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Categoria

In primo piano

Carnevale
CulturaEventiIn primo pianoMusica

Sabato di Carnevale a Caserta, ecco gli eventi in programma

scritto da L'Interessante

Carnevale.

Sabato di Carnevale a Caserta dedicato ai più piccini con magia ed animazione. Stasera grande musica popolare con i Ragazzi del Tiglio

Si è aperta ieri pomeriggio, in piazza Vanvitelli, la VI edizione del Carnevale a Caserta 2017 organizzato dall’associazione
Casertaville con il Comitato Provinciale Asi di Caserta e la partnership di Street Food Business, Campania Sport e la nuova collaborazione stretta con la Pro Loco «Casali del Carolino».

La pioggia non ha fermato i casertani che hanno apprezzato, ieri, la splendida tammurriata dei Suonatori per Caso, che torneranno anche nella giornata di domenica, e gli Ape Car di street food che hanno cominciato a sfornare le loro prelibatezze.
Il pomeriggio di oggi sarà dedicato ai più piccini con lo spettacoli di magia ed illusionismo di Mago Alex e l’animazione dei ragazzi di Mr Joy che trasformeranno piazza Vanvitelli in una grande ludoteca a cielo aperto.
La serata è nel segno della tradizione popolare casertana con il concerto de i Ragazzi del Tiglio che porteranno in piazza musiche ed atmosfere di altri tempi.
Annullate, per motivi tecnici, la sfilata dei carri allegorici di questo pomeriggio e di martedì pomeriggio.

Sabato di Carnevale a Caserta, ecco gli eventi in programma was last modified: febbraio 25th, 2017 by L'Interessante
25 febbraio 2017 0 commenti
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Caserta
CulturaEventiIn primo piano

A Caserta arriva “(CE) GUSTO” – Festival della Strada e del Gusto

scritto da L'Interessante

Caserta.

Sull’onda della Prima edizione del CE GUSTO che si è tenuta lo scorso 2-3-4 Dicembre sul Corso Trieste di Caserta

eccoci pronti per una nuova edizione, quella primaverile appunto!

Il forte successo del Festival, circa 60.000 visitatori in tre giorni, ci ha permesso di ottenere una serie di consensi da parte di istituzioni, associazioni, consorzi e cooperative, oltre che da privati interessati a partecipare al nostro format, per cui, lusingati da tanti apprezzamenti abbiamo deciso di andare subito avanti con il nostro ambizioso progetto, ossia quello  di portare il CE GUSTO ad essere uno strumento di valorizzazione del nostro territorio e delle sue realtà a 360° in tutta la Regione e perché no sulla Penisola.

E’ per questo che per la Seconda edizione (in realtà “la prima e mezzo”) abbiamo individuato nella Piazza Carlo III la location ideale per attirare almeno il doppio dei visitatori della prima edizione e per realizzare un evento senza uguali negli ultimi anni , almeno tra quelli organizzati da semplici cittadini organizzati in associazione.

Variare tra inverno e primavera la location inoltre ci permetterà di dare alla manifestazione la massima possibilità di espressione e di crescita che in ogni caso vedrà come obiettivo principale quello di portare vita e turismo all’interno della nostra città, proprio partendo dalla Reggia e utilizzandola come punto di partenza  per percorsi e tour enogastronomici e artistici che possano anche proseguire nelle stradine più interne e alle eccellenze della nostra città.

La scelta delle date è stata pensata sia per non perdere l’atmosfera che si è creata intorno al Festival, sia per il clima sicuramente mite ma anche per utilizzare una data importante ossia il Primo Maggio. In tutte le città italiane all’avanguardia la festa dei lavoratori rappresenta un giorno di festa nel quale fare una gita, o una scampagnata per vivere la natura e il cibo come strumento di aggregazione e di celebrazione.

Quale occasione migliore dunque per riproporre il CE GUSTO?

Qui di seguito saranno riportati gli Obiettivi, gli Strumenti, le Risorse e le Caratteristiche di questa nuova Edizione!

#CIBO

Saranno invitate tutte le realtà dello Street Food del territorio (e non solo) esclusivamente  munite del caratteristico TRUCK ossia furgoncino Vintage.

Il tema di questa edizione sarà il Bufalo che rappresenta al massimo il nostro territorio, la sua vocazione agricola e di “terra di lavoro” .

Il latte, la Mozzarella, la ricotta, la sua carne, i prodotti che si coltivano grazie alla sua forza, saranno i protagonisti del Gusto.

#VINO

Le realtà vinicole del territorio saranno invitate a partecipare a questa edizione con le loro storie, con le loro uve e soprattutto portando la loro conoscenza e la loro energia nel mantenere alti i livelli di qualità della produzione e della promozione a livello nazionale.

#BIRRA

Birre italiane, artigianali, filtrate,non filtrate, crude, bianche, rosse con luppoli profumati e malti saporiti rinfrescheranno i palati dei nostri visitatori, soprattutto i più giovani.

#ARTIGIANATO

Le realtà artigiane locali saranno in grado di riportare alla luce antichi mestieri, tradizioni,  riescono a raccontare storie che appartengono ai nostri nonni, a quando le mani erano l’unico vero strumento di lavoro.

#ASSOCIAZIONISMO

Le associazioni, le cooperative, i consorzi, rappresentano l’unico settore in grado di portare avanti idee, progetti attività, che altrimenti sarebbero purtroppo trascurate, non valorizzate e che rischierebbero di passare in secondo piano, quando invece pernoi rappresentano una delle ricchezze del territorio. Verrà dedicato uno spazio proprio a queste realtà, per creare anceh un momento di confronto e di scambio.

#ARTE

L’arte, lo spettacolo, la musica sono sempre centrali nei nostri eventi in quanto crediamo che festival come il CE GUSTO sono contenitori speciali, in grado, attraverso contenuti creativi, di donare quel senso di pienezza a chi vive l’evento a pieno e trasporta in una dimensione positiva che sprona al sorriso, allo stupore, alla partecipazione attiva, alla transgenerazionalità e alla socializzazione. Potere dell’Arte.

Il 1°Maggio proporremo la festa dei lavoratori, come in ogni città italiana che si rispetti con un concertone dedicato a tutti coloro che nella vita s’impegnano per migliorarsi e migliorare questo mondo. Ci aspettiamo un’area di festa senza uguali, sperando che sia paragonabile a quella delle grandi città.

#SPORT

Una novità sarà l’introduzione di una serie di attività sportive all’interno del format che intendono rendere omaggio alle realtà cestistiche, calcistiche e pallavolistiche, da tanti anni orgoglio della nostra cit

CE Gusto – Caserta: QUANDO

28-29-30 Aprile

& 1 Maggio

CE Gusto – Caserta: DOVE

Piazzo Carlo III

Le tre strade che portano dalla Reggia verso la Stazione di Caserta, compreso la strada ad arco che delimita la piazza.

