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L'Interessante

NASA
AttualitàIn primo pianoNotizie fuori confine

NASA. 7 pianeti attorno ad unica stella

scritto da L'Interessante

NASA

Di Antonio Andolfi

Dopo giorni di attesa, speculazioni e anticipazioni a proposito della “conferenza stampa straordinaria” indetta dalla Nasa, l’annuncio è stato finalmente dato: nell’orbita di Trappist-1, una nana rossa ultrafredda a una distanza stimata di circa 40 anni luce da noi sono stati scoperti in totale 7 piccoli pianeti rocciosi, cioè con caratteristiche simili a quelle della Terra. Detto in altre parole: gli astronomi della Nasa (e non solo) hanno trovato ben 7 pianeti quasi gemelli della Terra, non uno solo!

L’annuncio della NASA: Trappist – 1 e i suoi pianeti

Le osservazioni, iniziate nel settembre del 2015, sono state effettuate utilizzando un insieme di strumenti: il telescopio TRAPPIST-South (ESO, Osservatorio Europeo Australe, La Silla, Cile), il Very Large Telescope (ESO, Cerro Paranal, Cile), il telescopio spaziale Spitzer (Nasa, in orbita a 568 km) e altri telescopi attorno al mondo.

Osservabile nella costellazione dell’Acquario, è molto “piccola” (poco più grande di Giove) e di massa stimata nell’8% di quella del Sole.

 Tutti i suoi pianeti, chiamati rispettivamente Trappist-1 b, c, d, e, f, g, h (dal più vicino al più lontano), hanno dimensioni simili a quelle del nostro pianeta: le dimensioni, la possibile composizione e le orbite sono state desunte dalle variazioni di luminosità della stella causate dal passaggio dei suoi pianeti tra noi e la stella stessa: eventi che in astronomia sono noti come transiti.

Il coordinatore della ricerca, Michaël Gillon (istituto di astrofisica di Liegi, Belgio), afferma che «ci troviamo di fronte a un sistema planetario incredibile, non solo perché abbiamo trovato così tanti pianeti insieme, ma soprattutto perché sono sorprendentemente simili per dimensioni alla Terra».

 Da tempo gli astronomi ipotizzavano che stelle con dimensioni affini a quella di Trappist-1 (che per tipologia è la più diffusa nell’Universo, probabilmente tra il 70 e l’80%) possono avere attorno molti pianeti rocciosi di dimensioni simili alla Terra. Trappist-1 è la prima a essere stata sottoposta a osservazioni così prolungate e approfondite, tali da permettere la scoperta di “b”, “c” e “d” già nel 2015 e infine gli altri quattro.

Questi pianeti, o almeno alcuni di essi, se orbitano in modo regolare e alla distanza “giusta” potrebbero sostenere forme di vita.

 Amaury Triaud, co-autore della ricerca, sottolinea che «la quantità di energia emessa da stelle come Trappist-1 è molto inferiore rispetto a quella emessa dal nostro Sole. Per avere acqua liquida in superficie sui loro pianeti, questi devono orbitare a distanza ravvicinata, molto più vicini alla loro stella di quanto la Terra sia dal Sole. Sembra che questo tipo di configurazione compatta sia proprio quella che caratterizza Trappist-1».

 

Tutti e sette i pianeti, infatti, orbitano a una distanza inferiore di quella tra il Sole e Mercurio (circa 58 milioni di chilometri) e, proprio a causa della bassa energia della stella, tutti potrebbero ricevere una quantità di energia analoga a quella che irradia sui pianeti interni del Sistema Solare (Mercurio, Venere, Terra e – a seconda dei criteri utilizzati – Marte).

Anatomia dei pianeti scoperti dalla NASA.

In particolare, Trappist-1 c, d, f ricevono quantità di energia vicine a quelle che arrivano, rispettivamente, su Venere, Terra e Marte. Le misure sulla possibile densità dei singoli pianeti suggeriscono che almeno i primi sei sono di tipo roccioso.

 

Tutti e sette potrebbero potenzialmente avere acqua allo stato liquido in superficie, anche se per alcuni la probabilità sembra più elevata: “e”, “f” e “g”, per esempio, sembrano avere tutte le carte in regola per mantenere questa condizione – l’acqua liquida – che dal nostro punto di vista è anche condizione indispensabile per un eventuale sviluppo di forme di vita.

In base ai modelli utilizzati, i pianeti “b”, c” e “d” potrebbero avere acqua, ma forse solo in piccole regioni, mentre per “h” – il più distante – l’ipotesi è che, se c’è acqua, è allo stato solido. Sarà però purtroppo solamente con la prossima generazione di telescopi, come l’European Extremely Large Telescope (ESO) e il James Webb Space Telescope (Nasa/Esa) che potremo saperne di più.

NASA, I commenti a caldo.

Questa scoperta è importante non solo dal punto di vista scientifico, ma anche culturale: sapere con sempre maggiore sicurezza che oltre il nostro Sistema Solare ci sono luoghi potenzialmente favorevoli alla vita è semplicemente affascinante. La ricerca di pianeti extrasolari è uno degli ambiti in cui l’Istituto Nazionale di Astrofisica è profondamente coinvolto a livello internazionale, con l’eccellenza dei suoi scienziati, strumenti d’avanguardia come il Telescopio Nazionale Galileo e importanti partecipazioni in missioni spaziali di frontiera.

 

Il sistema multiplo di pianeti terrestri transitanti individuato attorno a Trappist-1 è straordinario sotto diversi aspetti. Innanzi tutto è il primo sistema con pianeti di tipo terrestre nella fascia di abitabilità (quell’intervallo di distanze da una stella entro il quale un pianeta di tipo roccioso con un’atmosfera può potenzialmente avere acqua allo stato liquido sulla superficie) per i quali sia stato possibile determinare, sia pure in modo preliminare, la densità, e quindi la composizione interna, scoprendo che sono probabilmente rocciosi come la nostra Terra.

