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Categoria

In primo piano

molly
CulturaIn primo piano

Molly Malone, la strana leggenda

scritto da L'Interessante

Molly

Di Erica Caimi

Forse, non esiste altro posto al mondo più ricco di miti e leggende dell’Irlanda. Qui, la storia si colora di tradizione orale e anche una semplice passeggiata in centro può regalare sorprese inaspettate.

Tutti sono d’accordo nell’ affermare che Molly Malone è una delle persone più famose nella storia di Dublino, poi, che sia esistita veramente oppure no, questa è un’altra questione. Sicuramente è l’icona più curiosa ad essere mai stata celebrata ufficialmente dalle autorità comunali, che nel 1988, nel corso dei festeggiamenti per il “Dublin millennium”, hanno deciso di far costruire una statua in suo onore e di collocarla a Grafton Street. A questo indirizzo, si trovava un piccolo cimitero, raso poi al suolo dalle ruspe per lasciar spazio a nuovi edifici, dove la leggenda vuole sia stata seppellita la povera Molly, passata a miglior vita prematuramente. La statua è stata in seguito rimossa e spostata temporaneamente a Suffolk Street, di fronte all’ Ufficio del Turismo, ma resta una tappa irrinunciabile per i turisti, che si fermano a farsi fotografare accanto a quella giovane con una generosa scollatura in bella mostra.

Chi era Molly Malone ?

Le prove della sua nascita e morte sono state “scoperte” diverse volte nel corso dei secoli, forse perché un numero cospicuo di “Molly Malone” sono effettivamente nate a Dublino e scambiate erroneamente per l’originale, comunque la sua presunta venuta al mondo si colloca intorno al 1600. La leggenda vuole che Molly sia una giovane donna di bell’aspetto che lavora come pescivendola di giorno e di notte vende il suo corpo seducendo gli studenti del Trinity College, Università stimata per la sua rigida dissolutezza. Molly muore molto giovane a causa di una febbre tifoide che aveva anche causato la morte dei suoi genitori, ma si racconta che il suo fantasma torna ogni notte ad infestare le strade di Dublino.

Molly Malone e la tradizione

Anche se si ritiene che Molly Malone sia vissuta nel 1600, non vi è alcuna traccia della sua presunta  esistenza fino alla fine del ‘700, inizio ‘800.

Nel 1880 una nota canzone popolare gaelica dal titolo “Cockles and mussels”, “cardi e cozze”, scritta da un autore ignoto, rievoca la leggenda, congelandola nell’immaginario collettivo: «In Dublin’s fair city, where the girls are so pretty, I first set my eyes on sweet Molly Malone, As she wheeled her wheel-barrow, Through streets broad and narrow, Crying, “Cockles and mussels, alive alive oh!”». La canzone, apprezzata per secoli, è stata riadattata da vari gruppi, The Dubliners compresi. Proprio grazie alla sua notorietà, la melodia affianca l’inno nazionale Ireland’s Call all’apertura delle partite della squadra nazionale di rugby della Repubblica d’Irlanda (l’Irish International Rugby Team) ed è l’inno ufficiale dei tifosi delle associazioni sportive di Dublino aderenti alla GAA, la Gaelic Athletic Association.

I dublinesi, ancor oggi, non hanno dimenticato Molly Malone, affibbiando alla statua il gergale e colorito appellativo di “tart with a cart”, letteralmente “puttana col carretto” o “The trollop with the scallop”, “la donnaccia con le conchiglie”.

Molly Malone, la strana leggenda was last modified: novembre 19th, 2016 by L'Interessante
19 novembre 2016 0 commenti
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Campania
CulturaIn primo pianoTeatro

CAMPANIA ACTOR STUDIO presenta “Alice / La Meraviglia”

scritto da L'Interessante

Campania Actor Studio

“CAMPANIA ACTOR STUDIO”

presenta

“Alice / La Meraviglia”

Mercoledì 30 novembre ore 22.00 – Piazza Campania

Si terrà mercoledì 30 novembre la prima della pièce teatrale del Campania Actor Studio. Una sceneggiatura sperimentale ideata sulle peculiarità degli spazi del Centro Commerciale Campania e sulle caratteristiche degli aspiranti attori protagonisti del progetto, per la regia di Michele Pagano.

Il Centro Commerciale Campania lo scorso aprile ha avviato il Campania Actor Studio, un percorso laboratoriale di recitazione. Alle selezioni hanno partecipato oltre 200 persone ma solo 20 sono state selezionate per il progetto da una giuria composta da Francesco Paolantoni, Massimiliano Gallo e Lucio Caizzi. I 20 attori hanno seguito un percorso intensivo di formazione con inizio in aprile per potere girare 10 puntate di una web serie e realizzare uno spettacolo teatrale.

L’idea nasce dalla volontà di far emergere le potenzialità del territorio attraverso l’incontro tra affermati professionisti del settore con giovani talenti, ma anche ispirare coloro i quali non si sono ancora avvicinati all’arte della recitazione e spingerli a ricercare il proprio potenziale espressivo, emozionarsi ed emozionare.

