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I Masanielli
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo pianoIndovina dove andiamo a cena

I Masanielli: la pizza del cuore per i terremotati del Centro Italia

scritto da L'Interessante

I Masanielli

I Masanielli

Di Michela Salzillo

“La pizza unisce i cuori, e noi siamo uniti a loro”

A dichiararlo sono stati Francesco Martucci, proprietario della pizzeria casertana “I Masanielli” di Viale Lincon, e il pizzaiolo di Alvignano Pasquale Rossi.

La loro collaborazione sta realizzando un’ulteriore catena di cordoglio materiale per le vittime del sisma, la scossa di magnitudo 6.1 che, alle 3.30 di  questa notte, ha colpito il centro Italia. Dopo la risposta del sindaco di Cellole che aveva allestito un gazebo per ottenere una raccolta di materie prime e di soccorso, quali medicina e cibo, anche i due pizzaioli nostrani hanno deciso di aderire all’iniziativa di sostegno, dando il proprio contributo attraverso la cosa che sanno fare meglio, la pizza.

 Proprio a tal fine, sarà loro intento quello di offrire ai clienti delle prossime ore una serie di prodotti alimentari di produzione propria. Il ricavato delle vendite sarà infatti devoluto ai comuni colpiti dal sisma.

“Da domani presso la nostra pizzeria l’intero importo della nostra “amatriciana” (8€) verrà interamente devoluto alle popolazioni colpite dal terremoto!”

fanno sapere attraverso la pagina facebook.

I Masanielli: la pizza del cuore per i terremotati del Centro Italia was last modified: agosto 24th, 2016 by L'Interessante
24 agosto 2016 0 commenti
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Fiorella Mannoia
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

Fiorella Mannoia al fianco di chi, nella tragedia del Centro Italia, non si è tirato indietro

scritto da L'Interessante

Fiorella Mannoia

Di Michela Salzillo

Quando si fanno i conti con le stragi, naturali o umane che siano, le strade dell’attestazione prima e della risalita poi, si aprono a metà come un bivio che impone una scelta. Si può decidere di darsi del tempo, di concedersi lutto e sgomento, come è probabile che reagire per salvare il salvabile sia quanto preferito al compianto. Nonostante il nostro Paese sia, per certi versi, parecchio bradipo, è innegabile l’atteggiamento al resistere che adotta in caso di difficoltà tristemente enormi; quando si tratta di fronteggiare alle emergenze non la manda di certo a dire. L’Italiano è abituato a fare da sé, sarà pure lamentoso, ma lavora e lo sa fare, per tre e anche di più. Non aspetta lo Stato, non attende  i soccorsi e le occasioni per aiutare ed aiutarsi a sopravvivere. Oltre ai volontari, medici, vigili del fuoco e l’intera squadra di prima assistenza,in casi come quello che sta affliggendo la penisola in queste ore , arriva, al pari di  un biglietto sicuro, la mano tesa del cittadino comune, quello che non ce la fa a fare finta di niente, quello che sa quanto sia fugace e cieca l’azione del caso, e che per questo sa benissimo riconoscere la fortuna di essere stato altrove quando tutto è accaduto.

Se il brutto succede in un istante, il bello neppure sta a contare.

A poche ore dal sisma con epicentro nelle province del Lazio e Rieti, oltre ai cordogli, le immagini che piangono da sole e la rabbia che  non lascia posto ai rimandi, arriva l’ospitalità dei cittadini. Tra la caterva di numeri solidali e luoghi di prima accoglienza messi a disposizione, c’è l’Hotel  Mario di Cesenatico.

Un grande gesto, quello di quest’ uomo, che ha avuto la fortuna di essere letto e condiviso da una celebre cantautrice italiana, parliamo di Fiorella Mannoia

L’artista ha condiviso questo messaggio sulla sua official page di facebook:

“Ciao a tutti vi scrivo dall’Hotel Mario di Cesenatico metto a disposizione dai prossimi giorni la mia struttura alberghiera per ospitare le persone che sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa del sisma del centro Italia. Mi sto informando per cercare anche altre strutture disponibili.