 

In secondo luogo, tre dei sette pianeti del sistema sono soggetti a livelli di irraggiamento simili a quelli che Venere, la Terra e Marte ricevono dal nostro Sole, e se posseggono un’atmosfera di tipo terrestre potrebbero avere oceani sulla superficie. Inoltre, la bassissima luminosità e le dimensioni della stella, paragonabili al nostro Giove, rendono gli eventi di transito dei pianeti in fascia abitabile frequenti e facili da rivelare, aprendo la possibilità della caratterizzazione dettagliata delle loro proprietà atmosferiche con strumentazione di punta già esistente (come l’Hubble Space Telescope) o pronta nel futuro prossimo (come il James Webb Space Telescope).

 

I pianeti rocciosi potenzialmente abitabili attorno a stelle molto più piccole e fredde del Sole, quali Trappist-1, costituiscono dei laboratori eccezionali dove studiare l’impatto sulle proprietà atmosferiche (e sul concetto stesso di abitabilità) di questi oggetti con storie evolutive molto diverse da quelle da cui ha avuto origine la nostra Terra.

 

In ultima analisi, l’esistenza del sistema planetario di Trappist-1 e, in generale, il successo della strategia della ricerca di pianeti terrestri attorno a stelle di piccola massa, rende se possibile ancora più urgente moltiplicare gli sforzi per la scoperta e la caratterizzazione delle proprietà fisiche e delle atmosfere di veri gemelli della nostra Terra, cioè pianeti di tipo terrestre nella regione di abitabilità di stelle più simili al nostro Sole.

NASA. 7 pianeti attorno ad unica stella was last modified: febbraio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 febbraio 2017 0 commenti
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Tiziana
CinemaIn primo piano

Tiziana Ciccarelli: Il Caserta Film Lab, un gruppo di amici

scritto da L'Interessante

Tiziana

Di Christian Coduto

“Ciao Christian!!!”

Riconoscerei quella voce tra mille: è inconfondibile.

Vivace, simpatica, socievole, sicura di sé. Un ruolo, quello del Presidente del Caserta Film Lab, che le si addice a pennello. Tiziana Ciccarelli è così: un fiume in piena. La risata contagiosa e persino frastornante, ti mette subito a tuo agio. Ci dirigiamo in pizzeria per mangiucchiare qualcosa prima di ritornare al nostro lavoro. Gesticola allegramente, come se volesse rafforzare, con la postura, la fondatezza delle sue affermazioni. Ha uno sguardo molto profondo. Guarda dritto negli occhi, non ha paura di farlo. E’ una donna tosta, non c’è che dire. Il suo ruolo lo impone. Tiene a bada una sensibilità che, talvolta, trapela furtivamente e che immediatamente ritorna nei cassetti più intimi, perché conoscere la vera Tiziana è un dono per pochi …

Tiziana Ciccarelli ci parla dell’associazione di cui fa parte.

D: Tiziana che cos’è il Caserta Film Lab ?

R: Il Caserta Film Lab è un’associazione nata nel 2013, grazie alla passione per il cinema di un gruppo di amici, che ha lo scopo di portare pellicole d’autore in città. La sua sede è il Duel, ma organizziamo eventi anche allo Spazio X (ex Teatro Civico 14). In quest’ultimo caso si parla di una rassegna di documentari. Se già il cinema d’essai ha tante difficoltà a passare nelle sale, per i documentari il problema è persino maggiore. Riteniamo sia una cosa doverosa proiettare, anche per pochi spettatori, dei progetti spesso poco conosciuti e il fatto di avere a disposizione dei luoghi in cui poterli far visionare credo sia qualcosa di importante per la città di Caserta.

D: Caserta, rispetto a Napoli, Milano o Roma è sicuramente un territorio più piccolo, decentralizzato. Portare il cinema di qualità in sala è un rischio … ma quanto è divertente farlo?

R: E’ vero che è un rischio, ma d’altro canto la risposta c’è sempre, il pubblico ci segue con entusiasmo. Io lo dico sempre: ci fossero in sala anche dieci spettatori, sarebbe pur sempre una vittoria, perché quei dieci spettatori avrebbero visto un qualcosa che non avrebbero potuto vedere altrimenti.

D: Spesso, in sala, c’è spazio per le interviste. Tanti personaggi del mondo dello spettacolo, registi esordienti … la cosa più bella, che ho sempre rilevato nella vostra Rassegna, è il fatto che tutti si sentano a casa …

R: Assolutamente sì. Sono contenta che tu l’abbia notato. Queste persone rimangono sempre in contatto con noi; con alcuni di loro si è creata una bella amicizia, come con l’attore Valerio Aprea, il regista Toni D’Angelo e lo sceneggiatore Francesco Piccolo. Anche Alessandro Borghi risponde sempre ai nostri messaggi di saluto con tanto affetto e dolcezza.

La sua scioltezza ti lascia frastornato. Trasuda energia da tutti i pori. Soppesa le parole, riflette, ha un che di estremamente affascinante.

D: Si avvicina la notte degli Oscar. In quanto Presidentessa dell’associazione avrai sicuramente i tuoi preferiti. Chi vincerà secondo te?

R: (ride) Allora … tenendo conto che ciò che piace ad una persona, solitamente, non corrisponde quasi mai a ciò che vince … credo che “La la land” farà incetta di premi. A me, sia chiaro, è piaciuto. Lo vidi in anteprima a Venezia e lo trovai un ottimo film di apertura, molto colorato, divertente. Però non credevo che avesse tutta questa eco. “Manchester by the sea”, per esempio, che ho visto a Roma, è un film che mi ha colpito molto e meriterebbe qualche premio. Lo stesso dicasi per “Jackie” che, purtroppo, viene ricordato solo per la prova di Natalie Portman. Non mi esprimo sugli altri, anche perché non ho ancora avuto modo di vederli tutti. A tal proposito: il 26 mattina, al Duel, ci sarà la mattinata da Oscar per il quarto anno consecutivo! Verranno proiettati due film: il primo sarà “Jackie”, il secondo “Il cliente” di Ashgar Farhadi, vi aspettiamo!

