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In primo piano

Trasferta
In primo pianoSportVolley

Terza trasferta stagionale per la VolAlto Caserta

scritto da L'Interessante

Trasferta

Terza trasferta stagionale per la VolAlto Caserta. Il team rosanero torna al Nord per sfidare la Millennium Brescia

Neo promossa in A2, la formazione lombarda ha avuto un ottimo inizio di torneo. Otto i punti sino ad ora conquistati per una classifica decisamente interessante. Le ragazze di Enrico Mazzola nelle prime quattro partite hanno sempre conquistato punti (due 3-0 interni e due ko per 2-3 lontano da casa). Nell’ultimo turno si sono arrese a Soverato solo al termine di una lunga ed appassionante maratona sportiva.

” La Millennium è una buona squadra – afferma il libero rosanero Giada Cecchetto  – certamente vorranno sfruttare il turno casalingo per conquistare altri punti e muovere la loro classifica. Noi dobbiamo uscire da questo momento difficile, siamo cariche ed agguerrite e dobbiamo centrare il miglior risultato possibile”.

Brescia è una squadra composta da giocatrici di spessore, che conoscono bene questo campionato, su tutte la schiacciatrice Saccomani, ex Forlì, Garavaglia e Viganò, l’esperto libero Portalupi e la schiacciatrice Gloria Baldi. “Ci stiamo preparando ad affrontare una squadra competitiva – afferma proprio la Baldi -, arriviamo da una partita complessa e abbiamo cercato di risolvere le cose che non hanno funzionato a dovere. L’approccio alla nuova categoria è stato tosto, il livello dei fondamentali è più alto. Cerco sempre di migliorare partita dopo partita per dare il mio contributo alla squadra”.

Una gara molto sentita in casa rosanero. La Volalto sa di valere di più dei tre punti sino conquistati, la squadra è ambiziosa e vogliosa di far bene.  “Dobbiamo trovare ancora i giusti meccanismi – riprende Giada Cecchetto – Tre trasferte di due consecutive non ci anno aiutato, ma ciò non deve essere una scusante. Abbiamo battuto Olbia, a Trento abbiamo conquistato un punto e potevamo anche uscire vincitrici. A Soverato abbiamo affrontato una squadra che doveva rimettersi in carreggiata dopo due ko consecutivi e non abbiamo proprio giocato. Nell’ultima contro Pesaro ne siamo stati decisamente all’altezza e, primi in quetso torneo, le abbiamo anche strappato un set.Dobbiamo lavorare sulla continuità, abbiamo momenti di alto livello ed altri dove facciamo tanti errori; è a volte è un peccato perché abbiamo un ottimo potenziale” che le volalitne si augurano di mostrare in terra lombarda.

” Assolutamente – conclude Giada Cecchetto campionessa d’Europa in carica grazie al successo nella coppa Cev conquistato con la Pomì Casalmaggiore -la trasferta contro Brescia non sarà facile: sono sempre andate a punti e carche per l’ottimo inizio. Dobbiamo ricevere bene ed incidere in attacco”. Si comincia alle 17:00. Diretta streaming attraverso la sezione volalto channell del sito www.volalto.net/new.

Terza trasferta stagionale per la VolAlto Caserta was last modified: novembre 12th, 2016 by L'Interessante
12 novembre 2016 0 commenti
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Barbagallo
In primo pianoSportVolley

Conferma delle dimissioni del CdA e del presidente Carlo Barbagallo

scritto da L'Interessante

Barbagallo

Conferma delle dimissioni del CdA e del presidente Carlo Barbagallo, nomina di un Amministratore Unico, scelte operative affidate al Consiglio dei Soci a cui si affianca lo stesso Barbagallo

Queste le più importanti decisioni prese dalla proprietà della VolAlto nel corso di una riunione straordinaria tenutasi giovedì sera presso la sede sociale del club rosanero.

In pratica, il Consiglio dei soci ha accettato le dimissioni dei componenti del CdA, presentate lunedì sera per esprimere la propria piena solidarietà a Carlo Barbagallo.

Rispetto al recente passato la novità è dunque costituita dalla decisione di nominare un Amministratore Unico, la cui nomina è attesa a breve.