 Condividete questo post in modo da poter raggiungere le persone interessate.

 Indirizzo : Via F. Brunelleschi 3,47042 Cesenatico FC.

 Telefono : 0547 87423”

E poco è bastato per titolarlo come l’ atto eroico della cantante. Qualcuno le ha addirittura attribuito la paternità della struttura. Chiaro è che le  attitudini al bene comune della Mannoia non sono in discussione, da sempre sostenitrice di Emergency senza mai abbassare la guardia su ogni genere di falla sociale. Il suo buon cuore, dunque, non ha certo bisogno di fraintendimenti. Tant’è che la smentita è arrivata da lei stessa:

“Ho copiato e postato questo annuncio, come altri.  Mi dispiace per il fraintendimento, non era nelle mie intenzioni. L’albergo non è mio, la generosità è del proprietario che presumo di chiami Mario”.

Fiorella Mannoia al fianco di chi, nella tragedia del Centro Italia, non si è tirato indietro was last modified: agosto 24th, 2016 by L'Interessante
24 agosto 2016 0 commenti
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Terra
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

La terra trema e c’è poco da fare

scritto da L'Interessante

Terra

Terra

Di Vincenzo Piccolo
C’è poco da commentare quando bisogna fare i conti con la Natura. Si può solo restare a guardare questa “vecchia signora” che si riprende ciò che è suo. Bisogna accettare il fatto che, alla fine, siamo vittime delle nostre stesse scelte.
Gli abitanti delle zone Appenniniche sapevano benissimo che prima o poi sarebbe accaduto, sapevano benissimo che la Natura avrebbe fatto il suo corso.
“Stiramento Appenninico da Est a Ovest”, così lo hanno definito i sismologi dell’Ingv. Senza troppi giri di parole hanno dato una giustificazione semplice, ad un cataclisma che ha portato alla perdita di quasi una settantina di persone, tra i quali molti bambini. E mentre la gente continua a piangere sulle rocce e i calcinacci, resti della loro vita, lo sciame sismico continua.
Continua senza una soluzione. Come la fermi una terra che ha deciso di tremare? Non la fermi. Accetti il fatto di essere parte di qualcosa che non puoi controllare, ti rassegni all’idea che, forse, un giorno quelle macerie saranno rimpiazzate da palazzi fatti di cemento armato. Che resisteranno fino alla prossima visita di “nostra madre Terra”.

La terra trema e c’è poco da fare was last modified: agosto 24th, 2016 by L'Interessante
24 agosto 2016 0 commenti
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Terremoti
AttualitàCronacaIn primo pianoParliamone

Terremoti in Italia: ogni volta come la prima volta

scritto da L'Interessante

Terremoti in Italia

Terremoti in Italia

Di Michela Salzillo

Ogni volta è la prima, come se il passato non facesse mai da scudo. Ogni volta è accaduto come se fosse sempre colpa di una terra stanca di ordinarsi i giri, ogni volta, quando la natura smette le regole della civile convivenza, non è mai quella giusta, perché contare i morti non è una cosa per cui si può giocare ad essere pronti.

 L’Italia, vecchio stivale scucito in smisurate occasioni, ha vestito i piedi di macerie che, negli anni, sono state in grado di ferire a morte milioni di vittime. Dall’Irpinia all’Aquila, la scia di case che hanno tremato sotto il nostro cielo è tremendamente incancellabile, eppure sembra non essere abbastanza netta per poterci difendere dalle stragi destinate e fare memoria. Ci sono date che si muovono a metà fra la scala Mercalli e quella Richter, sono le tristi ricorrenze che il calendario della storia italiana fa scadere puntuali, segnando i danni che furono e la potenza degli impatti che si verificarono.