A Caserta arriva “(CE) GUSTO” – Festival della Strada e del Gusto was last modified: febbraio 25th, 2017 by L'Interessante
25 febbraio 2017 0 commenti
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Fratelli
In primo pianoLibri

I fratelli Mazzariol e la loro storia speciale

scritto da L'Interessante

Fratelli

Di Erica Caimi

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi uno stupido” è la frase di Albert Einstein scelta per la prima pagina de “Mio fratello rincorre i dinosauri”, un libro che si legge tutto d’un fiato. Giacomo Mazzariol, l’autore, è un ragazzo giovanissimo nato nel 1997 a Castelfranco Veneto, dove vive con la sua famiglia. Nonostante la sua tenera età, le pagine sono dense di maturità, ragionamenti profondi sciolti nell’ironia, ma soprattutto pulsano dell’amore per il fratellino affetto dalla sindrome di down.

I fratelli Mazzariol e il video su YouTube

Per capire come si è arrivati alla pubblicazione del libro, bisogna fare un passo indietro e risalire a marzo 2015, quando Giacomo carica un corto su YouTube, The Simple Interview, girato insieme al fratellino Giovanni, in occasione della giornata mondiale sulla sindrome di Down. Nel video, si simula un colloquio di lavoro tra i due fratelli, durante il quale Giacomo sottopone Giovanni a una serie di domande, permettendoci di entrare nel suo universo e di capire che prima della disabilità, prima dei limiti imposti dalla sindrome di Down, viene la persona. Con la sua vita e le sue passioni, i suoi pregi e i suoi difetti, la sua ironia e la sua voglia di esistere su questo mondo. La sequenza di immagini ti ruba un sorriso. Il video ha avuto un successo virale imprevedibile, ottenendo più di 200.000 visualizzazioni e da qui nasce l’idea di scrivere un romanzo sulle loro vite, intitolato “Mio fratello rincorre i dinosauri. Storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più”.

La storia dei fratelli Jack & John nel libro “Mio fratello rincorre i dinosauri”

È Giacomo, il fratello maggiore, a tenere le redini della trama e ad accompagnarci nella sua vita. Si tratta, infatti, di una storia di vita familiare che evolve in un vero e proprio romanzo di formazione. Tutto inizia sulla piazzola di un parcheggio, quando papà Mazzariol ferma la macchina per comunicare a Giacomo, Chiara e Alice, le sue due sorelle, che presto avranno un fratellino. Giacomo, aveva soltanto cinque anni e non vedeva l’ora di avere un fratello con il quale poter fare giochi da maschio, finalmente, si dice, non sarà più in minoranza. Nello stesso parcheggio, settimane dopo, papà e mamma fanno un altro annuncio: quel fratellino sarà speciale. Per il piccolo Giacomo, quel misterioso “speciale” significa possedere dei poteri straordinari e comincia ad immaginarselo come un Supereroe. In fondo, anche Clark Kent era speciale.

Quando nasce Giovanni, nome, chiaramente, scelto da Giacomo, si capisce subito che è diverso dagli altri con quella sua testa così grande, quella lingua così lunga, quei piedini tanto strani. Più cresce e più le stranezze si moltiplicano, Giovanni è effettivamente diverso da tutti, ma non nel modo in cui Giacomo si aspettava e ciò attira la sua curiosità. La sua mente è presidiata da continue domande. Perché Giovanni fa così fatica a parlare? Perché deve fare continue visite mediche? Perché non potrà fare capriole per via del suo collo debole? Perché non potrà arrampicarsi sugli alberi, giocare a pallone, saltare sui letti? Perché non potrà fare la lotta con lui, il suo fratellone? Una cosa gli è chiara fin da subito: Giovanni ha una serie di difficoltà che non gli permettono di fare tutto quello che lui vorrebbe.

Intanto, cresce anche Giacomo e dalla scuola elementare passa alle medie. In classe, il ragazzo non rivela a nessuno di avere un fratello, lo tiene nascosto a tutti, persino ad Arianna, il primo amore nato sui banchi. Alla paura di essere deriso ed escluso dai coetanei, si contrappone il senso di colpa, perché nel profondo della sua immatura coscienza sente di non comportarsi come dovrebbe nei confronti del fratello. Giovanni, invece, è ignaro a tutti questi dilemmi interiori e sarà quel suo amore spontaneo, diretto e nascosto nei semplici gesti a far capire a Giacomo chi è davvero suo fratello e a costruire insieme a lui un rapporto alla pari, dopo il periodo irrequieto dell’adolescenza.

Ci sono tanti libri che ci parlano di disabilità. Alcuni scientifici, altri che ci spiegano le difficoltà vissute quotidianamente da queste persone e dai loro familiari, altri ancora che raccontano una vita buttandoci dentro i sentimenti. Questo libro è uno di questi ultimi. Con uno stile semplice sintetizza un rapporto difficile, con spontaneità ci racconta cosa significa amare attraverso esperienze complesse. Senza voler essere mieloso o eccessivamente costruito, Giacomo ci porta nella sua quotidianità e, giocando a carte scoperte, mette in tavola i propri limiti, le proprie paure legate al desiderio di sentirsi accettato dagli altri.

Quando ci si focalizza esclusivamente sui limiti, si tralascia un aspetto essenziale: il modo d’essere. Giovanni è indiscutibilmente un portatore di Down, ma è anche un ragazzo innamorato della vita, che esprime sé stesso con codice comunicativo non sempre comprensibile a tutti. Giovanni è vitalità, quando torna a casa allegro e annuncia di essersi sposato, quando balla in mezzo alla piazza al ritmo della musica di un artista di strada e trascina i passanti nella danza, quando ripete qualcosa in modo estenuante per rubarti un sorriso. Giovanni è ironia: “Giovanni che va a prendere il gelato”. “Cono o coppetta?”. “Cono!”. “Ma se il cono non lo mangi!”. “E allora?! Neanche la coppetta la mangio!”. Giovanni è amore incondizionato per la propria famiglia quando ogni giorno coglie un fiore per le sue sorelle e in inverno, se non ne trova, porta loro delle foglie secche. Giovanni vive nel suo universo popolato da passioni e preferenze, quella per i libri sui dinosauri, per la musica e per i suoi pupazzi tra cui l’inseparabile amico di pezza Rana la rana.

Questa lettura colpisce anche per il punto di vista dal quale viene affrontato il tema, poiché s’incentra sul rapporto tra fratelli, spesso trascurato nella bibliografia rispetto al rapporto genitori-figli. Grazie alla sincera onestà di Giacomo vengono alle luce le difficoltà e i timori di chi cresce accanto e insieme a un disabile, anche quando si è parte di una famiglia solida nella quale prevale il dialogo e il sostegno reciproco.