Contestualmente, però, è stato anche chiesto a Carlo Barbagallo e Agostino Barone di continuare ad operare per il bene della VolAlto, nonostante i gravosi impegni personali e le problematiche legate ai recenti fatti di domenica scorsa.

I due ex presidenti hanno deciso di accettare e di confermare il loro impegno nel club, affiancandosi al Consiglio dei Soci e al neo Amministratore Unico, con piena soddisfazione di tutti i Soci.

Il Consiglio così costituito si riunirà con cadenza settimanale per definire le varie problematiche di tipo gestionale, organizzativo e logistico, nell’ottica di una conduzione più collegiale e corresponsabile.

Si chiude quindi in maniera più che positiva, una settimana particolare in casa rosanero. Il club ha dato dimostrazione di grande compattezza, uscendo da questa fase ancora più forte di prima, anche in considerazione del forte sentimento di andare avanti con rinnovati energie ed entusiasmi.

Conferma delle dimissioni del CdA e del presidente Carlo Barbagallo was last modified: novembre 12th, 2016 by L'Interessante
12 novembre 2016 0 commenti
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cantù
BasketIn primo pianoSport

Cantù e Caserta: scontro storico nel basket italiano

scritto da L'Interessante

Cantù

I confronti tra Cantù e Caserta sono ormai entrati a far parte della  storia del basket italiano

Quello in programma domani, infatti, è il  55.mo confronto diretto tra le due formazioni. 33 le vittorie della  compagine lariana contro 21 casertane. La partita tra Red October Cantù e  Pasta Reggia Caserta sarà disputata, com’è noto, a Desio e sarà diretta  dalla terna arbitrale composta da Maurizio Biggi di Cassina de’ Pecchi  (MI), Beniamino Manuel Attarda di Priolo Gargallo (SR) e Dario Morelli
di Brindisi, Nel presentare il confronto con i canturini, coach  Dell’Agnello sottolinea che «ci aspetta una partita molto molto  insidiosa per svariati motivi. Non solo c’è da tener presente la qualità  oggettiva del loro roster, ma anche il fatto che dopo due trasferte non  andate benissimo, tornano a giocare in casa, e quindi motivati a far  bene avendo anche il fattore campo dalla loro. Noi – continua il tecnico casertano – dal canto nostro stiamo abbastanza bene, e abbiamo  abbastanza generalizzata l esperienza che serve in questo tipo di  partite. Ma è solo tenendo ben presenti le difficoltà che andremo a  incontrare che saremo in grado di contrastarle e superarle al meglio.  Questo – conclude Dell’Agnello – è un campionato per adesso molto  equilibrato, Milano a parte, quindi non dobbiamo mai cadere  nell’equivoco di ipotizzare una qualunque partita come particolarmente  facile o particolarmente difficile, ma giocare con la convinzione di
poter vincere ovunque ci troviamo».  Come di consueto diretta  televisiva su Teleprima, emittente ufficiale della Pasta Reggia, che  trasmette sul canale 91 del digitale terrestre e radiocronaca su Radio  Prima Rete.

Cantù e Caserta: scontro storico nel basket italiano was last modified: novembre 13th, 2016 by L'Interessante
12 novembre 2016 0 commenti
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Reggia
CulturaEventiIn primo piano

REGGIA DI CASERTA: LA MODA DI MICHELE DEL PRETE NEL SEGNO DI TELETHON

scritto da L'Interessante

Reggia

 

“EVENT”

LA MODA DI MICHELE DEL PRETE

NEL SEGNO DI TELETHON

 

OSPITI

JAMES SENESE, M’BARKA BEN TALEB,

GENNARO COSMO PARLATO,PIETRA MONTECORVINO

E MARCO PALVETTI

 

DOMENICA 13 NOVEMBRE ORE 20,30

LOCATION LO SCALONE DELLA REGGIA DI CASERTA

James Senese, M’Barka BenTaleb, Gennaro Cosmo Parlato, Pietra Montecorvino e l’attore Marco Palvetti, il Salvatore Conte di Gomorra: questi gli attesi ospiti di “EVENT”, la serata organizzata dallo stilista casertano Michele Del Prete per presentare la nuova collezione alta moda e sposa 2017. Uno spettacolo nello spettacolo. Non solo moda, musica, teatro e cinema, ma anche le bellezze architettoniche del territorio saranno protagoniste dell’evento. Infatti, location d’eccezione domenica 13 novembre alle ore 20,30 sarà lo scalone reale della Reggia di Caserta. Dunque, non una semplice sfilata, seppure incastonata in un luogo magico, ma un vero e proprio evento spettacolare alla cui realizzazione danno il loro contributo artistico alcuni protagonisti dello showbiz, amici personali dello stilista.