Era il 28 dicembre 1908 quando ci appuntavamo gli effetti del terremoto dello Stretto, il più forte degli ultimi 200 anni, che con 7,1 gradi Richter,  rase al suolo Messina e Reggio Calabria con scosse avvertite fino a Napoli, lasciando ai memoriali un bilancio che si muove fra le sessantamila e le ottantamila vittime

Risale a poco più in là da quella data la traccia di un destino che sembrò accanito ai danni della Sicilia, si tratta del terremoto nella Valle del Belice del 15 gennaio 1968, questa volta la scala segnava 6.1 gradi, per un sisma  che colpì le province di Trapani ed Agrigento, rasando al suolo  Montevago e Gibellina, con danni ingenti  da Santa Ninfa a Sciacca e Calatafimi. I morti furono quasi quattrocento e settemila gli sfollati.

 Arriva poi il 6 maggio 1976 e la cronaca fa eco sul terremoto del Friuli, calamità che coinvolse tragicamente le comunità di Gemona ed Artegna. Una settantina furono i comuni colpiti, quarantacinque dei quali, secondo dati comuni ed ufficiali, furono completamente distrutti. In questa occasione si contarono 990 morti.

  Come una ago che ha fatto da traiettoria per gli eventi che accaddero prima dopo e durante, è stata  la notte del 23 novembre 1980, con il terremoto dell’Irpinia battezzato tragicamente dai  6,9 gradi Richter, numeri ma non solo dati  che produssero  un evento devastante, coinvolgendo oltre l’Irpinia  anche Vulture,  l’intera Campania, la Basilicata e la Puglia occidentale. Trenta città furono dichiarate ufficialmente disastrate, circa tremila i morti   e duecentocinquantamila senza tetto.

Quello del 26 settembre 1997 che colpì invece Colfiorito, coinvolgendo Umbria e Marche, è passato ai posteri come un evento oscuramente straordinario, si trattò infatti di uno sciame di scosse durate per un anno intero. Furono resi noti undici morti e trentaduemila i dichiarati senza tetto.

 È stata soprattutto la tragedia degli studenti fuori sede quella del  6 aprile 2009. Chi non ricorda  il terremoto dell’Aquila che rase al suolo la casa dello studente, lo stesso che, ricorderete, mosse  una catena di solidarietà ed assistenza da parte degli artisti italiani;  in quella circostanza, le voci per l’Abrizzo,con il singolo “ Domani,” espressero vicinanza morale e concreta ad una città piegata in due dall’ accaduto. Fu il  caso di una lunga sequenza di scosse che produsse devastazioni irrecuperabili.  La strage riguardò  anche il Lazio e fu   avvertita a Roma , con  danni ad Amatrice, Accumoli, e Borgorose. 308 morti e almeno cinquantamila  senzatetto contati.

 Il  20 maggio 2012 è l’ultima data prima di oggi , il sisma rilevato fu di 6 gradi Richter e venne  localizzato nei pressi di Finale Emilia protagonista di fratture e crolli. Molti furono i danni registrati  anche a S. Felice sul Panaro ed a Mirandola.

Un ciclo che si ripete, così appare questo percorso di tempo in numeri, un viaggio che documentato in questa misura sembra  essere  breve e persino  qualcosa che assomiglia al non più di tanto, ma sappiamo certamente tutti che la realtà prosegue oltre quanto si possa scrivere o documentare. Non è difficile individuare  una trama che produce scenari simili e uguali, che cambia  luoghi, numeri e volti, ma  rivela sempre gli  stessi finali di impotenza, quelli pronti ad avvalersi della facoltà di provocare rabbia, dolore e compassione. Sentimenti che si muovono in noi, perfetti stranieri al cospetto di certe leggi, e ci fanno ricordare quanto siamo piccoli, richiamando l’attenzione anche su eventuali colpe umane. Ce lo ricordano le persone che sono ancora ospiti dei container, oltre a quelle morte, quello che potremmo fare e ciò che continuiamo a sbagliare. Perché è così. Se è vero che la natura morta esiste solo nei quadri, quello che si muove è qualcosa di  vivo, ed è per questo che agisce e reagisce naturalmente. Quindi, forse, se qualcosa continua ad andare storto, vuol dire che bisogna raddrizzare un po’ il rapporto con la terra, luogo su cui, stampiamolo da qualche parte, siamo semplici ospiti.

