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Categoria

In primo piano

Vascitour
CuriositàDall'Italia e dal MondoIn primo piano

Vascitour: come ti cambio il turismo!

scritto da Roberta Magliocca

Non ci si rassegna all’idea che Napoli sia portata in giro per il mondo attraverso pizza e mandolino, che sia raccontata sguaiatamente da neomelodici che nulla hanno a che fare con la musica, che sia teatro per gente di malaffare, che i bambini ancor prima d’imparare a leggere e a scrivere, imparino l’arte di arrangiarsi. Abbiamo bisogno di ascoltare Napoli nella voce di Sergio Bruni, nella chitarra di Roberto Murolo, nelle parole di Giulio Cesare Cortese, nel teatro dei De Filippo, nel ragù della signora Carmela del Vascio 33. Ed è proprio in quest’ottica che nasce e si sviluppa Vascitour, un progetto nato dalla mente colorata ed appassionata di Achille Centro, che ha accettato di incontrarci e di raccontarci la sua idea di turismo napoletano.

 

Ciao Achille, prima di tutto grazie per aver accettato il nostro invito. Ti va di parlarci del progetto Vascitour?

Grazie a voi ragazzi. Dunque: Vascitour è un format che fa parte di una startup – sempre made in Napoli – che si chiama AutenticaMENTE e che ha l’obiettivo di far conoscere i comportamenti e le abitudini della gente del mediterraneo. A Napoli, Vascitour vuole proporre di vivere il quartiere come una grande casa, dove il viaggiatore viene accolto come uno di famiglia, infatti il nostro claim è “The guest is one of us!”. Ci rivolgiamo al viaggiatore alternativo, non convenzionale che ha l’esigenza di conoscere l’autenticità del luogo che visita.

 

Vascitour: un nome, un programma. A chi è venuto in mente e perché?

Il progetto è venuto in mente a me, che sono un viaggiatore a cui piace conoscere la città che visita in maniera autentica e non attraverso le cartoline turistiche che la rappresentano. Un bel giorno mi sono chiesto se fosse stato possibile presentare Napoli fuori dai circuiti turistici e se fosse stato possibile raccontarla attraverso la memoria autobiografica degli abitanti locali o attraverso una sua tipicità che è per l’appunto il Basso. Ed è nato Vascitour – i bassi per l’appunto chiamati a Napoli anche “vasci”.

 

Chi fa parte del progetto Vascitour?

Beh, oltre me ci sono altri studenti ed amici che gestiscono Vascitour. Ci sono: Marianna Di fiore che è Web designer e che è responsabile della selezione dei concorsi a cui partecipiamo, poi c’è Ilaria Delli Colli Web designer e Francesco Boccia Ingegnere informatico che si occupano dell’organizzazione del sito. Noi quattro ci siamo conosciuti al C-lab che è un progetto finanziato dal MIUR e dal MISE e che si è tenuto presso il Dipartimento di scienze sociali della Federico II, con l’obiettivo di sviluppare nuove idee di lavoro. Ora però siamo alla ricerca di altri amici che vogliano entrare a far parte di Vascitour, per esempio casalinghe che amino la cucina e proprietari di Bassi.

 

Vascitour come intende valorizzare il turismo napoletano?

Grazie al turismo esperienziale a cui facciamo riferimento vogliamo proporre:

  1. il pernottamento nei Bassi;
  2. i pranzi e le cene a casa degli abitanti locali;
  3. le visite guidate nei siti archeologici sconosciuti;
  4. eventi di carattere socio-antropologici per conoscere meglio la cultura dei napoletani.

In questo modo, crediamo di valorizzare Napoli, di attivare una riqualificazione del territorio e di dare vita ad una sostenibilità ambientale, sociale ed economica e garantire a tutti un minimo di guadagno. Tutte le proposte e i servizi offerti da Vascitour saranno disponobili su Vascitour.it (sito ancora in costruzione).

Vascitour, per guardare Napoli come non l’abbiamo mai vista

 

E allora crediamoci ancora. Non lasciamo tutto il lavoro a San Gennaro che, da solo, non può farcela. Crediamo in un futuro fatto di nuove opportunità. Puntiamo su idee nuove e creative come quelle di Achille Centro e dei suoi colleghi. Vascitour è una realtà e tante altre ce ne sono. Basta cercarle e crederci. Perché se ci si crede, se ci si impegna, se si lotta…’a nuttata passa. Adda passa’.

