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In primo piano

terremoti
AttualitàIn primo pianoParliamone

Il laboratorio dove si simulano i terremoti

scritto da L'Interessante

terremoti

di Antonio Andolfi

 

A Pavia, in una zona a rischio sismico molto basso, è possibile sperimentare scosse di terremoto di intensità pari o anche superiore a quelle che stanno avvenendo in questi giorni nel Centro Italia e nelle Marche in particolare. Com’è possibile? Grazie ai test che vengono condotti nel TreesLab, un laboratorio della Fondazione Eucentre.

Nel laboratorio di Pavia, dove si simulano i terremoti

A Pavia si può vedere un edificio di quattro piani agitato da potenti scosse di terremoto… Non perché siamo in un territorio sismico, ma perché i tecnici del laboratorio TreesLab della Fondazione Eucentre possono riprodurre questi eventi a piacimento. TreesLab è forse il più avanzato centro europeo per la simulazione in laboratorio degli effetti dei terremoti sulle strutture edilizie.

Affidandosi alle esperienze californiane e giapponesi, i tecnici hanno messo in piedi questo centro dove imponenti apparati strumentali e modelli al computer simulano gli effetti di violenti terremoti. I clienti del TreesLab sono coloro che sviluppano tecnologie antisismiche, e vengono qui a testarle. Ma anche le grandi compagnie di riassicurazione che vogliono stabilire scenari credibili sui danni che un terremoto causerebbe in una certa zona. Gli edifici, a dimensione reale o in scala 1:2, vengono posti su una piattaforma vibrante che simula l’oscillazione dovuta alla scossa sismica. Una rete di sensori misura le sollecitazioni puntuali sulle strutture. Una volta simulato il terremoto, si controllano i danni, anche quelli che in una situazione normale non sarebbe facile osservare .

I test misurano la reazione al sisma degli edifici realizzati in cemento armato e muratura. Un edificio, alto circa 5,50 metri e con una pianta di 20 metri quadrati, in scala 1:2 per riprodurre un’abitazione di 11 metri d’altezza,  è stato sottoposto a una scossa con un’accelerazione di gravità di circa 0,6 g, simile a quella fatta registrare dal sisma dell’Aquila che è stata di 0,65 g.

L’accelerazione genera la forza con cui il terremoto scuote gli edifici con oscillazioni orizzontali. Un’accelerazione di 0,6 g significa che l’abitazione riceve alla base spinte orizzontali la cui forza è superiore al 60% del peso dell’edificio.

Grazie all’analisi dei danneggiamenti subiti dall’edificio, gli ingegneri potranno conoscere più a fondo la vulnerabilità al sisma delle strutture costruite così. In prospettiva la ricerca in questo ambito consentirà di valutare come le costruzioni di questo tipo già esistenti possano essere rinforzate o ristrutturate al meglio.

Eucentre è una fondazione creata nel 2003 dal Dipartimento della Protezione Civile, dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, dall’Università degli Studi di Pavia e dalla Scuola Superiore Universitaria IUSS di Pavia. Obiettivo di Eucentre è promuovere la ricerca e la formazione nel campo della riduzione del rischio sismico. I sistemi di costruzione antisismica sono ben conosciuti e diffusi soprattutto nei Paesi più sviluppati, come il Giappone, ma mantengono comunque costi elevati. I più moderni grattacieli di Tokyo hanno resistito egregiamente, nel marzo 2011, al forte terremoto che ha provocato lo tsunami e il disastro della centrale nucleare di Fukushima. In quell’occasione la scossa più potente fu del nono grado della scala Richter. La vera sfida, però, è realizzare edifici antisismici a basso costo.

Il laboratorio dove si simulano i terremoti was last modified: novembre 10th, 2016 by L'Interessante
10 novembre 2016 0 commenti
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ora
CulturaIn primo pianoLibri

Adriana Caprio presenta “ Ora ”

scritto da L'Interessante

Ora

di Maria Rosaria Corsino

Si è tenuta Sabato 5 Novembre al D’Oro Caffè la presentazione del libro di Adriana Caprio, classe ’96 diplomata al Liceo Classico Pietro Giannone e attualmente iscritta alla facoltà di lettere classiche presso la Seconda Università degli Studi di Napoli.