Terremoti in Italia: ogni volta come la prima volta was last modified: agosto 24th, 2016 by L'Interessante
24 agosto 2016 0 commenti
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terremoto
CronacaIn primo pianoParliamone

Terremoto al Centro Italia: la testimonianza di Sara, una ragazza di Roma

scritto da Roberta Magliocca

Terremoto

Di Roberta Magliocca

Terremoto, le testimonianze

Da questa notte non si parla d’altro. E non si vede altro. I nostri volti, i volti di tutta Italia, assonnati ma pronti per andare a lavoro, o al mare per chi è ancora in vacanza, o a studiare per chi ha esami a Settembre all’Università o materie da recuperare a scuola. Tutti i visi, sgomenti, davanti  la televisione. 

Un bilancio che, provvisorio, ci aggiorna sul numero delle vittime. Non si arresta. Prima quattro, poi dieci, poi ventidue. Ora 37 i morti accertati, ma purtroppo è ancora troppo presto per dire STOP. Sappiamo bene che il bilancio salirà, i terremoti degli ultimi dieci anni ci hanno abituato a questi scenari apocalittici.

Ma tanti sono i sopravvisuti, tantissime le persone che vengono estratte vive dalle macerie dai volontari della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco. Ancora speriamo, dunque, ancora si spera.

Noi giornalisti, intanto, cerchiamo di raccogliere le testimonianze di chi ha vissuto l’incubo. Questa mattina abbiamo parlato con Sara, una ragazza di Caserta che da quasi un anno si è trasferita a Roma per lavoro. 

Ho avuto tantissima paura.  Ho sentito tutte e tre le scosse, sia quella alle 3:30 che quelle delle 4:30. Ho afferrato cellulare e chiavi pronta ad uscire di casa. Ma poi si è tutto fermato. Ho tremato anche io per un po’. Peró, poi, tutto ok.

Però, poi, tutto ok. Speriamo possano dirlo quante più persone possibile.

Terremoto al Centro Italia: la testimonianza di Sara, una ragazza di Roma was last modified: agosto 25th, 2016 by Roberta Magliocca
24 agosto 2016 0 commenti
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Storie
Dall'Italia e dal MondoIn primo pianoNotizie fuori confine

Storie tra le macerie

scritto da Roberta Magliocca

Storie

Storie

Di Roberta Magliocca

Scrivo. Il tuo corpo, nudo e stanco sotto le lenzuola. E io…scrivo.

Scrivo di questa stanza, campo di battaglia. La nostra battaglia. Quanta vita mi hai passato stanotte. Mi sono vista nelle tue mani. Mi piace ciò che ho visto. Io e te…e il mare d’inverno. Ma non serve a nulla. Non servono a nulla i colori con i quali mi hai dipinta. Me lo hai detto tu, i tuoi disegni, una volta completati, li distruggi. E allora non completarmi. Lasciami così, non finita…INFINITA. Infinita come quelle litigate che hanno portato i nostri corpi ad accendersi di nuova violenza. Infinita come le nostre distanze. Infinita come i miei occhi a cui non sai resistere. Infinita come il mio petto che pulsa troppo. Come il tuo petto che pulsa troppo poco. Troppo poco,sì! Perchè tu non ne hai bisogno, giusto? Non hai bisogno dei pensieri che quotidianamente fai di noi. Pensieri che, in questo momento, turbano il tuo sonno. Sei inquieto, agitato. Cosa c’è? Sogni di noi? Lo so, lo so…sono presuntuosa; anzi no, prepotente…come dici tu. La verità è che, altrove, siamo ben più avanti di così. Su quella spiaggia invernale abbiamo trovato il coraggio di viverci. Ma fa troppo caldo ora per percepire il freddo di quella stagione; un caldo che impedisce ogni possibile vicinanza. Questo caldo, però, non m’impedirà, adesso, di posare questi pensieri lontano da noi, per dedicarmi a te per quel po’ che resta. Asciugherò la tua schiena, ti sentirò bollente pulsarmi dentro ancora una volta come se fosse l’ultima.