Vascitour: come ti cambio il turismo! was last modified: marzo 16th, 2016 by Roberta Magliocca
16 marzo 2016 0 commenti
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Giornate Fai
CulturaEventiIn primo piano

Giornate FAI in 400 città italiane

scritto da Roberta Magliocca

Giornate Fai

Tornano in 400 città italiane le giornate FAI. È una serie di due appuntamenti, quella organizzata dal fondo ambiente italiano, che apre il sipario su 900 luoghi della nostra penisola.

Il 19 e 20 Marzo saranno echi di preludio alla primavera della bellezza, origine da cui l’uomo stesso proviene e che, per circostanze talvolta inspiegabili, sembra non riuscire a preservarne le peculiarità.

È con questo spirito che saranno concesse al pubblico aperture straordinarie a chiese, musei, palazzi, ville, spazi naturali ed archivi storici. La corrente edizione, che battezza il ventiquattresimo anno della rassegna, avrà come tema cardine quello della mutazione. È un dato innegabile, infatti, la trasformazione geografica che, di generazione in generazione, ha travolto la   superficie e l’anima del nostro pianeta, così come diversi sono gli approcci   ad iniziative del genere.

Sono stati 8.500.00 gli italiani scesi in piazza, agglomerandosi in chilometriche file di attesa, che in questi ventitré anni hanno assistito allo spettacolo dell’Italia che ricomincia a splendere, se poi si tratta di un entusiasmo a tempo determinato sembra non essere rilevante.

La Campania, come dimostrato dalle opportunità fissate nel calendario delle iniziative regionali, non accenna a voler arrivare impreparata al ripetuto noviziato della riscoperta.

È giusto che anche le nostre province richiamino l’interesse a restituirsi un’identità storica ed artistica ben definita. Ecco, dunque, alcune delle irrinunciabili opportunità fra Caserta e Napoli:

La reggia di Caserta aprirà le porte a stanze restaurate, saranno visibili le suggestive collezioni Terrae Motus, una serie di opere attribuite a rinomati artisti del 900 che furono, secondo fonti note, commissionate in occasione del terremoto dell’Irpinia. Presenti anche 140 dipinti che finora avevano conosciuto vecchiaia negli scaffali dei depositi.  Previsto , fra gli itinerari più interessanti, un percorso negli spazi dei sottotetti ,per ammirare le tecniche architettoniche utilizzate da Vanvitelli, proprio lì, dove in quel periodo di conflitto mondiale si appostavano le truppe alleate per sorvegliare il monumento.

A Napoli, invece, saranno aperte le catacombe di San Gaudioso: un’atmosfera coinvolgente sintetizzata in una particolare mistura fra barocco e l’epoca paleocristiana.

Dal XVII secolo la zona fu chiamata “Sanità” perché ritenuta incontaminata e salubre, anche grazie a proprietà miracolose attribuite alla presenza delle tombe dei Santi.

Si narra che alla fine del 1500 i frati domenicani ospitarono la sepoltura di alcuni nobili napoletani, in quest’ ipogeo sarebbero infatti conservati  i loro crani; i rispettivi corpi furono affidati all’arte di Giovanni Balducci che ne ritrasse le pareti.

Non resta , dunque, che abbandonarsi a questo tintinnio di meraviglia e lasciarsi ammaestrare dallo stupore non solo di quello che siamo in grado di vedere, ma anche da ciò che siamo disposti ad immaginare oltre le canoniche alternative di aggregazione come in questo caso.

Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore (Peppino Impastato)”.

Michela Salzillo

Giornate FAI in 400 città italiane was last modified: marzo 16th, 2016 by Roberta Magliocca
16 marzo 2016 0 commenti
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Elena Mancino
EventiIn primo piano

Elena Mancino: orgoglio campano

scritto da Roberta Magliocca

Elena Mancino

Il cibo è nelle nostre case. Sulla tavola, nel frigo, sul divano davanti alla televisione. Ma quando il cibo è nelle mani giuste, diventa arte e musica, diventa un legame tra le persone, l’elemento fondamentale per far diventare una serata normale, una serata speciale. 