Il romanzo, intitolato “ Ora ”, prende il nome dal pianeta su cui le quattro eroine sono convocate per combattere una minaccia che potrebbe distruggere l’intero Universo.

Ora: la trama e i personaggi

Nala, Fiamma, Elis e Fill sono delle semplici studentesse di lettere classiche a Napoli, che vengono convocate un giorno dalla regina di Ora, Aurora.

La scelta di Napoli non è casuale afferma Adriana, perché è la città del mare, elemento a cui è fortemente legata.

Legata è anche alle sue protagoniste: Nala è l’acqua, la parte più complessa della personalità della Caprio, Fiammetta la sua parte più chiusa, Elis la sua parte più leggera e Fill… neanche lei sa dirlo.

Ma legato all’acqua non è solo Nala ma anche Iudor, comandante dell’esercito di Ora.

Misterioso, inafferrabile e profondo come il mare, Iudor è il classico dark hero estremamente complesso.

E la chiave di tutta la storia.

Ma Iudor è anche la guerra, in lotta contro il mostro e con se stesso.

E così anche Nala deve combattere due guerre: una esteriore per Ora e una interiore visti i sentimenti per Iudor.

Afferma Adriana :

“Il viaggio che le ragazze compiono è soprattutto un viaggio spirituale, di conoscenza personale.

Il destino di ognuna sarà compiuto quando ciascuna troverà la sua verità.

La verità di Nala è Iudor.”

Tutto è destinato a qualcosa secondo l’autrice, e ci sono parti di noi che non possiamo nascondere.

Una storia profonda, toccante, in cui ognuno può ritrovare se stesso, “ Ora ” è uno di quei romanzi che ti resta dentro.

E Adriana Caprio è la dimostrazione che se credi nei tuoi sogni, puoi realizzarli.

Adriana Caprio presenta “ Ora ” was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
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Napoli
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Napoli tra amore e pregiudizio

scritto da L'Interessante

Napoli

Di Miriam Gargiulo

Napoli è forse una delle città più chiacchierate del mondo. C’è chi ne parla bene e porta sempre un pò di Napoli nel cuore e chi non perde occasione di parlarne male. Mi capita spesso di ascoltare o leggere commenti negativi sulla città e sulla sua gente. Negli anni ho capito che esiste la strana e malsana abitudine di evidenziare solo gli aspetti negativi. Sono troppe le persone che ancora oggi, vittime degli stereotipi, la considerano  la patria della camorra, dei ladri e dei truffatori. Sono troppe le persone che non riescono a guardare al di là delle apparenze e preferiscono rimanere aggrappate a stupidi pregiudizi, senza riuscire e –a mio avviso- volere, vedere anche i lati positivi. Ridurre Napoli alla camorra e ai malviventi, è peculiare di chi forse a Napoli non c’è neanche mai stato. E’ l’atteggiamento tipico di chi è convinto che se vai a Napoli, devi guardarti bene le spalle e stare attento a tenere stretta la borsa se non vuoi che te la rubino.

Napoli è una realtà che pochi riescono a capire

Troppo spesso si dimentica che accanto alla parte marcia della città, vive quella sana ed onesta. Troppo spesso le sue bellezze, i suoi colori, i suoi profumi, i suoi sapori, la sua arte, le sue tradizioni, le sue strade e i suoi vicoli che risuonano della tipica e verace teatralità del popolo napoletano, sono oscurati dalle notizie di sparatorie, omicidi, truffe e terreni inquinati. Notizie che fanno sempre più rumore delle altre. Si! Perchè le sparatorie, gli omicidi, le truffe e l’inquinamento interessano anche le altre città, ma quando riguardano Napoli, suscitano sempre maggiore clamore e scandalo.

Napoli non è solo “Gomorra”

Non è solo la malavita che ci mostrano film, telegiornali e serie tv. Napoli è una città magica, ricca di storia e di poesia, da sempre protagonista di brani musicali come “Napule è” del grande Pino Daniele e di opere e aforismi di scrittori da Leopardi a Di Giacomo, colui che ha fatto di questa città il tema principale della sua produzione, tessendo elogi della città e del suo popolo. E ancora Boccaccio, Ippolito Nievo, Pasolini, Matilde Serao, Erri De Luca, Goethe e Stendhal che così scriveva: “Parto. Non dimenticherò né la via Toledo né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo.”