La scrittura di Giacomo, protagonista tanto quanto Giovanni, dimostra, l’importanza per un adolescente d’interrogarsi, di non smettere mai di porsi domande su sé stesso e sul mondo e di non fermarsi di fronte a preconcetti e realtà pre-confezionate. Ed è un messaggio essenziale da insegnare e imparare: con la morte della domanda, soccombe anche la conoscenza. Crescere poi significa provare a darsi delle riposte e nel farlo capita anche di sbagliare. Ma qualunque errore se analizzato e interiorizzato evolve in esperienza e si materializza in un cambiamento, che avviene effettivamente in Giacomo. Indispensabile nel libro, così come nella vita, è anche il ruolo dei genitori, come voci fuori campo che indirizzano il cammino dei figli verso la maturità seminando preziosi consigli, ma che mai si sostituiscono a loro nel percorso di evoluzione.

Quando si chiude libro si avverte la sensazione di aver conosciuto, seppur indirettamente, delle belle persone e ti rimane in bocca il piacevole gusto della lezione di vita impartita da mamma Katia a suo figlio: “Giacomo… – disse, con quella voce dolce e profonda al tempo stesso che mette su quando c’è della verità vera in quello che sta per dire, – nella vita ci sono cose che si possono governare, altre che bisogna prendere come vengono. È talmente più grande di noi, la vita. È complessa, ed è misteriosa… – Mentre lo diceva aveva gli occhi che luccicavano: lei ha sempre questi occhi pieni di stelle quando parla della vita, anche oggi. – L’unica cosa che si può sempre scegliere è amare, – disse. – Amare senza condizioni.”

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23 febbraio 2017 0 commenti
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NASA
AttualitàIn primo pianoNotizie fuori confine

NASA. 7 pianeti attorno ad unica stella

scritto da L'Interessante

NASA

Di Antonio Andolfi

Dopo giorni di attesa, speculazioni e anticipazioni a proposito della “conferenza stampa straordinaria” indetta dalla Nasa, l’annuncio è stato finalmente dato: nell’orbita di Trappist-1, una nana rossa ultrafredda a una distanza stimata di circa 40 anni luce da noi sono stati scoperti in totale 7 piccoli pianeti rocciosi, cioè con caratteristiche simili a quelle della Terra. Detto in altre parole: gli astronomi della Nasa (e non solo) hanno trovato ben 7 pianeti quasi gemelli della Terra, non uno solo!

L’annuncio della NASA: Trappist – 1 e i suoi pianeti

Le osservazioni, iniziate nel settembre del 2015, sono state effettuate utilizzando un insieme di strumenti: il telescopio TRAPPIST-South (ESO, Osservatorio Europeo Australe, La Silla, Cile), il Very Large Telescope (ESO, Cerro Paranal, Cile), il telescopio spaziale Spitzer (Nasa, in orbita a 568 km) e altri telescopi attorno al mondo.

Osservabile nella costellazione dell’Acquario, è molto “piccola” (poco più grande di Giove) e di massa stimata nell’8% di quella del Sole.

 Tutti i suoi pianeti, chiamati rispettivamente Trappist-1 b, c, d, e, f, g, h (dal più vicino al più lontano), hanno dimensioni simili a quelle del nostro pianeta: le dimensioni, la possibile composizione e le orbite sono state desunte dalle variazioni di luminosità della stella causate dal passaggio dei suoi pianeti tra noi e la stella stessa: eventi che in astronomia sono noti come transiti.

Il coordinatore della ricerca, Michaël Gillon (istituto di astrofisica di Liegi, Belgio), afferma che «ci troviamo di fronte a un sistema planetario incredibile, non solo perché abbiamo trovato così tanti pianeti insieme, ma soprattutto perché sono sorprendentemente simili per dimensioni alla Terra».

 Da tempo gli astronomi ipotizzavano che stelle con dimensioni affini a quella di Trappist-1 (che per tipologia è la più diffusa nell’Universo, probabilmente tra il 70 e l’80%) possono avere attorno molti pianeti rocciosi di dimensioni simili alla Terra. Trappist-1 è la prima a essere stata sottoposta a osservazioni così prolungate e approfondite, tali da permettere la scoperta di “b”, “c” e “d” già nel 2015 e infine gli altri quattro.

Questi pianeti, o almeno alcuni di essi, se orbitano in modo regolare e alla distanza “giusta” potrebbero sostenere forme di vita.

 Amaury Triaud, co-autore della ricerca, sottolinea che «la quantità di energia emessa da stelle come Trappist-1 è molto inferiore rispetto a quella emessa dal nostro Sole. Per avere acqua liquida in superficie sui loro pianeti, questi devono orbitare a distanza ravvicinata, molto più vicini alla loro stella di quanto la Terra sia dal Sole. Sembra che questo tipo di configurazione compatta sia proprio quella che caratterizza Trappist-1».

 

Tutti e sette i pianeti, infatti, orbitano a una distanza inferiore di quella tra il Sole e Mercurio (circa 58 milioni di chilometri) e, proprio a causa della bassa energia della stella, tutti potrebbero ricevere una quantità di energia analoga a quella che irradia sui pianeti interni del Sistema Solare (Mercurio, Venere, Terra e – a seconda dei criteri utilizzati – Marte).

Anatomia dei pianeti scoperti dalla NASA.

In particolare, Trappist-1 c, d, f ricevono quantità di energia vicine a quelle che arrivano, rispettivamente, su Venere, Terra e Marte. Le misure sulla possibile densità dei singoli pianeti suggeriscono che almeno i primi sei sono di tipo roccioso.

 

Tutti e sette potrebbero potenzialmente avere acqua allo stato liquido in superficie, anche se per alcuni la probabilità sembra più elevata: “e”, “f” e “g”, per esempio, sembrano avere tutte le carte in regola per mantenere questa condizione – l’acqua liquida – che dal nostro punto di vista è anche condizione indispensabile per un eventuale sviluppo di forme di vita.

In base ai modelli utilizzati, i pianeti “b”, c” e “d” potrebbero avere acqua, ma forse solo in piccole regioni, mentre per “h” – il più distante – l’ipotesi è che, se c’è acqua, è allo stato solido. Sarà però purtroppo solamente con la prossima generazione di telescopi, come l’European Extremely Large Telescope (ESO) e il James Webb Space Telescope (Nasa/Esa) che potremo saperne di più.

NASA, I commenti a caldo.

Questa scoperta è importante non solo dal punto di vista scientifico, ma anche culturale: sapere con sempre maggiore sicurezza che oltre il nostro Sistema Solare ci sono luoghi potenzialmente favorevoli alla vita è semplicemente affascinante. La ricerca di pianeti extrasolari è uno degli ambiti in cui l’Istituto Nazionale di Astrofisica è profondamente coinvolto a livello internazionale, con l’eccellenza dei suoi scienziati, strumenti d’avanguardia come il Telescopio Nazionale Galileo e importanti partecipazioni in missioni spaziali di frontiera.