L’edizione 2017 di “EVENT” sarà anche solidarietà. Infatti, la sfilata rientra tra le iniziative per la raccolta fondi di Telethon. Nel corso della serata, tra tutti coloro che avranno dato un contributo alla storica fondazione che lotta contro le malattie genetiche, verrà estratto a sorte un abito della linea “Michele Del Prete Haute Couture”.

Sulla insolita passerella, qual è lo scalone reale, la nuova collezione alta moda e sposa 2017 di Michele Del Prete, alias Antea, ancora una volta porterà tutti in un’atmosfera incantevole e unica. Del resto lo stile si caratterizza per la sartorialità, per i tessuti preziosi e per “un tocco al lusso portabile”, che sono i veri punti di forza di un fashion designer che è un vero talento del territorio casertano e che da più di venti anni fa sognare le donne, non solo campane, con i suoi meravigliosi abiti da favola.

 “Per la nuova collezione – anticipa Michele Del Prete – ho scelto come tema gli anni Cinquanta, naturalmente con una rivisitazione di divismo attuale. Il gioco dei colori, ma soprattutto di intarsi, dallo chiffon al cady di seta e al mikado, sarà predominante per gli abiti, ma quest’anno ho voluto puntare anche sulle scarpe, che diventano preziose. Si gioca tutto sul lusso, ma un lusso contenuto, non solo per le donne. Anche l’uomo, infatti, diventa ricercato, tessuti pregiati, ma senza eccedere. Quindi, il gran finale con la sposa. Un tessuto particolarissimo realizzato in esclusiva per noi. Una vera sorpresa. Ma non voglio svelare altro!”.

REGGIA DI CASERTA: LA MODA DI MICHELE DEL PRETE NEL SEGNO DI TELETHON was last modified: novembre 12th, 2016 by L'Interessante
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cohen
CronacaIn primo pianoParliamone

Arrivederci, signor Cohen

scritto da L'Interessante

Cohen

di Maria Rosaria Corsino

E’ venuto a mancare in questi giorni Leonard Cohen, grandissimo artista musicale che ha influenzato intere generazioni.

Noto per essere stato una voce graffiante e un poeta moderno, non è a tutti conosciuto come il vero autore dell’ “Hallelujah”.

Nato nel 1934 a Westmount, padre dell’ispirazione degli anni Sessanta/Settanta è da paragonare forse solo a Bob Dylan quanto a influenza, Cohen con la sua musica viene definito come “impossibile da ascoltare in una giornata di sole”.

La sua vita ha avuto due grandi momenti: quella parte di esistenza trascorsa nell’eccesso e quella parte dedicata a un’interna pace spirituale.

Il suo primo disco pubblicato nel 1967, “Songs of Leonard Cohen”, in cui aveva proposto le atmosfere della cantante tedesca Nico, non ebbe molto successo.

Tutta la sua discografia è permeata di malinconia e angoscia, di un tormento spirituale e religioso che sembra non trovare risposta.

L’Hallelujah di Cohen

E’ il 1984 quando viene pubblicato l’album “Various Position” che contiene uno dei brani più rifatti nella storia della musica: l’Hallelujah.

La composizione di quest’ultimo recò non pochi problemi all’autore, che impiegò più di due anni per terminarlo.

“Avevo riempito due blocchi degli appunti e ricordo che ero al Royalton Hotel seduto in mutande sul tappeto, mentre sbattevo la testa sul pavimento dicendomi “Non riesco a finire questa canzone”.

Il testo, che fa riferimento ai testi biblici dell’Antico Testamento non si cura solo degli aspetti religiosi, ma un po’ di tutto ciò che ci circonda.