Questo lo sa bene Elena Mancino, talento tutto campano, orgoglio del Sannio.

Alle Internazionali di Italia 2016 svoltesi a Marina di Carrara, la giovanissima e talentuosa Elena si è aggiudicata la medaglia d’oro con il piatto “La bufala imbufalita”.

Elena Mancino sempre sul podio

Non una gran sorpresa per chi la conosce bene. Infatti Elena ci ha da sempre abituato al podio, a testimonianza di una bravura che si accompagna sempre ad una ricerca attenta e soprattutto ad una passione che dura ormai da ben 13 anni.

Orgoglio aggiuntivo, è il fatto che a Marina di Carrara, Elena era l’unica donna in gara ribaltando l’idea che le donne sono brave solo nelle cucine di casa, mentre sul podio gastronomico solo l’uomo vince.

Non è così, Elena Mancino ne è la prova.

Complimenti Elena, ad Maiora! 

Elena Mancino: orgoglio campano was last modified: marzo 16th, 2016 by Roberta Magliocca
16 marzo 2016 0 commenti
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Meredith Grey
CulturaIn primo pianoTv

Meredith Grey: ancora cupa e torbida?

scritto da Roberta Magliocca

Meredith Grey

Dodici stagioni sono veramente tante. Per una serie tv, sono davvero tante. Eppure chi si è appassionato alla serie televisiva di Grey’s Anatomy, sembra non averne mai abbastanza, tanto da non poter aspettare le puntate italiane e seguire la stagione americana, nonostante l’inglese decisamente scolastico.

Dopo ben dodici serie, dopo aver seguito l’evoluzione dei personaggi così da vicino, così intimamente, sembra tu abbia mangiato il loro pasto, passato loro i bisturi, dormito tra le loro lenzuola.

Nell’ospedale più famoso del mondo (forse, se non sicuramente, più famoso di quello di E.R. Medici in prima linea o quello dell’imprevedibile e sensualmente cinico Dott. House), in quell’ospedale, hai pianto per un’appendicite andata male, hai amato nella stanzetta del medico di guardia, hai litigato con gli strutturati, hai assistito alla follia del Sign. Clark.

E allora, ancor più della perfida Shonda Rhimes, tieni ad ognuno di loro come se ti fossero madri e padri, fratelli o sorelle, colleghi o amici.

Meredith si sta rialzando?

A questo punto, se non state seguendo la programmazione americana, vi consiglierei di smettere di leggere. Perchè se siete rimasti in Italia, allora starete ancora assaggiando il cinismo della bella Meredith, così fredda, algida e – diciamocelo – anche un po’ stronza a causa delle immani tragedie che si sono susseguite nella sua vita.

Una donna tutta lavoro e disgrazie che sembra essersi arresa alla cattiveria. La morte le va a braccetto e sembra aspettare soltanto il prossimo deceduto.

Ma in America qualcosa sta cambiando. Shonda si sarà passata una mano sulla coscienza, o si sarà stancata pure le di vedere la cara Ellen sempre incavolata nel suo camice blu. Fatto sta che in una delle sue trasferte, in una delle sue mirabolanti imprese chirurgiche, lo staff del Grey Sloan Memorial Hospital assiste ad una Meredith con ancora qualche battito cardiaco. La nostra sempiterna cupa e torba Meredith sembra che abbia conosciuto qualcuno. Un qualcuno medico, ovviamente, ma anche militare – seguendo le orme della bella Yang – che sembra riaccendere nella dottoressa una luce negli occhi che mancava da tempo. Derek a poco poco torna nella scatoletta dove lo aveva messo anche Addison Montgomery dopo il loro divorzio.

La domanda nasce spontanea. Che stia finalmente per piovere?

Meredith Grey: ancora cupa e torbida? was last modified: marzo 16th, 2016 by Roberta Magliocca
16 marzo 2016 0 commenti
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movimento
In primo pianoParliamone

Movimento Città Futura

scritto da L'Interessante

Movimento città futura

Il movimento CITTÀ FUTURA, premesso che con il comunicato stampa del 29 febbraio u.s. si invitavano tutte le associazioni ed i movimenti civici presenti in città ad un incontro per creare un’alleanza forte e coesa al fine di condividere un progetto con cui ridare un’identità alla città di Caserta, comunica che in data 10 marzo si sono riunite le seguenti associazioni e movimenti: AGORA’ – CASETRTA IN COMUNE – CASERTA Kest’è – CITTA’ FUTURA – COMITATAO RIONALE ACQUAVIVA – FUTURIAMO – MOVIMENTO POPOLARE PER CASERTA.