 

Il sistema multiplo di pianeti terrestri transitanti individuato attorno a Trappist-1 è straordinario sotto diversi aspetti. Innanzi tutto è il primo sistema con pianeti di tipo terrestre nella fascia di abitabilità (quell’intervallo di distanze da una stella entro il quale un pianeta di tipo roccioso con un’atmosfera può potenzialmente avere acqua allo stato liquido sulla superficie) per i quali sia stato possibile determinare, sia pure in modo preliminare, la densità, e quindi la composizione interna, scoprendo che sono probabilmente rocciosi come la nostra Terra.

 

In secondo luogo, tre dei sette pianeti del sistema sono soggetti a livelli di irraggiamento simili a quelli che Venere, la Terra e Marte ricevono dal nostro Sole, e se posseggono un’atmosfera di tipo terrestre potrebbero avere oceani sulla superficie. Inoltre, la bassissima luminosità e le dimensioni della stella, paragonabili al nostro Giove, rendono gli eventi di transito dei pianeti in fascia abitabile frequenti e facili da rivelare, aprendo la possibilità della caratterizzazione dettagliata delle loro proprietà atmosferiche con strumentazione di punta già esistente (come l’Hubble Space Telescope) o pronta nel futuro prossimo (come il James Webb Space Telescope).

 

I pianeti rocciosi potenzialmente abitabili attorno a stelle molto più piccole e fredde del Sole, quali Trappist-1, costituiscono dei laboratori eccezionali dove studiare l’impatto sulle proprietà atmosferiche (e sul concetto stesso di abitabilità) di questi oggetti con storie evolutive molto diverse da quelle da cui ha avuto origine la nostra Terra.

 

In ultima analisi, l’esistenza del sistema planetario di Trappist-1 e, in generale, il successo della strategia della ricerca di pianeti terrestri attorno a stelle di piccola massa, rende se possibile ancora più urgente moltiplicare gli sforzi per la scoperta e la caratterizzazione delle proprietà fisiche e delle atmosfere di veri gemelli della nostra Terra, cioè pianeti di tipo terrestre nella regione di abitabilità di stelle più simili al nostro Sole.

NASA. 7 pianeti attorno ad unica stella was last modified: febbraio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 febbraio 2017 0 commenti
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Tiziana
CinemaIn primo piano

Tiziana Ciccarelli: Il Caserta Film Lab, un gruppo di amici

scritto da L'Interessante

Tiziana

Di Christian Coduto

“Ciao Christian!!!”

Riconoscerei quella voce tra mille: è inconfondibile.

Vivace, simpatica, socievole, sicura di sé. Un ruolo, quello del Presidente del Caserta Film Lab, che le si addice a pennello. Tiziana Ciccarelli è così: un fiume in piena. La risata contagiosa e persino frastornante, ti mette subito a tuo agio. Ci dirigiamo in pizzeria per mangiucchiare qualcosa prima di ritornare al nostro lavoro. Gesticola allegramente, come se volesse rafforzare, con la postura, la fondatezza delle sue affermazioni. Ha uno sguardo molto profondo. Guarda dritto negli occhi, non ha paura di farlo. E’ una donna tosta, non c’è che dire. Il suo ruolo lo impone. Tiene a bada una sensibilità che, talvolta, trapela furtivamente e che immediatamente ritorna nei cassetti più intimi, perché conoscere la vera Tiziana è un dono per pochi …

Tiziana Ciccarelli ci parla dell’associazione di cui fa parte.

D: Tiziana che cos’è il Caserta Film Lab ?

R: Il Caserta Film Lab è un’associazione nata nel 2013, grazie alla passione per il cinema di un gruppo di amici, che ha lo scopo di portare pellicole d’autore in città. La sua sede è il Duel, ma organizziamo eventi anche allo Spazio X (ex Teatro Civico 14). In quest’ultimo caso si parla di una rassegna di documentari. Se già il cinema d’essai ha tante difficoltà a passare nelle sale, per i documentari il problema è persino maggiore. Riteniamo sia una cosa doverosa proiettare, anche per pochi spettatori, dei progetti spesso poco conosciuti e il fatto di avere a disposizione dei luoghi in cui poterli far visionare credo sia qualcosa di importante per la città di Caserta.

D: Caserta, rispetto a Napoli, Milano o Roma è sicuramente un territorio più piccolo, decentralizzato. Portare il cinema di qualità in sala è un rischio … ma quanto è divertente farlo?

R: E’ vero che è un rischio, ma d’altro canto la risposta c’è sempre, il pubblico ci segue con entusiasmo. Io lo dico sempre: ci fossero in sala anche dieci spettatori, sarebbe pur sempre una vittoria, perché quei dieci spettatori avrebbero visto un qualcosa che non avrebbero potuto vedere altrimenti.

D: Spesso, in sala, c’è spazio per le interviste. Tanti personaggi del mondo dello spettacolo, registi esordienti … la cosa più bella, che ho sempre rilevato nella vostra Rassegna, è il fatto che tutti si sentano a casa …

R: Assolutamente sì. Sono contenta che tu l’abbia notato. Queste persone rimangono sempre in contatto con noi; con alcuni di loro si è creata una bella amicizia, come con l’attore Valerio Aprea, il regista Toni D’Angelo e lo sceneggiatore Francesco Piccolo. Anche Alessandro Borghi risponde sempre ai nostri messaggi di saluto con tanto affetto e dolcezza.

La sua scioltezza ti lascia frastornato. Trasuda energia da tutti i pori. Soppesa le parole, riflette, ha un che di estremamente affascinante.

D: Si avvicina la notte degli Oscar. In quanto Presidentessa dell’associazione avrai sicuramente i tuoi preferiti. Chi vincerà secondo te?

R: (ride) Allora … tenendo conto che ciò che piace ad una persona, solitamente, non corrisponde quasi mai a ciò che vince … credo che “La la land” farà incetta di premi. A me, sia chiaro, è piaciuto. Lo vidi in anteprima a Venezia e lo trovai un ottimo film di apertura, molto colorato, divertente. Però non credevo che avesse tutta questa eco. “Manchester by the sea”, per esempio, che ho visto a Roma, è un film che mi ha colpito molto e meriterebbe qualche premio. Lo stesso dicasi per “Jackie” che, purtroppo, viene ricordato solo per la prova di Natalie Portman. Non mi esprimo sugli altri, anche perché non ho ancora avuto modo di vederli tutti. A tal proposito: il 26 mattina, al Duel, ci sarà la mattinata da Oscar per il quarto anno consecutivo! Verranno proiettati due film: il primo sarà “Jackie”, il secondo “Il cliente” di Ashgar Farhadi, vi aspettiamo!