D: C’è un’usanza molto carina per tutti gli spettatori del Caserta Film Lab (soci e non) … al termine della visione, viene consegnata loro una scheda per votare il film che hanno appena visto. Il pubblico viene coinvolto direttamente e sente la responsabilità, in quanto “Recensore” per una notte …

R: Questa cosa è venuta fuori l’anno scorso, c’era piaciuta ai Festival e abbiamo pensato di portarla qui. Ovviamente per capire i gusti del nostro pubblico. Una cosa divertente è che, le volte in cui non abbiamo portato le schede, il pubblico si è lamentato del fatto che non ci fossero e siamo stati costretti a segnarci i voti su un foglio di carta o sul cellulare! Tra le altre cose, ci sono sempre voti opposti: tanto gli uno quanto i cinque per uno stesso film. Mai, o molto raramente, i due e i tre. Questo significa che le nostre pellicole dividono e creano turbamento, in positivo e in negativo. Non sono mai mediocri. Poi, ovviamente, nella nostra presunzione, crediamo che i film della rassegna partano tutti da dieci poi, dopo il dieci, si dia il voto da uno a cinque (scoppia a ridere).

D: Ti va di ricordarci i nomi delle persone che collaborano con te in associazione?

R: Certo, con piacere! Mai fare personalismi all’interno di un’associazione! Io sono il Presidente del Caserta Film Lab da tre anni e sono subentrata a Mauro Alifano. Accanto a me, dal primo giorno, Veronica Iovine, Salvatore Piccolo, Ilaria De Lucia, Sergio d’Andria e Antonio Pierro. A loro si sono aggiunti Davide Belfiore, Vincenzo Bottone, Alessia Guardascione, Gianmarco Di Domenico e Diana Idone che hanno donato nuova linfa e tante idee. Senza di loro tutto questo non sarebbe possibile. Lo stesso Mauro Alifano, pur non facendo più parte del direttivo, continua a seguirci e a sostenerci in maniera fattiva.

D: Grazie mille Tiziana e … in bocca al lupo per tutto!

R: Grazie a te!

Tiziana Ciccarelli: Il Caserta Film Lab, un gruppo di amici was last modified: febbraio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 febbraio 2017 0 commenti
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juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA: GRANDE ATTESA PER LA SFIDA CON MILANO. PROSEGUE LA VENDITA DEI BIGLIETTI AD 1 EURO. GIOCATORI AL CAMPANIA IL PROSSIMO 8 MARZO

scritto da L'Interessante

juvecaserta

Juvecaserta: cresce l’attesa per la sfida con la capolista. Tutti insieme per l’impresa

Quando gioca Milano il tifoso casertano non riesce a restare distaccato ed indifferente. Anche se la gara viene trasmessa in Tv, sul canale Rai sport. La società è venuta incontro ai possessori di abbonamento e i tifosi hanno risposto, come sempre, presente! Si prevede un Palamaggiò gremito.

Dopo la sosta per la coppa, vinta, come noto, proprio dalla EA7, la gara di eurolega dei meneghini, fuori dalla competizione continenetale, la Pasta Reggia si prepara a vivere una serata molto coinvolgente dal punto di vista dell’atmosfera dovuta alla caratura dell’avversario ed alla storica rivalità dei “bei tempi”.

Domenica alle 20.45, quindi, nel posticipo televisivo, è di scena al Palamaggiò l’avversario più temibile del campionato, la capolista EA7 Milano. 

Sessanta i precedenti tra le due blasonate squadre, con un bilancio di 40-20 in favore di Milano: in casa l’Armani si è aggiudicata ben 26 incontri su 31, mentre al Palamaggiò la Juve è riuscita a prevalere 15 volte sulle 29 totali. Una sfida sulla carta proibitiva per i bianconeri che, però, potrebbero sfruttare un possibile (e fisiologico) calo da parte di Milano. L’Olimpia, dopo le finali di Rimini, ha avuto  la sfida di Eurolega con il Barcellona. Vero è che gli uomini di coach Jasmin Repesa reggono lo stress da gare ma, sulla loro strada, troveranno una Juvecaserta che, sebbene ancora penalizzata dalle assenze di Bostic e Cefarelli, vorrà sfruttare l’entusiasmo che potrà infondere il nuovo arrivato Dardan Berisha e la carica del sesto uomo.

Fino a sabato continua la vendita dei biglietti ad 1 euro per i possessori dell’abbonamento. 

L’iniziativa ha riscosso grande successo. Folla di tifosi per procurarsi il tagliando in promozione. Ancora domani dalle ore 16 alle 20 e sabato 25 febbraio dalle ore 9 alle 13, sarà possibile, per i possessori di un abbonamento, acquistare  un biglietto per lo stesso ordine di posto al prezzo simbolico di un euro. Chi aderisce potrà ricevere in omaggio anche il poster della squadra.

La vendita solo ed esclusivamente presso lo Juvecaserta store di via Giotto 30. 

8 marzo al centro campania una rappresentanza della squadra. Gadget a chi risponderà a domande sulla storia della Juvecaserta

Una rappresentanza della squadra della Juvecaserta Pasta Reggia sarà presente, mercoledì 8 marzo, nella Piazza Campania del Centro Commerciale Campania in occasione della serata a quiz TV SHOW NIGHT, appuntamento della programmazione del Centro di Marcianise, che ogni settimana  propone uno storico quiz della TV.
La presenza dei cestisti casertani si inquadra nella collaborazione da anni esistente tra il club bianconero e il Centro Campania che, per l’occasione, ai concorrenti della serata, proporrà domande sulla storia della Juvecaserta. Un divertente appuntamento, quindi, per mettersi alla prova e cercare di vincere buoni sconto del Centro e gadget messi a disposizione dalla società.
La serata inizierà alle ore 20.30 e la partecipazione al quiz è totalmente gratuita.

JUVECASERTA: GRANDE ATTESA PER LA SFIDA CON MILANO. PROSEGUE LA VENDITA DEI BIGLIETTI AD 1 EURO. GIOCATORI AL CAMPANIA IL PROSSIMO 8 MARZO was last modified: febbraio 25th, 2017 by L'Interessante
23 febbraio 2017 0 commenti
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Smoking
AttualitàIn primo piano

Smokin, Kissing, Goodbye: the “revolutionary” taste of death!

