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In primo piano

Mirella Casale
CulturaIn primo pianoTv

Mirella Casale: l’insegnante che abolì le classi differenziali

scritto da L'Interessante

Mirella

Di Michela Salzillo

 

“Nessun bambino è perduto finché c’è un’ insegnante che crede in lui”

 Spesso certe verità si dimenticano, e allora è necessario andare indietro nel tempo, per capire chi le ha svelate e qual è stato il coraggio che le ha fatte conquiste. La scuola, oggi come ieri, è uno strano micro cosmo, fatto di mille contraddizioni e centinaia di bellezze. È un posto che non si aggiusta mai del tutto, c’è sempre qualcosa che stona, che funziona  malamente, che mescola le priorità rendendole confuse. È uno di quegli specchi che mette alla prova i passi avanti e costringe a chiedersi cosa è veramente cambiato e cosa, invece, continua a sapere di irrisolto. Il passato è pieno di insegnanti che hanno fatto del mestiere una missione, senza inseguire scopi diversi dall’educare, bambini e ragazzi, al futuro che si fa sperare e non temere. Mirella Antonione Casale è certamente una di quelle donne che ha insegnato la conquista all’ impossibile . Solo pochi giorni fa, sulla prima rete Rai, è andato in onda “La classe degli asini”, un film a lei ispirato, che ha raccontato in maniera semplice la lunga battaglia di chi le cose le ha cambiate davvero. Interpretato da Vanessa Incontrada, Flavio Insinna, Fabio Troiano e Aurora Giovinardi, il grande successo cinematografico  del regista Andrea Porporati ha dimostrato quanto di” buona scuola”, quella vera, si può e si deve ancora parlare.

Nel 1971 Mirella Antonione Casale volle, all’ inizio in maniera del tutto sperimentale, abolire le classi differenziali, concependo necessario che i bambini disabili si rapportassero con  tutti i loro compagni, senza più essere “catalogati” in aule dal ruolo secondario. Fu un progetto partito dalla scuola media” Camilio Olivetti” di Torino, dove la Casale era preside dal 1968. I risultati di quell’ idea, che all’epoca fu concepita come folle, furono ottimi, tanto che il suo operato si espanse  a macchia d’ olio fino a Roma. Nella capitale lavorò al fianco del sottosegretario Franca Falcucci, promotrice della legge del 1977 che prevedeva appunto l’integrazione dei bambini con disabilità nelle scuole, attraverso la figura dell ‘ insegnante di sostegno.

“Pensavamo a fare in modo che i ragazzi sentissero questo nuovo muoversi”  così ha parlato in un ‘ intervista, l’ oggi novantunenne, Mirella Casale. Fu un  percorso impervio il suo che certamente  incontrò parecchie difficoltà, alcuni genitori opposero alla novità da lei proposta  quella resistenza che viene fuori dalla paura del cambiamento. Un timore che la stessa Casale era in grado di comprendere, ma che indubbiamente fu capace  di trasformare in forza rivoluzionaria, complice anche e soprattutto l’esperienza strettamente personale che le  concesse di stare sia da un lato che dall’altro della barricata.

Mirella Antonione Casale: il coraggio di una madre

Mirella Antonione Casale aveva trent’anni quando sua figlia, Flavia, una bambina di appena sei mesi, si ammalò gravemente. Un ‘encefalite virale le procurò un coma ritenuto irreversibile, i medici, infatti, non le davano grosse speranze e la dimisero convinti di non avere altra soluzione. Fu da lì che la Casale cominciò ad imparare la speranza. A quelle parole di sconfitta non si arrese. Consultò un ‘altro pediatra, grazie al quale la bambina riuscì a salvarsi .  Nel frattempo, però, quella condizione di stallo forzato, procurò a Flavia  gravi danni al cervello. Sillabava solo alcune parole, era difficile interagire con lei, per questi motivi fu rifiutata da un sistema scolastico restio ad assumersi la responsabilità di un disagio piuttosto grave.

 È difficile pensare che l’esperienza di madre non abbia influenzato le scelte  dell’educatrice. È presumibilmente accettabile il pensiero  che la solitudine letta negli occhi di sua figlia, tutti i giorni, la sensazione  di impotenza e un composto senso di rabbia abbiano guidato i suoi rischi, azzardi  corsi per amore di tutti quei bambini che, come sua figlia, erano esclusi dalla vita con gli altri.

A cosa serve, oggi, raccontare di Mirella Antonione  Casale?