Napoli tra amore e pregiudizio was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
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dieci piccoli indiani
CulturaIn primo pianoTv

Dieci piccoli indiani, il successo di Agatha Christie su Giallo

scritto da L'Interessante

Dieci Piccoli indiani

Di Erica Caimi

Nell’anno in cui ricorre il quarantesimo anniversario della morte della scrittrice, Giallo manda in onda in prima tv assoluta la miniserie inglese tratta dall’omonimo libro di Agatha Christie, divisa in due serate domenica 6 e lunedì 7 novembre alle 21. “Dieci piccoli indiani”, “Ten Little Niggers” in UK, esce nel lontano 1939 e si rivela un successo assoluto, vendendo oltre cento milioni di copie in tutto il mondo. La BBC ci regala un’ottima trasposizione televisiva del grande capolavoro, grazie a un cast di altissimo livello e una scrittura precisa, ponderata, ma di grande effetto. In UK è stata trasmessa in tre parti da BBC One, per celebrare i 125 anni di Agatha Christie, ed è stato visto da oltre sei milioni di telespettatori. Anche oltreoceano ha incassato gli apprezzamenti del pubblico.

Interpreti e sceneggiatura di “Dieci piccoli indiani”

La sceneggiatura di “Dieci piccoli indiani”, in UK “And Then There Were None”, è opera della talentuosa Sarah Phelps, il cui curriculum sfoggia importanti collaborazioni di scrittura per il teatro nella Royal Shakespeare Company e per il piccolo schermo. Il suo adattamento televisivo coglie in pieno l’intento del romanzo di Agatha Christie e, come il libro, è in grado di trasmetterlo: lo spettatore, immedesimandosi con lo stato d’animo dei personaggi, si sente addosso il peso dell’angoscia, dell’attesa, della disperazione e percepisce quell’opprimente sensazione claustrofobica data dalla consapevolezza di trovarsi in un luogo dal quale non si può scappare. E’ percepibile la cura al dettaglio, sia scenografico sia delle interpretazioni che risultano misurate, ma di grande effetto.

Nel cast figurano, infatti, interpreti di notevole importanza che danno una lezione di grande teatro inglese, tra questi ricordiamo: Douglas Booth (Great Expectations, The Riot Club),  Charles Dance (Game of Thrones, The Imitation Game), Maeve Dermody (Black Water, Beautiful Kate), Burn Gorman (The Dark Knight Rises, Torchwood), Anna Maxwell Martin (The Bletchley Circle, Death Comes to Pemberley), Sam Neill (Peaky Blinders, The Tudors),  Miranda Richardson (Mapp & Lucia, Parade’s End), Toby Stephens (Black Sails, Jane Eyre), Noah Taylor (Peaky Blinders, Game of Thrones) e Aidan Turner (Poldark, The Hobbit Trilogy).

Dieci piccoli indiani: sinossi

Ambientato nel 1939, alla vigilia della seconda guerra mondiale, “Dieci piccoli indiani”, segue le vicende di dieci personaggi, sconosciuti tra loro, ciascuno con un torbido passato, che vengono contattati e riuniti dai coniugi Owen in una sperduta isola vicino alle coste del Devon, nel sud dell’Inghilterra. Dopo una prima cena in attesa dei misteriosi padroni di casa che nessuno ha mai incontrato, una voce proveniente da un grammofono ed amplificata per tutta la casa elenca i nomi di tutti i presenti e rivolge loro tremende accuse, inaugurando una lunga e straziante catena di omidici. Uno dopo l’altro vengono assassinati secondo modalità diverse e in scenari differenti, ma ben congeniati. Nel frattempo, il tempo peggiora e si ritrovano tutti bloccati, lontani dalla terraferma, senza via di scampo in balia dei nefasti eventi. L’angoscia danza sulle note della filastrocca appesa in ogni stanza, che comincia con “Dieci piccoli Indiani” , “Ten Little Soldier Boys” , prosegue con un verso sempre diverso fino a “…non rimase più nessuno”, “And Then There Were None”. Sull’isola niente è come sembra e abbattuta l’apparenza, ognuno dei personaggi deve fare i conti con il proprio macabro passato.