scritto da L'Interessante

Smokin

Di Michele Calamaio

Humans have always been considered as the most intelligent animals on Earth; and, precisely for this reason, they should have been more concerned about the dangers that smoking can cause, without showing off the real negative effects, on everyday life. Tobacco, indeed, began to be chewed and smoked during cultural and religious ceremonies around 2000 years ago because believed to be a cure-all, as well as a pain killer, for all kinds of health problems; soon after the discovery of the American Indians by Christopher Columbus, sailors started to bring it back to Europe, determining its massive growth all over the old country: only from that moment on became evident that Tobacco, on one side, turned into the “new gold” for the emerging industries of the time, while, on the other, begun to show how its first dangerous effects were to be found on some addicted individuals. Therefore nowadays, even though more and more doctors are continuing to bring out researches, together with their results, related to the terrible conditions this addiction can lead to, the industry seems to neglect these consequences, and keeps growing bigger on the back of their consumers, exploiting this hidden knowledge to get millions of people hooked on this dangerous habit. For this reason, those who want to make smoking illegal have faced several problems, above all towards heavy smokers, but still claimed that continuing to inform the public opinion would be the only reasonable response to such an astonishing threat to life. Throughout the years, such views have tried to make the whole situation as much clear as possible, partly due to the lack of knowledge around the subject, and reduce the risk of premature deaths; such assertions are, however, a short-sighted response to a problem that requires vision, control and perseverance in order to remove all doubts and, for now, only abstract theories that need time to be approved by the masses.

<Stamp out Smoking>, the advertisement that advises you to “butt out”

To begin with, those in favor of making smoking illegal argue that reducing the world tobacco production and sale would represent the first ideal approach taken by government institutions to prevent drastically many sicknesses. It’s suffice to say that only in the last decade over 27% of lung cancer’s cases have been registered in India indeed, and many other patients all over Europe have gone through life-and-death struggles; at least in this special “death ranking”, the two most important world powers, such as USA and Russia, are to be found at the last places. For this reason, even the governments around the world, possibly to “wash their hands”, have taken a step forward and tried to face the problem by bombing everyday national TV’s programs with as many advertisements as possible put out in a worldwide broadcast, in order to make visible all the disadvantages this product can bring. While these measures are taken and cannot be denied, statistics reveal that the situation doesn’t change and even the number of smokers increase day by day, failing inexorably in the initiative of eradicating smoking entirely.

Scientists content that, even though the results are poor, the measures put in place are however sure to affect public opinion deeply but lately some tested individuals have even revealed they have troubles in getting away from the addiction of nicotine, while others can’t get enough of it and want more and more, confirming the absolute power that smoking has created around itself.

E-Cigarette, the new smoking double-edged weapon that “easy come, easy go”

Surely, among the many adopted strategies, the introduction of the electronic cigarette seems to draw the attention thanks to its innovative features that have revolutionized the entire world: it allows people to control their nicotine intake with a wide variety of e-liquid flavors available, it doesn’t contain smoke smell, ash or toxins associated with tobacco smoking, and, above all, saves lives. Although this new tool has encouraged the beginning of a revolutionary trend, it neglects to take into account the long-term consequences it can have on people: consequently, another addiction takes place instead of removing the original one. The E-cigarette embodies therefore two sides of the same coin: on one hand, it becomes the favorite “treatment” used by all the customers who want to recover from smoking addiction, and sold by the main multinationals who purposely take advantage of it; on the other, it turns into a new dependence, even stronger and deeper, that creates a further problem rather than solving. Smoking is without doubt the main reason for the largest number of cancers and incurable diseases nowadays, and all the techniques that surround this problem unfortunately represent a double-edged sword: if they were able to restore hope, they would also have to be aware of not wiping it out so easily.

Smoking, I find you guilty of causing deaths!

Above all, those who argue for making smoking illegal may claim that taking away human life “in accordance with the rule” is the ultimate crime and, in committing so against the humanity, a “criminal” like Smoking deserves the ultimate punishment of being banned from world’s death’s causes. This way of thinking, however, shows so much enthusiasm around an hypothesis that seems to be too abstract to be feasible instead, and needs the approval of government posts, not really willing to turn the tables carelessly. We can thus see that the big challenge undertaken by those who want to make smoking illegal is hard to carry on, both because of the ineffective results obtained and due to the miscarriages of governments in evaluating actual alternatives worthy of note. As demonstrated, recent calls for the chance to make people quitting smoking are based on scientific researches that surely represent the basis on which could be built up a new sense of discipline capable of being aware of health more than profit and, without a doubt, the main hope, disappointing at the moment, to rely on in order to believe into a world with less corruption and less desire to earn as much money as possible on misfortunes of population. It was seen that for now, however, this can only be considered as a myth, due to the nature of the majority of failed actions towards this problem and the uncaring attitude of the highest public officials; for these main reasons, still more time will pass before world becomes a cleaner and safer place. Bearing this in mind, it’s only sensible to conclude that making smoking illegal is both hard and difficult to realize, but we should definitely seek for an option capable of getting people’s hopes up and proficient in leading the masses towards one unique aim: encourage the others who didn’t enter this tunnel yet to never start because, at least, “getting started is half the job”. Making smoking illegal would be a great step in today’s world, but not the final victory of this big challenge yet, because people should first understand the importance of being alive, the necessity to succeed in a battle that hasn’t been lost yet and, after doing so, conceive themselves as a nature’s gift that cannot be wasted because of a “puff of cigarette”.

Smokin, Kissing, Goodbye: the “revolutionary” taste of death! was last modified: febbraio 22nd, 2017 by L'Interessante
22 febbraio 2017 0 commenti
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Adriano
CinemaIn primo piano

Adriano Morelli: Sono giovane, ma condannato dal mio essere.

scritto da L'Interessante

Adriano

Di Christian Coduto

Pubblico delle grandi occasioni al Duel Village di Caserta per la prima di “La condanna dell’essere”, esordio nel mondo del cortometraggio di Adriano Morelli. Giovanissimo (ha da poco compiuto 22 anni) e ricco di idee, il cineasta ha portato sul grande schermo della sala 2 (completamente sold out) la storia di un traditore seriale (interpretato da Maurizio Casagrande) che, dopo la morte della moglie, prova ad avvicinarsi alla religione per sentirsi meno in colpa per i peccati che ha commesso.

In sala, a tifare per Morelli, il fratello Edoardo De Angelis (il regista di “Mozzarella stories”), le gemelle Angela e Marianna Fontana (le protagoniste di “Indivisibili” dello stesso De Angelis) nonché i protagonisti del corto: Maurizio Casagrande, appunto, Tiziana De Giacomo e Silvestro Marino.