Quando la storia sembra  aver insegnato poco, quando  si parla di scuola rendendola sinonimo di precariato,  perdendo di vista l’emblema del suo ruolo, raccontare vissuti  del genere sembra inutile, tutto pare  avvicinarsi al passato, agli anni in cui certe cose neppure si immaginavano. È come se fosse un piacere vissuto a metà, la punta di un eroismo che si è trovato per puro caso a far capolinea nell’ ordinario, e che non può appartenerci veramente, ma non è così. Non deve esserlo. Ricominciare sempre, sui continui rattoppi non è facile, e la fiducia è un qualcosa di difficile da difendere dalle delusioni. Sono tante le madri che potrebbero chiamarsi Mirella, ancora oggi, per motivi diversi, certo, ma non meno degni di essere sottolineati. Sono quelle che, pur avendo la possibilità di accompagnare i propri figli a scuola devono lottare costantemente per rivendicare il diritto agli insegnanti di sostegno che, ce lo insegna la cronaca, quando ci sono, spesso, non vengono pagati a sufficienza per coprire l’ intero orario scolastico. Questo comporta che molti ragazzi con disabilità, pur non essendo inseriti  in una classe differenziale, perché la legge è non lo prevede più, spesso vivano la stessa sensazione di disagio. Siamo sicuri che sia tutto così come dovrebbe essere?

Mirella Casale: l’insegnante che abolì le classi differenziali was last modified: novembre 17th, 2016 by L'Interessante
17 novembre 2016 0 commenti
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Le vele
AttualitàIn primo pianoParliamone

Le Vele di Scampia

scritto da L'Interessante

Vele

Di Miriam Gargiulo

Le Vele di Scampia, divenute simbolo di degrado, illegalità e delinquenza del quartiere situato nella periferia nord di Napoli, sono destinate a rimanere solo un ricordo.

Via dal “mostro”

Da alcuni giorni infatti, a seguito della delibera di demolizione firmata da De Magistris, sono stati consegnati nuovi alloggi ad alcune famiglie che saranno seguite dalle altre, con lo scopo di effettuare uno sgombero completo entro il 19 novembre, grazie al trasferimento di circa sette nuclei familiari al giorno.

Gli edifici progettati dall’architetto Franz di Salvo, originario di Palermo, e costruiti tra il 1962 e il 1975, erano inizialmente sette. In seguito, sul finire degli anni Novanta, tra il 1997 e il 2003, si è proceduto all’abbattimento di tre strutture su richiesta di Antonio Bassolino, sindaco di Napoli dal 1993 al 2000, la cui volontà era stata pienamente condivisa dalla popolazione, stanca delle gravi condizioni in cui era costretta a vivere.

Il celebre blocco di edilizia popolare, deve il suo nome alla sua particolare forma che si restringe sempre di più in altezza e che ricorda quella di una vela latina. Di Salvo si era ispirato ai principi delle “unitè d’habitation” ideati da Le Corbusier. L’Unitè d’Habitacion era concepita come una vera e propria “città verticale” rispondente all’idea dell’unione del singolo edificio al quartiere circostante. Il progetto dell’architetto italiano, nasce pertanto, con lo scopo di dare vita ad una comunità fondata sull’integrazione tra le famiglie. Le cose però sono  andate diversamente e cause di diversa natura,tra cui la mancanza della presenza  dello Stato, la carenza di manutenzione e la povertà dilagante nel quartiere, che registra uno dei livelli di disoccupazione più alti d’Italia, hanno trasformato le Vele in un vero e proprio ghetto, nella piazza di spaccio più grande del Paese, dove regna sovrana la criminalità. I primi disagi si sono presentati in seguito al terremoto che nel 1980 ha colpito l’Irpinia, calamità sfociata in un problematico fenomeno di abusivismo edilizio che ha interessato proprio le Vele, che furono occupate da migliaia di terremotati.

Le Vele: Riqualificazione del territorio

Dei quattro palazzi perdurati, set di fiction e video musicali, ne rimarrà solo uno. Si tratta della Vela B che diventerà, per volontà del Comune di Napoli, sede degli uffici della città metropolitana.

Le Vele di Scampia was last modified: novembre 15th, 2016 by L'Interessante
15 novembre 2016 0 commenti
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natale
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Natale: A Marcianise si accende la festa

scritto da L'Interessante

Natale

Di Michela Salzillo

Ci sono tradizioni in grado di resistere ad epoche, culture e disillusioni, e il Natale è certamente una conferma in tal senso. Qualsiasi sia il significato che ciascuno attribuisce a questo appuntamento dell’anno, una cosa è certa: all’attesa di Babbo Natale e ai desideri delle letterine accucciate sotto l’albero nessuno è disposto a rinunciare. Non esiste verità che tenga di fronte a certe magie, e se anche la larga impronta dei centri commerciali sembra tradurre tutto in un cinico consumismo privo di coinvolgimento emozionale, c’è da ammettere che nelle piccole città e nei micro borghi delle province qualcosa di teneramente antico fa ancora eco. Dai mercatini allestiti nei centri storici, alle istallazioni di luminarie dal vario effetto ottico, la linea sottile della meraviglia regge, alquanto degnamente, la battaglia con gli sfiduciati. Ogni anno, a volte anche con sorprendente anticipo, le iniziative legate al periodo natalizio arrivano con una certa ritualità, e in alcuni casi diventano sorpresa.