Ti prego, dipingi questa notte….ma non buttarla via. Questo capolavoro che ci siamo donati, salvalo. Ancora una volta mi dirai…”Non serve a nulla!”. Può essere. Ma voglio imprigionare il nostro ricordo tra queste lenzuola. Non serve a nulla. Eppure qualcosa è successo. Eppure qualcosa sta succedendo.

Le macerie che ora ci avvolgono arrestano i nostri respiri ma non il nostro grande orgoglio di essere noi, insieme. Insieme nella vita, insieme in questa morte bastarda. La terra trema e tremo anche io davanti a te. Per amore, non per paura. Stiamo morendo insieme, eppure, io sono nata quando sei nato tu. Nessun terremoto potrà sgretolare il nostro miracolo.

Storie tra le macerie was last modified: agosto 25th, 2016 by Roberta Magliocca
24 agosto 2016 0 commenti
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Amatrice
CronacaIn primo pianoParliamone

Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto: la terra trema

scritto da L'Interessante

Amatrice

Di Carmen Giaquinto

Sisma devastante al Centro Italia

Sembra uno scenario apocalittico, invece è un sisma quello avvenuto nel cuore della notte nel Centro Italia. La prima e più forte scossa, di magnitudo 6, si è verificata alle 3:36 circa ed ha avuto epicentro a due chilometri da Accumoli (Rieti) e a dieci da Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) e Amatrice, sempre in provincia di Rieti, completamente rasa al suolo.  L’ipocentro è stato a quattro chilometri di profondità. Le altre due scosse sono state registrate qualche ora più tardi, tra le 4:32 e le 4:35 ed hanno coinvolto città come Norcia (Perugia), Castelsantangelo sul Nera (MAcerata). In queste zone gli ipocentri sono stati più profondi, tra gli otto e i nove chilometri. La tempestività dei soccorsi è stata frenata dall’inaccessibilità delle vie d’accesso ai paesi colpiti che in inverno contano appena qualche centinaio di abitanti e che in estate si trasformano in luoghi di riposo e di evasione dalla routine metropolitana. Il bilancio complessivo delle vittime sale sempre di più, presagendo un numero devastante. Lo sciame sismico con oltre trentanove scosse si è propagato per tutto il centro Italia; le scosse sono state, infatti, avvertite sia a Roma che a Napoli, giungendo anche a Rimini. Gruppi di volontari, vigili del fuoco, cinofili, Protezione Civile e associazioni no-profit sono sul luogo tentando di rimediare a ciò che ormai sembra irreparabile, a centinaia, forse migliaia, di abitazioni distrutte, vittime sotto le macerie, feriti che cercano una via di fuga.  La gravità della situazione è stata da subito confermata anche dal responsabile della Croce Rossa locale, il quale ha confermato la presenza di un ponte pericolante, quello dei Tre occhi, che costringe ad entrare nel paese solo a piedi, rallentando, appunto, il lavoro dei soccorsi, e di una importante fuga di gas.

Amatrice. L’ora della paura

L’orologio della Torre Civica di Amatrice segna ancora le 3:36. È l’ora della paura che distrugge questo paese e scuote il resto del centro Italia. Non si tratta di enfasi giornalistica: il Sindaco Sergio Pirozzi spera sia di buon auspicio la resistenza della torre al disastro sismico. Come se Amatrice non sia destinata a morire, nonostante le tante vittime che a poco a poco affiorano e nonostante il “terremoto gemello” del 1639, quasi quattro secoli fa, quando Amatrice, assieme ad Accumoli, vennero devastante da una forte scossa che durò oltre quindici minuti.