Mercoledì 30 novembre dalle ore 22.00 questa idea prenderà forma in una Piazza Campania nella quale il pubblico non sarà solo spettatore ma nella rappresentazione in cui salteranno i canoni classici della dalla tradizionale impostazione palcoscenico vs platea.

“Alice / La meraviglia”, liberamente ispirata alla celebre opera di Lewis Carrol, è una produzione del progetto Campania Actor Studio con la regia di Michele Pagano anima di Officina Teatro, una consolidata realtà della provincia di Caserta che si caratterizza per l’offerta di produzioni artistiche sperimentali di qualità e innovative. 

Plot: Se Lewis Carroll un giorno decide di prendere dei fogli di carta, una penna e di partorire Alice un motivo scatenante ci sarà stato. Alice diventerà poi un mito, un’immagine emblematica e poetica allo stesso tempo, che verrà contrassegnata, nell’immaginario collettivo, come quella ragazzina bionda e l’abito azzurro che, trascinata da un coniglio, riesce finalmente a vivere immaginando “ben sei cose impossibili al giorno”. Forse, l’intento di Carroll era proprio quello di spingere i propri lettori a chiudere gli occhi e a sognare senza remore e limitazioni. E allora ispirandoci a lui si può ricercare la nostra meraviglia in un centro commerciale, fantasticando tra le scale mobili e gli ascensori, tra le vetrine dei negozi e i tavolini di un bar.

L’INGRESSO E’ LIBERO.

CAMPANIA ACTOR STUDIO presenta “Alice / La Meraviglia” was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
18 novembre 2016 0 commenti
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CTS
CulturaIn primo pianoTeatro

ANCORA UN DOPPIO APPUNTAMENTO NEL WEEKEND TEATRALE AL CTS

scritto da L'Interessante

CTS

ANCORA UN DOPPIO APPUNTAMENTO NEL WEEKEND TEATRALE AL CTS

LE DONNE PROTAGONISTE DEI DUE SPETTACOLI AL PICCOLO CASERTANO

Il Piccolo Teatro Cts di via Louis Pasteur 6 a Caserta (zona Centurano) anche per questa settimana ripropone tre giorni di spettacoli. Precisamente per venerdì 18 novembre alle ore 21 è previsto lo spettacolo presentato dalla compagnia Sin Hombre in ”SUDiamo l’anima”, ideazione, scrittura e regia di Maria Iannotta con Viviana Venga, Simona Cipollaro, Mario Bellafonte, Luigi De Simone, Carmine Iannotta e Rino Principe Abate, musiche e parole originali di Mario Bellafonte in arte Bema, luci, audio e grafica di Cesare Napolitano, scene di Archeos. Mentre per sabato 19 alle ore 21 e domenica 20 novembre alle 19 verrà presentato “Aspettando che spiova”. In scena Gianluca d’Agostino nelle vesti di interprete, regista e autore dello spettacolo, con lui Luigi Credendino.

Queste le note di regia per ”SUDiamo l’anima”. La scena si apre con un confessionale al centro, una luce bianca, fioca, lo illumina, intorno è tutto buio. Il confessore (B) è già dietro la tendina del confessionale, non appare mai. Ai lati del confessionale delle panche di legno, si intravedono delle sagome sedute. Tutte le sagome sono caratterizzate da una corda legata alla caviglia, e sono tutti vestiti di nero, con al polso una maschera bianca, inespressiva. Suona la campanella che dà inizio alla funzione. Si illumina la prima panca, leggermente di rosso, caldo, c’è seduto un ragazzo, molto giovane apparentemente, ha una chitarra in mano, l’accorda. È un viaggio nell’entroterra campano, è tutto lasciato all’immaginazione, molte le cose taciute, lasciate all’interpretazione propria. Si tratta di quel pezzo di Campania che tutti nominano ma nessuno conosce veramente. Quando si pensa al Sud, viene in mente solo il sole, anche se la pioggia è la protagonista indiscussa. Il tentativo è quello di raccontare come si vive veramente quaggiù, che nonostante le brutture, si sopravvive, che spesso ci si affida alla fede bugiarda, che a volte non si vede più la luce e ci si lascia andare, o che a volte l’ignoranza prevale e che si chiede perdono per dei peccati che forse non si ha nemmeno commessi. Che si suda davvero l’anima, ma che non si sa bene a chi chiediamo perdono. Che forse è meglio che questi peccati li teniamo per noi.