D: C’è un’usanza molto carina per tutti gli spettatori del Caserta Film Lab (soci e non) … al termine della visione, viene consegnata loro una scheda per votare il film che hanno appena visto. Il pubblico viene coinvolto direttamente e sente la responsabilità, in quanto “Recensore” per una notte …

R: Questa cosa è venuta fuori l’anno scorso, c’era piaciuta ai Festival e abbiamo pensato di portarla qui. Ovviamente per capire i gusti del nostro pubblico. Una cosa divertente è che, le volte in cui non abbiamo portato le schede, il pubblico si è lamentato del fatto che non ci fossero e siamo stati costretti a segnarci i voti su un foglio di carta o sul cellulare! Tra le altre cose, ci sono sempre voti opposti: tanto gli uno quanto i cinque per uno stesso film. Mai, o molto raramente, i due e i tre. Questo significa che le nostre pellicole dividono e creano turbamento, in positivo e in negativo. Non sono mai mediocri. Poi, ovviamente, nella nostra presunzione, crediamo che i film della rassegna partano tutti da dieci poi, dopo il dieci, si dia il voto da uno a cinque (scoppia a ridere).

D: Ti va di ricordarci i nomi delle persone che collaborano con te in associazione?

R: Certo, con piacere! Mai fare personalismi all’interno di un’associazione! Io sono il Presidente del Caserta Film Lab da tre anni e sono subentrata a Mauro Alifano. Accanto a me, dal primo giorno, Veronica Iovine, Salvatore Piccolo, Ilaria De Lucia, Sergio d’Andria e Antonio Pierro. A loro si sono aggiunti Davide Belfiore, Vincenzo Bottone, Alessia Guardascione, Gianmarco Di Domenico e Diana Idone che hanno donato nuova linfa e tante idee. Senza di loro tutto questo non sarebbe possibile. Lo stesso Mauro Alifano, pur non facendo più parte del direttivo, continua a seguirci e a sostenerci in maniera fattiva.

D: Grazie mille Tiziana e … in bocca al lupo per tutto!

R: Grazie a te!

Tiziana Ciccarelli: Il Caserta Film Lab, un gruppo di amici was last modified: febbraio 23rd, 2017 by L'Interessante
23 febbraio 2017 0 commenti
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juvecaserta
BasketIn primo pianoSport

JUVECASERTA: GRANDE ATTESA PER LA SFIDA CON MILANO. PROSEGUE LA VENDITA DEI BIGLIETTI AD 1 EURO. GIOCATORI AL CAMPANIA IL PROSSIMO 8 MARZO

scritto da L'Interessante

juvecaserta

Juvecaserta: cresce l’attesa per la sfida con la capolista. Tutti insieme per l’impresa

Quando gioca Milano il tifoso casertano non riesce a restare distaccato ed indifferente. Anche se la gara viene trasmessa in Tv, sul canale Rai sport. La società è venuta incontro ai possessori di abbonamento e i tifosi hanno risposto, come sempre, presente! Si prevede un Palamaggiò gremito.

Dopo la sosta per la coppa, vinta, come noto, proprio dalla EA7, la gara di eurolega dei meneghini, fuori dalla competizione continenetale, la Pasta Reggia si prepara a vivere una serata molto coinvolgente dal punto di vista dell’atmosfera dovuta alla caratura dell’avversario ed alla storica rivalità dei “bei tempi”.

Domenica alle 20.45, quindi, nel posticipo televisivo, è di scena al Palamaggiò l’avversario più temibile del campionato, la capolista EA7 Milano. 

Sessanta i precedenti tra le due blasonate squadre, con un bilancio di 40-20 in favore di Milano: in casa l’Armani si è aggiudicata ben 26 incontri su 31, mentre al Palamaggiò la Juve è riuscita a prevalere 15 volte sulle 29 totali. Una sfida sulla carta proibitiva per i bianconeri che, però, potrebbero sfruttare un possibile (e fisiologico) calo da parte di Milano. L’Olimpia, dopo le finali di Rimini, ha avuto  la sfida di Eurolega con il Barcellona. Vero è che gli uomini di coach Jasmin Repesa reggono lo stress da gare ma, sulla loro strada, troveranno una Juvecaserta che, sebbene ancora penalizzata dalle assenze di Bostic e Cefarelli, vorrà sfruttare l’entusiasmo che potrà infondere il nuovo arrivato Dardan Berisha e la carica del sesto uomo.

Fino a sabato continua la vendita dei biglietti ad 1 euro per i possessori dell’abbonamento. 

L’iniziativa ha riscosso grande successo. Folla di tifosi per procurarsi il tagliando in promozione. Ancora domani dalle ore 16 alle 20 e sabato 25 febbraio dalle ore 9 alle 13, sarà possibile, per i possessori di un abbonamento, acquistare  un biglietto per lo stesso ordine di posto al prezzo simbolico di un euro. Chi aderisce potrà ricevere in omaggio anche il poster della squadra.

La vendita solo ed esclusivamente presso lo Juvecaserta store di via Giotto 30. 

8 marzo al centro campania una rappresentanza della squadra. Gadget a chi risponderà a domande sulla storia della Juvecaserta

Una rappresentanza della squadra della Juvecaserta Pasta Reggia sarà presente, mercoledì 8 marzo, nella Piazza Campania del Centro Commerciale Campania in occasione della serata a quiz TV SHOW NIGHT, appuntamento della programmazione del Centro di Marcianise, che ogni settimana  propone uno storico quiz della TV.
La presenza dei cestisti casertani si inquadra nella collaborazione da anni esistente tra il club bianconero e il Centro Campania che, per l’occasione, ai concorrenti della serata, proporrà domande sulla storia della Juvecaserta. Un divertente appuntamento, quindi, per mettersi alla prova e cercare di vincere buoni sconto del Centro e gadget messi a disposizione dalla società.
La serata inizierà alle ore 20.30 e la partecipazione al quiz è totalmente gratuita.

JUVECASERTA: GRANDE ATTESA PER LA SFIDA CON MILANO. PROSEGUE LA VENDITA DEI BIGLIETTI AD 1 EURO. GIOCATORI AL CAMPANIA IL PROSSIMO 8 MARZO was last modified: febbraio 25th, 2017 by L'Interessante
23 febbraio 2017 0 commenti
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Smoking
AttualitàIn primo piano

Smokin, Kissing, Goodbye: the “revolutionary” taste of death!

scritto da L'Interessante

Smokin

Di Michele Calamaio

Humans have always been considered as the most intelligent animals on Earth; and, precisely for this reason, they should have been more concerned about the dangers that smoking can cause, without showing off the real negative effects, on everyday life. Tobacco, indeed, began to be chewed and smoked during cultural and religious ceremonies around 2000 years ago because believed to be a cure-all, as well as a pain killer, for all kinds of health problems; soon after the discovery of the American Indians by Christopher Columbus, sailors started to bring it back to Europe, determining its massive growth all over the old country: only from that moment on became evident that Tobacco, on one side, turned into the “new gold” for the emerging industries of the time, while, on the other, begun to show how its first dangerous effects were to be found on some addicted individuals. Therefore nowadays, even though more and more doctors are continuing to bring out researches, together with their results, related to the terrible conditions this addiction can lead to, the industry seems to neglect these consequences, and keeps growing bigger on the back of their consumers, exploiting this hidden knowledge to get millions of people hooked on this dangerous habit. For this reason, those who want to make smoking illegal have faced several problems, above all towards heavy smokers, but still claimed that continuing to inform the public opinion would be the only reasonable response to such an astonishing threat to life. Throughout the years, such views have tried to make the whole situation as much clear as possible, partly due to the lack of knowledge around the subject, and reduce the risk of premature deaths; such assertions are, however, a short-sighted response to a problem that requires vision, control and perseverance in order to remove all doubts and, for now, only abstract theories that need time to be approved by the masses.