Movimento Città Futura

Dopo un’analisi approfondita sullo stato della città di Caserta hanno convenuto di istituire un tavolo permanente di confronto al fine di individuare soluzioni e possibili percorsi comuni.

L’ulteriore scopo di detto tavolo è ovviamente quello di favorire la più ampia partecipazione di tutte le associazioni ed i movimenti civici interessati a portare il loro contributo. Caserta merita l’impegno di tutti i casertani.

CITTA’ FUTURA rinnova quindi l’invito alla partecipazione al predetto tavolo civico.

Movimento Città Futura was last modified: marzo 15th, 2016 by L'Interessante
15 marzo 2016 0 commenti
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club
In primo pianoParliamone

Club 33 giri: The Fabbrica 2.0 in concerto

scritto da L'Interessante

Sabato 19 marzo 2016, a partire dalle 21.30,  l’Associazione Culturale Club 33 Giri ospiterà un live davvero speciale: sarà infatti la band pop-rock sammaritana The Fabbrica 2.0 a salire sul palco. Il concerto si terrà nella sede dell’associazione, in via R. Perla (Central Park, incrocio con via Jan Palach) a Santa Maria Capua Vetere (Ce). La serata di “Altrovento” special vedrà le canzoni di “Come vento in faccia”, secondo album della band, vestite di nuovi abiti elettro-acustici e suonate insieme a numerosi ospiti. Il live , animato dalla presenza di numerosi musicisti amici della band, servirà a finanziare il nuovo album.

Sempre buona musica al Club 33giri

Michele, Gennaro ed Eros hanno cominciato a suonare insieme nell’Ottobre del 2011, nel maggio del 2012 è uscito il loro primo disco autoprodotto “Sogni in scatola istruzioni per l’uso”, trainato dai singoli “Vita Mij” e “Non lo faccio”. Il disco ha permesso al gruppo di suonare nei migliori music club della provincia e aprire numerosi live di artisti di fama nazionale: Riccardo Sinigallia, L’Orso, The Van Houtens, Un’orsominore, Francesco Di Bella, Pier Cortese. La band partecipa e vince nel 2013 il contest “Campania Sonic Lab”, che le permette di produrre il secondo disco, “Come vento in faccia”, anticipato dal singolo “Mi disarmi”, e di avere un contratto con la Octopus Records. Il 12 dicembre scorso è stato pubblicato
in esclusiva su Fanpage.it il video del secondo singolo tratto dall’album, “Prospettive”, che ad oggi conta oltre 4.000.000 di visualizzazioni. Dopo oltre 30 date con il “Come vento in faccia – tour” nel settembre di quest’anno la band ha suonato al _reset Festival di Torino, la più importante rassegna dedicata alla musica emergente in Italia.

“Altrovento” special sarà l’occasione per ascoltare ancora una volta le canzoni contenute nel secondo disco della band, arricchite da numerose collaborazioni realizzate appositamente per il live. L’intero ricavato dagli ingressi del concerto sarà destinato a finanziare il nuovo album della band attualmente in fase di pre-produzione con la Octopus Records di
Giuseppe Fontanella (24 grana).

Per partecipare a tutte le attività dell’Associazione Culturale Club 33 Giri è necessario tesserarsi per entrare a far parte del collettivo. La tessera, che ha validità per l’intera durata della stagione associativa, si può sottoscrivere durante qualsiasi evento o incontro.

 

Club 33 giri: The Fabbrica 2.0 in concerto was last modified: marzo 15th, 2016 by L'Interessante
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Un libro
In primo pianoParliamone

Un libro per il S.O.A.

scritto da L'Interessante

Un libro per il S.O.A.