Marcianise è senz’altro una delle città del territorio casertano che, nel corso del tempo, per questo o quel motivo, ha dovuto abituarsi ad una sempre più calante inventiva. Soprattutto in alcuni rioni, il “nulla” è da parecchio un costume ordinario che fa fatica a diventare qualcosa di diverso, ma l’iniziativa comunale resa nota nei giorni scorsi, tutt’ora in piena elaborazione, sembra voler declinare al passato l’abitudine ad una festa con le luci spente.

“Quest’anno sarà un Natale sfavillante. Tra le varie iniziative previste ce n’è una bellissima per coinvolgere e valorizzare il castello di Loriano: se ne sta occupando il consigliere Antonio Golino con il suo gruppo “Capa Tosta“.

 Così ha parlato il sindaco Antonello Velardi, che sogna per la sua città una serie di iniziative, a tema natalizio per l’appunto, che abbiano come obiettivo primo quello di rendere entusiasmanti tutti i fine settimana precedenti alla festività. Sarà un percorso ricco di programmi, che oltre a restituire valore ad uno dei patrimoni più sottovalutati dell’area marcianisana, porrà l’attenzione, anche e soprattutto, su  un ‘opportunità di riflessione autentica, molto più congeniale a tutti coloro che attribuiscono al Natale un valore prioritariamente religioso. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Cattolica di Volontariato San Simeone, sarà inaugurata l’iniziativa dal titolo “Il mondo di Babbo Natale . L’evento, che si svolgerà dall’8 al 26 dicembre 2016 in  via G. Mundo, di fronte al parcheggio comunale, si presenterà come un agglomerato di cose semplici ma parecchio desiderate, fatte di mercatini di Natale, street food  e la presenza di un Babbo Natale d’eccezione  in grado di invogliare grandi e piccini. L’idea è quella di allestire un vero e proprio villaggio, con tanto di elfi e ufficio postale. Marcianise, però, come tutte le città, è anche un luogo pieno di vissuti e storia. La saggezza ci insegna che senza una buona conoscenza delle proprie radici e impossibile pensare ad un futuro fortificato e fortificante. Proprio per questo, ogni scusa e ottima per saperne di più.

Natale a Marcianise: coinvolta anche la storia del  castello di Loriano

 Per una scusa a portata di mano, esiste una buona causa a cui ridare valore. Stando alle dichiarazioni del sindaco di Marcianise, infatti, anche la fortezza  di origine medievale, ubicata nel centro storico della città , meglio conosciuta come” il castello di Loriano” sarà ampliamente coinvolta nella corposa festa natalizia. I motivi di questa scelta non sono difficili da supporre, perché se è vero che le mura di cinta e le torri merlate sono parecchio note alla comunità, non è certamente un dettaglio trascurabile il fatto che pochi marcianisani ne conoscano la storia.

È convenzione popolare credere che più o meno agli inizi dell’ ottocento, il castello in questione  fu dimora di Napoleone Bonaparte. Tale diceria, si è diffusa  perché in un tempo immediatamente successivo l’edificio  prese ad accogliere  militari francesi. Citata anche nel romanzo “il dormiveglia” di Giuseppe Bonaviri, perché la moglie, Raffaella Osario, era originaria di Marcianise, la fortezza di Loriano è diventata persino “un ambiente” favorevolmente riconosciuto dalla letteratura.

Oggi, il castello è   un’abitazione privata e ha subito molte trasformazioni che  ne hanno, inevitabilmente, alterato  l’aspetto originale: sono riconoscibili solo la torre, le mura di confine e la chiesa confinante. Alcuni studiosi pensano che sotto il castello siano presenti alcuni tunnel che servivano, in caso di attacco nemico, come via di fuga.

 

Natale: A Marcianise si accende la festa was last modified: novembre 15th, 2016 by L'Interessante
15 novembre 2016 0 commenti
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Volalto
In primo pianoSportVolley

Volalto: vince la Millennium Brescia ma per Caserta gli applausi sono doverosi

scritto da L'Interessante

Volalto

E’ ancora fatale il tie break per la VolAlto, come già accaduto a Trento si ferma al quinto set il sogno vittoria delle rosanero