<Stamp out Smoking>, the advertisement that advises you to “butt out”

To begin with, those in favor of making smoking illegal argue that reducing the world tobacco production and sale would represent the first ideal approach taken by government institutions to prevent drastically many sicknesses. It’s suffice to say that only in the last decade over 27% of lung cancer’s cases have been registered in India indeed, and many other patients all over Europe have gone through life-and-death struggles; at least in this special “death ranking”, the two most important world powers, such as USA and Russia, are to be found at the last places. For this reason, even the governments around the world, possibly to “wash their hands”, have taken a step forward and tried to face the problem by bombing everyday national TV’s programs with as many advertisements as possible put out in a worldwide broadcast, in order to make visible all the disadvantages this product can bring. While these measures are taken and cannot be denied, statistics reveal that the situation doesn’t change and even the number of smokers increase day by day, failing inexorably in the initiative of eradicating smoking entirely.

Scientists content that, even though the results are poor, the measures put in place are however sure to affect public opinion deeply but lately some tested individuals have even revealed they have troubles in getting away from the addiction of nicotine, while others can’t get enough of it and want more and more, confirming the absolute power that smoking has created around itself.

E-Cigarette, the new smoking double-edged weapon that “easy come, easy go”

Surely, among the many adopted strategies, the introduction of the electronic cigarette seems to draw the attention thanks to its innovative features that have revolutionized the entire world: it allows people to control their nicotine intake with a wide variety of e-liquid flavors available, it doesn’t contain smoke smell, ash or toxins associated with tobacco smoking, and, above all, saves lives. Although this new tool has encouraged the beginning of a revolutionary trend, it neglects to take into account the long-term consequences it can have on people: consequently, another addiction takes place instead of removing the original one. The E-cigarette embodies therefore two sides of the same coin: on one hand, it becomes the favorite “treatment” used by all the customers who want to recover from smoking addiction, and sold by the main multinationals who purposely take advantage of it; on the other, it turns into a new dependence, even stronger and deeper, that creates a further problem rather than solving. Smoking is without doubt the main reason for the largest number of cancers and incurable diseases nowadays, and all the techniques that surround this problem unfortunately represent a double-edged sword: if they were able to restore hope, they would also have to be aware of not wiping it out so easily.

Smoking, I find you guilty of causing deaths!

Above all, those who argue for making smoking illegal may claim that taking away human life “in accordance with the rule” is the ultimate crime and, in committing so against the humanity, a “criminal” like Smoking deserves the ultimate punishment of being banned from world’s death’s causes. This way of thinking, however, shows so much enthusiasm around an hypothesis that seems to be too abstract to be feasible instead, and needs the approval of government posts, not really willing to turn the tables carelessly. We can thus see that the big challenge undertaken by those who want to make smoking illegal is hard to carry on, both because of the ineffective results obtained and due to the miscarriages of governments in evaluating actual alternatives worthy of note. As demonstrated, recent calls for the chance to make people quitting smoking are based on scientific researches that surely represent the basis on which could be built up a new sense of discipline capable of being aware of health more than profit and, without a doubt, the main hope, disappointing at the moment, to rely on in order to believe into a world with less corruption and less desire to earn as much money as possible on misfortunes of population. It was seen that for now, however, this can only be considered as a myth, due to the nature of the majority of failed actions towards this problem and the uncaring attitude of the highest public officials; for these main reasons, still more time will pass before world becomes a cleaner and safer place. Bearing this in mind, it’s only sensible to conclude that making smoking illegal is both hard and difficult to realize, but we should definitely seek for an option capable of getting people’s hopes up and proficient in leading the masses towards one unique aim: encourage the others who didn’t enter this tunnel yet to never start because, at least, “getting started is half the job”. Making smoking illegal would be a great step in today’s world, but not the final victory of this big challenge yet, because people should first understand the importance of being alive, the necessity to succeed in a battle that hasn’t been lost yet and, after doing so, conceive themselves as a nature’s gift that cannot be wasted because of a “puff of cigarette”.

Smokin, Kissing, Goodbye: the “revolutionary” taste of death! was last modified: febbraio 22nd, 2017 by L'Interessante
22 febbraio 2017 0 commenti
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Adriano
CinemaIn primo piano

Adriano Morelli: Sono giovane, ma condannato dal mio essere.

scritto da L'Interessante

Adriano

Di Christian Coduto

Pubblico delle grandi occasioni al Duel Village di Caserta per la prima di “La condanna dell’essere”, esordio nel mondo del cortometraggio di Adriano Morelli. Giovanissimo (ha da poco compiuto 22 anni) e ricco di idee, il cineasta ha portato sul grande schermo della sala 2 (completamente sold out) la storia di un traditore seriale (interpretato da Maurizio Casagrande) che, dopo la morte della moglie, prova ad avvicinarsi alla religione per sentirsi meno in colpa per i peccati che ha commesso.

In sala, a tifare per Morelli, il fratello Edoardo De Angelis (il regista di “Mozzarella stories”), le gemelle Angela e Marianna Fontana (le protagoniste di “Indivisibili” dello stesso De Angelis) nonché i protagonisti del corto: Maurizio Casagrande, appunto, Tiziana De Giacomo e Silvestro Marino.

Dopo un piacevole dibattito curato dalla Presidentessa del Caserta Film Lab Tiziana Ciccarelli, inizia una lunga festa nell’ En Gedi Duel Club.

Circondato da decine e decine di persone che gli chiedono un autografo, un selfie e qualche curiosità in più sul filmato, il regista dedica un sorriso a tutti, con la consueta cortesia.

Riesco a sottrarlo alla folla in un momento in cui i “Nantiscia” (che hanno curato la soundtrack del progetto) iniziano a suonare.

Ci sediamo un attimo in sala proiezione. Adriano appare ancora visibilmente confuso, ma è di certo contento e soddisfatto. Sorride …

Adriano Morelli risponde alle domande de “L’interessante”.

D: Adriano, perché “La condanna dell’essere”?

R: Un titolo esistenzialista vero? Il corto però ha un risvolto ironico. Maurizio Casagrande mi ha regalato l’onore di lavorare con lui. Tra le altre cose, per la prima volta nelle vesti di un uomo triste; condannato ad esserlo, in quanto traditore seriale e peccatore. Egli prova a placare il suo immane senso di colpa attraverso la chiesa. Dopo l’ennesimo Padre nostro, si rompe le scatole (ma Adriano utilizza termini più coloriti N.d.R.) e decide di ritornare al proprio essere, alla sua ossessione, ovverosia la vagina (vedi sopra). Che rappresenta, in effetti, la sua libertà. “La condanna dell’essere” si basa appunto sul binomio tra la vagina e libertà.