Ecco alcune considerazioni a margine dello spettacolo “Aspettando che spiova”. Il testo di questa pièce è inedito. Il progetto nasce innanzitutto da un desiderio di fare teatro insieme e dall’esigenza di creare qualcosa di proprio a 360°. C’è un attore con una propensione alla drammaturgia, il quale scrive per sé e per altri attori che ha incontrato nei diversi contesti e coi quali vorrebbe lavorare ancora. La scrittura nasce per l’attore e non è l’attore che deve adattarsi al testo. Nel caso specifico di questo spettacolo, gli attori hanno seguito il lavoro preliminare alla messa in scena ancora più da vicino, eseguendo un ciclo di letture di alcune bozze, durante la fase di costruzione del testo, per aiutare l’autore a trovare nuove idee e suggestioni. Infatti, il risultato finale è figlio dei dibattiti nati durante queste letture. Lo spettacolo vuole essere una critica disillusa al teatro, in una maniera, ci si prefigge, nuova, inedita, innovativa; ma è anche un gioco. La scrittura ha come presupposto l’intento di creare, piuttosto che dei personaggi plausibili, un insieme di occasioni per gli attori che si muovono dentro quelle parole e quei rapporti.

Queste le note di regia. Un temporale è lo sfondo della performance. Serve a creare il clima, l’atmosfera di tensione e di malumore di fondo, ancor prima che avvenga tutto. Il diluvio è metafora di un mondo che si avvia verso il capolinea. Il presagio di una catastrofe, di qualcosa che è più grande e che non si potrà mai gestire. La regia sarà essenziale, si ricreerà l’effetto climatico con il supporto tecnico di audio e luci. Per quanto riguarda la scena, si immagina un teatro che perde. Qua e là recipienti di varie dimensioni a raccogliere le gocce che il soffitto non riesce a trattenere. Si immagina che ci sia una specie di tetto o qualcosa del genere sulle teste degli attori, dal quale ogni tanto cada a terra un po’ d’acqua piovana accumulatasi.

ANCORA UN DOPPIO APPUNTAMENTO NEL WEEKEND TEATRALE AL CTS was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
18 novembre 2016 0 commenti
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Campania
AttualitàIn primo pianoParliamone

LA CAMPANIA CORRE VERSO LA SCOMPARSA TOTALE. PARTITA LA SFIDA DEL DEGRADO

scritto da L'Interessante

Campania

“LA CAMPANIA CORRE VERSO LA SCOMPARSA TOTALE.  PARTITA LA SFIDA DEL DEGRADO”

CASERTA. Sta diventando chiaro agli occhi di tutti i lavoratori  il fallimento totale della  politica. Oggi l’aspetto principale  che della politica ci colpisce  è quello  fondato su  due aspetti che  rabbrividiscono l’onestà e  la purezza della fedina penale, da qui  la riscossa supersonica  attivata  con la carta dell’onesta, ma noi lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> ci domandiamo ma quale onestà? oggi  c’è solo la clientelare  corruzione. Diciamolo subito con franchezza: si tratta solo di un’arma di distrazione  di massa per far sì che televisioni e giornali smettano di parlare della struttura antidemocratica di un partito, di una giunta regionale, ma soprattutto di lei Assessore  Sonia Palmeri che sbandiera ai quattro venti il rilancio della Campania. Bugie solo bugie, oggi  con la scusa dell’onestà escludiamo  chi  non  rispetta più  alcuna regola. Ma consideriamo oggi un po’ più a fondo questa vera e propria ideologia dell’onestà che contraddistingue  questi aspetti che riguardano la vertenza del lavoro in Campania.

Il seguito è un fatto difficilmente confutabile: la tesi dell’Assessore Palmeri,rimane una tesi fasulla. Come fa ad affermare  che gli ammortizzatori sociali sono importanti per l’occupazione. Forse l’Assessore ha dimenticato  che i lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> non hanno più la  mobilità  retroattiva ( sono 1200 lavoratori  che sono da  due anni senza sussidio). Nessuno di questi lavoratori è  incluso   per il  2017 in progetti di ricollocazione. Oggi,  si è abbassata l’asticella, in un mondo in cui determinante è “sopravvivere”, e inizia ad essere chiaro che i problemi di almeno tre generazioni sono strutturali. Assessore Palmeri si rinfreschi  la memoria insieme  a De Luca, cercate  di alzare il sedere e di scendere in campo, noi lavoratori siamo  disgustati  da questo comico teatro della demagogia, vogliamo i fatti. Per risolvere certi problemi ci vuole realismo, ma soprattutto verità  nel leggere il presente e una certa visione globale per costruire il futuro. Noi siamo completamente morti  la  speranza è finita. Un modo oggi particolarmente facile per degradare lei  donna  di potere che decide le sorti del lavoro in Campania, è  concentrarsi sulla vecchiaia del suo corpo, ma soprattutto sulla vecchiaia della sua  mente.  Facile perché oggi in Italia gli uomini e le donne di potere hanno tendenzialmente un’età avanzata: sessanta, settanta, ottant’anni e oltre. Lei che risulta essere giovane, ci colpisce, perché sta dimenticando la vera realtà dei fatti.  Facile perché sono ormai tanti anni (almeno dal 2005) che noi lavoratori  chiamiamo  «zombies», «salme», «morti viventi» i politici, le donne,  e gli uomini di potere con cui  prendersela, per evidenziare che dicono e fanno cose antiquate, superate, ma soprattutto inventate.  E a furia di sentirlo ripetere, ci siamo abituati. Facile perché al tormentone della  politica nazionale  si è aggiunto  quello   regionale  con la rottamazione, altro tormentone  a cui noi lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA>  ci siamo abituati. Perciò se anni fa era una salma Romano Prodi, oggi lo è Giorgio Napolitano,  insieme a  Bassolino,  Caldoro, De Luca, ed  Oddati.  Oggi  lei rimane il nostro <zombies>  preferito da colpire.  Nella  attuale fase di sviluppo lei caro Assessore ha  superato quella  politica che  produceva benessere, lei ha cancellato  il cosiddetto welfare state. In questa precedente fase la politica conservava ancora un margine di autonomia, la presenza in particolare di una forza operaia concentrata, con partiti che nel bene e nel male rappresentavano i suoi valori e i suoi interessi, alimentava la possibilità di un’azione, per dirla schmittianamente “katechontica“, capace cioè di frenare i peggiori spiriti animali del capitalismo.