Vince la Millennium Brescia, ma per Caserta, che conquista il secondo punto in trasferta su tre gare giocate, gli applausi sono doverosi. Grandissima la prestazione delle ragazze di coach Gagliardi. Su di un campo non semplice e contro una avversaria sempre andata a punti in questo avvio di stagione, le volaltine si sono rese protagoniste di una gara maiuscola. La sconfitta è arrivata al tie break A dispetto delle solite cassandre pronte a lanciare i loro dardi contro la squadra, Pascucci e socie hanno sfoderato una prestazione a cinque stelle per intensità, grinta e dedizione. Un match che ha visto le campane andare due volte avanti nel computo dei set ed andare vicini a chiudere la contesa al quarto. Non è andata così. Come già accaduto con Trento le casertane avrebbero potuto anche strappare i tre punti da questa trasferta. Peccato. Si ritorna, però, a casa con un punto in più in classifica e con la consapevolezza di essere team di alto profilo. Un team in grado di giocarsela alla pari con chiunque. Domenica si attende la Lillipu Settimo Torinese. Sarà l’ora X per il ritorno al un successo.
1° set
Un ace di Saccomani apre lo score ma al di al della rete  Percan dimostra di essere subito in gran spolvero. La gara è equilibrata (6-6 Saccomani, 8-8 Percan), La Millenium commette qualche errore di troppo e permette alle campane di allungare (9-11). Capitan Viganò sigla l’11-12, ma è Caserta a macinare e gioco e punti sino al 13-17. Baldi al servizio riaccende la speranza di rimonta, il gioco bresciano non decolla e così Mazzola decide di dare fiducia a Garavaglia per Saccomani. Punto dopo punto la squadra di casa prova a rientrare (19-21 con Viganò), Dall’Ara, entrata per Martinelli, forza il servizio, ma non riesce a dare la svolta. La VolALto è granitica e cinica nello sfruttare gli errori bresciani: Percan chiude il set (22-25)
2° set
  La Millenium non si perde d’animo. Nel secondo parziale resta in campo Garavaglia e la partenza delle padrone di casa è forte: 6-2, griffato da Martinelli. La Volalto non sbanda. Resta in gara (9-8, Percan) e segue la scia delle padrone di casa, pareggiando i conti sul 14-14.  Lapi e Viganò in pipe regalano un nuovo doppio vantaggio a Brescia (16-14).  Le ospiti, sospinte da Percan, non mollano. La squadra di casa riprende il vantaggio con un muro di Martinelli (18-17), Caserta dalla linea dei nove metri con Aquino sorpassa le padrone di casa (18-19).  Per la casertana, prodotto volaltino doc, è il suo pirmo punto in serie A. Nel momento più difficile del set salgono in cattedra Lapi e Viganò: la centrale toscana ed il capitano sono protagoniste del break che capovolge il parziale (24-20). Un servizio vincente di Martinelli regala il set a Brescia: 25-20. 
3° set
Primi cambi equilibrati nel terzo set. Garavaglia trasforma il 6-6, le rosanero con Strobbe si portano sull’8-12. Le padrone di casa con mollano, Baldi e Garavaglia innescate da Prandi rientrano in corsa. L’alzatrice all blacks sigla il 12-12; Il momento favorevole del Millenium si trasforma il con il 15-14 realizzato da Baldi. Caserta rientra con prepotenza (18-22), Mazzola gioca la carta Biava per Viganò, l’ingresso di Zampedri irrobustisce la difesa, ma sono le campane a tenere in mano le redini del gioco. La correlazione muro difesa da ottimi risultati. Caserta chiude con Strobbe (20-25).
4° set
Primi punti del quarto set a favore di Brescia. Garavaglia precisa dalla battuta e pungente in attacco realizza il 6-3, costringendo coach Gagliardi a chiamare il tempo. Un attacco di Percan ed un errore di Baldi permettono al Volalto di segnare il 7-5. La gara è molto intensa, Brescia più concreta realizza il break con Martinelli  ed un attacco di Pascucci realizza l’11-8; le ospiti rientrano in corsa (errore di Martinelli, 14-13) e Percan segna il 15-15. Un errore bresciano regala il vantaggio a Caserta costringendo Mazzola a chiamare il tempo (15-16). Un mani out di Viganò segna il 17-17; lo stesso capitano in lungo linea riporta in vantaggio Brescia (19-18). Le due formazioni continuano a rincorrersi (22-22). Garavaglia e Baldi regalano due set ball a Brescia (24-22), Caserta ne annulla uno.  Poi sbaglia il servizio e prolunga la sfida del PalaMillenium al quinto set. 
5° set
Dopo i primi scambi Brescia innesta la quarta marcia con Garavaglia che con una parallela millimetrica realizza il 6-3. Un ace di Baldi regala il cambio campo (8-3).  Brescia vola su ritmi (11-5). Caserta non molla ed accorcia le distanze (11-8). Baldi e Viganò segnano lo strappo decisivo e portano a casa il primo tie-break della stagione.
Post partita
   