D: Fai riferimento a Maurizio Casagrande … perché hai proposto a lui questo progetto?

R: Cercavo un attore nel territorio napoletano che non fosse tra quelli già utilizzati da mio fratello Edoardo. Che fosse, in primis, bravo. Ho conosciuto Maurizio al Galà del cinema e della fiction nel Castello Medioevale di Castellammare di Stabia. Gli ho proposto il soggetto e gli è piaciuto. Siamo stati entrambi spinti dalla curiosità. La curiosità ti porta sempre ad un fine … positivo o negativo, certo, però stavolta c’è andata davvero bene (ridiamo).

D: Nel ruolo del prete, un altro grande attore: Massimiliano Rossi …

R: Mi piaceva l’idea di raccontare di un prete che rispettasse l’ideologia cristiana, ma non fino in fondo. Ciò che prevale nel personaggio interpretato da Massimiliano è il suo buon senso, lui è un amico del protagonista. Cerca di fargli capire che ciò che sta commettendo non è un peccato e quindi è inutile andare da lui per chiedere assoluzione; meglio proseguire piuttosto per la propria strada, provando a non sbagliare di nuovo. Come mi disse Don Primo, quando gli andai a chiedere se potessi girare nella sua chiesa “Se Dio è contento, siamo contenti anche noi”

L’intervista prosegue e Adriano si scioglie. E’ più sereno.

Mi ha colpito, durante la presentazione in sala, la necessità, il bisogno di ringraziare ripetutamente i suoi genitori e suo fratello. Ha un ruolo di responsabilità questa sera e sente il peso del giudizio. Ha pur sempre 22 anni, non dimentichiamocelo. Questa combinazione suscita tanta tanta tenerezza. Gli applausi che ha ricevuto (e sono stati tantissimi) non gli hanno dato quella sfrontatezza che, nella maggior parte dei casi, sfocia nell’antipatia vera e propria. Risponde sempre in maniera misurata, quasi come se volesse chiedere il permesso di parlare.

D: Dov’è ambientato il cortometraggio? Perché hai scelto quelle location?

R: A Caserta sono nato. La scelta del territorio casertano è legata ad un fatto logistico; è un corto girato in economia, nonostante la presenza di ben 43 persone nella troupe, tutti professionisti che, forse, non lavoreranno mai più per le cifre per le quali hanno lavorato per questo progetto. Questo ti fa capire quanto il cinema possa andare al di là di un mero fattore economico, quando le persone coinvolte apprezzano ciò che stanno vivendo! Il Santuario di Santa Lucia l’ho scelto perché mi piace molto, soprattutto l’esterno: scavato nella cava. Una struttura assai semplice, con un paio di statue e qualche crocifisso illuminato. Io, poi, credo che una chiesa sia dentro ognuno di noi. L’importante è avere fede in Dio. Tra le altre cose, il simbolo della croce ci ha accompagnato sui set dei film di Edoardo, mi piacerebbe continuare così nei miei racconti.

D: Quanti giorni di riprese sono stati necessari per completare il progetto?

R: Quattro giorni, ma a questi devi aggiungere all’incirca due mesi per la preparazione. E’ uno step fondamentale, che ti permette di arrivare sul set pronto e garantisce alla squadra un punto di riferimento che, nella fattispecie, è il regista. Solo in questo modo si riesce a lavorare in perfetta libertà e spigliatezza.

D: Oggi ti godi il successo, ma … domani?

R: Continuo a seguire me stesso. In maniera razionale seguo il mio background che, al momento, non è così ampio a tal punto da darmi la possibilità di raccontare ciò che io non ho ancora visto. Ma io amo raccontare anche ciò che ho dentro e, nella fattispecie, parliamo di sentimenti. Anche quelli più sporchi dell’animo umano, ma in una forma più pulita possibile. Sto collaborando con Elena Starace. Lei è la parte che mi completa, glielo dico sempre. Io sono il perverso della situazione (scoppia a ridere), mentre lei è pura, infatti la chiamo Amelie. Uscirà qualcosa di bello!

D: In bocca al lupo Adriano!

R: Grazie mille Christian

Mentre ci salutiamo ci raggiunge Silvestro Marino, il proprietario del Duel Village. Per “La condanna dell’essere” ha un doppio ruolo: produttore e interprete di un piccolo cameo.

D: Silvestro, cosa ti ha colpito di questo progetto tanto da spingerti a produrlo?

R: Innanzitutto io cerco sempre di aiutare i giovani. Amo il cinema sin da quando ero piccolo e mi sono dovuto fare spazio da solo, senza l’aiuto di nessuno. Quindi, quando incontro un giovane che ha voglia di fare e che ha tante belle idee come Adriano, mi lancio senza paracadute. E’ nata questa collaborazione. Sono rimasto colpito dal fatto che Adriano volesse fare emozionare un potenziale pubblico. Gli auguro tanto successo e una carriera lunghissima. Il tempo gli permetterà di crescere artisticamente.

D: Non è la prima volta che hai il ruolo di produttore … questo è un anno per te molto importante, perché “Con tutto l’amore che ho” di Angelo Antonucci è in concorso ai David di Donatello …

R: Una grandissima soddisfazione. Come dico sempre io “Ci ho messo quaranta anni, ho ottenuto una candidatura per un progetto che ho prodotto e distribuito io, tra le altre cose sono anche candidato come attore non protagonista … significa che nulla è davvero impossibile!” (sorride di gusto). Uno dei miei sogni è quello di creare una vera e propria catena di distribuzione indipendente italiana. I dati sono chiari: finalmente i film italiani tornano all’estero! “Perfetti sconosciuti” è un esempio, ma anche “Indivisibili” e “Quo vado?”.

D: A tal proposito … parliamo un po’ di una nostra sfida che ha avuto tanto successo, quella di Independent Duel. “Mauro c’ha da fare”, del maestro Alessandro Di Robilant, il primo film che abbiamo proiettato nella Rassegna, ha trovato una distribuzione americana!

R: Una notizia che può farmi solo un immenso piacere! Come ti dissi all’inizio, le cose si costruiscono man mano. Con il passare del tempo, il mercoledì è diventato un appuntamento fisso per gli amanti del cinema indipendente e la sala è ben affollata.

Abbiamo dovuto lavorare il doppio? Il triplo? Non importa: quello che deve vincere sempre è il cinema italiano che, per anni, è stato messo da parte. E’ nostro, non dimentichiamocelo.

D: Grazie mille Silvestro!

R: Grazie a te!