“Questo mondo è pieno di conflitti e pieno di cose che non possono essere unite ma ci sono momenti nei quali possiamo trascendere il sistema dualistico e riunirci e abbracciare tutto il disordine, questo è quello che io intendo per halleluja. La canzone spiega che diversi tipi di halleluia esistono, e tutte le alleluia perfette e infrante hanno lo stesso valore. È un desiderio di affermazione della vita, non in un qualche significato religioso formale, ma con entusiasmo, con emozione. So che c’è un occhio che ci sta guardando tutti. C’è un giudizio che valuta ogni cosa che facciamo.”

Buon viaggio, signor Cohen

Si spegne così, all’età di 82 anni uno dei pilastri musicali del nostro secolo.

Poco prima aveva dovuto affrontare la dipartita della sua Marianne, a cui ha voluto augurare, con tanta dolcezza e amore, un buon viaggio.

E in queste piovose sere di Novembre nella nostra testa risuona solo un freddo e rotto Hallelujah.

Arrivederci, signor Cohen was last modified: novembre 12th, 2016 by L'Interessante
12 novembre 2016 0 commenti
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mascotte
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoNotizie fuori confine

Mascotte dei Mondiali di calcio Russia 2018: la spunta il lupo Zabivaka

scritto da L'Interessante

Mascotte

Di Erica Caimi

Il simpatico lupo Zabivaka, scelto a furore di popolo, sarà la mascotte ufficiale ai prossimi mondiali di calcio che si terranno in Russia nel 2018.  Il simbolo è stato presentato a Mosca lo scorso ottobre dal ministro dello sport russo Vitalyj Mutko e dall’ex attaccante del Brasile Ronaldo. La mascotte è stata ideata dalla studentessa di design Ekaterina Bočarova, perché «il lupo personifica lo sport stesso, l’essere amichevoli, l’operosità, proprio come deve fare una mascotte», come batte l’agenzia di stampa russa TASS, riportando una citazione della ragazza. Il battesimo col nome di “Zabivaka”, che in russo significa “colui che fa gol”, si deve, invece, al ministro Mutko.

Il sondaggio della FIFA incorona la mascotte Zabivaka

La votazione per la scelta della mascotte si è svolta in tempi diversi sui siti della FIFA e del Pervyj Kanal, il canale primo della televisione nazionale russa. I risultati sono inconfutabili e la vittoria del lupo sui concorrenti è schiacciante: a votare per lui, infatti, è stato il 53%, contro un 27% per la tigre e un irrisorio 20% per il gatto. Sul sito della federazione calcistica internazionale, Zabivaka è stato descritto come una mascotte «che irradia divertimento, fascino e fiducia e ama giocare a calcio rispettando le regole e i suoi avversari. Inoltre, è divertente e adora posare per le foto».

Breve storia delle mascotte ai mondiali di calcio

La prima mascotte nella storia del campionato del mondo è stato World Cup Willie, un leoncino che apparve come portafortuna dell’Inghilterra durante i mondiali del 1966. Negli anni seguenti, altre simpatiche figure hanno accompagnato tifosi e calciatori nel corso di diversi eventi calcistici come il ragazzino messicano con tanto di sombrero Juanito, Tip e Tap per Germania Ovest 1974, Gauchito per Argentina 1978, l’arancia Naranjto, il peperoncino rosso Pique, il cane Striker o il gallo Footix, per ricordarne alcuni.

Sono tutti contenti del lupo?

Tutti sembrano soddisfatti del fatto che la scelta sia ricaduta proprio sul lupo Zabivaka, primo fra tutti il ministro Vitalyj Mutko, il quale si è detto «sicuro che Zabivaka otterrà un enorme successo tra i tifosi sia durante la Confederations Cup del 2017 sia durante i Mondiale del 2018». Sulla stessa linea d’onda è Fatma Samoura, segretaria generale della FIFA, la quale dichiara «Diciotto mesi dopo aver lanciato la sfida, siamo estremamente felici che la mascotte 2018 sia il risultato di un lavoro di squadra. Il popolo russo ha dimostrato il suo enorme estro creativo e il forte impegno per organizzare una Coppa del Mondo di successo».