Enrico Mazzola (Millenium Brescia). “Finalmente abbiamo vinto un tie-break e questo poteva diventare un incubo a lungo andare. Abbiamo preso fiducia alla distanza e siamo riusciti ad esprimere il nostro gioco. Possiamo solo migliorare”.
Guada Cecchetto (Volalto Caserta). “Ci sarebbe servita una vittoria. Abbiamo espresso un buon gioco, peccato per la sconfitta ma questo punto fa morale”.
Pasquale Moschetti : Certamente una prestazione importante. Peccato per l’esito finale del tie break. Le ragazze hanno giocato una buona partita tenendo testa a delle rivali decisamente valide. Torniamo a casa con un punto ben consapevoli che abbiamo ripreso il nostro cammino.”
Millenium Brescia-Volalto Caserta   (22-25, 25-20, 22-25, 25-23, 15-9)
Millenium Brescia: Baldi 18, Garavaglia 14, Viganò 22, Portalupi (L), Biava, Martinelli 12, Saccomani 2, Prandi 2, Zampedri, Dall’ara, Lapi 13. A disposizione: Dall’acqua, Mazzoleni. All: Mazzola, assistente Zanelli.
Muri vincenti: 3. Servizi vincenti: 5. Servizi errati: 11.
Volalto Caserta: Percan 32, Avenia, Aquino 1, Cecchetto (L),  Strobbe 10, Astarita 13, Agrifoglio 4, Barone, Pascucci 12, Bertesaghi 1, Mio Bertolo 7. A disposizione: Boriassi. Allenatore: Galgliardi, assistente:Russo.
Muri vincenti: 7. Servizi vincenti: 6. Servizi errati: 14
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Volalto: vince la Millennium Brescia ma per Caserta gli applausi sono doverosi was last modified: novembre 14th, 2016 by L'Interessante
14 novembre 2016 0 commenti
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Malacqua
CulturaIn primo pianoLibri

Malacqua di Nicola Pugliese per la Tullio Pironti Editore: un’appassionata vicenda editoriale

scritto da L'Interessante

Malacqua

Di Roberta Magliocca

Quattro giorni di incessante pioggia a Napoli. Un fenomeno tanto inusuale. Malacqua di Nicola Pugliese, ne fotografa la straordinaria possibilità che non ricapiti più.

Davanti ai portoni della propria esistenza, a Napoli in quei giorni si aspetta qualcosa: la salvezza, ‘o miracolo, o la distruzione, ‘a mort.

Personaggi diversi, con diverse emozioni non solo assolute, ma anche relative alla pioggia e a quella Napoli così stranamente assurda, bagnata e cupa.

Perchè è questo il punto. I personaggi con i loro pensieri e i loro corpi non sono i protagonisti. Al centro di tutto il libro di Nicola Pugliese è Napoli: una fotografia meravigliosa che ci mostra le strade e i mondi che le abitano.

Malacqua: l’incredibile vicenda editoriale

Come il libro, straordinaria è la vicenda editoriale di questo libro:

Il libro uscì nel 1977 per Einaudi, dietro spinta di Calvino che intuì la bellezza e la novità della scrittura di Pugliese. La storia dice che il romanzo andò a ruba e si esaurì in poco tempo. Si dice anche che il molto orgoglioso e riservato Pugliese si fece violenza chiedendone a Einaudi la ristampa. Ristampa che non ci fu mai. In tutti questi anni si racconta di ricerche di appassionati tra i librai del centro storico di Napoli, di fotocopie vendute a caro prezzo, di offerte economiche molto elevate per acquistarne una singola copia. Anni di silenzio, fino alla morte di Pugliese (2012). Suo fratello Armando ricevette precise disposizioni dallo scrittore affinché il libro fosse ripubblicato da Tullio Pironti, cosa che è avvenuta tra lo stupore dell’editore e la gioia di molti, nel 2013.

Malacqua di Nicola Pugliese per la Tullio Pironti Editore: un’appassionata vicenda editoriale was last modified: novembre 14th, 2016 by L'Interessante
14 novembre 2016 0 commenti
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costellazioni
CulturaIn primo pianoTeatro

Costellazioni ad Officina Teatro

scritto da L'Interessante

Costellazioni

di Maria Rosaria Corsino

Lei, lui, le api e la cosmologia quantistica.

E’ questo in fondo, Costellazioni. O forse no.

E’ la storia, anzi, le storie di Marianna e Orlando che si incontrano per caso e finiscono per amarsi.

Al loro amore è affiancata la teoria della fisica quantistica per la quale esiste un numero infinito di universi con un numero infinito di azioni e reazioni.

La teoria del caos e Costellazioni

La trama di per sé è molto semplice: una normale ,quasi banale, storia d’amore con i suoi alti e bassi.

A complicare il tutto però è la domanda che ognuno di noi si è posto almeno una volta: e se avessi fatto così? Se fosse andata così?

Marianna lascia Orlando, Orlando lascia Marianna, Marianna e Orlando restano due conoscenti.

In Costellazioni ogni teoria diventa una scena, rotta ogni tanto da flashback e anticipazioni.

Marianna si ammala, Orlando le resta vicino.

Lei non sa se vuole continuare a lottare o arrendersi.

E’ un’indagine, in fondo, sul ruolo che il caos gioca nelle nostre vite.

Assolutamente divertente ma disperatamente triste, Costellazioni ci pone davanti al fatto che nulla è certo.

A parte una cosa: non ci si può leccare le punte dei gomiti.

Costellazioni ad Officina Teatro was last modified: novembre 14th, 2016 by L'Interessante
14 novembre 2016 0 commenti
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Terremoto
AttualitàIn primo pianoParliamone

Terremoto: la liquefazione del terreno

scritto da L'Interessante

terremoto

di Antonio Andolfi

Oltre allo sciame sismico, in alcune zone colpite, e per particolari condizioni del suolo, si verifica la liquefazione del suolo: ecco in breve che cos’è e come avviene.