Adriano Morelli: Sono giovane, ma condannato dal mio essere. was last modified: febbraio 22nd, 2017 by L'Interessante
22 febbraio 2017 0 commenti
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arenadiana aps
CulturaDall'Italia e dal MondoIn primo pianoMusicaParliamone

ARENADIANA APS: IL 22 FEBBRAIO IL VIA AGLI EVENTI CON MUSICHE BRASILIANE DEL DUO ETTARI – DEDA A VILLA VANNUCCHI A SAN GIORGIO A CREMANO

scritto da L'Interessante

arenadiana aps

Arenadiana APS a San Giorgio a Cremano: il 22 febbraio, Villa Vannucchi ore 20,30, il via agli eventi musicali con il duo Gloria Ettari e Massimo Deda

Mercoledì 22 febbraio alle 20,30, a San Giorgio a Cremano, nel cuore del miglio d’oro e nella splendida cornice della vanvitelliana Villa Vannucchi, l’Associazione Arenadiana APS dà il via alla programmazione degli eventi musicali con il Live di Gloria Ettari e Massimo Deda.

Sound e sonorità brasiliane per l’esordio

Un tuffo nelle sonorità brasiliane in perfetto stile partheno-carioca. Una delle combinazioni più felici tra le tradizioni musicali del Brasile e dell’Italia: Gloria Ettari, voce delicata che sa farsi potente, cantante italiana radicata in Brasile, e Massimo Deda, chitarrista, compositore e paroliere di grande talento. Nella delicata formazione di chitarra e voce presenteranno musiche dal repertorio del disco d’autore registrato a Rio nel 2011 ed interpretazioni del canzoniere brasiliano, da Milton Nascimento ed Ivan Lins ad Ary barroso, Dorival Caymmi e Antonio Carlos Jobim.

Ospite dell’evento il compositore Luigi Montesanto

Sarà ospite dell’evento l’autore e compositore Luigi Montesanto, che con il duo Ettari-Deda ha condiviso un concerto a Rio de Janeiro nel giugno scorso, e che nell’occasione presenterà in anteprima le ultime composizioni cantautoriali.

Luigi Montesanto, presidente di Arenadiana APS, così sintetizza lo start: “si realizza un altro step sul percorso di valorizzazione e promozione sociale e culturale del territorio vesuviano, area che sempre più si rivela come terra che produce straordinaria bellezza.”

ARENADIANA APS: IL 22 FEBBRAIO IL VIA AGLI EVENTI CON MUSICHE BRASILIANE DEL DUO ETTARI – DEDA A VILLA VANNUCCHI A SAN GIORGIO A CREMANO was last modified: febbraio 21st, 2017 by L'Interessante
21 febbraio 2017 0 commenti
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legalità
EventiIn primo piano

Legalità e cultura, il binomio perfetto

scritto da L'Interessante

Legalità

Di Maria Rosaria Corsino

“Ci vuole grande cautela nel parlare di ridimensionamento del clan dei Casalesi. Basti pensare che solo negli ultimi quindici giorni abbiamo arrestato circa cento esponenti di fazioni riconducibili a quel clan. In oltre vent’anni di azioni inquirenti e giudicanti di contrasto al clan dei Casalesi è stato fatto tantissimo, sono state vinte importanti battaglie di legalità (come la riduzione del legame tra il clan e le amministrazioni locali o l’indebolimento del tessuto imprenditoriale dell’organizzazione criminale), ma sarebbe un grave errore pensare di aver vinto la guerra ed abbassare la guardia. Per vincere la guerra al ‘sistema camorra’ non basta l’azione della magistratura, perché in Campania, ma non solo, ci sono condizioni economiche, sociali e culturali così difficili da favorire il proliferare del ricorso alle strade dell’illegalità e su questo terreno è soprattutto lo Stato che deve intervenire”. È un appello chiaro e forte quello lanciato dal procuratore aggiunto della DDA di Napoli, Giuseppe Borrelli, nel corso dell’appuntamento inaugurale della seconda edizione de “La Memoria degli Elefanti”, il Festival della Letteratura nel segno del mito, ideato da “Arena Spartacus Amico Bio” all’Anfiteatro Campano di Santa Maria Capua Vetere, il secondo anfiteatro al mondo per dimensioni dopo il Colosseo.

I am Spartacus e la legalità

In una rassegna che ha per sottotitolo e per comune denominatore culturale “I am Spartacus: eroi, valorosi e valori” al centro del primo appuntamento del 2017 c’erano i valori della giustizia raccontati attraverso gli spunti di “Toghe, banchieri e rotative” (Guida Editore), il libro del magistrato Vincenzo Pezzella, consigliere della Suprema Corte di Cassazione. Un libro nel quale Pezzella racconta le sue “quattro vite”:il giovane impiegato di banca che per seguire le sue passioni lascia il posto fisso, il giornalista ‘abusivo’ che lavora negli anni ’80 nella Napoli dei viceré Di Donato, De Lorenzo e Pomicino, l’addetto stampa in Bankitalia al fianco di Carlo Azeglio Ciampi e il magistrato, dal 2013 in Cassazione ha fatto parte del collegio che ha sancito la definitività dell’interdizione dai pubblici uffici per due anni a carico di Silvio Berlusconi. Ad aprire la seconda edizione del Festival della Letteratura nel segno del mito, patrocinato dal Comune di Santa Maria Capua Vetere, c’erano il Sindaco sammaritano, Antonio Mirra, il direttore artistico del Festival Antonio Emanuele Piedimonte e il presidente del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Gabriella Maria Casella. Nel prestigioso parterre del talk letterario a discutere con Vincenzo Pezzella di valori della legalità, contrasto alle mafie, giornalismo d’inchiesta ed educazione alla cultura della legalità, insieme con il magistrato Giuseppe Borrelli, c’erano il prefetto Vincenzo Panico, Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso presso il Ministero dell’Interno, i giornalisti Ottavio Lucarelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e Antonello Velardi, caporedattore centrale de “Il Mattino” e Sindaco di Marcianise e autorevoli esponenti del mondo accademico e delle associazioni impegnate nel contrasto alle mafie: tra gli altri Rosanna Cioffi, Pro Rettore alla Cultura dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e Don Tonino Palmese, vice presidente della Fondazione Pol.i.s – Politiche integrate di sicurezza per le vittime innocenti della criminalità ed i beni confiscati.

Il programma dell’evento

La seconda edizione de “La Memoria degli Elefanti” proseguirà il 31 Marzo con i valori della pace e dell’integrazione raccontati in “The American Pope” (Libreria Editrice Vaticana) dal giornalista Massimo Milone, direttore di Rai Vaticano, e il 26 Maggio con i valori del patrimonio culturale italiano celebrati nel suo ultimo libro “Un patrimonio italiano” (Utet Editore) dal presidente del Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici, Giuliano Volpe, che racconta anche l’esperienza del ristorante biologico “Amico Bio – Arena Spartacus” all’Anfiteatro Campano come uno degli esempi più innovativi in Italia di valorizzazione di un sito culturale.

Legalità e cultura, il binomio perfetto was last modified: febbraio 20th, 2017 by L'Interessante
20 febbraio 2017 0 commenti
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