Dieci piccoli indiani, il successo di Agatha Christie su Giallo was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
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Volume
CulturaIn primo pianoLibri

Un volume sul lato oscuro di Napoli

scritto da L'Interessante

Volume

di Maria Rosaria Corsino

 

La giustizia e la camorra, il territorio e i disastri ambientali, la pubblica amministrazione e gli abusi edilizi, la politica e i mercanti di voti. Ci sono gli ultimi 25 anni della storia di Napoli raccontati con lucidità, precisione e senza ipocrisie nell’ultimo libro del magistrato Aldo De Chiara: “Per la mia Città”(Guida Editore). Un titolo che racconta del legame forte tra il magistrato napoletano, oggi in servizio alla Procura di Salerno, e la sua città che viene raccontata e sferzata col l’intransigenza del giurista miscelata con la passione civile di chi continua ad impegnarsi per un cambiamento possibile e lo prospetta in queste pagine ricche di impulsi propositivi.

Il volume verrà presentato in anteprima lunedì 7 Novembre alle ore 18 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa, dove due anni or sono proprio De Chiara aveva coordinato l’organizzazione del “Sabato delle Idee” dedicato alla Terra dei Fuochi con l’allora Ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando e con la partecipazione di tutti i comitati dei territori campani più martoriati dai disastri ambientali.

Alla presentazione del volume, coordinata dal direttore de “Il Mattino”Alessandro Barbano, prenderanno parte il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa,Lucio d’Alessandro, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris e il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, che proprio presso lanFacoltà di Giurisprudenza dell’Università Suor Orsola Benincasa ha fondato la prima cattedra italiana specificamente dedicata allo studio della Legislazione antimafia.

Presentazione del volume

Per verificarne l’attualità, la casa editrice Guida ripropone nel volume gli interventi scritti da Aldo De Chiara negli ultimi cinque lustri su alcune delle principali testate giornalistiche cittadine. Le analisi dell’opinionista traggono alimento, in gran parte, dalle vicende di Napoli e della relativa area metropolitana. Esse non si limitano ad evidenziare criticità, ma sviluppano meditate proposte al legislatore o alla pubblica amministrazione con l’unico comune denominatore dell’interesse della Città. È lo sforzo del cittadino che ama il luogo in cui è nato e vive. Cento articoli raggruppati in quattro aree tematiche: Ambiente e territorio, Giustizia, Sicurezza urbana, Politica e pubblica amministrazione.

Un volume sul lato oscuro di Napoli was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
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Alessia Macari
CulturaIn primo pianoTv

Grande Fratello Vip: vince Alessia Macari

scritto da L'Interessante

Alessia Macari

Di Vincenzo Piccolo

Mancava poco all’una quando la Blasi legge il verdetto, in diretta su Canale 5, che dichiara vincitrice della prima edizione del Grande Fratello Vip, la ciociara, Alessia Macari.

L’Irlandese di origini ciociare è nota al pubblico italiano per la sua partecipazione nel game-show di Paolo Bonolis “Avanti un altro”, che la vede appunto nelle vesti della “Ciociara”. Ovvero una simpatica ragazza che interviene nel gioco leggendo, e cantando, alcune domande, nel colorito dialetto della sua terra d’origine.

 

Eletta prima finalista dal pubblico, Alessia è arrivata al duello diretto con Gabriele Rossi

 

Molto amata dal pubblico, con diversi milioni di Followers sui principali social-network, Alessia è arrivata in finale quasi subito. Nella serata di ieri, insieme a lei c’erano Valeria Marini, Stefano Bettarini, Laura Freddi e Gabriele Rossi che ha battuto al televoto nel duello finale, risultando vincitrice.

A festeggiare nello studio, insieme a lei,c’erano tutti gli ex-concorrenti oltre ad Alfonso Signorini, opinionista indiscusso di questa edizione del GF Vip, e “la Capitana” Ilary Blasi.

Si conclude così la trasmissione più trash della televisione italiana, che ci ha fatto rivedere il concetto stesso di “VIP”. Dandoci la possibilità di capire che,tra un “bacio stellare” e uno “scolapasta”,non è tutto oro quello che luccica.