Com’è già accaduto per il terremoto in centro-nord Italia nel 2012, anche gli eventi sismici iniziati nell’agosto 2016 hanno portato alla ribalta, in alcuni luoghi, un altro aspetto dei terremoti, la cosiddetta liquefazione del terreno (o liquefazione del suolo), in particolare in seguito alla scossa del 30 ottobre scorso, di magnitudo 6.5.

Il fenomeno è strettamente connesso alla natura del terreno della zona dove si verifica il terremoto. In questa occasione è stato osservato a Santa Vittoria in Matenano (Fermo), a circa 40 km dall’epicentro della scossa (ma non è escluso che sia avvenuto anche altrove, inosservato).

Terremoto. Come funziona la liquefazione del terreno

In pratica, succede che un sedimento sottoposto a pressione e vibrazione perda temporaneamente, ma improvvisamente, resistenza e si comporti come un liquido denso. Questo può accadere su terreni sabbiosi o argillosi, in zone ricche d’acqua. A seconda del luogo dove avviene, il fenomeno può avere conseguenze più o meno gravi: dalle improvvise valanghe di fango – se la liquefazione interessa un versante collinare – al cedimento di edifici, che sprofondano per diversi centimetri nel terreno e possono perciò crollare o risultare poi inagibili. Naturalmente il fenomeno può avvenire anche in campagna, in zone coltivate, con danni materiali più contenuti.

Terremoto: la liquefazione del terreno was last modified: novembre 14th, 2016 by L'Interessante
14 novembre 2016 0 commenti
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casertana
In primo piano

CASERTANA SFIORA LA VITTORIA E BLOCCA SUL PARI LA CAPOLISTA JUVE STABIA. I TIFOSI FANNO PACE CON LA SQUADRA

scritto da L'Interessante

casertana

di Pasquino Corbelli

Casertana che fa pace con i tifosi con una prestazione per nulla timorosa al cospetto della capolista Juve Stabia che ha avuto più di una difficoltà nel contenere le giocate dei rossoblù. Anzi, a recriminare sono proprio i padroni di casa che, nonostante l’inferiorità numerica, hanno sfiorato la vittoria in più di un’occasione.

Casertana intraprendente e propositiva nonostante l’inferiorità numerica

Casertana che ha da recriminare molto in una gara in cui ha mostrato voglia, carattere e bel gioco contro le vespe stabiesi  accreditate per la vittoria finale.
L’inferiorita’ numerica e una serie di decisioni arbitrali hanno privato i falchetti di un risultato sicuramente più importante.  Resta sicuramente la prestazione che certifica che la Casertana è in crescita e che sta dando continuità a quanto fatto vedere a Cosenza e prima ancora con il Fondi in casa.
Reduce dalla vittoria di sette giorni orsono, che ha consentito a Carlini e compagni di interrompere la striscia negativa di mancanze di vittorie, la formazione rossoblu prova a dare continuità ai tre punti conquistati in terra silana.

Mister Tedesco dopo la prova in coppa Italia di mercoledì scorso a Macerata, lancia dal primo minuto Rainone che ritrova
il campo in campionato dopo l’infortunio subito a Francavilla Fontana, e che va ad occupare il ruolo di centrale difensivo insieme a D’Alterio.
Altro rientro in campo è quello di Pezzella che si riappropria della corsia mancina a danno di Ramos, domenica decisivo nella rimonta contro il Cosenza.
In casa Juve Stabia invece nessuna sorpresa nell’undici titolare schierato da mister Fontana: chiave del centrocampo all’ex rossoblu Capodaglio e tridente offensivo, composto da Ripa, Marotta e Sandomenico che ha vinto il ballottaggio con Del Sante che parte dalla panchina.

Partita emozionante e spettacolare 

Gara vibrante fin dai primi minuti e al 7’ il settore ospite esplode: cross dalla sinistra di Sandomenico che trova a centro area l’accorrente Izzillo che di testa batte Ginestra. Ma il tutto è vanificato dalla posizione irregolare del centrocampista Stabiese. La risposta della Casertana arriva al 15’: contropiede portato avanti da Carlini che perde il momento per servire Corado a centro area e Russo riesce a fare sua la sfera in presa bassa. La spinta dei falchetti non si ferma: al 23’ una doppia occasione per la formazione rossoblu che prima con Carlini e poi con Carriero impegna Russo che è costretto a rifugiarsi in angolo. Sul corner conseguente, battuto da Carlini. a centro area svetta Corado di testa che non lascia scampo a Russo che proteso in tuffo nulla può per evitare alla sfera di finire in rete. La formazione ospite prova a rispondere al gol dei
falchetti: al 35’ punizione dalla destra battuta da Liviero su cui si avventa Ripa ma il colpo di testa dell’attaccante gialloblu si perde alto sopra la traversa.  Casertana che appare in controllo della gara è non sembra essere in soggezione davanti alla capolista del girone. Senza minuti di recupero il direttore di gara manda le due squadre al riposo e gli applausi scroscianti del Pinto sono il segno di apprezzamento per un primo tempo giocato veramente ottimamente dalla Casertana.