Questa fase è finita, con la distruzione della Campania. Oggi lei ci  parla di nuove sfide lanciate,  ci viene da ridere, ma allo stesso momento  ci domandiamo ma con quale criterio lei parla di sfide per il lavoro?.  La politica, come strumento di mediazione tra i diversi interessi, diventa forte quando il capitale diventa “totale“, scomparendo  del tutto.  La politica  riduce il lavoro a puro e semplice epifenomeno del suo stesso processo.  Quando è il caso il potere finanziario sostituisce persino i governanti con suoi funzionari o ammette politici, come Renzi, Caldoro,  De Luca, compatibili con le linee guida imposte dai mercati finanziari.  Oggi assistiamo ad un  processo di dissoluzione della politica regionale   cominciato già prima, con Rastelli, anche se qualcosa evidentemente è andato storto, perché oggi ci troviamo nella stessa situazione di allora, senza però avere i partiti di allora.

La grande finanza considera i partiti politici, vecchi o nuovi che siano, come un impiccio, il residuo di una democrazia ormai morente. I cosiddetti corpi intermedi (forze politiche, sindacati eccetera) rallentano le decisioni immediate, veri propri diktat distruggono il lavoro in Campania. Decisioni che devono essere applicate immediatamente e senza discussione. Questo tra l’altro spiega anche la necessità di sostituire Costituzioni come la nostra, ancora legate ad un’epoca in cui la democrazia era considerata il valore politico per eccellenza. In un mondo sempre più dominato dalla finanza, dai grandi poteri, la democrazia ha perso ogni senso, si trasforma in democrazia di facciata. Partiti, sindacati, sono forze frenanti che devono essere delegittimate.

C’è un legame che andrebbe indagato tra sviluppo del capitale finanziario e movimenti “giustizialisti“. Lo scopo è quello di delegittimare i politici, identificati con la casta, e lo Stato sprecone ed inefficiente. Noi del <BACINO DI CRISI DI CASERTA> condanniamo questi giochetti squallidi.  Oggi questo contesto lo condanniamo in maniera definitiva.  Il giustizialismo si contrappone al ceto politico diffondendo l’idea che partiti e politici siano tutti corrotti e che tutti i nostri guai derivino dalla totale esistenza della „casta“, responsabile di aver creato un enorme debito pubblico.

La sua  politica caro Assessore Palmeri   ormai ha perso ogni significato, si trasforma così in morale, o meglio in  piccolo moralismo, nell’onestà di cui tanto si sciacqua la bocca la sua  giunta regionale: noi lavoratori siamo contro il marcio. L’unica categoria politica che noi esaltiamo  viene presa in prestito dalla giustizia rappresentando   l’onestà. Attraverso l’onestà   che nel  popolo si alimenta un risentimento sterile e impotente che non sposta di una virgola i rapporti sociali dominanti. Così la questione sociale viene trasformata in questione morale e occulta tutti i nodi fondamentali come la disintegrazione sociale, la perdita di sovranità a tutti livelli, la crisi delle istituzioni democratiche.) –  Caro Assessore non faccia discriminazione tra i bacini intervenga   coprendo  tutti i mancati pagamenti della mobilità in deroga dei mesi pregressi  (tanti  i lavoratori senza reddito dal 2015 ).
2 – Bisogna assolutamente assegnare la continuità contributiva che permette agli ex operai di rimanere collegati con i contributi.
3 – Bisogna assolutamente far iniziare al più presto i corsi di formazione retribuiti, ad oggi dopo tanto parlare a vuoto,  non c’è ancora la conoscenza della data di partenza dei corsi di formazione retribuiti,  ma soprattutto garantire il sostegno ai lavoratori.
4 – Bisogna assolutamente affrontare con azioni concrete  il 2017 con programmi di ricollocazione mantenendo fede ai vari accordi di Programma avviando il sostegno alle famiglie dei lavoratori del <BACINO DI CRISI DI CASERTA con la mobilità in deroga fino alla completa rioccupazione.>
Siamo stufi di sentire chiacchiere, siamo stufi della sua buffa  demagogia politica che lei sbandiera sui giornali,  contemporaneamente  attendiamo di conoscere anche l’incontro romano che avverrà  a Roma con il Sottosegretario Franca Biondelli per conoscere le motivazioni scadenti di Poletti sull’esclusione  di Caserta dalle aree di crisi, ma soprattutto vorremmo capire se ci saranno interventi futuri  per Caserta.