Venerdì 18 Marzo dalle ore 18.00 allo Spazio Occupato Autogestito, via dei Mille (vicino la Stazione Trenitalia di Acerra), sarà inaugurata la biblioteca popolare. Vieni e dona un libro per creare la biblioteca di quartiere. Il S.O.A. è uno spazio libero nel cuore di una realtà difficile, un luogo per fare politica, attività sociali, sport, arte e cultura. Seguirà alle ore 19.00 la presentazione del libro di Mario Visone “Dalla parte delle viole”. Interverranno: Mario Visone – Autore del volume Fabio d’Angelo – redattore di Una banda di cefali Sostieni anche tu la cultura dal basso, passaci a trovare e se vuoi dona un libro al S.O.A.

Un libro per il S.O.A.

Mario Visone: (Napoli, 1978) scrittore, studioso di filosofia politica e delle organizzazioni politiche del Novecento, primo Presidente del Consiglio degli Studenti dell’Ateneo napoletano dichiaratamente di sinistra. È presidente dell’associazione TARE – Terapie Artistiche per Ricoveri Emozionali e collabora alla rivista Sinistra e Mezzogiorno. Ha pubblicato: Dominio – Cenni su produzione, riproduzione sociale, urbanità e natura nell’ideologia della globalizzazione (Il Quaderno Edizioni, 2012); AvoilaLeopolda, AnoiilSocialForum (Il Quaderno Edizioni, 2013). Dalla parte delle viole: «Ho letto questo romanzo all’indomani della strage di Parigi alla redazione di Charlie Hebdo… Oltre alla piacevolezza letteraria, potrebbe servirci da viatico nell’oscuro cammino che abbiamo davanti agli occhi». (Simone Lenzi) Un giovane anarchico italiano, aspirante suicida, decide di partire verso la Spagna per vendicare la morte del poeta Federico Garcia Lorca avvenuta per mano della falange franchista. Con questo spirito si unisce al POUM di Granada con il quale intraprende un’azione non violenta. In nome di una poetica di pace e condivisione del tutto aliena alla guerra, nasce spontaneo, quasi inopportuno, un legame con una guerriera spagnola. Ma quando il gruppo si scioglierà, alcuni resteranno, altri andranno via, e per superare il senso di colpa resterà loro la sola speranza di tornare un giorno in Europa, per organizzare la resistenza contro ogni forma di totalitarismo.

Un libro per il S.O.A. was last modified: marzo 15th, 2016 by L'Interessante
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corvino
CalcioIn primo piano

CORVINO: NESSUN RIBALTONE

scritto da Walter Magliocca

corvino

Dopo le sei sberle rimediate dalla Casertana in quel di Benevento, il presidente del sodalizio rossoblù, più sull’onda emotiva che per la effettiva necessità di comunicare qualche novità, ha tenuto una conferenza stampa nel “ventre” dello stadio “Pinto”. Un Corvino apparso amareggiato, irritato ma non demoralizzato e voglioso di terminare la stagione nel migliore dei modi.

“Sarebbe troppo facile esonerare l’allenatore, mettere fuori rosa e multare qualche giocatore, ma ciò non risolverebbe i problemi ma, soprattutto, non cancellerebbe il risultato di Benevento”.

Corvino ha poi proseguito: “Confermo tutto quanto detto nell’immediato dopo partita, è stata una vergogna che, come tutti i tifosi, non riuscirò a dimenticare”.

Su chi avrebbe messo in campo la formazione e sui tre giocatori in maglia rossoblù che, in pratica, avrebbero giocato con il Benevento, Corvino ha risposto: “Il mister Romaniello mi ha assicurato che non accetta né subisce ingerenze esterne nelle scelte tecniche” aggiungendo “tutti i difensori sono stati completamente assenti”. Nessun riferimento a colui che viene additato come il maggiore responsabile di questa situazione e cioè il direttore Nicola Pannone. Ma solo per ribadirne i meriti di aver allestito la squadra: “E’ stato lui a procurarci i giocatori con un budget ridotto e che, nel girone di andata, avevano guadagnato la vetta della classifica con sette punti di vantaggio”.

Per i cambiamenti si dovrà attendere la fine della stagione. Stop al silenzio stampa

“A Romaniello era stata chiesta la salvezza e, pertanto, nulla gli si può contestare. Sicuramente è stato sbagliato il mercato di gennaio”.

Uniche precisazioni di rilievo lo stop al silenzio stampa e che “sicuramente lascerò la presidenza a fine stagione”, “che non vi sono problemi tra me e Lombardi”, “che nessuno ci può accusare di nulla in quanto con il Benevento abbiamo vinto l’andata e perso il ritorno”.