La redazione de L’Interessante si stringe commossa alle cittadine colpite e ai familiari delle vittime e ricorda i numeri di Protezione Civile da utilizzare: 800 840 840 ;  800 803 555

Amatrice, Accumoli, Pescara del Tronto: la terra trema was last modified: agosto 24th, 2016 by L'Interessante
24 agosto 2016 0 commenti
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Casertana
CalcioIn primo pianoSport

La Casertana ingaggia Nicola Ciotola: “Entusiasta e motivato”

scritto da L'Interessante

Casertana

La Casertana ingaggia Nicola Ciotola: “Entusiasta e motivato”

La Casertana F.C. comunica di aver ingaggiato il calciatore Nicola Ciotola. Esterno offensivo nato a Benevento il 28 marzo 1984, per lui si tratta di un ritorno in rossoblu dopo la parentesi dello scorso anno terminata nel gennaio 2016 con il trasferimento al Martina Franca. La carriera di Ciotola è costellata di maglie importanti come quelle di Pisa, Avellino, Hellas Verona, Taranto, Juve Stabia, Como.

“Sono molto felice di essere tornato – ha commentato Ciotola al momento della firma –  Ritrovo molti miei compagni con cui sono rimasto in ottimi rapporti. Sono molto motivato e non vedo l’ora di cominciare questo campionato. Fisicamente mi sento molto bene e spero di dare il mio contributo con massima umiltà e dedizione. Mi metto a disposizione del mister e dei miei compagni con massimo sacrificio. Spero che tutti insieme riusciremo a raggiungere traguardi importanti”.

La Casertana F.C. comunica di aver ingaggiato il calciatore Nicola Ciotola. Esterno offensivo nato a Benevento il 28 marzo 1984, per lui si tratta di un ritorno in rossoblu dopo la parentesi dello scorso anno terminata nel gennaio 2016 con il trasferimento al Martina Franca. La carriera di Ciotola è costellata di maglie importanti come quelle di Pisa, Avellino, Hellas Verona, Taranto, Juve Stabia, Como.“Sono molto felice di essere tornato – ha commentato Ciotola al momento della firma –  Ritrovo molti miei compagni con cui sono rimasto in ottimi rapporti. Sono molto motivato e non vedo l’ora di cominciare questo campionato. Fisicamente mi sento molto bene e spero di dare il mio contributo con massima umiltà e dedizione. Mi metto a disposizione del mister e dei miei compagni con massimo sacrificio. Spero che tutti insieme riusciremo a raggiungere traguardi importanti”.

 

La Casertana ingaggia Nicola Ciotola: “Entusiasta e motivato” was last modified: agosto 23rd, 2016 by L'Interessante
23 agosto 2016 0 commenti
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Amalfi
CulturaEventiIn primo piano

Amalfi, Atrani e il Capodanno Bizantino

scritto da L'Interessante

Amalfi

di Maria Rosaria Corsino

Dopo la straordinaria vittoria del Galeone di casa all’ultima Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, Amalfi e Atrani tornano ad essere teatro di uno straordinario evento storico-culturale che trae spunto dalla grandezza politica delle civitates della Costiera per offrire un carnet di appuntamenti di alto profilo scientifico e spettacolare

Il 31 agosto e il 1° settembre, infatti, le due città si uniscono per celebrare il Capodanno Bizantino: l’inizio dell’anno fiscale e giuridico nell’epoca dell’Impero d’Oriente è lo spunto per una due giorni di celebrazioni e festeggiamenti che coinvolgerà cittadini, visitatori e turisti della Divina in un emozionante viaggio che coniuga la centralità amministrativa e politica dell’Amalfi medievale al protagonismo culturale e turistico della città di oggi.

Giunto nel 2016 alla sua 16esima edizione, l’evento è organizzato dal Comune di Amalfi, in collaborazione con il Comune di Atrani e il Centro di Cultura e Storia Amalfitana, ed è finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POC Campania 2014/2020 – Linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”, Sezione “Iniziative promozionali sul territorio regionale”.