Dopo un piacevole dibattito curato dalla Presidentessa del Caserta Film Lab Tiziana Ciccarelli, inizia una lunga festa nell’ En Gedi Duel Club.

Circondato da decine e decine di persone che gli chiedono un autografo, un selfie e qualche curiosità in più sul filmato, il regista dedica un sorriso a tutti, con la consueta cortesia.

Riesco a sottrarlo alla folla in un momento in cui i “Nantiscia” (che hanno curato la soundtrack del progetto) iniziano a suonare.

Ci sediamo un attimo in sala proiezione. Adriano appare ancora visibilmente confuso, ma è di certo contento e soddisfatto. Sorride …

Adriano Morelli risponde alle domande de “L’interessante”.

D: Adriano, perché “La condanna dell’essere”?

R: Un titolo esistenzialista vero? Il corto però ha un risvolto ironico. Maurizio Casagrande mi ha regalato l’onore di lavorare con lui. Tra le altre cose, per la prima volta nelle vesti di un uomo triste; condannato ad esserlo, in quanto traditore seriale e peccatore. Egli prova a placare il suo immane senso di colpa attraverso la chiesa. Dopo l’ennesimo Padre nostro, si rompe le scatole (ma Adriano utilizza termini più coloriti N.d.R.) e decide di ritornare al proprio essere, alla sua ossessione, ovverosia la vagina (vedi sopra). Che rappresenta, in effetti, la sua libertà. “La condanna dell’essere” si basa appunto sul binomio tra la vagina e libertà.

D: Fai riferimento a Maurizio Casagrande … perché hai proposto a lui questo progetto?

R: Cercavo un attore nel territorio napoletano che non fosse tra quelli già utilizzati da mio fratello Edoardo. Che fosse, in primis, bravo. Ho conosciuto Maurizio al Galà del cinema e della fiction nel Castello Medioevale di Castellammare di Stabia. Gli ho proposto il soggetto e gli è piaciuto. Siamo stati entrambi spinti dalla curiosità. La curiosità ti porta sempre ad un fine … positivo o negativo, certo, però stavolta c’è andata davvero bene (ridiamo).

D: Nel ruolo del prete, un altro grande attore: Massimiliano Rossi …

R: Mi piaceva l’idea di raccontare di un prete che rispettasse l’ideologia cristiana, ma non fino in fondo. Ciò che prevale nel personaggio interpretato da Massimiliano è il suo buon senso, lui è un amico del protagonista. Cerca di fargli capire che ciò che sta commettendo non è un peccato e quindi è inutile andare da lui per chiedere assoluzione; meglio proseguire piuttosto per la propria strada, provando a non sbagliare di nuovo. Come mi disse Don Primo, quando gli andai a chiedere se potessi girare nella sua chiesa “Se Dio è contento, siamo contenti anche noi”

L’intervista prosegue e Adriano si scioglie. E’ più sereno.

Mi ha colpito, durante la presentazione in sala, la necessità, il bisogno di ringraziare ripetutamente i suoi genitori e suo fratello. Ha un ruolo di responsabilità questa sera e sente il peso del giudizio. Ha pur sempre 22 anni, non dimentichiamocelo. Questa combinazione suscita tanta tanta tenerezza. Gli applausi che ha ricevuto (e sono stati tantissimi) non gli hanno dato quella sfrontatezza che, nella maggior parte dei casi, sfocia nell’antipatia vera e propria. Risponde sempre in maniera misurata, quasi come se volesse chiedere il permesso di parlare.

D: Dov’è ambientato il cortometraggio? Perché hai scelto quelle location?

R: A Caserta sono nato. La scelta del territorio casertano è legata ad un fatto logistico; è un corto girato in economia, nonostante la presenza di ben 43 persone nella troupe, tutti professionisti che, forse, non lavoreranno mai più per le cifre per le quali hanno lavorato per questo progetto. Questo ti fa capire quanto il cinema possa andare al di là di un mero fattore economico, quando le persone coinvolte apprezzano ciò che stanno vivendo! Il Santuario di Santa Lucia l’ho scelto perché mi piace molto, soprattutto l’esterno: scavato nella cava. Una struttura assai semplice, con un paio di statue e qualche crocifisso illuminato. Io, poi, credo che una chiesa sia dentro ognuno di noi. L’importante è avere fede in Dio. Tra le altre cose, il simbolo della croce ci ha accompagnato sui set dei film di Edoardo, mi piacerebbe continuare così nei miei racconti.

D: Quanti giorni di riprese sono stati necessari per completare il progetto?

R: Quattro giorni, ma a questi devi aggiungere all’incirca due mesi per la preparazione. E’ uno step fondamentale, che ti permette di arrivare sul set pronto e garantisce alla squadra un punto di riferimento che, nella fattispecie, è il regista. Solo in questo modo si riesce a lavorare in perfetta libertà e spigliatezza.

D: Oggi ti godi il successo, ma … domani?

R: Continuo a seguire me stesso. In maniera razionale seguo il mio background che, al momento, non è così ampio a tal punto da darmi la possibilità di raccontare ciò che io non ho ancora visto. Ma io amo raccontare anche ciò che ho dentro e, nella fattispecie, parliamo di sentimenti. Anche quelli più sporchi dell’animo umano, ma in una forma più pulita possibile. Sto collaborando con Elena Starace. Lei è la parte che mi completa, glielo dico sempre. Io sono il perverso della situazione (scoppia a ridere), mentre lei è pura, infatti la chiamo Amelie. Uscirà qualcosa di bello!

D: In bocca al lupo Adriano!

R: Grazie mille Christian

Mentre ci salutiamo ci raggiunge Silvestro Marino, il proprietario del Duel Village. Per “La condanna dell’essere” ha un doppio ruolo: produttore e interprete di un piccolo cameo.

D: Silvestro, cosa ti ha colpito di questo progetto tanto da spingerti a produrlo?

R: Innanzitutto io cerco sempre di aiutare i giovani. Amo il cinema sin da quando ero piccolo e mi sono dovuto fare spazio da solo, senza l’aiuto di nessuno. Quindi, quando incontro un giovane che ha voglia di fare e che ha tante belle idee come Adriano, mi lancio senza paracadute. E’ nata questa collaborazione. Sono rimasto colpito dal fatto che Adriano volesse fare emozionare un potenziale pubblico. Gli auguro tanto successo e una carriera lunghissima. Il tempo gli permetterà di crescere artisticamente.