Mascotte dei Mondiali di calcio Russia 2018: la spunta il lupo Zabivaka was last modified: novembre 12th, 2016 by L'Interessante
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Ricerca
CronacaIn primo pianoParliamone

Umberto Veronesi: grande perdita nel mondo della ricerca

scritto da L'Interessante

Ricerca

Di Vincenzo Piccolo

 

Si è spento l’oncologo di fama mondiale Umberto Veronesi , a 90 anni.

Lascia un grande patrimonio, ma anche un grande vuoto, per la ricerca contro i tumori

Nato il 28 Novembre del 1925 è deceduto nella sua casa di Milano dove, nelle ultime settimane, si erano viste aggravare le sue condizioni. Tra i suoi tanti incarichi vale la pena ricordare quello di Ministro della Salute che ha ricoperto dal 2000 al 2001 e la carica di Senatore dal 2011. Fondatore dell’istituto per la lotta al cancro, che ha guidato per vent’anni, sotto l’egida di Enrico Cuccia. Ha portato in Italia il modello ospedaliero basato sulla centralità del paziente e non il suo male, istituendo una gestione che reinvestiva gli utili nella ricerca. Inventore del metodo della “quadrantectomia”, un intervento conservativo soft che non deturpa il corpo durante la rimozione del tumore mammario. Scoperta molto pionieristica, a suo tempo, tanto da portare molto scetticismo nella comunità scientifica, tant’è che molti chirurghi-oncologi, dell’epoca, non volevano rinunciare alla classica mastectomia.

A distanza di 40 anni tutto il mondo ha dovuto ammettere il primato di Veronesi, anche gli americani, il cui nome è legato ai grandi contributi scientifici che ha portato nella società.

 

Assegnatario di ben tredici lauree “ad honorem”, sia nazioniali che internazionali, il suo contributo intellettuale non era mirato solo alla scienza, ma anche alla vita pubblica e politica.

 

Importanti le sue battaglie per la laicità dello stato e l’equilibrio dei poteri, per la legalizzazione e la depenalizzazione delle droghe leggere.

Favorevole ai matrimoni tra persone dello stesso stesso, all’aborto e all’eutanasia,argomento sul quale ha scritto il libro Il diritto di morire: La libertà del laico di fronte alla sofferenza (2005).

Importanti i suoi studi sull’alimentazione,prima arma contro il cancro, che lo portarono ad adottare il vegetarianesimo riguardo al quale ha sempre sostenuto « Il nostro organismo, come quello delle scimmie, è programmato proprio per il consumo di frutta, verdura e legumi. Una dieta priva di carne non ci indebolirebbe certamente: pensiamo alla potenza fisica del gorilla. E pensiamo al neonato, che nei primi mesi quadruplica il suo peso nutrendosi solo di latte. Non solo una dieta di frutta e verdura ci farebbe bene, ma servirebbe proprio a tenere lontane le malattie>>.

Ateo convinto non ha mai avuto paura di scomparire, ma di perdere le sue facoltà intellettive e per questo si allenava ogni giorno. La sua più grande eredità sono le idee che lascia, queste vanno oltre lo stesso compito di ricercatore e professore, perché toccano il tessuto sociale e culturale di paese, tessendo la trama di una storia che ancora non ha trovato una fine, infatti, come diceva “non ho visto la soluzione finale contro il cancro ma arriverà!”.

Umberto Veronesi: grande perdita nel mondo della ricerca was last modified: novembre 12th, 2016 by L'Interessante
12 novembre 2016 0 commenti
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madre
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Una madre assente: l’allontanamento precoce dalla cucciolata

scritto da L'Interessante

madre

Di Luigi Sacchettino

Cari lettori interessati vorrei vi ricordaste queste parole a mo’ di mantra “ Almeno 60 giorni insieme alla madre. I-n-s-i-e-m-e.”

In settimana vengo chiamato per aiutare una famiglia che aveva appena adottato un cucciolo di pastore tedesco in allevamento; come da rito chiedo nel momento della scelta del cucciolo dove fosse la madre e mi viene risposto che la madre già da alcuni giorni non era più coi cuccioli.