La necessità del potere finanziario è quella di soggiogare la politica costringendola a deperire. E la tecnica del controllo sociale si sposa molto bene con l’ideologia giustizialista, tutta focalizzata su un’idea astratta di legalità, come se tutti i problemi fossero risolvibili con la lotta contro l’evasione fiscale e la corruzione, dimenticando che non ci sarà mai giustizia sociale senza investimenti pubblici, senza politiche di sviluppo lavorativo,  deficit spending,   ma soprattutto senza reali piani veri di inserimento dei lavoratori, ma soprattutto senza il recupero della propria sovranità, se lo ricordi Assessore Sonia Palmeri.  È di tutto questo che la nostra regione  avrebbe bisogno per uscire dalla crisi, e invece a cosa stiamo assistendo? Ad un nuovo attivismo del suo mandato che non fa sconti a nessuno, neppure a quei lavoratori  che chiedono solo la sopravvivenza.

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Vinicibando
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L’AZIENDA CASERTANA TENUTA FONTANA A GAETA PER VINICIBANDO

scritto da L'Interessante

Vinicibando

L’AZIENDA CASERTANA TENUTA FONTANA A GAETA PER VINICIBANDO

IL CIBO COME VEICOLO PER LA CULTURA, LA STORIA E  IL PAESAGGIO

 

 

È in corso a Gaeta, nelle sontuose sale del Villa Irlanda Grand Hotel, “Vinicibando”. È una tre giorni che si concluderà domenica 20 novembre interamente dedicata alla valorizzazione del giacimento enogastronomico italiano attraverso un programma che in maniera innovativa fa del cibo il veicolo per la scoperta della cultura, della storia e delle bellezze paesaggistiche nazionali. Tema di quest’anno “La nuova dieta mediterranea e il cibo consapevole”.

L’azienda vitivinicola casertana Tenuta Fontana è tra i protagonisti della prestigiosa manifestazione, ideata dalla giornalista Tiziana Briguglio e dall’Associazione Agroalimentare in Rosa.

L’evento è dedicato ai diversi regimi alimentari con storici, alimentaristi e chef a spiegare le differenze tra la cucina convenzionale, vegana, macrobiotica e senza glutine.

Dunque una tre giorni di conoscenza e di sperimentazione con la cucina che per l’occasione diventerà linguaggio e si farà interprete dei mutamenti e delle abitudini alimentari di una società sempre più variegata e multietnica.

L’AZIENDA CASERTANA TENUTA FONTANA A GAETA PER VINICIBANDO was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
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Luca Rossi
CulturaIn primo pianoMusica

GREETINGS FROM FIRELAND è il titolo del secondo disco di Luca Rossi

scritto da L'Interessante

Luca Rossi

Si terrà martedì 22 Novembre alle ore 18,30 presso la sede del Teatro stabile d’innovazione Città di Caserta (ingresso in Via Mazzini 77), la prima presentazione in assoluto del disco Greetings from Fireland di Luca Rossi

Interverrà Daniela Borrelli, assessore alla cultura del Comune di Caserta.

L’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

GREETINGS FROM FIRELAND è il titolo del secondo disco di Luca Rossi in uscita il prossimo 25 novembre, su etichetta SoundFly. ll disco è stato realizzato a Napoli grazie alla collaborazione di Pasquale Ziccardi, Michele Signore, Pietro Cioffi, Marzouk Mejri, Bifalo Kouyatè, Federico Scarabino, Loredana Carannante, Giovanni Parillo, Charles Feris e Carlo de Gennaro.

“Greetings from Fireland” parte da qua, da quella che è casa mia da sempre, la Campania, Fire-landia, terra di fuoco. Ma Firelandia non è solo questa regione d’ Italia: più che un territorio fisico sembra essere uno stato d’animo globale e condiviso. Mi piace pensare a questo lavoro come a un canto-contro o a un contro-canto: contro il mondo di plastica e la sua moderna spiritualità, la Dio-ssina. Con la scritta rossa sulla copertina volevo imitare chi di notte con la bomboletta consumata metteva il trucco alle mura di cemento armato. Ma pure chi firma le lettere col rossetto, come in una sorta di protesta amorosa. Un omaggio a quella storia che sottrae i mattoni dalle grandi mura della separazione per costruire case che accolgano il futuro. Oggi i muri, oltre che reali sono virtuali e non si prevede quanto possano diventare alti e invalicabili. Questo disco è un omaggio ai ponti, a ciò che unisce e ci affratella. Aldilà dell’ Io. Aldilà dell’aldilà. Nell’ Aldiquà”.