Grande Fratello Vip: vince Alessia Macari was last modified: novembre 8th, 2016 by L'Interessante
8 novembre 2016 0 commenti
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Romolo Bianco
CulturaIn primo pianoLibri

Io di Più: ecco la Napoli di Romolo Bianco

scritto da Roberta Magliocca

Romolo Bianco

Di Roberta Magliocca

“Io di più” dello scrittore, cantante, attore e chissà quante altre cose Romolo Bianco per la Tullio Pironti Editore. Mille Napoli. Tutte in una. Tutte e nessuna di esse

Napoli, estate. Il sudore della miseria e le notti invisibili di una Napoli che tutti sanno esistere sul serio, ma nessuno vuol conoscere davvero. Napoli, moglie. I sogni di un futuro da signora, ma ci si ritrova giovanissima ed incinta e il matrimonio che diventa l’unica soluzione. E addio aristocrazia napoletana, addio lusso . Napoli, figlie. Una brillante quasi dottoressa. Una senza diploma con un amore forte senza fondamenta economiche e lavorative. Napoli, lavoro. Quello che c’è, quello che fai da anni, in automatico senza pensarci, senza sognarlo. Senza. Napoli, breve. La scrittura di Romolo Bianco arriva dritto al punto. All’essenziale. Punto. A capo. E poi di nuovo punto. Di storia in storia, di emozione in emozione, di crudeltà in crudeltà, di fine in salvezza.

Che viaggio meravigliosamente infame, questo libro qui. Tra le pagine si sente la voce di una formazione unica e frammentaria allo stesso tempo: Lanzetta, il teatro e un po’ di strada vissuta, perchè altrimenti certi luoghi e profumi non sai descriverli. E per qualche parola ridi grottescamente, qualche rigo più in là ti incazzi veracemente per una Napoli bellissima e maledetta. Poi ti commuovi. Perchè se sai leggere, leggere sul serio, in ogni storia rivivi un po’ di te, un po’ del tuo passato, un po’ del tuo futuro da salvare. 

Romolo Bianco è nato a Napoli nel 1983. Attore e cantante, ha esordito giovanissimo con Mario Scarpetta, legandosi quindi alla tradizione del teatro popolare, e in particolar modo al lavoro di recupero delle canzoni classiche napoletane.
Nel 2005 inizia a collaborare con Peppe Lanzetta, portando in scena diversi spettacoli; ricordiamo in questa sede: Ricordo di Domenico Rea (2005), Unicum per Pomigliano (2006), Medea Napoli (2006), L’opera di periferia (2007); al 2010 si data la sua partecipazione allo spettacolo Blackout, di Andrea Manzi, con Mariano Rigillo.
Scrive e reinterpreta in chiave postmoderna la maschera di Pulcinella attraverso varie farse come Buona sera per tutte le sere(2008), Prendetelo, questo pazzo è vostro (2011) e L’Italia è tutta una farsa (2012).
Ha curato una nota rubrica per il quotidiano «Roma» sulla canzone classica napoletana e ha già al suo attivo un album, Always by Napoli, distribuito in Italia, Germania e Stati Uniti. www.romolobianco.com

 

Io di Più: ecco la Napoli di Romolo Bianco was last modified: novembre 14th, 2016 by Roberta Magliocca
8 novembre 2016 0 commenti
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dell'agnello
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DELL’AGNELLO SODDISFATTO ALLA SUA CENTESIMA PANCHINA SI CONTRAPPONE ALLA DELUSIONE DI BUSCAGLIA. SOSA: A CASERTA DA PROTAGONISTA

scritto da Walter Magliocca

dell’agnello

Caserta continua a stupire. La squadra guidata da coach Dell’Agnello viene riconosciuta quale sorpresa del campionato, in questa prima fase della stagione ed ha raggiunto una posizione in classifica non occupata da ben sei anni.

Il primo a raggiungere la sala stampa è un deluso e abbattuto Buscaglia.

“Difficile commentare una partita dove abbiamo giocato molto male. Non riesco a trovare una giustificazione al comportamento avuto in campo dalla squadra. Speravo che si trattasse solo di alcuni minuti di offuscamento, ma, dopo il primo quarto, ho capito che non era la giusta serata. Spero che si sia trattato solo un incidente di percorso e che rimanga un episodio isolato”.