Ci risiamo, mi dico. Nemmeno il minimo sindacale è stato compiuto.

L’ ORDINANZA 6 agosto 2008 – Ordinanza contingibile ed  urgente concernente misure per l’identificazione e la registrazione della popolazione canina, attualmente in vigore e successivamente prorogata disciplina  l’età a cui poter vendere un cucciolo.

Infatti all’ art. 2 recita:

 “E’  vietata  la  vendita di cani di età inferiore ai due mesi,  nonché  di  cani  non  identificati e registrati in conformità alla  presente ordinanza”.

Quindi è fatto chiaro che la vendita di un cucciolo debba avvenire non prima dei 60 giorni.

 Il problema è come vengono allevati e cresciuti i cuccioli in questo intervallo di tempo. Periodo Sensibile. Sensibilissimo.

Alla nascita i cuccioli non sanno di far parte della specie cane. Lo imparano grazie ad un processo definito socializzazione primaria che inizia a partire dalla 4° settimana di vita e termina intorno al 4° mese.  Se il cucciolo non ha interazioni con la specie di appartenenza s’identificherà con quella più vicina.  Accanto alla primaria, c’è la socializzazione secondaria – tra la 4° e la 12° settimana-  in cui socializza con l’uomo, nelle diverse tipologie: alto, basso, magro, di colore, in carrozzina e così via.  In tal senso è necessario aiutare il cucciolo a fare più esperienze possibili incoraggiandolo ad esplorare/allontanarsi dalla base sicura (la madre) ed inserendolo in un ambiente ricco di stimoli.

E’ fondamentale quindi che l’allevatore- o chi per lui- conosca questi passaggi e lasci la madre fisicamente insieme ai cuccioli fino al momento dell’adozione dei proprietari umani. Fisicamente.  Sì, è necessario che la madre non venga allontanata dai cuccioli- se non per momenti di pausa e relax in cui può destressarsi. Lasciando la possibilità di allontanarsi e ritornare quando vuole.

Purtroppo accolgo sempre più proprietari disperati per delle adozioni compiute anzitempo- 45 giorni- o per cucciolate gestite molto poco etologicamente, con la madre tenuta pochissimi minuti al giorno insieme ai cuccioli già a partire dalla fase di post svezzamento. Spesso questo accade perché si tende a favorire una ripresa celere della madre e a non permettere ai cuccioli di succhiare e giocare con le sue mammelle poiché i loro dentini taglienti creerebbe problemi- fisici e mentali- alla madre stessa. Nella realtà questa assenza si traduce con un gruppo di giovani teppisti che si muovono senza una guida, senza una base sicura; un po’ come se lasciassimo dei bambini all’asilo senza la maestra che vigili affinché tutto proceda serenamente.

I danni che ne possono scaturire sono spesso irreparabili: cuccioli con un comportamento sovradimensionato in frequenza ed intensità, assenza di inibizioni, utilizzo della forza per predominare sull’altro, comportamenti paurosi, senza autocontrollo e molto altro ancora. E ciò che può insegnare una madre competente non sarà mai equiparabile all’insegnamento di un umano. Soprattutto perché quando il periodo sensibile passa, si può solo lavorare in recupero. Che non vuol dire che sia tutto già rigidamente scritto ma che semplicemente si dovrà sbagliare il meno possibile per apparare.

Le madri per questo dovrebbero essere  il più competenti possibile, avere delle balie- come le altre femmine- a sostegno, un po’ nel ruolo delle zie; dovrebbero poter riposare tra un estro e l’altro senza dover partorire ad ogni ciclo. Dovrebbero essere accolte e coccolate quando chiedono una pausa dai cuccioli, proprio come facciamo con le partorienti umane.

Dovrebbero poter essere messe a riposo dalla loro carriera di fattrici in età ragionevole e non in senescenza.

Dovrebbero essere in ottimo stato di salute fisica e mentale. Se per il primo c’è una certa attenzione, sul secondo spesso si da per scontato ciò che scontato non è, della serie “imparerà crescendo, tocca alla famiglia adottante”.