Con la doppia tammorra e pochi accordi di chitarra il nuovo lavoro di Luca Rossi racconta storie apparentemente distanti tra loro: dalla lettera del disperato Nouraddin, alla traversata coraggiosa di una sirena africana, dall’esempio politico di Josè Pepe Mujica al padre che scrive una ninna nanna per sua figlia. Senza indicare una destinazione precisa, tutti questi mittenti immaginari, spediscono la loro cartolina, ognuno dalla propria personale “Firelandia”.

Luca Rossi è autore e interprete per il teatro e la musica. È considerato tra i più rappresentativi esponenti della tammorra. Ha effettuato collaborazioni, partecipazioni e registrazioni con molti artisti della scena musicale italiana e della musica etnica internazionale.

GREETINGS FROM FIRELAND è il titolo del secondo disco di Luca Rossi was last modified: novembre 18th, 2016 by L'Interessante
18 novembre 2016 0 commenti
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volalto
In primo pianoSportVolley

VolAlto: intervista al ds Pasquale Moschetti

scritto da L'Interessante

Volalto

Commentare una sconfitta al quinto set non è mai esercizio dialettico semplice, farlo quando si è avanti due set ad uno e nel quarto vai vicinissimo a chiuderla, lo è ancora di più.

“ Il rammarico è tanto – spiega il direttore sportivo rosanero, Pasquale Moschetti – con tutto il rispetto dovuto a Brescia che ha giocato una partita di gran carattere, questo match avremmo dovuto vincerlo.  Possiamo parlare di occasione sprecata”.

Volalto: l’aspetto positivo è che si è portato a casa un punto, si è ritornati a muovere la classifica

“ Aver mosso la classifica, è aspetto importante, – prosegue Moschetti – ma questa squadra non è stata costruita per accontentarsi di fare un punto contro una rivale alla sua portata, pur considerando il fatto che si giocava in trasferta”. Il direttore sportivo spiega meglio il suo concetto. “ Quando abbiamo costruito l’attuale compagine eravamo ben sicuri del suo valore. La VolAlto ha un roster di rispetto che non vale gli attuali 4 punti sino ad ora conquistati”.

Certo, ci sono state prestazioni positive, ma il ds non si accontenta.

“Nella maniera più assoluta – ammette il dirigente rosanero –  con Pesaro ad esempio non abbiamo sfigurato, si è giocato alla pari con Trento, ma all’appello a mio avviso mancano almeno 2/3 punti che sicuramente avremmo potuto raccogliere. Dobbiamo essere più cinici. .

Moschetti usa sapientemente bastone e carota e pur sottolineando che la squadra ha bisogno di rimanere serena e a tal fine “ confermiamo il massimo impegno societario perché ciò avvenga, dall’altra – spiega – è finito il tempo degli alibi. Lo ripeto siamo tutti sotto esame, tutti dobbiamo prenderci le nostre responsabilità. La squadra ha importanti potenzialità. Con il rispetto dovuto a tutte le nostre rivali, abbiamo giocatrici di notevole spessore, certamente non da terz’ultimo posto in classifica. Sono certo che ben presto vedrete la vera VolAlto”.

Magari sin da domenica prossima quando sul taraflex di viale Medaglie d’Oro è attesa la Lilliput Settimo Torinese.

“ La classifica dice che sono più forti di noi visto che hanno conquistato più punti, ma la classifica non dice sempre la verità. E’ una gara che possiamo far nostra se affrontata con lo spirito giusto. E’ ora di tornare a  vincere”.

VolAlto: intervista al ds Pasquale Moschetti was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
17 novembre 2016 0 commenti
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CANI
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Ragionare con la pancia; (forse) anche i cani lo fanno

scritto da L'Interessante

Cani

Cani

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati,

questo weekend sono stato a Bergamo dove ho partecipato al seminario dal titolo “Comportamento e disturbi gastroenterici: quale relazione?”, primo nel suo genere e nel quale si è tentato di indagare sulle possibili relazioni tra i due sistemi.

Sì, a quanto pare anche nella medicina veterinaria esiste una stretta relazione tra alterazioni a carico dell’intestino e disturbi del comportamento.

Lo sanno già quei medici umani concentrati nel migliorare la nostra salute attraverso un approccio sistemico, che considera il paziente nella sua interezza e non più soltanto come singolo organo.

Due dati mi hanno molto colpito.

Il primo descrive la differenza di competenza tra la flora microbica di un cucciolo nato con parto naturale e quella di un cucciolo nato invece con parto cesareo : nel primo caso l’attraversamento del canale vaginale permette la colonizzazione di una flora microbica intestinale da parte di batteri buoni mentre, nel secondo caso, la flora è costituita principalmente da batteri nosocomiali e della cute materna, meno buoni rispetto ai precedenti.