Secondo tempo

Senza cambi le formazioni che iniziano la ripresa. Al 52’ ospiti vicini al pareggio: assist di Marotta per Izzillo che da due passi batte a colpo sicuro, ma sulla traiettoria trova un Ginestra prodigioso che nega la gioia del gol al calciatore  ospite.  Al 57’ punizione di Carlini su cui impatta Rajcic che di testa costringe Russo a smanacciare la sfera in angolo. Al 58’ falchetti che restano in inferiorità numerica: secondo giallo per Carriero, questa volta per simulazione e il centrocampista è costretto a rientrare anzitempo negli spogliatoi. L’uomo in meno costringe mister Tedesco a dover rinunciare ad un attaccante per inserire un centrocampista lasciando Carlini e Corado a reggere il peso dell’attacco. Al 74’ Juve Stabia vicina al pareggio: conclusione in spaccata di Ripa da sotto misura e la sfera lambisce il palo. Al 76’ e dopo un lungo incedere gli ospiti trovano il pareggio: conclusione dal limite dell’area di Mastalli che non lascia scampo a Ginestra. All’85’ ancora formazione ospite pericolosa: Kanoute lanciato nello spazio da Del Sante batte in diagonale ma Ginestra fa buona guardia e blocca la sfera in tuffo. Ultimi minuti di sofferenza per la formazione rossoblu che prova a spegnere con non poca sofferenza le folate della formazione ospite protesa a cercare il gol del successo. Dopo cinque minuti di recupero un contestatissimo Guccini di Albano Laziale manda le due squadre negli spogliatoi tra gli applausi convinti dei tifosi rossoblu.

Il tabellino della gara 

Casertana: Ginestra; Finizio, D’Alterio, Rainone, Pezzella  (dal 60’ Ramos); Carriero, Matute, Rajcic; Orlando (dal 60’ De Marco), Corado, Carlini. A disp.: Fontanelli, Anacoura, Giorno, Lorenzini, Giannone, De Filippo, Colli, Taurino. All. Tedesco.
Juve Stabia: Russo; Cancellotti, Morero, Atanasov, Liviero; Mastalli, Capodaglio, Izzillo (dal 72’ Lisi) Sandomenico, Ripa (dall’82’ Del Sante) Marotta (dal 65’ Kanoute). A disp.: Bacci, Amenta,  Zibert, Camigliano, Liotti, Salvi, Esposito, Rosafio, Montalto. All. Fontana
ARBITRO: Francesco Guccini  di Albano Laziale
ASSISTENTI: Santoro di Roma 1 e Diomaiuto di Albano Laziale
AMMONITI: Carriero,  Orlando, Mastalli, Rajcic,  Ripa, Kanoute
ESPULSI: Carriero al 58’per doppia ammonizione
RETI: 24’ Corado, 76’ Mastalli
NOTE: Spettatori 3500 circa con una folta presenza di tifosi provenienti da Castellammare di Stabia

Pasquino Corbelli

CASERTANA SFIORA LA VITTORIA E BLOCCA SUL PARI LA CAPOLISTA JUVE STABIA. I TIFOSI FANNO PACE CON LA SQUADRA was last modified: novembre 13th, 2016 by L'Interessante
13 novembre 2016 0 commenti
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juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA ESPUGNA CANTU’ 83 a 82 E SOGNA IN GRANDE

scritto da Walter Magliocca

juvecaserta

Juvecaserta alla quarta trasferta, su quattro, in terra lombarda. Questa volta è il paladesio di Cantù ad ospitare le gesta e una grande vittoria degli uomini in canotta nera di Sandro Dell’Agnello.

Primo quarto 28 a 24

Gara che non delude le aspettative: October Cantù non in buon momento e che prima della gara ha tagliato il giocatore Romeo Travis, americano con passaporto macedone. Caserta, dal suo canto, vuole confermare il momento positivo e la posizione di classifica conquistata. Ed è proprio la pasta reggia che parte a spron battuto ma i padroni di casa non mollano. Difese deficitarie e attacchi schioppettanti. A 3’19’’ il punteggio è di 20 pari. Caserta commette qualche errore di troppo e lascia qualche punto: 28 a 22 a 1’ dal termine, massimo vantaggio canturino e tempo che si chiude sul 28 a 24.

Secondo quarto 46 a 41

Non cambia l’inerzia del match. Caserta non riesce a recuperare, ma mantiene il passo ai canturini che, come da previsioni, hanno la meglio a rimbalzo.

E’ l’equilibrio l’elemento caratterizzante del tempo che si chiude sul 46 a 41.