Continua nella sua disamina della negatività della Dolomiti Trento, senza neanche esaltare più del dovuto la prestazione di Caserta.

“In campo è sembrato che Caserta facesse la partita e Trento l’allenamento. I padroni di casa sono cresciuti nell’arco dei 40’ e noi non siamo riusciti ad approfittare dei loro momenti di pausa, né capitalizzare la superiorità a rimbalzo. Siamo stati deficitari sia dal punto di vista tattico che tecnico, oltre che mentale”, Chiude con un riferimento ad un suo giocatore, Forray, il quale, ha piazzato tre bombe consecutive, nel terzo quarto, cercando di scuotere i suoi compagni. “E’ stato l’unico che ha tentato di motivare gli altri giocatori del roster, ma la sua reazione è stata vana. Non era proprio la nostra serata. Una prestazione brutta che non merita alcuna disamina  giustificazione”.

Dell’Agnello più che soddisfatto

Di tutt’altro umore e spirito Sandro Dell’Agnello che, visibilmente e comprensibilmente contento, così esordisce: “Abbiamo fatto la partita che volevamo. Abbiamo interpretato la gara con il giusto approccio e la giusta concentrazione. Un grazie e un bravo a tutti i giocatori, compreso coloro i quali non hanno calcato il parquet ma ci aiutano nel preparare le gare, come Jackson, Metreveli e Cefarelli. Ma in squadra ci sono otto giocatori molto forti e gli altri della rosa sono penalizzati. Scendiamo in campo per vincere e non per fare regali”.

Dell’Agnello è un fiume in piena e traspare tutta la sua contentezza per la prestazione dei suoi: “Dopo il primo quarto ho avuto la sensazione che non potessimo più perdere. I giocatori, che nuovamente ringrazio per quanto fatto, hanno interpretato la gara con molta determinazione e grinta, mantenendo la stessa intensità di gioco dall’inizio alla fine. Abbiamo recuperato 20 palloni e questo dato è emblematico dell’intensità di gioco profusa. Per un breve periodo abbiamo subito il loro pressing a tutto campo, ma non abbiamo mai sofferto in modo particolare. Siamo carenti a rimbalzo e dobbiamo migliorare in un aspetto abbastanza semplice: nell’applicazione del tagliafuori.  Abbiamo giocato con quattro “piccoli” per evitare di farci surclassare. E ci siamo riusciti egregiamente”.

Dell’Agnello non risparmia un riferimento ai singoli: “Bostic è un giocatore che ci sta dando molto e sta migliorando sia in fase difensiva che offensiva. Garantisce equilibrio alla squadra e conferisce sicurezza ai compagni. Mi chiedete di Sosa, ma ribadisco che è un top player ed oggi ha dimostrato che teneva a fornire una buona prestazione.  Ha avuto il giusto atteggiamento e approccio alla gara e si sta sacrificando come play, in un ruolo non suo. Non posso che essere contento di come ha interpretato il match e di come si allena durante la settimana. Sono sicuro che darà molto a questa squadra”.

La terza posizione può alimentare facili entusiasmi? Dell’Agnello abbassa i toni “Sono soddisfatto perché finora abbiamo incontrato compagini di caratura elevata, ma è un po’ presto per fare previsioni e cullare sogni. Il cammino è molto lungo”. Continua facendo comprendere che aver raggiunto le “100 panchine” in A non lo inorgoglisce in modo particolare ma “spero di continuare e migliorare sempre”.

Un piccolo riferimento alla crisi societaria “Speriamo che la stabilità arrivi presto. Nel breve periodo ci si può riuscire a tenere la squadra lontana da questi problemi, ma alla lunga non è semplice”.

Sosa spensierato, soddisfatto e determinato a diventare protagonista 

A rafforzare e parole del coach, in sala stampa arriva un “giocherellone” Sosa: “Non sono al meglio della mia condizione, ma sono soddisfatto della mia prestazione. Non è vero che a Caserta sono demotivato e penso d averlo dimostrato questo pomeriggio in campo. Spero di diventare determinante per la squadra e dare molte soddisfazioni ai tifosi. Voglio rimanere a Caserta, per giocare e poi perchè mi piace molto il cibo, la pizza, la mozzarella, gli spaghetti a vongole. Voglio rimanere qui e voglio giocare in questa squadra”.