D: Non è la prima volta che hai il ruolo di produttore … questo è un anno per te molto importante, perché “Con tutto l’amore che ho” di Angelo Antonucci è in concorso ai David di Donatello …

R: Una grandissima soddisfazione. Come dico sempre io “Ci ho messo quaranta anni, ho ottenuto una candidatura per un progetto che ho prodotto e distribuito io, tra le altre cose sono anche candidato come attore non protagonista … significa che nulla è davvero impossibile!” (sorride di gusto). Uno dei miei sogni è quello di creare una vera e propria catena di distribuzione indipendente italiana. I dati sono chiari: finalmente i film italiani tornano all’estero! “Perfetti sconosciuti” è un esempio, ma anche “Indivisibili” e “Quo vado?”.

D: A tal proposito … parliamo un po’ di una nostra sfida che ha avuto tanto successo, quella di Independent Duel. “Mauro c’ha da fare”, del maestro Alessandro Di Robilant, il primo film che abbiamo proiettato nella Rassegna, ha trovato una distribuzione americana!

R: Una notizia che può farmi solo un immenso piacere! Come ti dissi all’inizio, le cose si costruiscono man mano. Con il passare del tempo, il mercoledì è diventato un appuntamento fisso per gli amanti del cinema indipendente e la sala è ben affollata.

Abbiamo dovuto lavorare il doppio? Il triplo? Non importa: quello che deve vincere sempre è il cinema italiano che, per anni, è stato messo da parte. E’ nostro, non dimentichiamocelo.

D: Grazie mille Silvestro!

R: Grazie a te!

Adriano Morelli: Sono giovane, ma condannato dal mio essere. was last modified: febbraio 22nd, 2017 by L'Interessante
22 febbraio 2017 0 commenti
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CulturaDall'Italia e dal MondoIn primo pianoMusicaParliamone

ARENADIANA APS: IL 22 FEBBRAIO IL VIA AGLI EVENTI CON MUSICHE BRASILIANE DEL DUO ETTARI – DEDA A VILLA VANNUCCHI A SAN GIORGIO A CREMANO

scritto da L'Interessante

arenadiana aps

Arenadiana APS a San Giorgio a Cremano: il 22 febbraio, Villa Vannucchi ore 20,30, il via agli eventi musicali con il duo Gloria Ettari e Massimo Deda

Mercoledì 22 febbraio alle 20,30, a San Giorgio a Cremano, nel cuore del miglio d’oro e nella splendida cornice della vanvitelliana Villa Vannucchi, l’Associazione Arenadiana APS dà il via alla programmazione degli eventi musicali con il Live di Gloria Ettari e Massimo Deda.

Sound e sonorità brasiliane per l’esordio

Un tuffo nelle sonorità brasiliane in perfetto stile partheno-carioca. Una delle combinazioni più felici tra le tradizioni musicali del Brasile e dell’Italia: Gloria Ettari, voce delicata che sa farsi potente, cantante italiana radicata in Brasile, e Massimo Deda, chitarrista, compositore e paroliere di grande talento. Nella delicata formazione di chitarra e voce presenteranno musiche dal repertorio del disco d’autore registrato a Rio nel 2011 ed interpretazioni del canzoniere brasiliano, da Milton Nascimento ed Ivan Lins ad Ary barroso, Dorival Caymmi e Antonio Carlos Jobim.

Ospite dell’evento il compositore Luigi Montesanto

Sarà ospite dell’evento l’autore e compositore Luigi Montesanto, che con il duo Ettari-Deda ha condiviso un concerto a Rio de Janeiro nel giugno scorso, e che nell’occasione presenterà in anteprima le ultime composizioni cantautoriali.

Luigi Montesanto, presidente di Arenadiana APS, così sintetizza lo start: “si realizza un altro step sul percorso di valorizzazione e promozione sociale e culturale del territorio vesuviano, area che sempre più si rivela come terra che produce straordinaria bellezza.”

ARENADIANA APS: IL 22 FEBBRAIO IL VIA AGLI EVENTI CON MUSICHE BRASILIANE DEL DUO ETTARI – DEDA A VILLA VANNUCCHI A SAN GIORGIO A CREMANO was last modified: febbraio 21st, 2017 by L'Interessante
21 febbraio 2017 0 commenti
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legalità
EventiIn primo piano

Legalità e cultura, il binomio perfetto

scritto da L'Interessante

Legalità

Di Maria Rosaria Corsino

“Ci vuole grande cautela nel parlare di ridimensionamento del clan dei Casalesi. Basti pensare che solo negli ultimi quindici giorni abbiamo arrestato circa cento esponenti di fazioni riconducibili a quel clan. In oltre vent’anni di azioni inquirenti e giudicanti di contrasto al clan dei Casalesi è stato fatto tantissimo, sono state vinte importanti battaglie di legalità (come la riduzione del legame tra il clan e le amministrazioni locali o l’indebolimento del tessuto imprenditoriale dell’organizzazione criminale), ma sarebbe un grave errore pensare di aver vinto la guerra ed abbassare la guardia. Per vincere la guerra al ‘sistema camorra’ non basta l’azione della magistratura, perché in Campania, ma non solo, ci sono condizioni economiche, sociali e culturali così difficili da favorire il proliferare del ricorso alle strade dell’illegalità e su questo terreno è soprattutto lo Stato che deve intervenire”. È un appello chiaro e forte quello lanciato dal procuratore aggiunto della DDA di Napoli, Giuseppe Borrelli, nel corso dell’appuntamento inaugurale della seconda edizione de “La Memoria degli Elefanti”, il Festival della Letteratura nel segno del mito, ideato da “Arena Spartacus Amico Bio” all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, il secondo anfiteatro al mondo per dimensioni dopo il Colosseo.