Terzo quarto 59 a 53

Dovrebbe essere la frazione della JuveCaserta. Ma le difese ritornano protagoniste e il tempo fa registrare un parziale di 13 a 12. Sosa non riesce ad essere determinante e,  quando è in campo, condiziona la squadra sia in positivo ma più in negativo: 48 a 43 a 5’ e 35’’. 50 a 47 a metà frazione. La partita entra nel vivo e Caserta si avvicina con canestro di Watt: 50 a 46 a 4’ e 30’’. Brutta la gara, ma quello che conta è il risultato. Dell’Agnello “registra” la difesa: 53 a 51 a 2’30’’. Sagra degli errori con Cinciarini e Watt. A 47’’ Cantù di nuovo a + 6: 57 a 51. E 59 a 26’’. La frazione si chiude sul 59 a 53.

Ultima frazione 82 – 83

Juvecaserta inizia con due canestri di Cinciarini, 59 a 57 a 9’05’’. Nuovo Cinciarini da tre e Caserta si avvicina 62 a 60. Ma Cantù non cede e vince la lotta ai rimbalzi: a 7’ e 25’’ 66 a 62. 71 a 68 5’35’’. Watt, 20 punti, è determinante ma Cantù intensifica la difesa su di lui. 73 a 70 a 32’ e 23’’. Caserta tesorizza l’ottima difesa e a 2’ e 02’’ raggiunge il primo vantaggio del secondo tempo: 73 a 75 su tiro dall’arco del solito Cinciarini. Johnson e schiacciata di Watt fissano il risultato sul 75 a 77. Tiro libero di Lawall e 76 a 77 a 1’e10’’. Ma Bostic dall’arco prima e poi con il quinto fallo commesso diventa protagonista: 79 a 80. Ma Sosa dall’arco e Noders per Cantù 82 a 83. Cantù non fa fallo e Caserta sbanca il Paladesio.

Juvecaserta outsider del campionato

Nonostante le difficoltà societarie, la squadra sul campo è l’effettiva sorpresa di questo inizio di campionato. Ora Caserta sogna: Final hight e playoff.

JUVECASERTA ESPUGNA CANTU’ 83 a 82 E SOGNA IN GRANDE was last modified: novembre 13th, 2016 by Walter Magliocca
13 novembre 2016 0 commenti
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Requiem
CulturaIn primo pianoTeatro

Requiem a Pulcinella ad Officina Teatro

scritto da Roberta Magliocca

Requiem a Pulcinella

Di Roberta Magliocca

Pulcinella, uno e trino. Nel nome del padre, del figlio e del nonno, della signora con le borse della spesa, della vecchietta in chiesa, di chi promette e dopo toglie, di chi brucia e avvelena, di chi brucia per protesta, di chi brucia per stanchezza.

Sul palco di Officina Teatro un pulcinella lontanissimo da castagnette e tarantelle, nessun abito bianco di purezza assoluta, ma un pulcinella sommerso dal puzzo della Terra dei Fuochi, avvelenato da chi? Da Pulcinella stesso.

Pulcinella, al secolo Damiano Rossi, in scena magistralmente coniuga parola e fisicità, in una danza dal tempo scuro, dalla morte certa. Ma è come se, cosciente della sua imminente dipartita, pulcinella vomitasse al pubblico la decostruzione dei luoghi comuni e della società così come ce la vogliono far bere: avvelenata ma ricoperta di zucchero. E la sua invettiva la vomita in una frase sola, durata tutto lo spettacolo.

Ed è qui la forza e l’originalità dello spettacolo: perché della Terra dei Fuochi sentiamo parlare da anni ormai, e continuamente da anni continuano a morirci sotto al naso parenti ed amori, amici e conoscenti, sconosciuti ma gemelli di un medesimo destino. E allora vuol dire che le parole che ci arrivano, così come le notizie, non sono quelle giuste. Damiano ha capito il valore della parola. Della parola non in quanto chiacchiera, ma portatrice di un significato univoco e solo, lontano dai modi di dire e dalle omertà.

E intorno alla parola ci ha costruito un intero spettacolo. Rimettendo il cappotto per uscire al freddo, fuori dal teatro ci si interroga sulle parole e sulla vicenda, sulla morte che si pensa essere l’opposto della vita, mentre è solo l’opposto della nascita. Ed è questo l’ultimo luogo comune smantellato. La vita non ha opposti. Non andiamole contro. Pensiamo di più alle parole. E comportiamoci di conseguenza.

Di una bravura che sconcerta i tre pulcinella in palcoscenico. Quella bravura che caratterizza chi fa teatro per comunicare e non per gli applausi. E a quel punto, però, gli applausi scrosciano lunghissimi, tanto da far uscire in scena gli attori trafelati più e più volte come è successo ad Officina Teatro. Lunghissimi e decisi, di quegli applausi che ti fanno male le mani. Eppure continui.

REQUIEM A PULCINELLA

di e con Damiano Rossi

turntablist Ivan Alfio Sgroi

coro, figure, tecnica Tommaso Renzuto Iodice

Requiem a Pulcinella ad Officina Teatro was last modified: novembre 14th, 2016 by Roberta Magliocca
12 novembre 2016 0 commenti
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