Il secondo dato descrive una finestra di 24 mesi, in cui gli errori gestionali, alimentari e di cura del cucciolo orienterebbero di molto la futura salute del suo pancino e, conseguentemente, del suo comportamento.

Perché mi hanno così colpito questi due dati? vi starete domandando.

Il primo dato mi ha portato a pensare ancora una volta a quanto la natura faccia in modo che tutto accada ai fini di un funzionamento perfetto dei sistemi biologici, con la conseguenza che- li dove possibile- dovremmo permettere che la stessa faccia il suo corso.

Nel secondo caso mi è rimbalzata in mente la connessione con i processi di socializzazione, la cui finestra si chiude giusto qualche settimana prima rispetto a quella citata nello studio sull’apparato gastroenterico. Altro parallelismo tra cervello ed intestino. Fondamentale, quindi, avere una cura ed una attenzione certosina nei primi mesi di vita del cucciolo, perché quel che sarà’ fatto in questo periodo tenderà a mantenere un equilibrio, seppur disfunzionale. Capirete quindi quanto le successive modificazioni non siano facili.

Ciò comporta ancor più responsabilità da parte di noi umani verso una crescita serena dei nostri cani, che inizia e si determina in gran parte nei primi mesi di vita.

Un invito ai miei colleghi istruttori: riferirsi più spesso ai medici veterinari segnalando i dubbi che ci vengono in mente durante l’osservazione del cane.

Un invito ai medici veterinari: accogliere quei dubbi senza avvertire la lesa maestà. Verificando scrupolosamente il dubbio e cercando di tirarne fuori un significato.

Senza che nessuno si sostituisca all’altro.

Il lavoro di squadra può veramente far la differenza nel migliorare la salute del paziente.

Lo hanno ben capito i relatori di quel seminario: gastroenterologi e comportamentalisti seduti insieme a cooperare.

Ragionare con la pancia; (forse) anche i cani lo fanno was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
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Veronesi
CulturaIn primo piano

Il ricordo di Umberto Veronesi

scritto da L'Interessante

Veronesi

di Antonio Andolfi

ll più grande oncologo italiano, uno dei migliori del mondo, è morto a 90 anni. Era stato ministro della Sanità ed è stato uno dei principali fautori delle leggi contro il fumo.

Umberto Veronesi è morto a Milano martedì 8 novembre all’età di 90 anni. Era nato a Milano il 25 novembre 1925 (avrebbe compiuto 91 anni tra meno di un mese) ed era uno dei più noti oncologi del mondo.

Dopo aver diretto l’Istituto dei Tumori di Milano nel 1991, sempre a Milano, aveva fondato l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), un modello di ospedale oncologico innovativo che si basa su 3  principi: centralità del paziente, integrazione fra la ricerca di laboratorio e ricerca clinica, prevenzione. Ministro della Salute tra il 2000 e il 2001 nel governo Amato (allora si chiamava ancora Ministero della Sanità), si era battuto per far approvare le norme che limitano il fumo nei locali pubblici.

Veronesi e la scienza

Se la figura di Umberto Veronesi è molto nota e stimata in Italia è anche per il ruolo che ha avuto nella vita pubblica: come divulgatore infaticabile; come protagonista del dibattito etico sui temi della medicina, dell’eutanasia, della cura dei malati; come medico e imprenditore della sanità. Ma il suo ruolo scientifico è altrettanto importante e noto soprattutto al di fuori dei confini nazionali. Perché prima di tutto Umberto Veronesi era un chirurgo. Un grandissimo chirurgo. È a lui che dobbiamo la tecnica della quadrantectomia per estirpare il tumore alla mammella. Si tratta di un intervento che ha un impatto estetico (e pertanto anche psicologico) molto meno invasivo ma altrettanto efficace della mastectomia, ovvero l’asportazione chirurgica del seno.  

Nel 1981 pubblica i dati della sua ricerca sulla quadrantectomia sul New England Journal of Medicine, uno studio condotto dai medici e chirurghi italiani dell’Istituto dei Tumori di Milano. Il  New York Times riprende la notizia in prima pagina e la notorietà di Veronesi, fino ad allora relegata al pubblico degli addetti ai lavori, decolla. E decolla anche la sua tecnica, rivoluzionaria, che cambia per sempre la chirurgia del tumore alla mammella.

È questo il periodo in cui l’Italia, Milano, l’Istituto dei Tumori fa scuola a tutti i medici del mondo, statunitensi compresi. Merito di un oncologo, Gianni Bonadonna, di un grande chirurgo, Umberto Veronesi, e della sua idea rivoluzionaria: il cancro non si combatte da soli, ma in gruppo. E si vince con la ricerca.