I am Spartacus e la legalità

In una rassegna che ha per sottotitolo e per comune denominatore culturale “I am Spartacus: eroi, valorosi e valori” al centro del primo appuntamento del 2017 c’erano i valori della giustizia raccontati attraverso gli spunti di “Toghe, banchieri e rotative” (Guida Editore), il libro del magistrato Vincenzo Pezzella, consigliere della Suprema Corte di Cassazione. Un libro nel quale Pezzella racconta le sue “quattro vite”:il giovane impiegato di banca che per seguire le sue passioni lascia il posto fisso, il giornalista ‘abusivo’ che lavora negli anni ’80 nella Napoli dei viceré Di Donato, De Lorenzo e Pomicino, l’addetto stampa in Bankitalia al fianco di Carlo Azeglio Ciampi e il magistrato, dal 2013 in Cassazione ha fatto parte del collegio che ha sancito la definitività dell’interdizione dai pubblici uffici per due anni a carico di Silvio Berlusconi. Ad aprire la seconda edizione del Festival della Letteratura nel segno del mito, patrocinato dal Comune di Santa Maria Capua Vetere, c’erano il Sindaco sammaritano, Antonio Mirra, il direttore artistico del Festival Antonio Emanuele Piedimonte e il presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Gabriella Maria Casella. Nel prestigioso parterre del talk letterario a discutere con Vincenzo Pezzella di valori della legalità, contrasto alle mafie, giornalismo d’inchiesta ed educazione alla cultura della legalità, insieme con il magistrato Giuseppe Borrelli, c’erano il prefetto Vincenzo Panico, Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso presso il Ministero dell’Interno, i giornalisti Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e Antonello Velardi, caporedattore centrale de “Il Mattino” e Sindaco di Marcianise e autorevoli esponenti del mondo accademico e delle associazioni impegnate nel contrasto alle mafie: tra gli altri Rosanna Cioffi, Pro Rettore alla Cultura dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e Don Tonino Palmese, vice presidente della Fondazione Pol.i.s – Politiche integrate di sicurezza per le vittime innocenti della criminalità ed i beni confiscati.

Il programma dell’evento

La seconda edizione de “La Memoria degli Elefanti” proseguirà il 31 Marzo con i valori della pace e dell’integrazione raccontati in “The American Pope” (Libreria Editrice Vaticana) dal giornalista Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano, e il 26 Maggio con i valori del patrimonio culturale italiano celebrati nel suo ultimo libro “Un patrimonio italiano” (Utet Editore) dal presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici, Giuliano Volpe, che racconta anche l’esperienza del ristorante biologico “Amico Bio – Arena Spartacus” all’Anfiteatro Campano come uno degli esempi più innovativi in Italia di valorizzazione di un sito culturale.

Legalità e cultura, il binomio perfetto was last modified: febbraio 20th, 2017 by L'Interessante
20 febbraio 2017 0 commenti
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film
CinemaIn primo piano

Al Duel arriva il film ‘Spaghetti Story’

scritto da L'Interessante

film

Come si pongono gli italiani davanti alla crisi economica? E i giovani
disoccupati? Parte da qui, da questo interrogativo, la riflessione del
regista Ciro De Caro e della sua opera prima ‘Spaghetti Story’. Il film
verrà presentato al Duel Village di Caserta mercoledì 22 febbraio alle ore
21.15 nell’ambito della rassegna Independent Duel curata da Christian
Coduto. Una commedia – che è chiaramente un manifesto generazionale –
incentrata sui temi del lavoro, delle prospettive e delle aspettative di un
gruppo di giovani della periferia romana. Un film coraggioso e
indipendente, veicolato attraverso i social network, che sta riscuotendo un
notevole successo grazie al passaparola e alle rassegne cinematografiche.
La proiezione sarà preceduta da un videomessaggio del regista realizzato
appositamente per il pubblico del Duel Village. Premiato all’Ischia Global
Film Fest e al San Marino Film Festival, ‘Spaghetty Story’ ha conquistato
anche il pubblico russo e quello islandese partecipando, in concorso, al
Moscow International Film Festival e al Reykjavìk International Film
Festival.

*LA TRAMA DEL FILM*

Valerio è un bravo attore ma si arrangia con impieghi part-time nell’attesa
di poter vivere del proprio lavoro. Il suo amico Scheggia vive ancora con
la nonna ma sa già come crearsi “una posizione”. Serena è studentessa ma
vorrebbe costruire una famiglia con Valerio. Giovanna lavora come
massoterapista ma sogna di diventare chef di cucina cinese. Quattro giovani
adulti dei nostri giorni che sembrano avere le idee chiare su chi sono e
cosa vogliono ma di fatto restano ingabbiati nei propri schemi mentali.
Ognuno giudica l’altro ed è cieco di fronte alle proprie esigenze e
potenzialità. Quando la giovane prostituta cinese Mei Mei entra a far parte
delle loro vite, tutto è costretto a cambiare rapidamente.

 

Al Duel arriva il film ‘Spaghetti Story’ was last modified: febbraio 20th, 2017 by L'Interessante
20 febbraio 2017 0 commenti
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scuola
In primo pianoLibri

Giù le mani dalla scuola

scritto da L'Interessante

scuola

Di Maria Rosaria Corsino

“Un Paese che distrugge la scuola non lo fa mai solo per soldi, perché le risorse mancano o i costi sono eccessivi. Un Paese che demolisce l’istruzione è già governato da quelli che dalla diffusione del sapere hanno solo da perdere” diceva Italo Calvino.

La scuola di Giulia Blasi in “Siamo ancora tutti vivi”

E’ un argomento, quello dei tagli all’istruzione pubblica, che ha origine dalla notte dei tempi e che non va mai fuori moda.

L’istruzione italiana perde sempre più colpi.

Anche Giulia Blasi vuole affrontare il tema dei tagli alla scuola nel suo romanzo ‘Siamo ancora tutti vivi‘ senza ricorrere a polemiche o discorsi accusatori verso le autorità politiche, ma raccontando la storia di ragazzi che al loro futuro non intendono rinunciare.

La scuola la fanno i ragazzi

Le classi prima e seconda liceo di Villa Erminia rischiano di essere cancellate a causa della mancanza di iscritti e di conseguenza per la poca produttività, ma gli studenti della scuola non sono d’accordo e danno il via a uno dei movimenti studenteschi più noto: l’occupazione. Non una di quelle occupazioni perditempo (che tutti abbiamo fatto almeno una volta nella vita) ma una protesta seria con regole ben precise e una solida organizzazione. Chi non rispetta la legge è fuori!