L’indicazione che do ai futuri adottanti è di essere un po’ giornalisti se volete prendere un cane. Chiedete di interagire con i genitori del cucciolo, pretendete di sapere quante ore al giorno la madre resta coi figli. Come si comporta con loro, se è tollerante, accudente, reattiva.

Visionate filmati. Cercate di capire se l’ambiente è stimolante a sufficienza e se ci sono degli altri cani adulti che interagiscono con i cuccioli. Usate non solo la pancia nella scelta, ma anche il cervello nella discriminazione. E se vi sono dubbi, chiedete una consulenza preadottiva ad un tecnico.

Non possiamo considerare la gravidanza delle cagne come una passeggiata semplicemente perché non siamo noi a viverla in prima persona. Può essere una esperienza appagante; ma può comportare anche  un trauma.

E di questo la responsabilità spetta a noi umani.

Dato che un cucciolo è considerato merce- res, per il codice civile- si pretenda almeno che di vizi non ve ne siano.

E i vizi di socializzazione si ravvedono frequentemente.

Una madre assente: l’allontanamento precoce dalla cucciolata was last modified: novembre 10th, 2016 by L'Interessante
10 novembre 2016 0 commenti
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donne
CulturaIn primo pianoTv

Donne pentite, un tempo regine

scritto da L'Interessante

Donne

di Maria Rosaria Corsino

Giovedì 10 Novembre alle ore 10 nella Sala degli Angeli dell’Università Suor Orsola Benincasa la proiezione di alcuni estratti della serie tv “Camorriste”, prodotta da A+E Networks Italia e reduce da un grande successo di pubblico sui canali Sky Crime Investigation e History Channel, sarà l’occasione di un convegno sulle “Camorriste 2.0”, organizzato per avviare una riflessione multidisciplinare ed inter istituzionale sui nuovi ruoli delle donne all’interno delle organizzazioni di stampo camorristico.

Al convegno, organizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Napoli, l’Associazione di ex detenuti napoletani EX DON, la Fondazione Pol.I.S e la società di produzione televisiva Media Mediterranea, prenderanno parte Giuseppe Borrelli, coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, Paolo Colangeli, autore della serie “Camorriste”, Nino Daniele, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli,Mariavaleria del Tufo, Pro Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa,Marco Demarco, direttore della Scuola di Giornalismo “Suor Orsola Benincasa”,Simona Di Monte, sostituto procuratore presso la Corte di Appello di Napoli,Geppino Fiorenza, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Pol.I.S,Pietro Ioia in rappresentanza dell’Associazione di ex detenuti napoletani EX DON,Sherin Salvetti, general Manager A+E Networks Italy, Isaia Sales, docente di Storia delle mafie al Suor Orsola e la scrittrice e regista Anne Veron.

La parola alle Donne

Donne che narrano in prima persona la propria storia, senza nessun filtro e nessuna mediazione, che offrono una visione narrativa del tutto nuova, facendo luce sul ruolo, ancora poco conosciuto, delle donne nelle organizzazioni camorristiche. La nuova serie tv di A+E Networks Italia (in onda su Crime Investigation e History Channel) ci offre l’occasione di indagare quattro universi femminili, quattro donne molto diverse tra loro, quattro regine dei clan, a volte madri, a volte figlie, a volte amanti di potenti boss, che hanno affiancato i propri uomini e li hanno poi sostituiti al comando della cosca quando se li sono visti portare via dalla giustizia.

Quattro donne di spicco della camorra raccontano la loro irresistibile ascesa all’interno del clan e ci offrono uno spaccato del tutto inedito delle motivazioni e dei meccanismi che spingono una donna ad assumere ruoli chiave nell’organizzazione criminale. Donne che hanno guidato interi clan, che hanno gestito traffici, droga, racket, rifiuti, appalti, che hanno deciso della vita e della morte, che hanno perfino ordinato omicidi e che, a volte, li hanno commessi in prima persona, ma sempre in nome e per nome della fedeltà e protezione dei propri cari e della propria famiglia.

