jove, Luna Calante, Progetto Sanacore, Marilù & i Contrabballo, Rione Junno, e con la danzatrice/performer Ashai Arop Lombardo (nel Workshop Tammurriata Nera).
Dal 2015 dirige il Laboratorio Stabile di danze del Sud Italia, con sede principale a Napoli presso il Led Spazio Danza, e presso altre strutture (Accademia Iris di Portici, Centro Studi Arteballetto di Pomigliano D’arco, Arte in movimento di Cercola), dove svolge incontri di danze tradizionali e sulla visione contemporanea delle danze popolari.

Alessia Tudda
Danzatrice, performer, coreografa

Nata nella zona vesuviana, frequenta fin da bambina, a soli sei anni, i corsi di danza classica e contemporanea presso l’‘Accademia dello Spettacolo’ di Portici (Napoli), diretta da Irma Cardano e Virginia Vincenti, tramite le quali avrà la possibilità di studiare, nel corso dei dodici anni di frequenza accademica, con Maestri del calibro di Lia Calizza, Pedro de La Cruz, Renato Greco, Bill Hasting, Chet Walker, Agostino D’Aloia e numerosi altri nomi di fama internazionale.
Impegno e dedizione alla disciplina, e corsi di studio avanzato presso centri di danza di spicco come quello di Rossella Hightower di Cannes nel 2002, le permettono di conseguire, a partire dall’età di 11 anni, ‘primi premi’ e riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali nell’ambito della danza contemporanea e di vincere borse studio come quella all’ ‘International Dance Theatre e Musical Festival’ (Trento) nel 2009.
Il perfezionamento presso altre scuole napoletane come la scuola ‘Romeo e Giulietta’ di Floriana Troise e Claudia Perez, lo stage di danza “modern/jazz” presso l’evento “Sebs” (Napoli) che la vede vincitrice della borsa di studio per la compagnia del Maestro Luigi Grasso nel 2010 e la continua attività didattica rivolta a classi di danza classica e contemporanea, inferiori e superiori, a partire dall’anno 2009, mantengono viva la sua attività di danza ormai ventennale e rappresentano fonte di continuo arricchimento.
Il senso forte d’appartenenza alla sua terra ed il forte legame con le sue radici, per metà vesuviane e per metà “arbereshe”, la spingono ad approfondire la conoscenza della tradizione coreutica della sua terra. L’incontro con Angela Esposito, nel 2012, l’avvicina istintivamente allo studio delle danze popolari del Sud Italia, partecipando attivamente ai corsi, prima come allieva, poi come assistente.
Opera in seguito in spettacoli di teatro – danza: nel 2014 con la compagnia Sudanzare nello spettacolo “SanTarantella” la cui prima Nazionale si è svolta Napoli, presso il Museo Archeologico e successivamente presso il Teatro Stabile d’innovazione Galleria, ed nel giugno 2015 nello spettacolo di fine anno “Agape e Nemesis” dell’Accademia Iris di Portici (Napoli), diretta da Valeria Schiano.
Ha poi l’occasione di collaborare negli anni, come ballatrice ospite, per vari gruppi e nomi storici della tradizione popolare campana: Luna calante, Pino Iove, la Paranza dell’agro.
Nel 2015 lavora, per l’intero tour estivo, con il gruppo “Rione Junno”, con il quale si esibisce, fra l’altro, nel ‘Kaulonia Tarantella Festival’, a Caulonia (Rc); nel ‘Pastena Folk Festival’, a Pastena (Fr) e nella ‘Festa del mare’, a Positano (Sa), con il Maestro polistrumentista Erasmo Petringa; nel ‘Gal Gargano Festival’ a Mattinata (Fg), con Eugenio Bennato; a Manocalzati (Av) con il percussionista Luca Rossi; nella ‘Notte bianca’ di San Giorgio del Sannio (Bn), con Pietra Montecorvino; ad Olevano Romano (Rm) con Enzo Gragnaniello.
Collabora con il Laboratorio Stabile Danze del Sud Italia, diretto da Angela Esposito, in qualità di insegnante ed assistente nei corsi di danza popolare e in qualità di danzatrice e coreografa durante gli spettacoli e saggi di danza popolare e sulla visione contemporanea della danza popolare.

Grande Madre – Laboratorio danze popolari was last modified: aprile 27th, 2016 by L'Interessante
27 aprile 2016 0 commenti
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