 Nel  1993, all’IEO, la sua creatura nel quale anche a 90 anni si recava per 3 giorni alla settimana,  sviluppa la tecnica del “linfonodo sentinella”. Come funziona questa tecnica? Veronesi e gli altri ricercatori dello IEO si resero conto dell’importanza di intercettare tempestivamente i carcinomi piccoli perché in questi casi le cellule cancerose non facevano in tempo a raggiungere i linfonodi dell’ascella, per cui non era necessario asportarli. Mentre il paziente è ancora in sala operatoria, si inietta un liquido radioattivo che individua il linfonodo sentinella, quello più vicino al tumore, lo si analizza e se è sano si evita di togliere tutti gli altri, che sono una barriera protettiva naturale del nostro sistema immunitario.

 Nel 2000 Veronesi rivoluziona la radioterapia con la cosiddetta radioterapia intraoperatoria, resa possibile quando un gruppo di ingegneri e fisici romani riesce ad assemblare un macchinario per la radioterapia così piccolo e mobile da poterlo portare in sala operatoria. Grazie a questa tecnica le pazienti non devono tornare in ospedale ogni giorno per 6 settimane circa dopo l’operazione per le consuete (e fondamentali) sedute di radioterapia. Ma l’efficacia della tecnica, naturalmente, non è limitata soltanto al confort delle pazienti: la radioterapia intraoperatoria riduce il campo dell’irradiazione del seno e limita al minimo l’irradiazione nelle zone vicine che potrebbero essere danneggiate senza ricevere benefici.

Proprio per queste innovazioni ha ricevuto tredici lauree honoris causa, nazionali e internazionali.

Veronesi. L’importanza della sua figura

Difensore dei diritti degli animali, vegetariano e molto attento al ruolo dell’alimentazione nella prevenzione dei tumori e nella tutela della salute, sostenitore del testamento biologico, dell’eutanasia e dei diritti del malato, della fecondazione eterologa,  nel 2003 ha anche creato la fondazione Veronesi per sostenere la ricerca e la divulgazione scientifica.

Il suo ruolo nel dibattito etico ha travalicato il campo della medicina e della salute: si è battuto contro la pena di morte, l’ergastolo e per la riforma del sistema carcerario. Per questo motivo ha creato e sostenuto l’iniziativa Science for Peace.

Fervente antiproibizionista, ha promosso la depenalizzazione dell’uso delle droghe leggere e più volte sostiene l’importanza di una regolamentazione dei derivati della cannabis, soprattutto per i suoi usi terapeutici in materia di terapia del dolore.

Nel campo della sanità ha sostenuto la centralità della ricerca. Per questo ha promosso la creazione degli Irrcs, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, e ha cercato di convincere la politica (prima da ministro della salute, poi da senatore) che la ricerca pubblica è una priorità: senza sono le aziende a fare il bello e il cattivo tempo.

Umberto Veronesi faceva parte di una generazione di medici che hanno fatto la storia della medicina in Italia e che sono cresciuti all’interno dell’Istituto Tumori di Milano, il primo luogo di cura che ha approcciato la malattia oncologica con l’occhio della modernità.

Tutti i malati oncologici, e AIRC in particolare, devono molto alla sua lungimiranza di medico e scienziato e alla sua instancabile tenacia nel perseguire l’obiettivo di terapie più umane, efficaci e accessibili a tutti.

A Veronesi si deve la nascita della Giornata per la Ricerca sul Cancro nel 1998, una delle attività più qualificanti di AIRC, che ancora oggi ogni anno informa la cittadinanza sui risultati raggiunti per la cura del cancro e sull’importanza di sostenere il lavoro dei ricercatori.

 

 

Il ricordo di Umberto Veronesi was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
17 novembre 2016 0 commenti
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Terremoto: la faglia di Amatrice

scritto da L'Interessante

Terremoto

Un video a tutto campo dell’INGV permette di esplorare dall’alto la frattura che ha generato il sisma del 24 agosto scorso, grazie a riprese girate dall’elicottero.

Le immagini dell’estremità settentrionale della faglia che ha generato il sisma del 24 agosto scorso ad Amatrice appaiono ancora più nitide in un video a 360 gradi ripreso dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia presso la cima del Monte Vettore, nel massiccio dei Monti Sibillini.

La cicatrice del terremoto

Il sistema studiato dagli esperti del Laboratorio di Aerogeofisica dell’INGV si basa su immagini girate da 6 telecamere, il 12 settembre 2016, a bordo di un elicottero, proiettate poi su una sfera e usate per studiare il terreno in modo tridimensionale. È così possibile navigare l’immagine, spostarsi al suo interno e vedere la scia di detriti che accompagna la frattura.

Riproducendo le immagini su smartphone e tablet, le riprese si muovono col movimento dell’osservatore (e con i cardboard si vedono in 3 dimensioni). L’applicazione è comunemente utilizzata per verifiche aeree sui rischi naturali di un territorio, ma non era mai stata usata per un evento sismico.

Terremoto: la faglia di Amatrice was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
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