Camorriste loro malgrado. Camorriste per nascita, per amore, per fedeltà ai figli, alla famiglia. Hanno vissuto ascese improvvise e rapidissime al comando di clan potenti e rispettati. Hanno governato, creato alleanze con altre donne, combattuto come leonesse per le necessità del clan, sono state tradite e hanno finito per tradire. Poi, un giorno, l’istinto che ha fatto loro scegliere la difesa degli affetti privati sopra di tutto e nonostante tutto, si è incrinato. Agguati, fughe, strazianti separazioni dai propri cari, fino all’unico approdo in grado di mettere fine a quell’esistenza criminale: l’incontro con la legge.

Donne pentite, un tempo regine was last modified: novembre 10th, 2016 by L'Interessante
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giffoni
CinemaCulturaEventiIn primo piano

Giffoni, destinazione Albania

scritto da L'Interessante

Giffoni

di Maria Rosaria Corsino

Giffoni abbraccia di nuovo l’Albania con un progetto articolato in due fasi: dal 9 al 13 novembre a Tirana e, poi, dal 22 al 24 novembre a Giffoni.

L’obiettivo di “Destinazione Albania 2016”è quello di contribuire a promuovere una politica di scambio sociale e culturale tra i due Paesi, sensibilizzando diversi soggetti del mondo scolastico (strutture, allievi, docenti, genitori) verso le diversità culturali ed il rispetto delle differenze attraverso l’educazione alla multicultura e alla solidarietà.

Il progetto mira quindi a fornire una comprensione globale sui meccanismi del cambiamento sociale e lavorativo e a riflettere sul ruolo più che rilevante dei giovani nell’influenzare la realtà e innescare i cambiamenti sociali, politici, culturali ed economici.

Giffoni: uno scambio “culturale”

Per l’appuntamentoa Tirana, dove saranno presenti il direttore del Giffoni Experience Claudio Gubitosi e il Project Manager di “Giffoni Albania”Marco Cesaro, 10 studenti campani saranno nella capitale albanese per confrontarsi con i colleghi dell’Università delle Arti su Cinema e Innovazione, I Nuovi Mestieri del Cinema, Cinema e Integrazione.

Previsti due laboratori presso l’Università delle Arti di Tirana: il primo sulla recitazione con Alfred Trebicka, uno dei più importanti e noti attori cinematografici e teatrali albanesi che, per l’occasione, accompagnerà i ragazzi in un percorso formativo che va dalla recitazione al casting. Il secondo laboratorio sarà dedicato all’animazione: vecchie e nuove tecniche, dal 2D al 3D, tenuto da importanti docenti vincitori di numerosi premi. I ragazzi avranno poi modo di avviare una start-up: un format TV che verrà poi promosso anche in Italia. A guidarli uno dei più importanti giornalisti albanesi (ora anche producer Rai e Sky), Namik Ajazi, autore di numerosi documentari e produzioni televisive. Nel pomeriggio spazio alle proiezioni al Cinema Millennium con un programma che darà particolare spazio alle animazioni brevi, ai cortometraggi e alle produzioni italiane di cui l’Albania è grande consumatore.

Una particolare attenzione sarà riservata alla Campania in entrambe le fasi del progetto. La regione sarà sempre presente al fianco di Giffoni Experience che coinvolgerà tutti gli attori pubblici e privati, espressione delle eccellenze del nostro territorio, in sintonia con una partecipazione attiva degli interlocutori albanesi.

Sono previsti, inoltre, incontri con il Ministro della Cultura della Repubblica d’Albania Mirela Kumbaro, il Presidente della Commissione all’Integrazione Europea Majlinda Bregu, il Sindaco di Tirana Erion Veliaj e con i manager di aziende operanti nel settore dell’audiovisivo e dei media.

Per l’appuntamento in Italia, a Giffoni dal 22 al 24 novembre, nell’ottica della reciprocità e degli scambi culturali, saranno presenti 10 studenti albanesi per incontrare i colleghi dell’Università degli Studi di Salerno. In programma tre giorni d’incontri con docenti, manager, autori. All’appuntamento finale di Giffoni parteciperà il Sindaco di Tirana.

“Destinazione Albania 2016”è co-prodotto dalla Direzione Generale del Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, finanziato con i fondi POC della Regione Campania, dal Comune di Tirana e dal Centro Cinematografico dell’Albania.

Giffoni, destinazione Albania was last modified: novembre 10th, 2016 by L'Interessante
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