Un chiaro messaggio che tacita definitivamente chi voleva il giocatore lontano dalla Reggia.  E dalla prossima, forse, società permettendo, vedremo il vero Sosa. Quello che serve per fare il salto di qualità e per …… sognare.

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DELL’AGNELLO SODDISFATTO ALLA SUA CENTESIMA PANCHINA SI CONTRAPPONE ALLA DELUSIONE DI BUSCAGLIA. SOSA: A CASERTA DA PROTAGONISTA was last modified: novembre 7th, 2016 by Walter Magliocca
7 novembre 2016 0 commenti
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CulturaEventiIn primo piano

Caserta. Arriva (CE)Gusto: ecco quando

scritto da L'Interessante

I giorni 2-3-4 Dicembre, le strade del centro storico di Caserta si riempiranno di colori! Nasce nel cuore della città una manifestazione innovativa che, per la prima volta, proverà ad unire tante realtà tra le quali i Food Truck ossia furgoncini con cucina attrezzata, le realtà vinicole e brassicole artigianali, buona musica, artigianato e arte di strada.

Uno STREET FEST che prende il nome di “(CE)GUSTO” che ha l’obiettivo principale di valorizzare le ricchezze del territorio con uno sguardo ampio a tutta la nostra regione, la Campania. 

Colori, sapori, suoni e un’atmosfera di festa riempiranno il Corso di Caserta per donare alla città 3 giorni di gusto in un salotto a cielo aperto a due passi dalla Reggia.

Saranno organizzate anche visite guidate alle bellezze storiche della città. Musica e arte di strada animeranno la manifestazione sotto la direzione artistica dell’associazione culturale ZeroZero Live, costruita da giovani casertani impegnati da alcuni anni nell’organizzazione di eventi live e manifestazioni culturali. Tra le varie iniziative promosse da ZeroZero Live spicca l’organizzazione del primo festival di artisti di strada di Caserta, il “Radici Fest – Buskers Al Borgo”, evento che si svolge nel meraviglioso borgo medioevale di Casertavecchia che ha attirato nel 2016 ben diecimila presenze in due giorni. 

In attesa della quarta edizione, prevista per inizio luglio 2017, ZeroZero Live vuole quindi dare un contributo artistico alla nuova esperienza di “Ce Gusto”, sicuri di costruire una kermesse ricca di emozioni e tanto gusto in cui, come sempre, i protagonisti principali saranno la strada e chi deciderà di viverla a pieno!

Caserta. Arriva (CE)Gusto: ecco quando was last modified: novembre 7th, 2016 by L'Interessante
7 novembre 2016 0 commenti
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Pallavolo
In primo pianoSportVolley

Volalto. Il Presidente si dimette

scritto da L'Interessante

Alla luce delle contestazioni nei miei confronti da parte della nostra tifoseria organizzata, prendo atto del fatto che la mia Presidenza non è piu’ gradita, pertanto rassegno le mie dimissioni.

Inoltre non posso – continua il Presidente – tollerare   l’atteggiamento di una parte della tifoseria che ha rivolto ingiurie alle giocatrici  innanzitutto non meritate in considerazione del loro costante impegno verso la squadra, al di là del risultato,  ma soprattutto trovo un tale  comportamento non consono ai principi di lealtà e sportività  cui la volalto ed io personalmente mi ispiro. 

Lo sport verso il quale intendevo indirizzare il mio sostegno economico e personale è uno sport sano, leale e  sempre e comunque rispettoso delle regole di civiltà e correttezza. 

So di lasciare a malincuore un Gruppo solido che quest’anno saprà valorizzare  i colori sociali e portare in alto il nome della città.

Tuttavia darò un contributo economico a titolo di sponsor per questa stagione.

Un grosso in bocca al lupo.

Il Consiglio di Amministrazione della Volalto nella persona di Agostino Barone, esprieme solidarietà al  Presidente e stigmatizza il comportamento della tifoseria, ma è nelle sue intenzioni rifiutare le dimissioni e trovare la strade di una continuità cui tutto il C.d.A. e la Dirigenza della Volalto auspica 

Volalto. Il Presidente si dimette was last modified: novembre 7th, 2016 by L'Interessante
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