.A fine mese saranno il suggestivo Corteo Storico rievocativo, con oltre 100 figuranti in costume d’epoca, e la cerimonia di investitura del Magister di Civiltà Amalfitana, con l’affascinante rito medievale ispirato all’incoronazione dei Duchi di Amalfi, suggellato dalla presenza dell’Arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni, i momenti centrali dell’evento che ad ogni edizione si divide tra tradizione, approfondimento scientifico e intrattenimento lungo un tema predefinito scelto proprio intorno al nome del Magister- titolo assegnato a una personalità, amalfitana d’origine o di adozione, che si è distinta per particolari meriti in uno dei settori di spicco dell’antica civiltà medievale – e che sarà svelato solo a ridosso dell’appuntamento.

Il programma del Capodanno Bizantino seguirà comunque una consuetudine ormai rodata. Il 31 agosto è previsto nell’Arsenale della Repubblica un convegno di studio sul Medioevo amalfitano declinato sul tema dell’edizione, seguito dalla lectio magistralis del Magister di Civiltà Amalfitana. Il 1° settembre spazio alla rievocazione: toccherà all’imponente Corteo Storico- ancor più ricco di quello ammirato sfilare in occasione della Regata – accompagnare il Magister lungo il percorso che da Amalfi porta al sagrato della Cappella San Salvatore de’ Birecto di Atrani, dove ha luogo la cerimonia di investitura alla presenza dell’Arcivescovo. Subito dopo, scortato sempre dal corteo che celebra l’apogeo della Repubblica di Amalfi intorno al Mille ,il Magister raggiungerà la suggestiva scalinata della Cattedrale di S. Andrea ad Amalfi per la presentazione ufficiale alla cittadinanza.

Completeranno il programma, che interesserà tutto il primo weekend di settembre, un ciclo di escursioni gratuite tra passeggiate inedite nei vicoli più nascosti dei due borghi marinari e i luoghi di richiamo turistico per eccellenza e alcuni appuntamenti musicali in piazza.

LA STORIA

Ideato dal medievalista amalfitano Giuseppe Gargano intorno al 1980, il Capodanno Bizantino si incentra sulla rievocazione dell’inizio dell’anno fiscale e giuridico nei territori dell’impero d’Oriente che corrispondeva al 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites, cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica, una prassi in voga dall’839, anno di nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l’istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d’Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino ai Borbone. Fin dalla sua fase progettuale, la manifestazione ha coinvolto i comuni di Amalfi e di Atrani, le uniche civitates della Repubblica Amalfitana almeno sino alla metà dell’XI secolo; teatro principale della rievocazione, la chiesa del S. Salvatore de Birecto di Atrani, cappella palatina e sede dell’incoronazione dei duchi di Amalfi, quindi luogo di pubbliche assemblee dei sindaci delle Università. La prima edizione del Capodanno Bizantino si è svolta nel 1999 ed è proseguita fino ad oggi con un’unica pausa, avvenuta nel 2010, che ha segnato un cambio di passo e una svolta nella sua storia. Se nei primi anni, infatti, il focus della manifestazione era incentrato sui temi del diritto e della giurisprudenza, con il clou nell’assegnazione del titolo di “Duca di Amalfi – Maestro del Diritto” a nomi di spicco del mondo della giurisprudenza, tra cui Giovanni Conso e Sabino Cassese, dal 2011 si è deciso di allargare il campo alle personalità che hanno dato lustro alla storia amalfitana con l’investitura del “Magister di Civiltà Amalfitana”.