Tanti sono i ragazzi che ne prendono parte, mossi da un sentimento di ribellione verso l’autorità e i genitori (nonostante l’occupazione sia approvata dalla preside e dai familiari degli alunni), ma i veri protagonisti sono Emilio, Erica, Stella, Greta , Enrico e Matteo. Emilio è un ragazzo tranquillo, mette la famiglia al primo posto e l’aiuta nella gestione della fattoria; non ha mai dimenticato Erica.

Erica da brutto anatroccolo si è trasformata con la pubertà in un cigno ed Emilio ritiene che sia questo il motivo per il quale lei lo abbia lasciato. Erica però ha altri grilli per la testa: la paura di perdere il suo patrigno Zeno, sua unica certezza.

Stella è una leader nata, una di quelle che quando parla nessuno, Enrico compreso (suo migliore amico da tempo), tollera.

Greta invece ama suonare la batteria, è l’orgoglio dei suoi genitori e quasi senza volerlo si trova seduta con quelli che l’occupazione la gestiscono.

Matteo è uno di quelli che ti gela solo con uno sguardo, è un mistero per chi gli sta intorno e ha un terribile segreto da celare.

I personaggi che la Blasi racconta non sono il ritratto (seppur erroneo ma molto quotato) di adolescenti perditempo e lagnosi, ma sono ragazzi che prendono in mano le redini del loro futuro senza abbassare la testa davanti ai ‘potenti’. Come si suol dire: “li volevano ignoranti, li avranno ribelli”.

Giù le mani dalla scuola was last modified: febbraio 20th, 2017 by L'Interessante
20 febbraio 2017 0 commenti
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Oroville
Dall'Italia e dal MondoIn primo piano

Oroville. La crisi della diga

scritto da L'Interessante

Oroville

Di Antonio Andolfi

Negli ultimi giorni la diga di Oroville, nel nord della California, è stata al centro dell’attenzione internazionale a causa di una crepa che si è formata nello scarico di emergenza dell’impianto, dopo che quello principale era stato danneggiato qualche giorno prima. Il rischio di collasso della struttura, la più alta diga degli Stati Uniti (oltre 230 metri), ha portato all’evacuazione di quasi 200.000 persone.

Se il canale ausiliario dovesse cedere, milioni di litri d’acqua si riverserebbero sulle città vicine e sulle principali arterie di comunicazione, inondandole irrimediabilmente. Nelle ultime ore molte delle famiglie evacuate hanno potuto far ritorno a casa, dopo che l’impianto è stato in parte alleggerito d’acqua e la diga vera e propia fortificata. Ma l’allerta resta alta: sono previste forti piogge sulla zona.

Come è iniziata questa crisi?

Perché la diga preoccupa così tanto?

Diga di Oroville: perché è importante?

La diga si trova a circa 120 km a nord da Sacramento, in California; è alta 234 metri ed è stata costruita tra il 1962 e il 1968. È la fonte principale d’acqua per gli agricoltori della Central Valley californiana, per la California del sud e per la Bay area, in un periodo – gli ultimi 5 anni – caratterizzato da una siccità senza precedenti. Il collasso della diga, oltre a causare un danno gravissimo sul fronte idrogeologico, lascerebbe buona parte del Paese senz’acqua.

Le forti piogge e le nevicate delle ultime settimane hanno riempito l’invaso fino al 151% della sua capacità. Dopo anni di siccità, l’impianto si è trovato ad affrontare il problema opposto: troppa acqua. Quando capita, l’acqua in eccesso viene drenata da uno sfioratore, un gigantesco canale in calcestruzzo che fa da “troppo pieno” rispetto al livello di sicurezza stabilito. Il principale sfioratore del lago artificiale di Oroville riversa l’acqua in esubero nel fiume Feather.

Cosa è avvenuto alla diga di Oroville?

Il 7 febbraio si è appreso che le forti piogge avevano creato, nel canale principale, una voragine larga 91 metri. Lo sfioratore può far defluire 425 mila litri di acqua al secondo, così le autorità hanno ritenuto fosse troppo pericoloso continuare a sollecitarlo, e sono ricorse al canale ausiliario, sulla sinistra di quello principale, che non veniva utilizzato da 50 anni. Si è trattato di una soluzione estrema, l’ultima possibile, visto che il livello dell’acqua nell’invaso continuava ad aumentare.

Il volume e la portata hanno creato profonde crepe nel terreno, rendendo insicura la struttura. Se la barriera di 9 metri in cima al canale ausiliario dovesse collassare, milioni di litri d’acqua e di detriti si riverserebbero nel fiume Feather, provocandone lo straripamento. Decine di città finirebbero allagate, così come alcune superstrade che tagliano la zona. Sarebbe uno dei peggiori disastri idrici mai avvenuti in California.

Oroville: qual è la situazione attuale?

Esperti e manager della diga hanno ispezionato il canale principale, concludendo che, nonostante la voragine, poteva ancora reggere grandi volumi d’acqua. Per alleggerire la pressione sulla diga sono stati scaricati nel canale milioni di litri d’acqua. Squadre di elicotteristi hanno riversato nella voragine del canale principale centinaia di sacchi di pietre, per rinforzare la struttura, e si è potuto così evitare di ricorrere ancora al canale ausiliario. Le persone evacuate sono state fatte rientrare in casa, ma l’allerta rimane ancora alta. Sono previste forti piogge sulla zona, che potrebbero riportare l’acqua della diga a livelli ancora allarmanti. La domanda ancora in sospeso è se il canale ausiliario reggerà, se dovesse ripresentarsi la necessità di usarlo in emergenza.

L’emergenza a Oroville ha fatto riaffiorare il problema della manutenzione delle grandi dighe degli Stati Uniti. La maggior parte di esse è stata infatti costruita 50-60 anni fa, e non raggiunge gli standard di sicurezza richiesti oggi. Nel 2005, alcune organizzazioni per l’ambiente avevano messo in guardia le autorità sulla necessità di fortificare lo sfioratore principale di Oroville, per evitare il rischio inondazioni, ma non furono ascoltate.

Molte altre infrastrutture, negli USA e non solo, soffrono di analoghi problemi di manutenzione, che con gli squilibri di precipitazioni legati ai cambiamenti climatici potrebbero trasformarsi in rischi reali.

Oroville. La crisi della diga was last modified: febbraio 20th, 2017 by L'Interessante
20 febbraio 2017 0 commenti
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