Giusto per stoppare le voci provenienti da Lecce, dove si è messo in dubbio la “veridicità” del risultato del campo e la “buona fede” dei contendenti.

“Sicuramente, da oggi in poi tutte le decisioni dovranno avere il mio beneplacito e inserirò nell’organigramma qualche elemento a me vicino e di cui mi possa fidare senza alcun dubbio”.

Grande assente il “regista occulto” di questa società e cioè il direttore Pannone che non si sa se rilascerà qualche dichiarazione al riguardo.

Quello che si è captato è che il “giocattolo si è rotto” e che nonostante il calendario favorevole nelle ultime otto giornate, appare difficile che la Casertana possa recitare un ruolo di primo piano fino alla fine.

Ma si sa, sperare non costa nulla. Prossimo appuntamento domenica pomeriggio a Martina Franca, inizio ore 17,30.

CORVINO: NESSUN RIBALTONE was last modified: marzo 15th, 2016 by Walter Magliocca
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Exomars
AttualitàIn primo pianoParliamone

Exomars: l’Italia alla conquista di Marte

scritto da L'Interessante

Exomars

14 Marzo, 10:31 ora italiana: ha inizio la più grande avventura spaziale dell’Italia, con la Missione Exomars che prende ufficialmente il via.

Con un lancio perfetto, il razzo Proton si stacca veloce e dritto dal cosmodromo di Baikonur, nel Kazakistan centrale. Prende ufficialmente il via Exomars, la prima missione spaziale davvero “italiana” a tutti gli effetti. Italiana, perché questa volta il contributo alla missione – europea, è giusto segnalarlo – è perlopiù ad appannaggio del vecchio stivale: ben il 32% dei 1,3 miliardi di Euro di costo della missione, infatti, circa 350 milioni, sono stati finanziati dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Ma l’impegno del belpaese non è solo economico: anche la tecnologia parla italiano, con Finmeccanica e Thales Alenia Space Italia, alla quale l’Esa ha affidato la leadership della missione e la responsabilità complessiva di tutti gli elementi. Sul versante “contributo scientifico”, inoltre, l’Italia ha collaborato con l’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), l’Università di Padova e l’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn).

Ma quali sono gli obiettivi della Missione Exomars?

Sono previste due fasi, la prima delle quali ha avuto inizio –appunto- ieri con la partenza del razzo Proton, che ha portato in orbita la sonda Schiaparelli (chiamata così in onore del famoso cosmologo italiano). Sonda che continuerà il suo viaggio verso Marte, della durata di circa 7 mesi: una volta agganciata l’orbita del pianeta rosso, e stabilizzatasi a circa 120 chilometri di quota, avrà inizio la fase più interessante della missione: cercare traccia della presenza di vita, presente o passata. Per far questo, ad Ottobre del 2016, un rover si staccherà dalla sonda e planerà sulla superficie di Marte, scavando ed analizzando la superficie extraterrestre.

La missione continuerà per ben 7 anni (stima della durata della vita del rover marziano), periodo durante il quale la sonda continuerà ad analizzare i dati “in loco”, per poi spedirli verso la Terra attraverso quei 12 minuti-luce necessari a trasportare i dati digitali alla casa base dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea). Ciò che Exomars troverà sulla superficie del pianeta rosso, per ora è difficile dirlo: quello che si cerca sono tracce biologiche, anche fossili, che possano confermare l’esistenza (probabilmente solo passata) della vita marziana. La presenza –passata anche questa- di acqua sulla sua superficie, infatti, è stata già ampiamente documentata dalle precedenti missioni, sia dell’Esa che della Nasa: quello che manca è una traccia biologia, una proteina, un singolo amminoacido, anche fossile. Compito della missione italiana, trovare queste tracce. E rendere finalmente chiaro a tutti il concetto dell’esistenza della vita extraterrestre.

Fabrizio Gentile

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15 marzo 2016 0 commenti
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Love givers
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Love givers: assistenza sessuale

scritto da L'Interessante

Love givers

Si chiamano love givers o, più comunemente, accarezzatori: sono   donne e uomini, adeguatamente formati, che offrono la possibilità a persone con disabilità di esplorare il proprio corpo attraverso atti di intimità e masturbazione.