IL MAGISTER

Il titolo di Magister di Civiltà Amalfitana viene assegnato ogni anno a una personalità, amalfitana d’origine o di adozione, che si è distinta per particolari meriti in un settore della civiltà amalfitana medievale, dall’imprenditoria alla politica, dalla scienza alla marineria – che trovano un punto di fusione nell’invenzione della bussola -, dall’arte alla religione, dal diritto alla solidarietà e diplomazia – campi in cui la grandezza di Amalfi ha fatto scuola. Ciascuno di questi campi è dedicato a un personaggio famoso della storia di Amalfi: il premio per l’Imprenditoria è intitolato a Mauro de Comite Maurone, ricco e nobile mercante amalfitano indicato come il fondatore di uno dei primi ospedali a Gerusalemme nella seconda metà dell’anno Mille; al cardinale e teologo Pietro Capuano è dedicato quello per la Religione, quindi si ricordano il Duca Mansone I per la Politica, Lorenzo d’Amalfi, distintosi per l’originalità degli studi classici e dell’uso delle fonti, per la Scienza, Giovanni Augustariccio per il Diritto, il traduttore Giovanni d’Amalfi per l’Arte, il fondatore dell’ordine dei Cavalieri Ospitalieri – poi Cavalieri di Malta – fra’ Gerardo Sasso per la Solidarietà e la Diplomazia, e Flavio Gioia per la Marineria. La Commissione che assegna il titolo è composta dai Sindaci di Amalfi e di Atrani, dagli Assessori alla Cultura di Amalfi e di Atrani, dal Presidente del Centro di Cultura e Storia Amalfitana e dagli ideatori del Capodanno Bizantino, Giuseppe Gargano e Giovanni Camelia.

 

Amalfi, Atrani e il Capodanno Bizantino was last modified: agosto 23rd, 2016 by L'Interessante
23 agosto 2016 0 commenti
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Juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

Juvecaserta: iniziata ufficialmente la nuova stagione

scritto da L'Interessante

Juvecaserta

La nuova avventura della Juvecaserta

Iniziata ufficialmente la stagione 2016/17 per la Pasta Reggia Caserta. Dirigenti, tecnici ed allenatori hanno incontrato nella palestra annessa al campo principale del Palamaggiò i tifosi bianconeri in un clima di entusiasmo e partecipazione. Daniele Cinciarini, Marco Giuri, Viktor Gaddefors, Dario Cefarelli, Tyler Bergantino, Nika Metreveli ed i giovani Vincenzo Ventrone, Salvatore Iovinella, Marcello Riccio, Elio Di Martino, Francesco Porfidia, Alessandro Puoti, Marcello Piazza e Gianluigi Cecere, unitamente a Bruno Duranti – guardia/ala di 197 cm proveniente dal Campli ed aggregato al gruppo bianconero per questa prima fase di allenamento – non si sono sottratti al tradizionale rito delle foto ricordo, autografi e scambio di saluti con i tifosi; rito al quale non si sono sottratti il general manager Luigi Guastaferro,  coach Sandro Dell’Agnello, gli assistenti Daniele Michelutti e Remo Petroccione, il preparatore fisico Domenico Papa, il direttore operativo Antonello Nevola ed il team manager, Antimo Lubrano. In precedenza, il general manager Guastaferro e l’allenatore Sandro dell’Agnello, unitamente ai dott. Fulco e Rauccio, hanno incontrato la stampa per un breve saluto di benvenuto. I rappresentanti della Fortune Investment & Consulting, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti, hanno confermato che nel corso della settimana sarà formalizzata l’acquisizione della maggioranza delle quote societarie, ribadendo gli accordi sottoscritti con il patron Raffaele Iavazzi, mentre coach Dell’Agnello si è soffermato sulle caratteristiche della squadra e sugli obiettivi del lavoro da svolgere in questa prima fase della stagione. Dopo l’incontro con i tifosi, primo impegno per tutti i presenti condotta dal preparatore fisico, Domenico Papa. Da domani, sedute atletiche e tecnico-tattiche sempre al Palamaggiò. In attesa del completamento del roster, cui stanno lavorando il gm Guastaferro con il ds Nevola e coach Dell’Agnello, nel corso della prossima settimana, una volta risolti i problemi burocratici legati al rilascio del visto d’ingresso in Italia, saranno a Caserta Edgar Sosa, Raphiael Putney e Mitchell Watt.

Juvecaserta: iniziata ufficialmente la nuova stagione was last modified: agosto 23rd, 2016 by L'Interessante
23 agosto 2016 0 commenti
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