In Danimarca, Olanda ,Germania, Svezia e Svizzera, è un lavoro  legalmente riconosciuto da circa dieci anni,  libertà di cui fruiscono- là dove è possibile emigrare- anche cittadini italiani  con volontà di ricevere questo genere di assistenza, ancora un’ ostica emancipazione per il nostro Paese.

L’Italia, infatti, anche da questo punto di vista è   incastrata in un meccanismo di luoghi comuni stantii,  che spesso si basano su informazioni sbagliate e retaggi culturali poco evoluti. Il disabile per populistica opinione, è colui che se riesce a garantirsi il raggiungimento di obiettivi ordinari, quali l’istruzione o una vita sociale più o meno forbita, diventa un superdotato all’occorrenza. Nei casi meno fortunati, invece, è una sorta di beato alternativo- con la vocazione indotta da chissà chi – ad essere  sintesi fra il dono da accogliere e la condanna da compatire.

In uno scenario di questo calibro, concepire la persona con disabilità- che sia affetta da un deficit fisico o lieve ritardo cognitivo non fa differenza- opportunamente dotata  di istinto passionale è a dir poco utopico.

L’individuo con il problema è, dunque, il problema che rappresenta, pertanto non può permettersi neppure di pensarla una vita sessuale che, in quanto tale, non abbia quasi nulla a che vedere con la sfera emotiva. È proprio a seguito di  questa chiara marcatura di concetto che la figura dell’ accarezzatrice viene, talvolta, falsamente attribuita a quella di una prostituta.

 I love givers, a differenza di una squillo, nascono prima di tutto per agire in totale trasparenza e non in un regime di clandestinità. La loro formazione, di solito, dura due anni e si sviluppa al fianco di professionisti con  esperienza in ambito scientifico, compresi sessuologi e psicologi. La loro attività non si traduce nell’attuazione di rapporti completi con l’assistito; la natura degli incontri ha a che fare più  con la sensualità che con la sessualità  categoricamente definita. L’assistenza erotica sorge come una vera e propria terapia atta a fornire gli elementi necessari per imparare ad esplorare, anche autonomamente, il proprio corpo. È chiaro che molto dipende dal tipo di handicap, le persone con un deficit fisico hanno la possibilità di esprimere autonomamente le proprie esigenze, non a caso in situazioni di questo tipo, il colloquio con l’assistito occupa un ruolo fondamentale,   in realtà più complesse diviene necessario che siano i genitori a fare da tramite.

La sessualità è un argomento tabù in generale , figuriamoci quando viene associata ad un malattia ;anche per i familiari non è facile accettare la metamorfosi nel corpo dei propri figli, tuttavia in assenza di assistenti sessuali o di lucciole perbene, si trovano ad essere gli unici in grado di assecondare determinate voglie, che – volente o nolente – restano del tutto naturali.

Esistono casi in cui la situazione diventa davvero difficile da gestire: l’accumulo di istinti sessuali repressi, infatti, può portare ad atti di aggressività o particolare esibizionismo.  Purtroppo, l’atteggiamento omertoso sull’argomento rende molto difficile la decifrazione del problema che sta all’apice di cause apparentemente incomprensibili.

 Rendere un disabile sinonimo di infante per la vita è il più grosso errore che si possa fare, la legalizzazione dei love givers urge in Italia come in tutti gli altri paesi europei, per garantire una probabilità di esperienza sensoriale che permetta, anche a persone che non hanno la possibilità di viverla altrove, l’identificazione sessuale, sia essa etero od omosessuale. Sembra superfluo rimarcare che nel caso di situazioni LGBT il pregiudizio sociale sarebbe ancora più gravoso e quindi più difficile da accettare all’origine. La battaglia, partita anni fa, attraverso una petizione stanziata da un blogger affetto da distrofia muscolare, ha prodotto  l’attenzione del deputato  PD, Sergio Lo giudice, che si è concretizzato nel DDL1142 con tema: “disposizioni in materia di sessualità assistita per persone con disabilità”. Il testo è stato presentato nel 2014 e ancora oggi non sono stati resi noti sviluppi in tal senso.

Del resto ,si sa, l’Italia è il paese delle priorità irrisolte.

Michela Salzillo

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